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	<title>Rugbypeople &#187; Marius Goosen</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Semifinale, poche chance per il Petrarca. A Monigo passerella per l&#8217;ultimo match di Goosen e Kingi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 14:21:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/05/benetton-petrarca-semifinale-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-948" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="benetton petrarca semifinale 2" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/05/benetton-petrarca-semifinale-2.jpg" alt="" width="227" height="340" /></a>La prima semifinale al Plebiscito si è conclusa con entrambe le squadre scontente per l&#8217;arbitraggio del milanese <strong>Stefano Pennè</strong>. <em>&#8220;O l&#8217;arbitro era in malafede oppure era un incompetente&#8221;</em>, accusava a fine partita un arrabbiatissimo <strong>Enrico Toffano</strong>, presidente del Petrarca, <em>&#8220;non ci stiamo ad essere presi in giro in questo modo&#8221;</em>. Con lo stesso vigore protestava anche lo staff del Benetton. <em>&#8220;Possibile che nonostante il netto predominio del gioco a Treviso e Padova siano stati fischiati lo stesso numero di calci di punizione&#8221;</em>, domandava ironico il direttore generale biancoverde, <strong>Vittorio Munari</strong>.</p>
<p>Ed anche a Viadana Rovigo ha contestato duramente la direzione di gara, tanto che l&#8217;allenatore <strong>Umberto Casellato</strong> ha ricevuto una squalifica di quattro mesi in seguito alle parole rivolte a Damasco a fine gara. In questo weekend le due semifinali di ritorno. Il Montepaschi troverà al <strong>&#8220;Battaglini&#8221;</strong> un clima caldissimo.</p>
<p>A Monigo invece il +12 nello score finale ed il +4 nella classifica combinata frutto del successo di Padova mettono il <strong>Benetton</strong> in una serena posizione psicologica. Peraltro il <strong>Petrarca</strong> visto in garauno non sembra in grado di impensierire i campioni in carica e di metterne in discussione il ritorno il 29 giugno nello stadio padovano, sede dell&#8217;ultima finale del “vero” campionato italiano prima del distacco in <strong>Celtic League</strong> di Treviso e Viadana. Anche se Smith dovrà rinunciare a <strong>&#8220;Nacho&#8221; Rouyet</strong> ed <strong>Emiliano Mulieri</strong>, infortunati.</p>
<p>Sarà l&#8217;occasione di un&#8217;autentica passerella per due giocatori dei più rappresentativi dell&#8217;ultimo lustro di storia biancoverde come <strong>Marius Goosen</strong> e <strong>Dion Kingi</strong> (<em>foto</em>), all&#8217;ultima uscita sul terreno di Monigo. Due limpidi esempi di professionalità ed abnegazione.</p>
<p>“Gus”, 36 anni, ha annunciato da tempo l&#8217;intenzione di chiudere con il rugby giocato per dedicarsi solamente al mestiere di allenatore (attualmente cura i trequarti a fianco di Franco Smith). Intanto anche sabato scorso il sudafricano è risultato decisivo, non solo per i 18 punti segnati nel 28-16 finale ma soprattutto per le consuete capacità di leadership nella gestione del gioco.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/121/5.jpg&amp;c=90" alt="" width="263" height="193" />Kingi a 34 anni e dopo 5 splendide stagioni chiude giocoforza il capitolo con Treviso, al quale le direttiva Fir impongono un limite di cinque stranieri in Celtic League a tutela degli atleti di interesse per la <strong>Nazionale</strong>. Anche se le mosse di mercato del Benetton restano ancora top secret, è chiaro che il maori di Waiuki rientrerà nel cospicuo gruppo di atleti sacrificati nella ristrutturazione per lo sbarco sul palcoscenico anglosassone.</p>
<p>Fra questi, con tutta probabilità, anche gli oriundi argentini <strong>Allori</strong>, <strong>Vidal </strong><em>(foto)</em> e Mulieri, divenuti improvvisamente “stranieri” (assieme ad un altro centinaio di naturalizzati) in seguito alla nuova norma salva-vivai introdotta dalla Federugby. Non sarà facile per il Benetton trovare dei degni sostituti sul mercato italiano ed europeo.</p>
