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Verso il Benetton 2012-13, reparto per reparto. Trequarti solidi e imprevedibili, la sfida per Smith

Quello della terza stagione di Pro12 sarà un Benetton tecnicamente più attrezzato, con una rosa più ampia e con più opzioni a disposizione di Franco Smith (anche nei periodi, sempre difficili, dei test-match di novembre).

Un Benetton probabilmente più giovane se arriveranno, oltre a James Ambrosini, anche i vari giocatori che piacciono a Treviso e ai quali piace Treviso, come Morisi, Campagnaro, Fuser ed Esposito. Anche un po’ più veneto, grazie all’ingaggio di questi ultimi tre e del pilone sandonatese Alberto De Marchi: è vero che il Benetton non ha mai contrattualizzato sinergie con i club vicini, ma di fatto gode di buone relazioni almeno con Petrarca e Mogliano ed il suo pubblico attrae spettatori da tutta la regione.

Cosa riserverà la prossima stagione ai tifosi di Monigo? Difficile che il Benetton possa fare un salto simile al Glasgow, passato nel giro di una stagione dal penultimo posto ai playoff. I biancoverdi oggi non sembrano ancora pronti a reggere tutte le pressioni di una stagione fra Pro12, Heineken Cup e Nazionale, obiettivo per il quale è fondamentale la gestione della rosa. Possibile che il Benetton possa collocarsi in una posizione di classifica più gratificante, levandosi magari qualche soddisfazione importante. E soprattutto cominciando a costruire l’ossatura della squadra del futuro.

Proviamo ad analizzare nei prossimi giorni la squadra del 2012-2013 reparto per reparto. Cominciamo dal settore dei trequarti. E’ quello che più è stato ritoccato. Due nuovi arrivi stranieri di qualità, Christian Loamanu e Doppies La Grange (foto). Il primo è un rifinitore, non nel senso che giochi “di fino” ma nel senso che possiede le doti fisiche per rompere il placcaggio e per trovare facilmente la meta. Da tempo si bisbiglia a Treviso che Brendan Williams potrebbe smettere, ma è una voce che circola puntualmente alla fine di ogni campionato.

Con l’arrivo di Loamanu Treviso si è comunque cautelata per quanto riguarda il capitolo “estremo che contrattacca”. Per le situazioni più prudenti c’è sempre McLean (e il suo buon piede). Un buon attaccante è anche Giulio Toniolatti (foto in alto): un salto di qualità rispetto a Benjamin De Jager e Michele Sepe, la cui avventura in biancoverde sembra ormai conclusa. Se Ludovico Nitoglia si è affermato come un interprete affidabile nel triangolo arretrato, c’è l’alternativa di Tommaso Iannone e resta il fatto che possono sempre giocare ala Benvenuti, Botes e pure Gori.

La Grange è un centro solidissimo soprattutto in copertura e per di più parla la stessa lingua dello staff tecnico. Può giocare primo e secondo centro (e anche mediano di mischia). Diventerà un punto di riferimento nei meccanismi difensivi della squadra. «Ci saranno situazioni in cui avremo bisogno dell’esplosività di Loamanu, altre in cui sarà utile un “fratello maggiore” come La Grange per guidare con sicurezza il reparto», commenta il dg Vittorio Munari. Nel midfield c’è ampia scelta di combinazioni fra Sgarbi, Benvenuti, La Grange, Iannone. E’ poco probabile che Gonzalo Garcia (4 partite quest’anno, una sola da titolare) ed Ezio Galon (comunque 13 partite di Pro 12, 11 nel XV di partenza ) verranno rimpianti. Anche Andrea Pratichetti, classe 1988, ha fatto vedere buone doti nelle occasioni in cui è stato schierato (5 gare di Pro 12, 2 di Heineken Cup), mentre Luca Morisi già da permit player ha dimostrato fisico e maturità. Il milanese, con doti tecniche già ampie, ha comunque ancora grandissimi margini di miglioramento.

Si dice un gran bene del talento di Angelo Esposito e soprattutto di Michele Campagnaro. Se effettivamente arriveranno, dovranno lavorare duro per trovare spazio. Un reparto arretrato, dunque, che è stato di certo arricchito. Con tanta abbondanza di uomini, toccherà a Smith far quadrare il cerchio e rinnovare il repertorio degli schemi offensivi.


