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	<title>Rugbypeople &#187; VeneziaMestre</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Nasce nel Nordest la Nazionale albanese. Esordio delle &#8220;Aquile Rosse&#8221;, che sognano Rio 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 13:45:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/nazionale-albania-edit.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-981" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="nazionale albania edit" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/nazionale-albania-edit-1024x626.jpg" alt="" width="430" /></a>Nasce nel Nordest l&#8217;esperimento di una <strong>Nazionale albanese</strong> (<em>foto in alto</em>). Nordest roccaforte della Lega ma anche regione con un intenso tessuto produttivo e con un forte richiamo per i lavoratori migranti, Nordest che è anche territorio di rugby con radici fortissime. Sullo sfondo di questo scenario prende forma lo scorso inverno l&#8217;idea di mettere insieme i giocatori di origine albanese che sono impegnati nei vari campionati italiani di rugby, alcuni dei quali con una carriera sportiva già ben avviata: è il caso di <strong>Damin Buzaj</strong>, in forza al <strong>Gran Parma</strong>, e del mediano di mischia del VeneziaMestre <strong>Sevian Daupi</strong> (<em>foto</em>), o ancora del veterano <strong>Paco Ogert</strong>, già a Calvisano ed oggi capitano dell&#8217;Alghero.</p>
<p>Per l&#8217;approdo nella Nazionale azzurra di qualche atleta italo-albanese non è che questione di tempo, e si tratterà allora di una significativa svolta culturale per una squadra che utilizza con disinvoltura atleti stranieri naturalizzati grazie a discendenze figlie delle migrazioni italiane in Argentina, Sud Africa e altri angoli del mondo. Oggi l&#8217;under 20 del <strong>Benetton Treviso</strong>, ad esempio, schiera in prima linea apprezzatissimi atleti come <strong>Laert Naka</strong>, <strong>Dusan Berisa</strong> ed <strong>Ornel Gega</strong>, quest&#8217;ultimo già selezionato con la maglia dell&#8217;Italia agli ultimi <strong>Mondiali Juniores</strong> e riconosciuto come uno dei tallonatori più promettenti del panorama italiano giovanile.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/Sevian-Daupi-action.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-985" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="Sevian Daupi action" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/Sevian-Daupi-action-300x200.jpg" alt="" width="270" /></a>Un gruppo di una trentina di ragazzi albanesi ha cominciato a ritrovarsi regolarmente in allenamento nei mesi scorsi con il sostegno di tre tecnici veneti, l&#8217;ex azzurro <strong>Valter Cristofoletto</strong>, <strong>Michele &#8220;Mice&#8221; Motta</strong> ed <strong>Ivan Mazzon</strong>. Si lavora adesso alla costituzione dei primi club oltre Adriatico, preludio alla fondazione di una Federazione Albanese che possa essere riconosciuta dall&#8217;<strong>International Board</strong>, l&#8217;organismo che governa il rugby mondiale. A tutt&#8217;oggi non si può quindi ancora parlare ufficialmente di nazionale, quanto di un <strong>&#8220;Albania XV&#8221;</strong> che sabato 12 giugno ha conosciuto anche il suo esordio sul campo a <strong>Pordenone</strong>, epicentro dell&#8217;esperienza grazie all&#8217;impegno di <strong>Piergiorgio Grizzo</strong>, giocatore ed animatore nelle scuole friulane.</p>
<p><em>&#8220;Qui la comunità albanese è numerosa e l&#8217;evento ha così un duplice significato, sportivo e sociale&#8221;</em>, spiega Grizzo, fra i promotori dell&#8217;iniziativa e reduce da un viaggio a Tirana, &#8220;<em>in Albania abbia ottenuto il pieno sostegno del Ministero dello Sport e del Comitato Olimpico, naturalmente c&#8217;è tutto da costruire ma ovunque, e soprattutto nelle nostre prime esperienze nelle scuole, abbiamo trovato un entusiasmo incontenibile&#8221;</em>.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/ogert.