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	<title>Rugbypeople &#187; Northampton Saints</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Joe Maddock, dalla Premiership l&#8217;uomo nuovo del Benetton. &#8220;Porterò esperienza e velocità&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 15:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://i.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/01362/joe-maddock_1362416c.jpg" alt="" width="430" />Il grosso problema di <strong>Treviso</strong> nei confronti internazionali della scorsa stagione non sono stati l&#8217;intensità fisica degli avanti o l&#8217;organizzazione di gioco, quanto la velocità di ali ed estremi avversari: imprendibili giocatori come <strong>Chris Ashton</strong> e <strong>Ben Foden</strong> del <strong>Northampton</strong> o <strong>Paul Warwick</strong> del <strong>Munster</strong>. Sarà per questo che con il rinforzo biancoverde dal pedigree più prestigioso si punta proprio a coprire i limiti di “tachimetro” del triangolo arretrato.</p>
<p><strong>Joe Maddock</strong>, neozelandese con un passato nei <strong>Canterbury Crusaders</strong>, ha dimostrato il proprio valore con la maglia del <strong>Bath</strong> in sei anni di <strong>Premiership</strong> inglese, della quale è stato anche metaman nel 2008-2009 (foto sotto).<em> «Sono un giocatore veloce, anche se non quanto Williams e Botes»</em>, racconta di sé al termine di una mattina di test e lavoro in palestra a Monigo, <em>«a Bath ho segnato molto anche perchè praticavamo un gioco votato all&#8217;attacco, ma credo che la mia caratteristica migliore sia la capacità di leggere la difesa, l&#8217;intelligenza tattica. Sono stato molto fortunato ad avere grandi allenatori, da <strong>Robbie Deans</strong> a <strong>Wayne Smith</strong> e <strong>Steve Hansen</strong>, entrambi oggi nello staff degli All Blacks»</em>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.bathrugby.com/images/news/MADDOCK-Top-Try-Scorer-Awar.jpg" alt="" width="294" height="199" />Classe 1978, sposato e con una figlia di 13 anni (un secondo baby è in arrivo e nascerà dunque proprio a Treviso), Maddock è dunque l&#8217;uomo che Treviso ha inseguito a lungo per far fare il salto di qualità al reparto arretrato. <em>«Sono cresciuto a <strong>Christchurch</strong> avendo come idolo <strong>Craig Green</strong>, che mi allenò quando ero nel Development Team di Canterbury, nel 1999</em><em>»</em>, spiega il trequarti dalle doti fisiche all&#8217;apparenza molto modeste (un metro e 76 per 84 chili), <em>«</em><em></em><em>poi siamo persi di vista ma ora so che tornerà in Italia per dirigere le accademie federali e sarà un grande piacere incontrarlo. Dopo le esperienze nei <strong>New Zealond Maori</strong> a vent&#8217;anni ho capito che il sogno di giocare negli All  Blacks, quel sogno che ogni ragazzino neozelandese fa quando comincia a giocare, non si sarebbe mai avverato. Ed allora ho scelto l&#8217;Europa, d&#8217;accordo anche con mia moglie: entrambi avevamo voglia di vedere un altro pezzo di mondo. D</em><em>opo sei stagioni molto belle a Bath ora era ormai tempo di cambiare. Treviso rappresenta non una ma molte sfide: lingua, cultura, ambiente nuovi. Spero di dare qualcosa in termini di esperienza per far crescere la squadra, attesa in Celtic League da avversari sempre impegnativi»</em>.</p>
<p>Il balzo dal campionato italiano alla Celtic League è notevole. Riuscirà il Benetton ad essere competitiva nel torneo?  <em>«Non credo che Treviso sia molto lontana dagli standard internazionali. Ricordo che nel <strong>2004</strong> il Bath, mentre io ero infortunato, giocò qui a Monigo in <strong>Heineken Cup</strong> e perse (29-23, ndr). Nella partita in Inghilterra ci prendemmo la rivincita, ma vincere a Treviso non è mai stato facile. Per essere competitivi dovremo di sicuro alzare il livello della nostra forma fisica, di modo da poter essere veloci e reattivi per tutti gli ottanta minuti. Con il tempo diventerà più facile avere il ritmo degli avversari, quindi credo che il miglior Benetton si vedrà nella seconda parte di stagione.<br />
</em></p>
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		<title>RP podcast, verso il Sei Nazioni. Tre equiparati per l&#8217;Inghilterra, talenti dal XIII per Martin Johnson</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 13:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<description><![CDATA[rugbypeople-podcast-26-01-10
Negli ultimi mesi non riuscivo ad aggiornare il blog con contributi scritti. Ho scoperto che raccontare in un file audio mi viene più facile e mi costa meno tempo e fatica. Quindi propongo da oggi degli interventi in podcast. Si comincia parlando delle scelte controverse di Martin Johnson, tecnico dell&#8217;Inghilterra, in vista del Sei Nazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/01/rugbypeople-podcast-26-01-10.mp3">rugbypeople-podcast-26-01-10</a></p>
<p>Negli ultimi mesi non riuscivo ad aggiornare il blog con contributi scritti. Ho scoperto che raccontare in un file audio mi viene più facile e mi costa meno tempo e fatica. Quindi propongo da oggi degli interventi in podcast. Si comincia parlando delle scelte controverse di <strong>Martin Johnson</strong>, tecnico dell&#8217;Inghilterra, in vista del <strong>Sei Nazioni 2010</strong>.</p>