Bilancio biancoverde. Le cene pagate da Smith e il futuro di un Benetton più “avventuriero”

Stessa decima posizione, ma 2 punti e 2 vittorie in meno rispetto alla stagione di esordio. L’annata del Benetton si conclude con un saldo negativo nella classifica di Pro12, ma con un bottino più cospicuo nel bilancio complessivo: grazie alle imprese di Heineken Cup (una vittoria e un pari rispetto alle 6 sconfitte del 2010-2011) i biancoverdi chiudono con quotazioni in salita sullo scenario europeo. Che sarebbe stato un torneo ancora più difficile era stato preventivato. E’ stata soprattutto una stagione diversa, in cui Treviso ha imparato a vincere fuori dall’Italia, ha avviato un serio ricambio generazionale, è passata dai fondamentali del gioco ad un più consapevole uso del pallone anche in campo aperto (dal rugby “conservativo” a quello “espansivo”, si direbbe con termini oggi di moda).

In chiusura di annata Franco Smith (foto sotto) pesa le molte difficoltà dell’annata e combina la soddisfazione con il suo inattaccabile ottimismo. «Era una stagione molto complicata da programmare, vista la concomitanza dei Mondiali. Ci siamo ritrovati addirittura con 23 giocatori contati contro gli Scarlets, dovendo schierare Vidal in seconda linea… Non c’era mai continuità nel gruppo che si allenava. Alla fine della stagione ci siamo ritrovati con un problema di stanchezza, soprattutto mentale: impossibile mantenere la giusta tensione per le 36 partite affrontate dagli azzurri. Ma è stata una stagione positiva. Siamo cresciuti fisicamente e, oltre a reggere intensità e ritmo, siamo più agili e veloci. Ci sono giocatori che attraverso il lavoro sono maturati tantissimo, come Minto (nella foto in alto, il terzo da sinistra) e Iannone. Doveva essere l’anno del gioco e abbiamo segnato 41 mete in Pro12, 12 in più dell’anno scorso, un numero degno delle squadre di vertice. La nostra difesa è più adattabile, nelle mete subite contano ancora molto gli errori individuali».

Sono mancate, sul fronte “celtico”, le vittorie casalinghe che avevano esaltato il pubblico di Monigo nel torneo di esordio. «Non siamo cambiati noi, è invece cambiato l’atteggiamento dei nostri avversari. Svanito l’effetto sorpresa, anche le big schieravano a Treviso la formazione migliore».

Mentre la mischia chiusa ha retto il confronto anche contro gli avversari più quotati (grazie anche al pieno recupero di Michele Rizzo), il Benetton è sembrato un po’ meno dominante nella touche. Smith contesta l’impressione, raccontando la scommessa fatta con i suoi giocatori. «La nostra rimessa laterale resta una delle migliori, o forse la migliore del Pro12. Con i ragazzi siamo d’accordo che pago la cena agli avanti se vinciamo tutte le touche di una partita. Ne ho saldate tre, e non è che quelli mangino poco. Quanto ai trequarti, la scommessa è cena pagata in ogni partita in cui segnano da prima fase. E’ successo una volta, contro i Dragons».

Come sarà il Benetton versione 2012-13? Una squadra che dovrà sapere osare di più, secondo Vittorio Munari. «Abbiamo raggiunto un buon standard nel gioco strutturato, ora bisogna aggiungere una componente  di imprevedibilità offensiva che finora era offerta solo da Williams», spiega il dg biancoverde, «Loamanu e Budd sono portatori di palla capaci di esplorare gli spazi, il loro inserimento negli schemi sarà una sfida anche per lo staff, un modo per alzare l’asticella. Aumenteremo lo spirito avventuriero nel nostro gioco, ci sarà da divertirsi».


Al Benetton Christian Loamanu, mentre si allontana Campagnaro (la Fir lo manda in Francia?)

Il Benetton 2012-2013 comincia a prendere forma. C’è una novità di rilievo che riguarda i trequarti e che si chiama Christian Loamanu (foto): ala-centro-estremo in arrivo dal Toulon, di origine tongane e con notevoli doti fisiche (1,88 per 110 chili). Non è ancora ufficiale per il club biancoverde, ma il giocatore è intanto già stato a Treviso a cercare casa per sé e la famiglia. Il dg Vittorio Munari l’ha scippato al Lyon, dove sembrava che il trequarti avrebbe finito per accasarsi.

