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	<title>Rugbypeople &#187; Twickenham</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>I personaggi del Sei Nazioni 2009 (e qualche curiosità): Flutey, Vickery, Bastareaud</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 13:03:33 +0000</pubDate>
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Riky Flutey (foto a fianco) è risultato assieme a Brian O&#8217;Driscoll il miglior marcatore di mete del Sei Nazioni, firmando 4 volte lo score. Una meta l&#8217;ha segnata all&#8217;Italia, sabato scorso ha fatto lo stesso contro la Scozia venendo premiato come &#8220;man of the match&#8221;. Ma la sua partita capolavoro è stata quella contro la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Sport/Pix/pictures/2009/3/12/1236876170916/Mathieu-Bastareaud-001.jpg" alt="" width="420" /></p>
<p><strong>Riky Flutey</strong> (<em>foto a fianco</em>) è risultato assieme a <strong>Brian O&#8217;Driscoll</strong> il miglior marcatore di mete del <strong>Sei Nazioni</strong>, firmando 4 volte lo score. Una meta l&#8217;ha segnata all&#8217;<strong>Italia</strong>, sabato scorso ha fatto lo stesso contro la <strong>Scozia</strong> venendo premiato come &#8220;man of the match&#8221;. Ma la sua partita capolavoro è stata quella contro la <strong>Francia</strong> a <strong>Twickenham</strong>, quando non solo ha realizzato una doppietta ma ha anche ispirato due delle segnature dei compagni, in una delle quali strappando la palla dalle mani enormi di <strong>Chabal</strong>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.newsoftheworld.co.uk/multimedia/archive/00027/flutey_280x420_27848a.jpg" alt="" width="168" height="252" />Flutey è nato in Nuova Zelanda e ha sangue maori nelle vene. Al Te Aute College di <strong>Hawkes Bay</strong>, già scuola di <strong>Norm Hewitt</strong>, era compagno di <strong>Piri Weepu</strong>, poi divenuto All Black. Negli All Blacks under 19 giocava mediano di mischia attorniato da gente come <strong>Richie McCaw</strong>, <strong>Keven Mealamu</strong> e <strong>Rodney So&#8217;oialo</strong>. Rischiava di perdersi per strada, poi nel 2005 si è trasferito in Inghilterra (ai <strong>London Irish</strong>) e ha cominciato a lavorare durissimo per emergere.</p>
<p><em>&#8220;Dopo che i miei due figli si sono addormentati, la notte mi metto al computer e analizzo le mie partite recenti, per capire in cosa posso migliorare&#8221;</em>, ha raccontato. Dopo la straordinaria stagione 2007-2008 con i <strong>Wasps</strong>, è stato chiamato per la Nazionale inglese, per quale è divenuto eleggibile grazie ai tre anni di residenza. Esordio proprio contro i maori <strong>Pacific Islanders</strong>, l&#8217;8 novembre 2008. Oggi è già un punto fisso (uno dei pochi) dei bianchi allenati da <strong>Martin Johnson</strong>.</p>
<p><strong>Phil Vickery</strong>, a distanza di 11 anni dal suo esordio nel torneo (allora ancora Cinque Nazioni), continua ad impressionare per la sua solidità. Curiosità: il pilone 33enne viene chiamato dai compagni <em>&#8220;Inseminator&#8221;</em>. Figlio di allevatori, prima dell&#8217;approdo al professionismo lavorava come fecondatore di bovini (con tanto di diploma di qualifica) nella fattoria di famiglia in Cornovaglia.</p>
<p><strong>Mathieu Bastareaud</strong> (<em>foto in alto</em>) ha vent&#8217;anni ed è uno dei tanti giovanissimi approdati quest&#8217;anno nella Nazionale francese maggiore nella prospettiva dei Mondiali 2011. Nato a Parigi da famiglia originaria di <strong>Guadalupa</strong>, le sue doti fisiche sono impressionanti: 183 centimetri per 110 chili di pura potenza ed un baricentro basso che lo rende terribilmente difficile da buttare giù. Curiosità: è il cugino del difensore dell&#8217;<strong>Arsenal</strong> e della Francia <strong>William Gallas</strong>, di dieci anni più vecchio e suo idolo in gioventù, con cui si sente regolarmente per avere consigli.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.scrum.com/PICTURES/CMS/4100/4197.jpg" alt="" width="258" height="197" /><strong>Simon Danielli </strong><em>(foto)</em>, ala della Scozia, ha studiato Teologia ad <strong>Oxford</strong>.</p>
<p><strong>Alun-Wyn Jones</strong> è il 73esimo giocatore con questo cognome chiamato a giocare con il <strong>Galles</strong>. Neanche i Boscolo a Chioggia…</p>
<p>L&#8217;articolo completo nel sito di <a href="http://www.r101.it/101xtra/sport_dettaglio.php?id=727" target="_blank">Radio R101</a></p>