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-986" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="ogert" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/ogert.jpg" alt="" width="245" height="123" /></a>La sfida contro la selezione triveneta dei <strong>Dogi</strong>, persa 69-14, è stata un test severo per <em>&#8220;Shqiponjat e Kuqe&#8221;</em>, le <strong>Aquile Rosse</strong> (questo il soprannome scelto per la squadra &#8211; <em>nella foto Paco Ogert, premiato come man of the match, assieme al chairman dei Dogi Elio De Anna</em>). Ma al di là delle inevitabili difficoltà dell&#8217;esordio per giocatori e tecnici non sono mancati positivi riscontri. <em>&#8220;Fino a pochi mesi fa mettere in piedi la squadra era solo un sogno, invece tutto è andato avanti molto velocemente&#8221;</em>, dice Sevian Daupi.</p>
<p>Si torna adesso immediatamente al lavoro per la promozione della palla ovale in Albania e la nascita di club nelle principali città attraverso un attivo comitato denominato <strong>“Rugby Shqiptar”</strong>, mentre si pensa intanto all&#8217;organizzazione di un match non ufficiale contro l&#8217;ultima classificata del ranking internazionale (attualmente la Finlandia). Più a lungo termine l&#8217;obiettivo è il riconoscimento internazionale della Federazione che offrirebbe il diritto a partecipare alle qualificazioni ai <strong>Mondiali</strong> e alle <strong>Olimpiadi</strong>. Il sogno è ritrovarsi nel <strong>2016</strong> a Rio de Janeiro.</p>
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		<title>Sempre più crisi nel Super Ten, ma il Rovigo prova a rilanciare con Pagano general manager</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 15:04:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La calda estate del rugby attende la decisione della Federazione, annunciata “entro luglio”, della due franchigie designate a rappresentare l’Italia nella Celtic League. La candidatura del Benetton è in pole position ma l’assegnazione a Treviso non è affatto scontata, considerato l’insanabile dualismo politico Dondi-Munari (nella foto, particolare da AllRugby in edicola).
Il club della Ghirada si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/munari-dondi-due.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-605" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="munari-dondi-due" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/munari-dondi-due-181x300.jpg" alt="" width="97" height="159" /></a>La calda estate del rugby attende la decisione della Federazione, annunciata <em>“entro luglio”</em>, della due franchigie designate a rappresentare l’Italia nella <strong>Celtic League</strong>. La candidatura del <strong>Benetton</strong> è in pole position ma l’assegnazione a Treviso non è affatto scontata, considerato l’insanabile dualismo politico <strong>Dondi-Munari </strong><em>(nella foto, particolare da <a href="http://www.allrugby.it" target="_blank">AllRugby</a> in edicola)</em>.</p>
<p>Il club della Ghirada si è presentato da solo alla corsa per la Celtic ma assicura che una volta ottenuta la partecipazione al torneo anglosassone coinvolgerà l’intero territorio veneto, studiando sinergie con le altre piazze. Intanto la <strong>Fir</strong> deve incassare la bocciatura della sua candidatura alla <strong>Coppa del Mondo</strong> e la crisi – economica ma anche “di vocazioni” – che sta stravolgendo il <strong>Super Ten</strong> alla vigilia della riforma complessiva dei campionati al via dalla stagione 2010-2011.</p>
<p>Il <strong>Calvisano</strong>, unica società in grado di interrompere l’egemonia del Benetton con gli scudetti 2005 e 2008, non si iscriverà al massimo campionato, seguendo l’esempio della <strong>Capitolina</strong> (già ripescata <strong>L’Aquila</strong>).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/garcia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-612" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="Rugby Super 10 Calvisano-Venezia" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/garcia-300x253.jpg" alt="" width="240" height="202" /></a>E se si instaurasse un effetto domino prima della scadenza delle iscrizioni al torneo, il 10 luglio? Oggi peraltro i giocatori sotto contratto con il Calvisano, fra i quali una decina del giro della Nazionale, si ritrovano senza club, mentre il mercato francese è già chiuso e quello inglese attanagliato dalla crisi economica.</p>