Loamanu si è trasferito a 15 anni in Giappone, dove ha giocato per il Toshiba e per la Nazionale del Sol Levante. Ma dopo un caso di positività al doping, per cannabis, la JRFU lo ha bandito dalla rappresentativa nipponica. Un motivo in più a favore dell’interesse di Treviso: Loamanu sarà dunque a disposizione di Franco Smith per l’intera stagione, anche durante le “finestre” di rugby internazionale.

Con l’arrivo del possente tongan-giapponese il Benetton punta ad ampliare l’imprevedibilità offensiva dei trequarti, ora affidata al solo Brendan Williams. Sempre in ottica di aumentare le opzioni di attacco, il club cerca un flanker con caratteristiche di ball-carrier. Bloccati i trasferimenti degli italiani in attesa che la Fir risolva il nodo-Viadana, il mercato biancoverde è oggi giocoforza concentrato sugli stranieri. Sembra allontanarsi intanto l’arrivo di Michele Campagnaro, giovane talento del Mirano. Ci sarebbe un progetto della Fir per portare l’azzurrino a far esperienza in Francia, grazie anche all’intermediazione di Bertrand Fourcade, ex tecnico dell’Italia e consulente della società veneziana.

Più sotto è sempre attivo il sondaggio sul miglior biancoverde della stagione, se avete voglia di votare.


Mercato, solo ritocchi per il Benetton. E Mauro Bergamasco dà l’addio allo Stade Français

All’indomani della finale di Magners League fa un certo effetto pensare che entrambe le contendenti, il Munster e il Leinster già campione di Heineken Cup, sono uscite sconfitte da Monigo in questa stagione. L’anno prossimo, svanito l’effetto-sorpresa, sarà tutto più difficile per il Benetton, alla ricerca in queste settimane di consolidare il proprio organico in vista di un torneo 2011-12 caratterizzato dalla concomitanza, per almeno un mese, con i Mondiali neozelandesi.

Ad orientare il mercato biancoverde sono però soprattutto le nuove regole varate dalla Federugby, mal tollerate da Benetton e Aironi sullo sfondo di un conflitto dai toni sempre più duri fra le due franchigie e il potere centrale. Dal quartier generale della Ghirada si continuano comunque ad evitare le polemiche.

«Il nostro mercato è praticamente fermo, in attesa che vengano definite dalla Fir le regole della partecipazione alla Magners League per l’anno prossimo», spiega il presidente trevigiano Amerino Zatta, «abbiamo chiesto, assieme agli Aironi, di rivedere le norme che limitano la rosa da 42 a 40 giocatori e gli stranieri a cinque a referto in diversi ruoli: con una quindicina di atleti in azzurro ai Mondiali, torneremmo così ad avere una squadra contatissima per gli impegni del club. Aspettiamo che la Federazione prenda posizione su queste questioni, decisive per la programmazione. Di certo per la stagione 2011-2012 lo staff tecnico rimarrà invariato e la squadra subirà solamente dei ritocchi».

L’obbligo di distribuire gli stranieri in cinque diversi ruoli impone ora al management di Treviso tagli obbligati. Se si escludono i confermatissimi Botes e De Waal, resta solamente una casella libera fra i trequarti. WilliamsMaddock? Il sacrificato sarà quest’ultimo, disastroso nella sua prima stagione in biancoverde. Il suo ritorno nella Premiership inglese, ai Saracens freschi di titolo, libera Treviso di un oneroso contratto e dà il via libera alla conferma di Williams. Per la squadra di Londra Maddock rappresenta un’alternativa in più all’ala durante l’assenza per i Mondiali dei nazionali inglesi.

Il nome nuovo in casa Benetton potrebbe essere quello di Alberto Di Bernardo (foto in alto). Dai media francesi rimbalza la voce di un serio interessamento per l’oriundo argentino del Bourgoin, in passato già a L’Aquila e Leeds. Di Bernardo è naturalizzato italiano, avendo giocato con l’Italia A, e quindi il suo ingaggio non andrebbe ad incidere sulla quota degli stranieri. Il Benetton aveva anche sondato la disponibilità dell’azzurro Craig Gower, ma non se ne farà nulla. Quanto ai giocatori in scadenza di contratto, Fabio “Mozzarella” Semenzato ha firmato il rinnovo (nella foto, il mediano in un coraggioso placcaggio su Alesana Tiulagi). Aveva alcune offerte dalla Francia. Fine dell’avventura in biancoverde per Vilk, Vermaak, Costanzo, Vidal e De Jager.