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		<title>Via allo spettacolo del Sei Nazioni. Italia a Twickenham con 7mila tifosi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 07:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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Il titolo di un bel film del tempo che fu era A man for all seasons: tocca ancora a Mauro Bergamasco, novello Charlton Heston nei panni di uomo per tutte le stagioni, rammendare i “buchi” nella coperta corta del rugby azzurro. A Twickenham, contro l&#8217;Inghilterra nel match che apre il Sei Nazioni 2009, giocherà nell&#8217;inedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/data/images/gallery/2008/7954/8MauroBergamasco.JPG" alt="" width="420" /><em></em></p>
<p>Il titolo di un bel film del tempo che fu era <em>A man for all seasons</em>: tocca ancora a <strong>Mauro Bergamasco</strong>, novello <strong>Charlton Heston</strong> nei panni di uomo per tutte le stagioni, rammendare i “buchi” nella coperta corta del rugby azzurro. A <strong>Twickenham</strong>, contro l&#8217;Inghilterra nel match che apre il Sei Nazioni 2009, giocherà nell&#8217;inedito e delicato ruolo di mediano di mischia.</p>
<p>Era un&#8217;idea alla quale <strong>Nick Mallett</strong> stava lavorando “in prospettiva dei Mondiali del 2011”, prima che l&#8217;infortunio a Canavosio privasse lo staff della Nazionale di una terza opzione per il numero 9 (Picone e Travagli già out da tempo). Il romano <strong>Giulio Toniolatti</strong> è bravino, ma a 25 anni non ha ancora nessuna esperienza su palcoscenici internazionali: farlo esordire da titolare di fronte agli 82 mila spettatori di uno dei tempi del rugby mondiale presentava troppe incognite.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/data/images/gallery/2008/7896/2mallett.JPG" alt="" width="200" />Ecco allora Mauro Bergamasco, il più eclettico dei nostri giocatori, che da bambino cominciò con la ginnastica artistica (e non ne ha mai negato l&#8217;utilità per la sua coordinazione motoria), quindi crebbe apertura fra <strong>Selvazzano</strong> e <strong>Petrarca</strong>, divenne infine terza linea di standard assoluto, esordendo in azzurro a soli 19 anni e affermandosi poi a Parigi con lo <strong>Stade Français</strong>, sempre con papà Arturo come  punto di riferimento. <strong>John Kirwan</strong> lo volle all&#8217;ala e non era un&#8217;idea sbagliata, non fosse che a Mauro, sensibile alla mistica del combattimento, quella posizione così defilata non piaceva proprio. Ed altri ancora fra gli addetti ai lavori, come <strong>Vittorio Munari</strong>, sono convinti che sarebbe stato un ottimo centro.</p>
<p>Ed oggi invece mediano di mischia, sotto l&#8217;ala protettrice di <strong>Alessandro Troncon</strong> a cui inevitabilmente finirà per somigliare quanto a stile di gioco (non si è sempre detto che Tronky era una terza linea aggiunta?). <em>“La squadra cercherà di mettere Mauro nelle condizioni migliori per potersi esprimere”</em>, ha detto ieri <strong>Sergio Parisse</strong>, <em>“noi avanti, in particolare, faremo in modo di garantirgli i migliori palloni possibili”</em>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.rugbyheaven.com.au/ffximage/2008/05/14/steve_borthwick.jpg" alt="" width="200" />Quanto all&#8217;Inghilterra, <strong>Martin Johnson</strong> rinuncia al suo migliore talento, <strong>Danny Cipriani</strong>, ancora troppo “sbrindolo” secondo l&#8217;etica del sacrificio dell&#8217;allenatore perfettamente incarnata dal nuovo capitano <strong>Steve Borthwick</strong> (<em>nella foto</em>), compagno di squadra di Ongaro ai Saracens, che ha una laurea in Economia e che ai tempi del Bath si danneggiò un testicolo in uno scontro di gioco ma non abbandonò il terreno fino alla fine della partita. Gli inglesi non hanno certo problemi di coperta corta: persi per infortunio tre mediani di mischia (Care degli Harlequins lunedì è scivolato sul ghiaccio appena fuori dall&#8217;hotel della squadra), non hanno fatto altro che richiamare <strong>Harry Ellis</strong> del Leicester, un signor giocatore.</p>
<p>Sono attesi a Londra per sostenere gli azzurri ben 7mila tifosi (fonte Federugby). Ormai classica la presenza degli <strong>Ofm </strong>veneziani, con gli inconfondibili tabarro e tricorno. Quest&#8217;ultimo portò fortuna a Murrayfield, finendo per essere indossato dagli azzurri nel giro d&#8217;onore. Appuntamento alle 15 – le 16 in Italia – nello stadio sorto nel 1909 su un campo di cavoli, il cui terreno è coperto da venerdì scorso in difesa di ghiaccio e neve. Previsti per oggi due gradi e vento gelido. <em>“Nessun problema”</em>, diceva a Piccadilly Circus un tifoso con il giubbino della <strong>Rugby Rovigo</strong>, <em>“la mamma mi ha messo in valigia le mutande di lana”.</em></p>
<p style="margin-right: 6.91cm; margin-bottom: 0cm;">
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