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Italia-Australia, caos viabilità a Padova. Festa rovinata per migliaia di tifosi
Ho cercato di andare a vedere Italia-Australia a Padova. Giunto all’uscita autostradale alle 13,40 (partita alle 15), sono poi rimasto bloccato nel traffico e la partita non l’ho potuta vedere. Lasciamo stare che il rugby per me è anche un po’ un lavoro. L’ultima volta che avevo visto l’Australia era stato allo Stade de France con 80mila spettatori: per raggiungere lo stadio dal centro di Parigi bastò mezz’ora, comodamente seduto in metropolitana. Sabato a Padova più che incazzarmi mi sono vergognato, ancora una volta, del paese in cui vivo.
Gli appassionati veneti aspettavano da dodici anni il ritorno di una grande del rugby e della Nazionale azzurra, da quando cioè nel ’96 l’Italia aveva sfidato proprio l’Australia, nella stessa Padova. La risposta da parte del territorio culla di questa disciplina era stata entusiastica, con 27mila biglietti acquistati in prevendita e quindi il prevedibile “assalto” allo Stadio Euganeo da parte di tifosi provenienti in particolare dalle direttrici Rovigo e Treviso-Venezia.
Ma la festa per centinaia di spettatori si è trasmutata in un incubo indigesto, proprio mentre l’Italia sognava un clamoroso colpaccio ai danni dei Wallabies in maglia verdeoro. Moltissimi quelli costretti ad entrare all’Euganeo a partita già iniziata, se non addirittura a conclusione del primo tempo. Una poco oculata gestione della viabilità ha infatti fatto precipitare nel caos assoluto i dintorni dello stadio. L’uscita Padova Ovest presentava lunghe code fin dall’una e mezza, quando Onda Verde invitava già ad utilizzare Padova Est, a sua volta però presto intasatasi.
Così chi è giunto dall’autostrada a Padova fra l’una e mezza e le due si è trovato ad affrontare tempi di percorrenza, fra le uscite e l’Euganeo, superiori all’ora e mezza, ben oltre il calcio di inizio. Mentre Mirco Bergamasco segnava la prima meta, fra le lunghe file di macchine sotto un inatteso sole di novembre c’era chi si faceva aria con i biglietti del match profumatamente acquistati in prevendita. Altri, adulti e ragazzini, sceglievano di camminare a piedi lungo la tangenziale, abbandonando in macchina il solo guidatore, per una salutare boccata d’aria e un’istruttiva lezione di educazione stradale.
Esauriti i parcheggi dello stadio, gli stessi pochi vigili nell’area suggerivano di parcheggiare «dove si trova», con conseguente affollamento di auto lungo le rampe di immissione, sulle corsie di emergenza, tutto intorno ai caselli. Unica alternativa il parcheggio dell’ex Foro Boario, dal quale però l’ultima navetta per l’Euganeo era stata programmata alle 15,15. A chi è arrivato dopo il personale ha consigliato di camminare per circa un chilometro e mezzo lungo corso Australia e quindi semmai di scavalcare il guardrail.
Solo a conclusione di primo tempo, con l’arrivo degli ultimi prigionieri del traffico, lo stadio Euganeo si presentava gremito, secondo il tutto esaurito annunciato. Ma per molti appassionati è stato un sabato da dimenticare.
Nelle foto: in alto, il calcio di inizio di Italia-Australia; sotto, la meta di Mirco Bergamasco.