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La difesa dell’avvocato Biagini: “A Roma candidatura seria e credibile, abbiamo tutti i requisiti”

Dal Corriere del Veneto del 24 luglio 2009.

C’è un po’ di Veneto nella candidatura romana prescelta, assieme a Viadana, per rappresentare il rugby azzurro nella Celtic League. L’avvocato Alfredo Biagini, promotore dei “Praetorians” in qualità di presidente della Lazio, è personalità molto nota a Venezia, dove ha sede il suo studio e dove ha svolto parte della sua carriera di giocatore con la maglia del Lido, a cavallo degli anni Ottanta e Novanta.

Già rappresentante legale del Consorzio Venezia Nuova e della Biennale, si trova attualmente alla presidenza della Cav spa, società mista che gestisce il passante autostradale di Mestre.

Sul caso Celtic difende il progetto di Roma, deviando le accuse di inconstistenza verso la candidatura degli Aironi Viadana. «Escludere il Veneto è un errore per l’intero movimento, un’autentica sciocchezza, ma le critiche nei confronti della nostra candidatura sono immotivate», commenta, «le persone coinvolte a Roma (oltre a Biagini, gli imprenditori Paolo Abbondanza e Rebecchini, ndr) sono professionisti seri in rappresentanza di tre club con 1800 tesserati complessivi. Si richiedevano appeal turistico, aeroporto internazionale, massima collaborazione con lo staff federale: abbiamo tutti i requisiti, semmai c’è da domandarsi se li abbia Viadana».

«E a Roma c’è anche una gloriosa tradizione», prosegue, «il rugby laziale ha un numero di tesserati in continua crescita ed ha dato, e continua dare, un grande apporto di uomini alle Nazionali azzurre. La presenza della capitale nella Celtic League permette inoltre di coinvolgere tutto il rugby del centro-sud».

Qualcuno invece mette in dubbio la copertura finanziaria del progetto. «Abbiamo presentato un business plan articolato e credibile», ribatte Biagini, «assieme a dichiarazioni di intenti da partner di sponsor ed istituzioni che sono state ritenute valide dagli advisor. Non erano richieste fideiussioni bancarie. Sarebbe ridicolo se si tornasse indietro: non si possono rifare delle votazioni solo perché l’esito non è quello atteso».

Foto tratta da www.alessandrofusco.com