<p><em>Foto in alto di Elena Barbini, da <a href="http://www.petrarcarugby.it" target="_blank">www.petrarcarugby.it</a></em></p>
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		<title>Il gigante Lawes e la storia del Franklin&#8217;s Garden. Missione (quasi) impossibile per il Benetton</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 10:38:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www2.pictures.zimbio.com/gi/Gloucester+v+Northampton+Saints+Guinness+premiership+0-jepinjDOZl.jpg" alt="" width="235" height="356" />Al <strong>Franklin&#8217;s Garden</strong> di <strong>Northampton</strong> giocarono, naturalmente vincendo, i primi <strong>All Blacks</strong> neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti &#8220;Original&#8221;. Era il 1905 e la storia viene raccontata da <strong>Lloyd Jones</strong> nel &#8220;Libro della gloria&#8221;, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il rugby il <strong>Benetton</strong> disputa oggi il terzo turno di <strong>Heineken Cup</strong>, di fronte a 13mila tifosi per l&#8217;ultimo appuntamento annuale dei &#8220;Saints&#8221; in maglia verde, nero ed oro, protagonisti finora di una stagione ricca di soddisfazioni (terzo posto in Premiership, una vittoria sul Munster in Europa prima della sconfitta a Perpignan).</p>
<p>L&#8217;impegno è durissimo, quasi proibitivo per i biancoverdi, i quali si trovano ad affrontare l&#8217;intensità di gioco internazionale dopo una lunga astinenza e due match non pienamente convincenti nel <strong>Super Ten</strong>, contro Venezia e L&#8217;Aquila. Ma dopo l&#8217;exploit di Heineken Cup contro il <strong>Perpignan</strong> &#8211; e con la <strong>Celtic League</strong> all&#8217;orizzonte &#8211; Treviso è oggi chiamata a dimostrare la sua competitività su qualsiasi terreno straniero. L&#8217;allenatore <strong>Franco Smith</strong> (<em>foto</em>) da parte sua si ritrova finalmente con una squadra al completo, o quasi: in un organico di 40 atleti mancano all&#8217;appello solo Williams, Orlando, Costanzo e Neethling, mentre sono ormai vicini al rientro importanti pedine a lungo out come Marcato, Sbaraglini e De Jager.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/104/22-franco%20smith.jpg&amp;c=90" alt="" width="175" height="123" />Lo schieramento per la partita del Franklin&#8217;s Garden prevede <strong>Marius Goosen</strong> in cabina di regia e <strong>Tobie Botes</strong> all&#8217;ala (quasi un secondo estremo, per fronteggiare al meglio il gioco al piede degli inglesi), con il rientro a tutti gli effetti di sette nazionali nel XV titolare. Il Northampton è una squadra priva di grandi finisseur ma dal gioco terribilmente efficace, soprattutto sul campo di casa, dove nei 7 match di questa stagione non ha mai perso.</p>
<p>Ad attrarre l&#8217;attenzione dei tifosi delle <strong>Midlands</strong> è stato di recente il seconda linea <strong>Courtney Lawes</strong> (201 cm per 115 chili &#8211; <em>foto in alto, sotto il video di un suo placcaggio su Thomas del Montpellier</em>), cresciuto a 100 metri dallo stadio, titolare ad appena vent&#8217;anni e già celebre per i suoi placcaggi devastanti. <em>&#8220;Ma il loro giocatore migliore è probabilmente l&#8217;altra seconda linea, <strong>Jaundre Kruger</strong>, molto fisico e allo stesso tempo tecnico&#8221;</em>, sottolinea Smith, dando inevitabilmente credito al conterraneo  sudafricano che tuttavia oggi parte in panchina.</p>
