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	<title>Rugbypeople &#187; Pasquale Presutti</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Super Ten poco super e con molte incognite. Casellato e Presutti: &#8220;Treviso sopra a tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 14:28:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.rugbyviadana.it/webadmin/include/imgviewer.asp?ID=8762" alt="" width="420" />Sarà un campionato atipico, che scivola verso l&#8217;anonimato e che torna probabilmente a due velocità come negli anni Novanta. Si chiamerà per un anno ancora <strong>Super Ten</strong>, ma è difficile capire cosa avrà di super il torneo italiano che scatta il 12 settembre con 4 venete al via, privo di title sponsor (la Lega, che trattava queste questioni, è di fatto sciolta), orfano di <strong>Calvisano</strong> e <strong>Capitolina</strong> inghiottite dalla crisi, ulteriormente svuotato di interesse mentre l&#8217;attenzione dell&#8217;intero movimento è rivolta al discusso caso Celtic League.</p>
<p>Tutti i club hanno ridimensionato il proprio budget, anche in forma drastica, con le sole eccezioni di <strong>Treviso</strong> e <strong>Viadana</strong>. Il Benetton ha anzi arricchito la rosa di azzurri del calibro di <strong>Ghiraldini</strong> e <strong>Zanni</strong>, ha fatto firmare contratti importanti a <strong>McLean</strong> e <strong>Rizzo</strong>, ha scippato a Viadana <strong>&#8220;Nacho&#8221; Rouyet</strong> e <strong>Bortolussi</strong>; tutto con uno sguardo all&#8217;approdo in Celtic nel 2010-2011, poi negato dal pasticcio federale. Il campionato dirà addio all&#8217;equilibrio delle ultime stagioni?</p>
<p><em>&#8220;La misura dei progressi del nostro gioco è la Heineken Cup, ma il Super Ten resta un torneo difficile, mai scontato&#8221;</em>, sottolinea <strong>Franco Smith</strong>, tecnico dei biancoverdi chiamato a gestire una rosa di ben 41 atleti, mentre la Fir accoglie la nuova regola sulle mischie no contest che tutelerà le squadre più attrezzate, come lo stesso Benetton.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://filodiretto7.gruppo.mps.it/NR/rdonlyres/59AEB256-EC86-4819-9BD8-DF5487FD66CE/21013/mercier1.jpg" alt="" width="194" height="291" />E <em>&#8220;Dream Team&#8221;</em> definisce la sua ex squadra l&#8217;allenatore del <strong>Femi Cz Rovigo</strong>, <strong>Umberto Casellato</strong>. <em>&#8220;Sono decisamente al di sopra di tutti per nomi e numeri, anche del Viadana che mi sembra quest&#8217;anno meno forte in mischia chiusa&#8221;</em>, spiega il trevigiano dal ritiro dei rossoblù a Tarvisio, &#8220;<em>potrebbero tornare risultati tipo 50-0, ma credo ancora che il divario tecnico possa essere colmato con l&#8217;attitudine al combattimento, come quella che ha sempre permesso a Rovigo di raggiungere risultati importanti. Alle </em><em>spalle di Treviso e Viadana i valori sono ancora da definire, visto che molte squadre hanno cambiato allenatore e perso giocatori importanti&#8221;</em>.</p>
<p>Per <strong>Pasquale Presutti</strong>, allenatore di un Petrarca senza sponsor, <em>&#8220;il campionato torna indietro di anni a livello di qualità, ma questo perlomeno permetterà di dare spazio ai giovani&#8221;</em>. Padova si è dovuta privare dei giocatori che costituivano l&#8217;ossatura portante delle ultime stagioni, da Little e Leaga all&#8217;intera prima linea Paoletti-Rizzo-Giovanchelli, senza dimenticare i vari Stoltz, Bartholomeusz, Domolailai. Rappresenta, così come il ridimensionato Casinò di Venezia, una realtà tutta da scoprire.</p>
