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L’avventura italiana di Waters. “Attratto dalla cultura vincente di Treviso”

Waters festeggia il titolo di Premiership con la maglia dei Wasps
Dal Corriere del Veneto del 21 settembre 2008.
Appena poco più di un anno fa, il 19 maggio 2007, Fraser Waters giocava di fronte agli 81mila di Twickenham la finale della Heineken Cup, la vinceva con la maglia dei Wasps e veniva premiato come “man of the match” per merito soprattutto di un mostruosa serie di placcaggi su Alesana Tuilagi. Al colosso samoano del Leicester pagava un mismatch di 24 chili.
“Ma il placcaggio è soprattutto una questione di testa, ci vuole sì tecnica ma è qui dentro che devono scattarti certi meccanismi”, spiega Waters battendo con l’indice sulla tempia, “i giocatori più grossi non mi fanno paura, mi mettono più in difficolta quelli piccoli ma veloci, come in passato Guscott e Robinson, o come “Dingo” (leggi Brendan Williams, ndr) fra i miei compagni”.

Il centro dei Wasps in azione difensiva, la sua specialità
Lasciandosi alle spalle la decima stagione da protagonista nella Premiership, con 10 mete in 32 partite, oggi Waters è una delle vedette del Super Ten nostrano e l’uomo di esperienza nella cavalleria del Benetton. Sabato a Monigo si è presentato con una prestazione tutta sostanza, fatta di placcaggi autoritari (of course) e un solo errore nel trattamento dell’ovale che gli ha negato la gioia della meta. “Peccato, il passaggio di De Jager era perfetto, ma alla fine conta la prova della squadra, che è stata decisamente positiva”, ricorda il numero 12 biancoverde, autore comunque dell’assist nella meta d’avvio del connazionale Vilk.

Fraser Waters in versione Benetton Treviso
Fraser è nato in Sud Africa, a Cape Town, e lì a sei anni gli hanno messo in mano una palla ovale, come accade a tutti i bambini sudafricani (bianchi). Papà è inglese, la mamma portoghese, e quando lui ha dieci anni decidono di tornare in Europa.
Lo scopre l’ex nazionale Roger Uttley, suo professore alle superiori a Londra, che lo manda ai Wasps, da cui si separerà solo per un breve intermezzo a Bristol dedicato alla laurea in Economia.
“D’accordo, c’è una bella differenza fra Premiership e Heineken Cup ad alto livello e il campionato italiano”, commenta il 32enne centro, in attesa di un figlio che nascerà a Treviso il mese prossimo, “io però cercavo una società con una cultura vincente e il Benetton lo è, per questo ho scelto Treviso invece dei club francesi dai quali avevo ricevuto delle offerte. Dopo tanti belle soddisfazioni con i Wasps (sei titoli fra Inghilterra e Europa, ndr) era ormai il momento di andarsene, ma non mi sento a fine carriera, credo di essere ancora in grado di dire qualcosa nel rugby. Organizzazione, coaching e squadra qui sono molto qualificate, se il Benetton avesse la possibilità di confrontarsi regolarmente contro avversari di livello superiore potrebbe tranquillamente competere nel campionato inglese”.
Fraser Waters, dalla Premiership un grande placcatore per il Benetton

E’ un dato di fatto che il Super Ten nostrano, pur sempre bistrattato, si stia arricchendo negli ultimi anni di giocatori stranieri di un livello tecnico sempre crescente. Basti pensare, ad esempio, a nomi come Ludovic Mercier, improponibili fino a qualche stagione fa. Senza considerare che i primi anni del decennio hanno visto approdare in Italia un incredibile numero di autentici bidoni, spesso pagati pure a caro prezzo.
Vorrei sottolineare l’importanza - per il Benetton Treviso e per il campionato - dell’arrivo di Fraser Waters, centro dei Wasps. L’inglese, sudafricano di nascita (ma traslocò a soli 11 anni), ha alle spalle una lunga carriera nella Premiership inglese fra Bristol e Wasps e tre caps con la Nazionale della Rosa.
E’ stato a lungo ritenuto uno dei migliori centri del campionato e la pedina-chiave nella blitz defense delle Vespe giallonere, con cui ha vinto due Heineken Cup. L’anno scorso Waters è stato anzi scelto come man of the match della finale contro il Leicester, grazie alla sua capacità di annullare Seru Rabeni e Alesana Tuilagi a suon di placcaggi.
Proprio il placcaggio è ritenuta la dote migliore di Waters. Quando lo scorso maggio la rivista inglese Rugby World si è occupata nella sezione tecnica dell’offensive tackling ha inserito Waters fra i migliori specialisti assieme a Trevor Leota, Thierry Dusatoir e Sébastien Chabal, ed ha chiesto a lui di indicare i segreti di questo gesto. In questa stagione ha anche ricevuto una nomination per i Premiership Awards.