<p>Altri club che avevano investito molto nel futuro come il <strong>VeneziaMestre</strong> pensano a formule ormai di semi-professionismo, con una riduzione del budget del 50 per cento. Un ridimensionamento ampiamente generalizzato, con la sola eccezione di Benetton e Viadana (ma anche i mantovani hanno operato tagli nei contratti).</p>
<p>Il neo-allenatore <strong>Marzio Innocenti</strong> ha previsto un solo allenamento quotidiano, concentrato nella pausa pranzo, per permettere ai giocatori una parallela carriera nel lavoro o nello studio. <em>&#8220;Il professionismo nel rugby italiano è un esperimento fallito&#8221;</em>, sottolinea il tecnico, da sempre su posizioni dissidenti rispetto al potere federale. Intanto riduzioni di ingaggio per tutti e taglio degli stranieri, mentre l’addio di <strong>Giovanni Boccalon</strong> (Rovigo) e <strong>Paolo Frasson</strong> (Riviera) impone ai veneziani di ripensare lo schieramento di prima linea.</p>
<p>A Rovigo si lavora per una ristrutturazione della società. <em>«Il ritiro del Calvisano è causa di nuove incertezze per tutto il movimento»</em>, commenta la presidentessa rossoblù <strong>Susanna Vecchi</strong>, <em>«comprendo le ragioni della società lombarda e sono stupita che dalla Federazione non sia giunto un solo commento ufficiale. Fatto sta che il prodotto-campionato viene ulteriormente svilito e cercare investitori diviene ancora più difficile. Lo scorso anno non siamo riusciti a coprire il bilancio e credo l’abbiano fatto solo un paio di società del Super Ten. Per la prossima stagione il nostro bugdet si assesterà attorno al milione e 300 mila euro, con una riduzione del 30 per cento circa».</em></p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.rovigooggi.it/files/2009/06/presentazione-rugby-rovigo-1.jpg" alt="" width="231" height="154" />Mentre è giunta la conferma dello sponsor Femi-Cz (<strong>Francesco Zambelli</strong> aveva precedentemente annunciato l’abbandono), la novità a Rovigo è l’arrivo di <strong>Antonio Pagano</strong>, ex direttore marketing del <strong>Viadana </strong><em>(nella foto con il team manager Andrea Scanavacca e la presidentessa Vecchi)</em>, con funzioni di general manager. <em>«Abbiamo preferito sacrificare qualcosa per la squadra e consolidare invece l’assetto societario»</em>, dice Susanna Vecchi, <em>«con il lavoro di Pagano, un dirigente di provate capacità e con l&#8217;esperienza di Viadana alle spalle, puntiamo ad un maggiore radicamento nel territorio»</em>.</p>
<p>Estate di grandi manovre anche a <strong>Padova</strong>, con il Petrarca che deve delineare i progetti per la nuova stagione. Per il nuovo presidente <strong>Enrico Toffano</strong> si prospetta un difficile compito, anche alla luce degli impegni contrattuali presi ancora prima della perdita dello sponsor Carrera e dei nuovi e più modesti panorami aperti dalla riforma dei campionati.</p>
<p>Ed intanto, dove finiranno ora i giocatori del Calvisano? All&#8217;estero non c&#8217;è più mercato per gli azzurri. Solo per <strong>Simone Favaro</strong> ci sono stati gli interessamenti di alcuni club francesi, che possono ancora tesserare un jolly. <em>&#8220;Lo scenario è apocalittico&#8221;</em>, confessa un procuratore.</p>
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		<title>E&#8217; il momento dei tecnici veneti. La sfida di Casellato a Rovigo, i progetti di Innocenti a Venezia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 14:11:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/umberto-casellato.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-595" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="umberto-casellato" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/umberto-casellato-300x277.jpg" alt="" width="238" height="219" /></a>Il trevigiano <strong>Umberto Casellato </strong><em>(nella foto, da <a href="http://www.allrugby.it" target="_blank">AllRugby</a>)</em> sulla panchina del <strong>Rovigo</strong>, il padovano <strong>Marzio Innocenti</strong> su quella del <strong>VeneziaMestre</strong> mentre l’evergreen <strong>Pasquale Presutti</strong> torna a dirigere in prima persona il <strong>Petrarca</strong>: tre tecnici veneti alla guida di tre club della regione nel Super Ten 2009-2010, l’ultimo prima della riforma dei campionati con lo sbarco del rugby italiano nella Celtic League.</p>
