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Super Ten poco super e con molte incognite. Casellato e Presutti: “Treviso sopra a tutti”

Sarà un campionato atipico, che scivola verso l’anonimato e che torna probabilmente a due velocità come negli anni Novanta. Si chiamerà per un anno ancora Super Ten, ma è difficile capire cosa avrà di super il torneo italiano che scatta il 12 settembre con 4 venete al via, privo di title sponsor (la Lega, che trattava queste questioni, è di fatto sciolta), orfano di Calvisano e Capitolina inghiottite dalla crisi, ulteriormente svuotato di interesse mentre l’attenzione dell’intero movimento è rivolta al discusso caso Celtic League.

Tutti i club hanno ridimensionato il proprio budget, anche in forma drastica, con le sole eccezioni di Treviso e Viadana. Il Benetton ha anzi arricchito la rosa di azzurri del calibro di Ghiraldini e Zanni, ha fatto firmare contratti importanti a McLean e Rizzo, ha scippato a Viadana “Nacho” Rouyet e Bortolussi; tutto con uno sguardo all’approdo in Celtic nel 2010-2011, poi negato dal pasticcio federale. Il campionato dirà addio all’equilibrio delle ultime stagioni?

“La misura dei progressi del nostro gioco è la Heineken Cup, ma il Super Ten resta un torneo difficile, mai scontato”, sottolinea Franco Smith, tecnico dei biancoverdi chiamato a gestire una rosa di ben 41 atleti, mentre la Fir accoglie la nuova regola sulle mischie no contest che tutelerà le squadre più attrezzate, come lo stesso Benetton.

E “Dream Team” definisce la sua ex squadra l’allenatore del Femi Cz Rovigo, Umberto Casellato. “Sono decisamente al di sopra di tutti per nomi e numeri, anche del Viadana che mi sembra quest’anno meno forte in mischia chiusa”, spiega il trevigiano dal ritiro dei rossoblù a Tarvisio, “potrebbero tornare risultati tipo 50-0, ma credo ancora che il divario tecnico possa essere colmato con l’attitudine al combattimento, come quella che ha sempre permesso a Rovigo di raggiungere risultati importanti. Alle spalle di Treviso e Viadana i valori sono ancora da definire, visto che molte squadre hanno cambiato allenatore e perso giocatori importanti”.

Per Pasquale Presutti, allenatore di un Petrarca senza sponsor, “il campionato torna indietro di anni a livello di qualità, ma questo perlomeno permetterà di dare spazio ai giovani”. Padova si è dovuta privare dei giocatori che costituivano l’ossatura portante delle ultime stagioni, da Little e Leaga all’intera prima linea Paoletti-Rizzo-Giovanchelli, senza dimenticare i vari Stoltz, Bartholomeusz, Domolailai. Rappresenta, così come il ridimensionato Casinò di Venezia, una realtà tutta da scoprire.

“Treviso e Viadana faranno un campionato per conto loro”, dice Presutti, “avevamo costruito un meccanismo difensivo efficace basato su Little e Leaega, ora punteremo ad un gioco più offensivo centrato su Mercier (nella foto), anche se certo la nostra rosa ha perduto molti elementi. L’idea di un campionato che ritrovi le radici può non essere sbagliata ma, una volta varate le selezioni per la Celtic League, non capisco come un torneo semi-dilettantistico potrà produrre atleti per l’alto livello internazionale”.


A Monigo è derby vero. Petrarca concreto, Benetton brillante solo nel finale

Derby di minirugby nell'intervallo di Benetton-Carrera

Il centotredicesimo derby fra Treviso e Petrarca è una strana partita, che per lunghi tratti il Benetton dà l’impressione di dominare e che invece i padovani possono a lungo illudersi di vincere. Se fino a 4 minuti dal termine il punteggio era 12-15, il finale sara’ poi 34-15: prima Treviso tira un sospiro di sollievo con il pari di Goosen dalla piazzola, poi nel recupero arrivano tre mete con Williams, Sgarbi e Vidal.

Mercier al calcio

Bene comunque per il rugby padovano e per il Super Ten tutto che la squadra del Santo si sia dimostrata in grado di essere nuovamente protagonista, dopo un avvio di stagione stentato e marchiato dal vergognoso cappotto di Parma. Nel primo tempo il Benetton era stato padrone alle fonti di gioco e solo nella ripresa gli avanti ospiti si sintonizzano sul giusto registro. In alcuni spezzoni è anzi un Treviso bello, capace di grande intensità fisica e votato ad alzare il ritmo, con la testa evidentemente già rivolta all’esordio di Heineken Cup venerdi’ a Perpignan.

Il Petrarca però è paziente in difesa e rigoroso tatticamente, ne’ mancano qualità individuali e il carattere giusto per affrontare un derby. Soprattutto, a differenza dei biancoverdi, il Carrera concretizza.

"Pape" Matteralia, grintoso protagonista del derby

Mercier e’ spietato, sono i suoi calci a issare gli ospiti sul 15-12 che resiste fino all’imprevedibile epilogo delle tre mete fra 37′ e recupero, con I padovani in 14 per il cartellino giallo all’ex Ansell (nel primo tempo era toccato a Little, ma il Petrarca aveva siglato in inferiorità un parziale di 6-0).

Bene Louw, Vilk e in mediana minipimer Botes, preoccupanti in ogni caso i black-out del Benetton. Nel Petrarca piacciono “Paperino” Matteralia, cuore padovano della squadra, Anzell e Padrò. Il rientro della coppia Little-Leaega ridà ordine e vivacità alla manovra delle linee arretrate: evidentemente l’assetto giusto è quello con i samoani sull’asse 10-12 e Mercier ad estremo. Bella l’idea del derby del minirugby nell’intervallo.