<p><em>&#8220;Nel complesso Northampton e Benetton si assomigliano, io e il loro allenatore (<strong>Jim Mallinder</strong>, ndr) abbiamo la stessa visione del rugby&#8221;</em>, commenta Smith, <em>&#8220;a differenza di Perpignan e Munster sono una squadra senza grandi stelle ma molto bene organizzata, nella quale ogni giocatore sa bene cosa fare in campo. Sono molto aggressivi nei punti di incontro, dovremo essere disciplinati e pazienti per rispettare il nostro piano di gioco&#8221;</em>. Motivazioni supplementari per <strong>Andy Vilk</strong>, con la maglia dei Saints dal 2003 al 2006.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2009/12/12/il-gigante-lawes-e-la-storia-del-franklins-garden-missione-quasi-impossibile-per-il-benetton-a-northampton/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Treviso, lo scudetto del pack. Capitan Pavanello: &#8220;Gruppo e maturità fanno la differenza&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 10:04:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Working class hero&#8221; canterebbe John Lennon per celebrare, nel rugby, gli uomini della mischia, ovvero quelli che fanno il lavoro più ruvido e infame, che non segnano mai (beh, quasi mai) ed anzi a volte neanche toccano palla, quelli di cui i giornalisti si dimenticano al momento di comporre il titolo o di nominare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin-right: 2px; margin-left: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/95/tsp144.jpg&amp;c=90" alt="" width="430" /><em>&#8220;Working class hero&#8221;</em> canterebbe <strong>John Lennon</strong> per celebrare, nel rugby, gli uomini della mischia, ovvero quelli che fanno il lavoro più ruvido e infame, che non segnano mai (beh, quasi mai) ed anzi a volte neanche toccano palla, quelli di cui i giornalisti si dimenticano al momento di comporre il titolo o di nominare il man of the match.</p>
<p>Eppure sono loro gli operai che, lontani dai riflettori, costruiscono le fondamenta di ogni vittoria. Così sabato a Roma per lo scudetto numero 14 del <strong>Benetton</strong>: è soprattutto ai suoi uomini con la maglia XXXL che Treviso deve questo titolo, contro un Viadana nell&#8217;occasione forse superiore per calibro tecnico complessivo. Se il pack biancoverde si era già dimostrato superiore ad ogni avversario nel corso del Super Ten, la finale ha esaltato la predisposizione al combattimento, il rigore e la compattezza del reparto avanzato di Treviso, impeccabile anche quando i titolari di partenza hanno lasciato il campo per fatica.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/data/images/gallery/2008/7896/7pavanello.JPG" alt="" width="250" height="387" />Giusto che il capitano dello scudetto sia <strong>Antonio Pavanello</strong>, che da seconda linea gioca proprio nel cuore della mischia, protagonista di un&#8217;ottimo campionato e laureatosi per la seconda volta nella stagione dopo il titolo di dottore in Architettura conquistato a Ca&#8217; Foscari lo scorso ottobre. <em>&#8220;Non avrei potuto chiedere nulla di più a quest&#8217;anno&#8221;</em>, spiega raggiante il 27enne, cresciuto nel <strong>Rovigo</strong> e approdato al Benetton nel 2005, <em>&#8220;lo scudetto era l&#8217;obiettivo di inizio torneo, ma vincerlo da capitano è un regalo speciale. Ero fra i sei cosiddetti &#8220;leader&#8221; della squadra anche prima dell&#8217;infortunio di De Jager, nel finale di stagione è emersa la possibillità che la responsabilità toccasse a me. Certo non è facile essere capitano in una squadra come Treviso, con tante personalità forti e giocatori ben più esperti di me. A volte ho chiesto di essere aiutato, è successo anche sabato, ed in quelle situazioni ho capito quanto questo gruppo sia unito e maturo&#8221;</em>.</p>