<p>Scontata da parte del Benetton la riconferma dello scudettato <strong>Franco Smith</strong>, le altre società hanno scelto di cambiare rivolgendosi ad allenatori del territorio, complice anche una crisi che sta avendo forti ripercussioni sulla palla ovale (bilanci di chiusura in rosso per Padova, Rovigo e Venezia, ma un severo ridimensionamento economico è in corso in tutto il movimento).</p>
<p>Via dunque lo scozzese <strong>George Graham</strong> dal Petrarca e il francese <strong>Christian Gajan</strong> dal VeneziaMestre, con <strong>Massimo Brunello</strong> sedotto dalla Fir che gli assegna l’Italia under 18 e la direzione della neonata Accademia di Mogliano.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/presutti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-597" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="presutti" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/presutti-300x272.jpg" alt="" width="193" height="174" /></a>Eredità non facile da gestire per Casellato, dopo la storica semifinale ottenuta dal Rovigo nell’ultima stagione. <em>«La base di partenza è proprio l’ottimo lavoro di Brunello nei due anni scorsi, io cercherò di fare a modo mio con l’auspicio di eguagliare nei risultati chi mi ha preceduto»</em>, dice l’ex mediano di mischia di Treviso e della Nazionale, <em>«certo Rovigo non è più una sorpresa, ma la squadra è stata quasi completamente confermata e può rinforzarsi ulteriormente. Le pressioni di una piazza come Rovigo non mi fanno paura, ma al contrario la competenza e la passionalità del pubblico rossoblù rappresentano soprattutto uno stimolo, per me e per la squadra»</em>.</p>
<p>Casellato ha allenato per due stagioni il VeneziaMestre, raccogliendo una promozione dalla A al Super Ten e una tranquilla salvezza, mentre l’anno scorso è subentrato a <strong>Roberto Foglia</strong> nel <strong>Mogliano</strong>, poi protagonista di un ottimo finale di stagione (ed anche al club del Terraglio la panchina va ad un veneto, il casalese <strong>Eugenio Eugenio</strong>, rientrato dopo due stagioni alla <strong>Lazio</strong>). Il Rovigo non rinnova con <strong>Lodie Britz</strong> e perde il pilone <strong>Orlandi</strong>, passato al <strong>Racing Parigi</strong>, ma ingaggia il forte terza linea argentino <strong>Alejandro Abadie</strong>, apprezzato l’anno scorso alla <strong>Capitolina</strong>.</p>
<p>Se per Presutti (<em>foto al centro</em>) l’incarico di capo-allenatore non è che un ritorno al passato, a Mestre <strong>Marzio Innocenti</strong> rappresenta una novità. E tutto nuovo è il progetto proposto dal tecnico e sposato dal club amaranto-oro.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/marzio-innocenti.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-599" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="marzio-innocenti" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/marzio-innocenti-273x300.jpg" alt="" width="191" height="210" /></a><em>«Fallito in Italia il tentativo di un rugby pro a tutti gli effetti, torneremo ad un semi-professionismo che sviluppi alte professionalità»</em>, spiega Innocenti, nella vita apprezzato otorinolaringoiatra, <em>«la squadra si </em><em>allenerà durante la pausa-pranzo, i giocatori poi avranno un programma da svolgere individualmente e avranno tutto il tempo per studiare e lavorare in prospettiva futura. Ridurremo gli stranieri dando fiducia soprattutto a giovani italiani, con l’obiettivo prioritario di una tranquilla salvezza e della crescita della qualità del gioco»</em>.</p>
<p>Non confermati <strong>Aaron Rameka</strong> e <strong>Josh Levi</strong>, il VeneziaMestre cerca invece di trattenere gli stranieri migliori della passata stagione, i sudafricani <strong>Gareth Krause</strong> e <strong>MJ Mentz</strong>.</p>
<p>Nella foto Marzio Innocenti quando era giocatore della Nazionale (immagine tratta da <em>&#8220;2000, Italia in meta&#8221;</em>).</p>
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