
Urban Movements
Curated by Silvia Casini
Cities in transition, mobile topographies, emotional journeys
Saturday November 7th in the gallery and inside the former warehouse of the ancient Jewish Ghetto in Vittorio Veneto (Venice area), Parentesi Studia will celebrate the 100th anniversary since the birth of Futurism. In this exhibition moving between video, painting and photography, walking on the crest between real and imaged architecture, the spectators trace their own personal paths.
In Movimenti Urbani (Urban Movements) the visitor-flâneur wanders about the paintings by Angelo Accardi, the photographic snapshots by Ruggero Ruggieri and the video art by filmmaker Jean-Claude Mocik.
No reassuring spatial-temporal coordinates are offered here, rather the possibility to discover another space, between memory and projection, stillness and movement, private and public, physical and emotional transport.
On occasion of this exhibition, visitors will have the chance to experience a video-performance realised exclusively for Parentesi Studia by internationally renowned filmmaker Jean-Claude Mocik, already protagonist of a retrospective at the Centre Pompidou.
Mocik’s 60-second-video, shot at the International Airport of Treviso will be projected in looping during the exhibition and will be part of the Parisian video cycle Midi Pile (http://www.vimeo.com/7236415).
Opening:
Saturday November 7th 5.30pm
Galleria Parentesi Studia
Artworks exhibited until December 7th 2009
Info:
http://www.parentesi.it
Posted in Uncategorized, exhibitions

Art Controversy in Northern Ireland
There is an echo outside the entrance of the brand-new library at Queen’s University, Belfast: Eco, a layered double-head sculpture by the Breton artist Marc Didou. Eco is haunted by the ghost of its former self which was once located outside Queen’s main entrance – right in the middle of the semicircular space, a few steps behind the War Memorial, available to people passing by. Just like the new library, Eco is going to be inaugurated on 15 October 2009. In brief, the original location of Eco was another one.
Read the whole article on Ireland’s leading magazine for contemporary art and visual culture:
http://www.recirca.com/cgi-bin/mysql/show_item.cgi?post_id=5026&type=articles&ps=publish
Posted in articles, exhibitions

Articolo di Silvia Casini per Digimag numero 47, 2009
Nonostante le promesse di una maggior attenzione alle arti figurative e in particolar modo alla pittura, la 53° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è ancora una volta concentrata sull’installazione video e sul cinema espanso – che non significa, necessariamente, sperimentale. Nella maggior parte dei casi si tratta di rivisitazioni dello spazio espositivo alla luce dell’esperienza tipica del cinematografo. Lo schermo diventa parete o televisore al plasma e l’installazione assume le caratteristiche di una vera e propria sala di proiezione in cui i dispositivi tipici del film vengono decostruiti – si pensi al moto rotatorio (loop) enfatizzato da Douglas Gordon o alla decomposizione dei propri film in video monitor disposti in successione (Chantal Akerman).
Il cinema inteso come spazio oscurato in cui vengono proiettate immagini in movimento accoglie lo spettatore al suo ingresso nel padiglione della Polonia. L’esperienza che ne risulta, tuttavia, è alternativa a quella della sala cinematografica e mostra le possibilità creative proprie delle installazioni video, come cercherò di illustrare, possibilità troppo spesso negate dalla video arte che affolla gli spazi delle gallerie. Go?cie/Guests è il titolo della mostra allestita con le video proiezioni dell’artista ebreo-polacco Krzysztof Wodiczko. Gli ospiti del titolo sono ombre, silhouettes di immigrati da paesi diversi, rappresentati (proiettati per meglio dire) nell’atto di lavorare, riposarsi, condividere a voce alta ognuno la propria storia così come la preoccupazione collettiva per l’ottenimento del permesso di soggiorno.
La dimensione politica dell’opera di Wodiczko, tuttavia, non è soltanto legata al soggetto dell’installazione, cioè agli immigrati-ombra, al loro essere presenze quasi invisibili ma al tempo stesso reali e vicine al nostro vivere quotidiano. Questa installazione è politica per il tipo di esperienza che crea: un’esperienza radicalmente alternativa a quella passiva del cinema hollywoodiano da blockbuster e alternativa anche a quella del visitatore flâneur che alla Biennale girovaga da un padiglione all’altro in un crescendo di noia bulimica dovuta al fatto che, spesso, i padiglioni-contenitori contengano il nulla, lasciando fuori il mondo. Wodiczko è uno dei pochi artisti presenti alla Biennale Arti Visive che risponde in modo creativo e consapevole all’invito del direttore Birnbaum che chiede di “Fare mondi/Making worlds”. A differenza di quanto avviene per la maggioranza degli altri padiglioni nazionali, infatti, protagonista del padiglione polacco è il padiglione stesso, la messa in questione dell’edificio e della sua funzione espositiva, così come la presa di distanza da un certo tipo di cinema sia esso su supporto analogico che digitale.