<p>I biancoverdi, alle prese con una lunga lista di infortunati, partivano sfavoriti contro un Viadana motivatissimo e dopo un primo tempo dominato si erano ritrovati ad inseguire nel punteggio con soli 10&#8242; da giocare. Eppure è finita come altre quattro volte nei sette anni della gestione <strong>Zatta-Munari</strong>, cioè con il Benetton in festa sotto lo sguardo divertito di <strong>Giovanni Storti</strong>, pur senza gli inseparabili Aldo e Giacomo. <em>&#8220;Rispetto a tutti gli altri, ciò che fa la differenza è la nostra forza mentale&#8221;</em>, commenta Pavanello, <em>&#8220;ognuno è capace di dare il massimo nel momento che conta, senza farsi fermare dalla pressione psicologica. Faccio un paio di esempi. Sabato <strong>Horak</strong> era stato chiamato a giocare in extremis, era reduce da un lungo infortunio alla spalla e lontano dal ritmo partita, ma ha fatto un&#8217;ottima finale, sacrificandosi in difesa. <strong>Sartoretto</strong> aveva giocato pochissimo in questa stagione, è entrato negli ultimi minuti, ha salvato il risultato con un placcaggio devastante su <strong>Robertson</strong> e poi ha quasi segnato una meta. Viadana ha come noi ottime individualità, ma da noi c&#8217;è anche un gruppo solido. Quello che forse era mancato l&#8217;anno scorso&#8221;</em>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/95/tsp174.jpg&amp;c=90" alt="" width="260" height="257" />In questa stagione, come nella passata, la squadra ad un certo punto dava l&#8217;impressione di non comprendere i dettami di <strong>Franco Smith</strong> e di accusare la disastrosa campagna di <strong>Heineken Cup</strong>. La svolta della stagione del Benetton avviene dopo il derby perso a Padova, racconta il capitano: <em>&#8220;Non c&#8217;è dubbio, abbiamo anche conosciuto momenti difficili durante l&#8217;annata. All&#8217;inizio del girone di ritorno giocammo una brutta partita in casa del <strong>Petrarca</strong>. Alla fine, nello spogliatoio, ci siamo guardati in faccia e ci siamo domandati se volevamo buttare via due anni di sacrifici. E&#8217; venuta fuori ancora una volta la forza del gruppo e da quel momento ho iniziato a credere che lo scudetto sarebbe tornato a Treviso. E sabato è successo lo stesso: dopo essere andati sotto nel punteggio ci siamo riuniti in cerchio e ci siamo chiesti se veramente volevamo questa vittoria. Come risposta, siamo andati ad occupare il campo del Viadana per il resto della partita, assicurandoci lo scudetto con il calcio di <strong>Goosen</strong> e la meta di <strong>Barbieri</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Da sempre Treviso lamenta scarsa tutela da parte degli arbitri. Non in questa volta occasione, però. <em>&#8220;Faccio davvero i complimenti a <strong>Mancini</strong>, che ha ottimamente arbitrato la finale&#8221;</em>, dice Pavanello, <em>&#8220;in particolare ha diretto bene il gioco a terra, rendendo più veloce l&#8217;uscita del pallone. Inoltre, da capitano, ho potuto avere con lui un proficuo dialogo. Ed alla fine ne è venuta fuori anche una bella partita, mi sembra&#8221;</em>.</p>
<p>Ora Antonio Pavanello si aggrega all&#8217;Italia A con la quale parteciperà alla <strong>Nations Cup</strong> in Romania. A detta di qualcuno il seconda linea biancoverde meriterebbe qualcosa di più, ma forse, stante il dissidio &#8220;politico&#8221; fra la Fir e il club trevigiano, oggi a differenza del passato vestire la maglia del Benetton è più un ostacolo in prospettiva azzurra. <em>&#8220;Non spetta a me dire se merito la Nazionale. Da parte mia cerco solo di dare sempre il massimo e credo di avere raggiunto in questa stagione una certa maturità di giocatore. In finale non mi sembra di avere sfigurato contro gli avversari diretti</em> (<strong>Geldenhuys</strong> è stato convocato da <strong>Mallett</strong> per il tour estivo, ndr). <em>Ciò che mi fa più piacere, in ogni caso, è sentire la fiducia dei compagni e sentirmi dire da loro che sarei all&#8217;altezza della Nazionale maggiore&#8221;.<br />
</em></p>
<p>La cronaca della partita si trova <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/sport/2009/1-giugno-2009/ruggito-leoni-scudetto-torna-treviso-1501417492322.shtml" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Leicester a Monigo, il Benetton prova a resistere. E&#8217; giornata di grande rugby</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:23:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Dal Corriere del Veneto del 18 ottobre 2008.