<p>Il XV della Rosa è in crisi di risultati, mentre la crisi (quella vera, la crisi economica) ha depauperato la <strong>Premiership</strong> di alcuni dei migliori giocatori. Il solo <strong>Northampton</strong>, fra le squadre inglesi, è riuscito a qualificarsi ai playoff di <strong>Heineken Cup</strong>, risultando come migliore seconda nel girone vinto dal Munster e che comprendeva anche Benetton e Perpignan.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.maximumrugby.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/shontaynehape.jpg" alt="" width="150" height="226" />Johnson, che c&#8217;eravamo abituati a vedere assieme al padre a Monigo quando il fratello Will giocava in biancoverde, aveva in passato dichiarato che non avrebbe convocato atleti emigrati fuori dall&#8217;Inghilterra. Ormai ci ha ripensato, non potendo rinunciare a gente come <strong>Jonny Wilkinson</strong> (Toulon) e <strong>James Haskell</strong> (Stade Français). Anzi, sta cominciando a ricorrere sempre più agli equiparati neozelandesi, come il centro del Bath <strong>Shontayne Hape</strong>, ultimo talento convertito dal rugby a XIII (<em>nella foto</em>).</p>
<p><em>Clicca sul link ad inizio dell&#8217;articolo per ascoltare il podcast</em></p>
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		<title>Il gigante Lawes e la storia del Franklin&#8217;s Garden. Missione (quasi) impossibile per il Benetton</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 10:38:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www2.pictures.zimbio.com/gi/Gloucester+v+Northampton+Saints+Guinness+premiership+0-jepinjDOZl.jpg" alt="" width="235" height="356" />Al <strong>Franklin&#8217;s Garden</strong> di <strong>Northampton</strong> giocarono, naturalmente vincendo, i primi <strong>All Blacks</strong> neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti &#8220;Original&#8221;. Era il 1905 e la storia viene raccontata da <strong>Lloyd Jones</strong> nel &#8220;Libro della gloria&#8221;, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il rugby il <strong>Benetton</strong> disputa oggi il terzo turno di <strong>Heineken Cup</strong>, di fronte a 13mila tifosi per l&#8217;ultimo appuntamento annuale dei &#8220;Saints&#8221; in maglia verde, nero ed oro, protagonisti finora di una stagione ricca di soddisfazioni (terzo posto in Premiership, una vittoria sul Munster in Europa prima della sconfitta a Perpignan).</p>
<p>L&#8217;impegno è durissimo, quasi proibitivo per i biancoverdi, i quali si trovano ad affrontare l&#8217;intensità di gioco internazionale dopo una lunga astinenza e due match non pienamente convincenti nel <strong>Super Ten</strong>, contro Venezia e L&#8217;Aquila. Ma dopo l&#8217;exploit di Heineken Cup contro il <strong>Perpignan</strong> &#8211; e con la <strong>Celtic League</strong> all&#8217;orizzonte &#8211; Treviso è oggi chiamata a dimostrare la sua competitività su qualsiasi terreno straniero. L&#8217;allenatore <strong>Franco Smith</strong> (<em>foto</em>) da parte sua si ritrova finalmente con una squadra al completo, o quasi: in un organico di 40 atleti mancano all&#8217;appello solo Williams, Orlando, Costanzo e Neethling, mentre sono ormai vicini al rientro importanti pedine a lungo out come Marcato, Sbaraglini e De Jager.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/104/22-franco%20smith.jpg&amp;c=90" alt="" width="175" height="123" />Lo schieramento per la partita del Franklin&#8217;s Garden prevede <strong>Marius Goosen</strong> in cabina di regia e <strong>Tobie Botes</strong> all&#8217;ala (quasi un secondo estremo, per fronteggiare al meglio il gioco al piede degli inglesi), con il rientro a tutti gli effetti di sette nazionali nel XV titolare. Il Northampton è una squadra priva di grandi finisseur ma dal gioco terribilmente efficace, soprattutto sul campo di casa, dove nei 7 match di questa stagione non ha mai perso.</p>
<p>Ad attrarre l&#8217;attenzione dei tifosi delle <strong>Midlands</strong> è stato di recente il seconda linea <strong>Courtney Lawes</strong> (201 cm per 115 chili &#8211; <em>foto in alto, sotto il video di un suo placcaggio su Thomas del Montpellier</em>), cresciuto a 100 metri dallo stadio, titolare ad appena vent&#8217;anni e già celebre per i suoi placcaggi devastanti. <em>&#8220;Ma il loro giocatore migliore è probabilmente l&#8217;altra seconda linea, <strong>Jaundre Kruger</strong>, molto fisico e allo stesso tempo tecnico&#8221;</em>, sottolinea Smith, dando inevitabilmente credito al conterraneo  sudafricano che tuttavia oggi parte in panchina.</p>
<p><em>&#8220;Nel complesso Northampton e Benetton si assomigliano, io e il loro allenatore (<strong>Jim Mallinder</strong>, ndr) abbiamo la stessa visione del rugby&#8221;</em>, commenta Smith, <em>&#8220;a differenza di Perpignan e Munster sono una squadra senza grandi stelle ma molto bene organizzata, nella quale ogni giocatore sa bene cosa fare in campo. Sono molto aggressivi nei punti di incontro, dovremo essere disciplinati e pazienti per rispettare il nostro piano di gioco&#8221;</em>. Motivazioni supplementari per <strong>Andy Vilk</strong>, con la maglia dei Saints dal 2003 al 2006.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2009/12/12/il-gigante-lawes-e-la-storia-del-franklins-garden-missione-quasi-impossibile-per-il-benetton-a-northampton/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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