Intanto in Inghilterra la retrocessione del Leeds libera Marco Wentzel, un giocatore che a Treviso ha lasciato il segno. Ma l’ex Springbok andrà agli Wasps. Mentre gli Aironi cedono all’Aix il seconda linea Vickus Liebenberg, il neopromosso Lyon è interessato al pilone Maximiliano Bustos, già alla Capitolina e L’Aquila. Sul fronte del mercato francese va segnalato il divorzio fra Mauro Bergamasco e lo Stade Français. Dopo otto stagioni a Padova, il padovano è fra i “licenziati” più illustri nell’ampio turn-over voluto da Bernard Laporte, tornato alla guida tecnica del club presieduto da Max Guazzini.

Dove giocherà ora Bergamasco? «Il ritorno in Italia è una delle opzioni possibili, deciderò nel giro di qualche settimana», ha dichiarato il terza linea, in corsa per un posto ai Mondiali. «E’ un ottimo giocatore, ma la terza linea è il nostro reparto meglio fornito e con Mauro non c’è stato finora nessun contatto», precisa il gm del Benetton, Vittorio Munari. La strada per un eventuale rientro in Italia passerebbe dunque per Viadana, dove giocano già diversi azzurri over 30 (Bergamasco è del ’79).


La decima finale di Vittorio Munari. “Uno scudetto al quale il Benetton tiene particolarmente”

Per il rugby regionale giunge un’altra soddisfazione nell’anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l’emergente fischietto padovano Alan Falzone, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana Botes-McLean dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico Franco Smith mancheranno l’ex Rouyet e Mulieri, ancora in condizioni fisiche imperfette, oltre all’infortunato Garcia ed al giovane Benvenuti, impegnato con l’Italia under 20 ai Mondiali di categoria in Russia.

Per Vittorio Munari, general manager dei biancoverdi, si tratta della decima finale se si includono le due perse (contro Treviso) da allenatore del Petrarca, e l’ottava consecutiva da quando assunse l’incarico in Ghirada. A Munari chiediamo dunque come si affronta un impegno così delicato. «Non ci sono formule, ad essere decisivo è come viene gestita la tensione nervosa», spiega, «la squadra è oggi molto serena: lo sportivo professionista sa spendere la giusta dose di pressione per giungere all’appuntamento consapevole ma non “bruciato” dall’aspettativa. Per questa maturità il merito è dell’ambiente creato dalla società e soprattutto da Franco Smith, un tecnico non solo all’avanguardia in Italia per competenze, ma anche di grande spessore personale».

Che partita sarà?
«Decideranno come al solito gli episodi. Il Montepaschi ha ottime individualità e può metterci in difficoltà. Da parte nostra riteniamo di avere un gruppo completo, capace di sopperire alle assenze e di adattarsi alle diverse situazioni di gioco, ad esempio schierando piloni più pesanti e potenti oppure più leggeri e dinamici».

Quale giocatore del Montepaschi Viadana vorrebbe avere nella sua squadra?
«Per il loro attaccamento al club ho sempre stimato moltissimo il pilone Savi e la seconda linea Bezzi, che però non giocano più».

Come giudica la designazione di Falzone?
«Non ho nessun commento da fare, e non invidio i designatori italiani il cui lavoro non deve essere affatto facile. Vorrei solo sottolineare che la componente arbitrale è fondamentale per lo sviluppo del movimento: il rugby italiano può crescere complessivamente solo attraverso la crescita individuale di tutti i suoi attori».

Sarà l’ultima finale prima del passaggio di Treviso e Viadana nella Celtic League. Cosa resterà del campionato italiano e delle passioni di campanile che l’hanno animato?
«A questo scudetto teniamo particolarmente, proprio perchè il Benetton ha da sempre amato e onorato il campionato italiano. Aneddoti dei derby infuocati fra Padova, Rovigo e Treviso vengono ricordati ad ogni cena con i compagni di avventura e con gli avversari di allora. Se la scelta della Celtic League è stata giusta lo dirà il tempo, intanto per il campionato italiano è ahimè difficile prevedere un futuro roseo».

La squadra biancoverde vince e gioca bene, eppure non riesce ancora ad appassionare il pubblico.
«A Treviso, con club di vertice in diversi sport e Cortina ed Jesolo ad un’ora di macchina, c’è una sproporzione fra domanda e offerta. Dalla prossima stagione il Benetton vuole rappresentare l’intero rugby veneto e per questo auspichiamo che vengano permesse regole di interscambio tecnico fra società che sono già in vigore nella Celtic League».