<p><em>&#8220;Treviso e Viadana faranno un campionato per conto loro&#8221;</em>, dice Presutti, <em>&#8220;avevamo costruito un meccanismo difensivo efficace basato su Little e Leaega, ora punteremo ad un gioco più offensivo centrato su <strong>Mercier </strong></em>(nella foto)<em>, anche se certo la nostra rosa ha perduto molti elementi. L&#8217;idea di un campionato che ritrovi le radici può non essere sbagliata ma, una volta varate le selezioni per la Celtic League, non capisco come un torneo semi-dilettantistico potrà produrre atleti per l&#8217;alto livello internazionale&#8221;</em>.</p>
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		<title>Il rugby veneto unito: &#8220;Qui tradizione e competenze, Treviso merita la Celtic League&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 17:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celtic League]]></category>
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		<description><![CDATA[
Dal Corriere del Veneto del 7 luglio 2009
Perplessità sul progetto Celtic League, ma unanime convinzione che nessuno più di Treviso meriti di rappresentare il movimento italiano nel torneo anglosassone: il rugby veneto, da sempre frammentato e litigioso, si ritrova questa volta d&#8217;accordo e fa convergere il proprio sostegno alla candidatura del Benetton.
La decisione è attesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/56/05-gilbride.jpg&amp;c=90" alt="" width="420" /></p>
<p><em>Dal Corriere del Veneto del 7 luglio 2009</em></p>
<p>Perplessità sul progetto <strong>Celtic League</strong>, ma unanime convinzione che nessuno più di Treviso meriti di rappresentare il movimento italiano nel torneo anglosassone: il rugby veneto, da sempre frammentato e litigioso, si ritrova questa volta d&#8217;accordo e fa convergere il proprio sostegno alla candidatura del <strong>Benetton</strong>.</p>
<p>La decisione è attesa il 18 luglio, a conclusione di un consiglio federale fra i più rilevanti di sempre. <strong>Giancarlo Dondi</strong>, artefice dell&#8217;ingresso nel <strong>Sei Nazioni</strong> con cui il rugby è uscito dal ghetto degli sport minori, si trova oggi a dover scegliere la strada per lo sviluppo futuro. Treviso attende l&#8217;esito del processo di valutazione delle candidature, dopo avere presentato la terza tranche di documentazione prevista dal capitolato.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/64/01-Smith.jpg&amp;c=90" alt="" width="200" /><em>&#8220;Siamo fiduciosi, ci sentiamo preparati ma in ogni caso non favoriti: riteniamo di avere il 50% di possibilità di ottenere la partecipazione&#8221;</em>, spiega il presidente biancoverde <strong>Amerino Zatta</strong>, <em>&#8220;abbiamo risposto, crediamo in modo esauriente, a tutti i quesiti che la Fir ci ha posto. La gestione tecnica in linea con la Nazionale? Basterà un po&#8217; di buon senso. Il Benetton ha sempre collaborato, oggi peraltro ci ritroviamo con <strong>Nick Mallett</strong> e <strong>Franco Smith</strong> </em>(nella foto)<em> che, essendo entrambi sudafricani, non dovrebbero faticare a capirsi&#8221;</em>.</p>
<p>Le varie componenti della palla ovale veneta sembrano intanto ritenere imprescindibile l&#8217;ammissione del Benetton. Per <strong>Pasquale Presutti</strong>, anima del <strong>Petrarca Padova</strong>, <em>&#8220;nessuna altra realtà in Italia ha i titoli di Treviso in termini di risultati, di risorse economiche, di competenze, con alle spalle, per di più, una regione come il Veneto con strutture e tradizione rugbistiche senza uguali&#8221;</em>. Il tecnico critica invece il ridimensionamento del campionato: <em>&#8220;Viene difficile accettare che nulla sia stato fatto per rilanciare il Super Ten e sostenere i club, contro i quali ci si scaglia invece dopo ogni sconfitta della Nazionale&#8221;</em>.