Molti fili annodano le storie recenti di Benetton e Leicester, che si sfidano a Monigo nel secondo turno di Heineken Cup. C&#8217;è Marco Wentzel con la maglia dei Tigers inglesi: la torre sudafricana abbandonò Treviso nell&#8217;estate 2007 dopo tre splendide stagioni, lasciando di sé un ricordo di grande [...]]]></description>
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<p><em>Dal Corriere del Veneto del 18 ottobre 2008.</em></p>
<p>Molti fili annodano le storie recenti di <strong>Benetton</strong> e <strong>Leicester</strong>, che si sfidano a <strong>Monigo</strong> nel secondo turno di <strong>Heineken Cup</strong>. C&#8217;è <strong>Marco Wentzel</strong> con la maglia dei Tigers inglesi: la torre sudafricana abbandonò Treviso nell&#8217;estate 2007 dopo tre splendide stagioni, lasciando di sé un ricordo di grande professionalità e umanità. Non ultimo, c&#8217;è lo zampino di Wentzel sullo scudetto 2007, già perso prima della sgroppata coast-to-coast che portò i biancoverdi ai supplementari e quindi al successo.</p>
<p>Nel Leicester c&#8217;è pure <strong>Aaron Mauger</strong>, una stella degli <strong>All Blacks</strong> prima di scegliere l&#8217;Europa a soli 27 anni: suo fratello maggiore <strong>Nathan</strong> era sotto contratto col Benetton l&#8217;anno scorso, ma si rivelò un pacco e finì la stagione a Toulon. Il terzo dei Mauger, <strong>Ivan</strong>, è stato per dodici volte campione mondiale di speedway e due zii materni, <strong>Stephen</strong> e <strong>Graeme Bachop</strong>, sono stati a loro volta All Blacks.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/56/01-picone.jpg&amp;c=90" alt="" width="200" />Dalle &#8220;tigri&#8221; rossoverdi arrivava <strong>Will Johnson</strong>, che in due stagioni ha avuto poco impatto nel Benetton ma intanto ha fatto di Treviso una seconda casa, con l&#8217;imponente stazza del fratellone <strong>Martin</strong> (un monumento del rugby di Leicester e dell&#8217;Inghilterra tutta) notata più volte alla &#8220;casetta&#8221; di Monigo.</p>
<p>Fra i biancoverdi di oggi anche <strong>Fraser Waters</strong>: con la maglia dei <strong>Wasps</strong> ha vissuto l&#8217;epico dualismo che ha dominato la Premieship inglese negli anni Duemila. <em>&#8220;Non pensavo avrei più incontrato il Leicester, e invece eccoli ancora qua&#8221;</em>, sorride il centro, che oggi avrà fra i compagni di schieramento anche un <strong>Marius Goosen</strong> nell&#8217;inedito ruolo di ala.</p>
<p><strong>Franco Smith</strong> conferma per il resto l&#8217;assetto collaudato nell&#8217;inizio di stagione. Dalla sponda opposta <strong>Heyneke Meyer</strong> (altra coincidenza: fu allenatore di Smith nei <strong>Blue Bulls</strong> sudafricani &#8211; <em>nella foto</em>) deve rinunciare per infortunio a diversi giocatori importanti come l&#8217;azzurro Castrogiovanni, Moody e Deacon, mentre lascia fuori il colosso samoano <strong>Alesana Tuilagi</strong>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" src="http://www.planet-rugby.com/Images/heyneke_meyer_bulls_h_s_300.jpg" alt="" width="180" />Il Leicester resta comunque una corazzata ed uno dei club più prestigiosi e ambiziosi d&#8217;Europa. A Monigo, oltre ai 1.500 supporters inglesi annunciati, molti degli appassionati italiani verranno per vedere i <strong>Tigers</strong> all&#8217;opera, più che la partita in sé. Il Benetton ha però fatto molto bene nell&#8217;esordio di venerdì passato a Perpignan e appare in grado di ben figurare, evitando perlomeno la scoppola di vaste proporzioni.</p>