Per leggere il resto dell’articolo, clicca su: http://www.digicult.it/archivio/digimag47/
Posted in Uncategorized
Articolo pubblicato su DIGIMAG numero 46 2009
Un fotografo cineasta, Raymond Depardon, a cavallo tra documentario e fiction, vincitore del premio Pulitzer e autore di numerosi reportage in paesi come Biafra, Ciad, Venezuela, conosciuto anche per aver trascorso un periodo nel 1976 presso l’ex ospedale psichiatrico di San Servolo, a Venezia, gira nel 1996 una sorta di docu-fiction su un viaggio in Africa durato tre anni e sul mestiere stesso di film-maker. William Kentridge: nativo del Sud Africa, un artista la cui matrice espressiva è il disegno ma che spazia dalla scultura all’animazione all’installazione video, da sempre si interroga sulla dimensione sociale dell’arte e sulla responsabilità dell’artista.
Questo breve articolo non tenta una comparazione tra due artisti i cui linguaggi espressivi sono diversi, le cui biografie non si incontrano se non per il fatto di avere in comune Lei – l’Africa.
Quel che segue è un raffronto critico, un’esplorazione di due sguardi, quello di Depardon e quello di Kentridge, due artisti accostati non tanto perché ritraggono l’Africa, ma perché l’estetica del loro sguardo è simile.
Per leggere il resto dell’articolo, clicca qui:
http://www.digicult.it/archivio/digimag46/
Posted in articles
I have recently started to collaborate with the association Digicult, Milan (Italy) and wrote two articles for their magazine DigiMag specialised in Digital and New Media.
The two articles are:
- Science is Sexy: Felice Frankel (Published in June 2009)
- Marc Didou: Resonances (Published in April 2009)
Posted in articles
Lunedì 22 giugno 2009, ore 17:00, Observa – Science in Society, Vicenza (Italy)
Identità personale e brain scan tra scienza e società: quale ruolo per le arti visive?
(Personal Identity and Brain Scan between Science and Society: which Role for the Visual Arts?)
Weblink: http://www.observa.it/content.aspx?PAGE_SUPPORT=SEMINARI&LAN=ITA
Posted in seminars
In the framework of the annual Ecsite Conference (http://www.ecsite-conference.net/en/index.php?n=4), held in Milan 4-6 June 2009, Leonardo Museum, there were a number of sessions on art and and science crossings:
- Artscience: New Paradigm or Oxymoron?
What do science centres stand to gain by treating art not simply as “propaganda for science” but as a parallel form of enquiry? What risks are involved in developing artscience projects? How can artscience centres become a focus for a new kind of creative community?
- Art and Artist in the Science Centre: Why Not?
Appealing, inspiring, captivating, and above all, original. Don’t we all strive for these qualities in our science centre or museum? Then why do so few science centres and children’s museums involve artists in their exhibition development and seem reluctant to merge artworks and educational exhibits?
Posted in seminars
Exhibition Acqua at Galleria Parentesi Studia (www.parentesi.it)
Water to taste not to Waste!
Acqua non è soltanto l’arte che mostra l’acqua o parla dell’acqua, ma è soprattutto la prima iniziativa di una serie di eventi culturali di più ampio respiro che invitano a godere dell’acqua, a considerarla un diritto universale, un bene comune da non sprecare e un punto di vista alternativo per immaginare Vittorio Veneto.
Posted in exhibitions
Intersections
Manchester Metropolitan University, MIRIAD
2 – 4 April 2009
Crossings: Art, Medicine, Visual Culture
The Role of the Curator’s own Body in Art and Medicine Exhibiting Practices (Silvia Casini, Queen’s University)
Posted in seminars
Lecture and Seminar hold at University of Edinburgh, course on Culture and Criticism II: The Practice of Cultural Studies.
Title of the lecture:
Identities between Art and Science: Medical Imagery and the Visual Arts (Dr. Silvia Casini)
Posted in seminars