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda <strong>Alessandro Moscardi</strong> (<em>foto sotto</em>), 44 presenze in azzurro fra le quali 19 da capitano. <em>&#8220;Non voglio neppure pensare che il Benetton non venga scelto&#8221;</em>, commenta l&#8217;ex tallonatore rodigino, oggi testimonial del Sei Nazioni, <em>&#8220;Treviso dovrà poi sapersi fare portavoce di un territorio ricchissimo dal punto di vista rugbistico, sul modello delle province irlandesi. Confrontarsi ad alto livello con gli anglosassoni può aiutare un movimento stanco, ma allo stesso tempo dovrebbe esserci un investimento serio per far crescere la base non solo i giocatori ma anche allenatori, dirigenti, arbitri&#8221;</em>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.rbs6nations.com/images/content/Alessandro-Moscardi.jpg" alt="" width="145" height="185" />L&#8217;opinione comune è che quindi l&#8217;ingresso nella Celtic League non guarirà il rugby italiano dai suoi molti mali. Per i club, attanagliati dalla crisi e in mezzo al guado delle riforme dei campionati, è anzi un&#8217;estate torrida. <em>&#8220;Il ritiro di Calvisano è un segnale drammatico&#8221;</em>, sottolinea il presidente del VeneziaMestre, <strong>Tommaso Pipitone</strong>, <em>&#8220;la forbice fra alto livello e rugby di base si aprirà ancora di più e non comprendo quindi come si attuerà il riciclo di giocatori. Ci sarebbe piaciuto giungere ad una candidatura veneta fra più società, credo comunque che il progetto di Treviso sia il più accreditato. Come potrebbe la Fir spiegare l&#8217;esclusione del Benetton?&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Stefano Bettarello</strong>, un passato fra Rovigo e Treviso e primo italiano chiamato con i Barbarians, pone l&#8217;accento sulla tradizione. <em>&#8220;E&#8217; un valore anche nel rugby moderno e quella del Veneto non può essere ignorata&#8221;</em>, spiega, <em>&#8220;senza ombra di dubbio la Celtic deve essere data al Benetton, visto che ne&#8217; Viadana ne&#8217; Roma hanno le capacità e la storia dei biancoverdi. Ma il progetto della Federazione, nel suo complesso, ha basi molto precarie&#8221;.</em></p>
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		<title>E&#8217; il momento dei tecnici veneti. La sfida di Casellato a Rovigo, i progetti di Innocenti a Venezia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 14:11:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Super 10 2009-2010]]></category>
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		<description><![CDATA[Il trevigiano Umberto Casellato (nella foto, da AllRugby) sulla panchina del Rovigo, il padovano Marzio Innocenti su quella del VeneziaMestre mentre l’evergreen Pasquale Presutti torna a dirigere in prima persona il Petrarca: tre tecnici veneti alla guida di tre club della regione nel Super Ten 2009-2010, l’ultimo prima della riforma dei campionati con lo sbarco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/umberto-casellato.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-595" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="umberto-casellato" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/umberto-casellato-300x277.jpg" alt="" width="238" height="219" /></a>Il trevigiano <strong>Umberto Casellato </strong><em>(nella foto, da <a href="http://www.allrugby.it" target="_blank">AllRugby</a>)</em> sulla panchina del <strong>Rovigo</strong>, il padovano <strong>Marzio Innocenti</strong> su quella del <strong>VeneziaMestre</strong> mentre l’evergreen <strong>Pasquale Presutti</strong> torna a dirigere in prima persona il <strong>Petrarca</strong>: tre tecnici veneti alla guida di tre club della regione nel Super Ten 2009-2010, l’ultimo prima della riforma dei campionati con lo sbarco del rugby italiano nella Celtic League.</p>