<p>Da seguire la sfide fra le mediane: gli azzurri <strong>Picone</strong> (<em>foto al centro</em>) e <strong>Marcato</strong> contro <strong>Ellis</strong> (<em>foto in alto</em>) e <strong>Flood</strong>, che scalpitano per vincere la durissima concorrenza per un posto nell&#8217;Inghilterra. Atmosfera da Sei Nazioni.</p>
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		<title>A Monigo è derby vero. Petrarca concreto, Benetton brillante solo nel finale</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 10:54:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il centotredicesimo derby fra Treviso e Petrarca è una strana partita, che per lunghi tratti il Benetton dà l&#8217;impressione di dominare e che invece i padovani possono a lungo illudersi di vincere. Se fino a 4 minuti dal termine il punteggio era 12-15, il finale sara&#8217; poi 34-15: prima Treviso tira un sospiro di sollievo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_291" class="wp-caption alignleft" style="width: 430px"><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/miniderby2.jpg"><img class="size-medium wp-image-292" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="miniderby2" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/miniderby2-300x90.jpg" alt="" width="420" /></a><p class="wp-caption-text">Derby di minirugby nell&#39;intervallo di Benetton-Carrera</p></div>
<p>Il centotredicesimo <strong>derby</strong> fra <strong>Treviso</strong> e <strong>Petrarca</strong> è una strana partita, che per lunghi tratti il Benetton dà l&#8217;impressione di dominare e che invece i padovani possono a lungo illudersi di vincere. Se fino a 4 minuti dal termine il punteggio era 12-15, il finale sara&#8217; poi 34-15: prima Treviso tira un sospiro di sollievo con il pari di <strong>Goosen</strong> dalla piazzola, poi nel recupero arrivano tre mete con <strong>Williams</strong>, <strong>Sgarbi</strong> e <strong>Vidal</strong>.</p>
<div id="attachment_294" class="wp-caption alignright" style="width: 282px"><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/mercier.jpg"><img class="size-medium wp-image-294" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="mercier" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/mercier-300x245.jpg" alt="" width="272" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Mercier al calcio</p></div>
<p>Bene comunque per il rugby padovano e per il <strong>Super Ten</strong> tutto che la squadra del Santo si sia dimostrata in grado di essere nuovamente protagonista, dopo un avvio di stagione stentato e marchiato dal vergognoso cappotto di Parma. Nel primo tempo il Benetton era stato padrone alle fonti di gioco e solo nella ripresa gli avanti ospiti si sintonizzano sul giusto registro. In alcuni spezzoni è anzi un Treviso bello, capace di grande intensità fisica e votato ad alzare il ritmo, con la testa evidentemente già rivolta all&#8217;esordio di <strong>Heineken Cup </strong>venerdi&#8217; a <strong>Perpignan</strong>.</p>
<p>Il Petrarca però è paziente in difesa e rigoroso tatticamente, ne&#8217; mancano qualità individuali e il carattere giusto per affrontare un derby. Soprattutto, a differenza dei biancoverdi, il Carrera concretizza.</p>
<div id="attachment_296" class="wp-caption alignleft" style="width: 186px"><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/matteralia.jpg"><img class="size-medium wp-image-296" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="matteralia" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/matteralia-196x300.jpg" alt="" width="176" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Pape&quot; Matteralia, grintoso protagonista del derby</p></div>