<p>Scontata da parte del Benetton la riconferma dello scudettato <strong>Franco Smith</strong>, le altre società hanno scelto di cambiare rivolgendosi ad allenatori del territorio, complice anche una crisi che sta avendo forti ripercussioni sulla palla ovale (bilanci di chiusura in rosso per Padova, Rovigo e Venezia, ma un severo ridimensionamento economico è in corso in tutto il movimento).</p>
<p>Via dunque lo scozzese <strong>George Graham</strong> dal Petrarca e il francese <strong>Christian Gajan</strong> dal VeneziaMestre, con <strong>Massimo Brunello</strong> sedotto dalla Fir che gli assegna l’Italia under 18 e la direzione della neonata Accademia di Mogliano.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/presutti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-597" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="presutti" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/presutti-300x272.jpg" alt="" width="193" height="174" /></a>Eredità non facile da gestire per Casellato, dopo la storica semifinale ottenuta dal Rovigo nell’ultima stagione. <em>«La base di partenza è proprio l’ottimo lavoro di Brunello nei due anni scorsi, io cercherò di fare a modo mio con l’auspicio di eguagliare nei risultati chi mi ha preceduto»</em>, dice l’ex mediano di mischia di Treviso e della Nazionale, <em>«certo Rovigo non è più una sorpresa, ma la squadra è stata quasi completamente confermata e può rinforzarsi ulteriormente. Le pressioni di una piazza come Rovigo non mi fanno paura, ma al contrario la competenza e la passionalità del pubblico rossoblù rappresentano soprattutto uno stimolo, per me e per la squadra»</em>.</p>
<p>Casellato ha allenato per due stagioni il VeneziaMestre, raccogliendo una promozione dalla A al Super Ten e una tranquilla salvezza, mentre l’anno scorso è subentrato a <strong>Roberto Foglia</strong> nel <strong>Mogliano</strong>, poi protagonista di un ottimo finale di stagione (ed anche al club del Terraglio la panchina va ad un veneto, il casalese <strong>Eugenio Eugenio</strong>, rientrato dopo due stagioni alla <strong>Lazio</strong>). Il Rovigo non rinnova con <strong>Lodie Britz</strong> e perde il pilone <strong>Orlandi</strong>, passato al <strong>Racing Parigi</strong>, ma ingaggia il forte terza linea argentino <strong>Alejandro Abadie</strong>, apprezzato l’anno scorso alla <strong>Capitolina</strong>.</p>
<p>Se per Presutti (<em>foto al centro</em>) l’incarico di capo-allenatore non è che un ritorno al passato, a Mestre <strong>Marzio Innocenti</strong> rappresenta una novità. E tutto nuovo è il progetto proposto dal tecnico e sposato dal club amaranto-oro.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/marzio-innocenti.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-599" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="marzio-innocenti" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/marzio-innocenti-273x300.jpg" alt="" width="191" height="210" /></a><em>«Fallito in Italia il tentativo di un rugby pro a tutti gli effetti, torneremo ad un semi-professionismo che sviluppi alte professionalità»</em>, spiega Innocenti, nella vita apprezzato otorinolaringoiatra, <em>«la squadra si </em><em>allenerà durante la pausa-pranzo, i giocatori poi avranno un programma da svolgere individualmente e avranno tutto il tempo per studiare e lavorare in prospettiva futura. Ridurremo gli stranieri dando fiducia soprattutto a giovani italiani, con l’obiettivo prioritario di una tranquilla salvezza e della crescita della qualità del gioco»</em>.</p>
<p>Non confermati <strong>Aaron Rameka</strong> e <strong>Josh Levi</strong>, il VeneziaMestre cerca invece di trattenere gli stranieri migliori della passata stagione, i sudafricani <strong>Gareth Krause</strong> e <strong>MJ Mentz</strong>.</p>
<p>Nella foto Marzio Innocenti quando era giocatore della Nazionale (immagine tratta da <em>&#8220;2000, Italia in meta&#8221;</em>).</p>
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