<p><strong>Mercier</strong> e&#8217; spietato, sono i suoi calci a issare gli ospiti sul 15-12 che resiste fino all&#8217;imprevedibile epilogo delle tre mete fra 37&#8242; e recupero, con I padovani in 14 per il cartellino giallo all&#8217;ex <strong>Ansell</strong> (nel primo tempo era toccato a <strong>Little</strong>, ma il Petrarca aveva siglato in inferiorità un parziale di 6-0).</p>
<p>Bene <strong>Louw</strong>, <strong>Vilk</strong> e in mediana minipimer <strong>Botes</strong>, preoccupanti in ogni caso i black-out del Benetton. Nel Petrarca piacciono <strong>&#8220;Paperino&#8221; Matteralia</strong>, cuore padovano della squadra, Anzell e <strong>Padrò</strong>. Il rientro della coppia <strong>Little-Leaega</strong> ridà ordine e vivacità alla manovra delle linee arretrate: evidentemente l&#8217;assetto giusto è quello con i samoani sull&#8217;asse 10-12 e Mercier ad estremo. Bella l&#8217;idea del derby del minirugby nell&#8217;intervallo.</p>
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		<title>De Jager, la maglia numero 13, il ruolo di capitano. Buona la prima del Benetton a Monigo</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 08:19:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Benjamin De Jager]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal Corriere del Veneto del 21 settembre 2008.
Era da più di otto anni che sul prato di Monigo non si vedeva la maglia biancoverde del Benetton con il numero 13. Da quando cioè, nella notte fra il 18 e il 19 gennaio &#8216;99, gli dei del rugby non rubarono a Treviso uno dei suoi talenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_255" class="wp-caption alignleft" style="width: 270px"><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/09/kingi-picone-tv-ve.jpg"><img class="size-medium wp-image-255" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="kingi-picone-tv-ve" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/09/kingi-picone-tv-ve-300x161.jpg" alt="" width="260" height="141" /></a><p class="wp-caption-text">Una combinazione Kingi-Picone</p></div>
<p>Dal Corriere del Veneto del 21 settembre 2008.</p>
<p>Era da più di otto anni che sul prato di <strong>Monigo</strong> non si vedeva la maglia biancoverde del Benetton con il numero 13. Da quando cioè, nella notte fra il 18 e il 19 gennaio &#8216;99, gli dei del rugby non rubarono a Treviso uno dei suoi talenti più puri e forse il più amato fra tutti, <strong>Ivan Francescato</strong>. Ritirata da allora, la maglia numero 13 è stata ripristinata dal Benetton in questa stagione, su richiesta della Erc.</p>
<p>E ieri l&#8217;ha davvero onorata <strong>Benjamin De Jager</strong>,  neo capitano dei biancoverdi dopo il <em>“vaffa”</em> all&#8217;arbitro che è costato a <strong>Goosen</strong> la squalifica e quindi la fascia. Il “Big Ben” di Piazza dei Signori, sudafricano di nascita ma italiano in virtù degli otto anni a Catania, è stato il migliore in campo nel derby con il Casinò di Venezia vinto da Treviso senza incertezze: 38-13 il finale, che avrebbe potuto essere anche più rotondo se i biancoverdi non avessero sprecato molto, pure con lo stesso De Jager.</p>
<div id="attachment_258" class="wp-caption alignright" style="width: 275px"><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/09/marcato2-tv-ve.jpg"><img class="size-medium wp-image-258" title="marcato2-tv-ve" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/09/marcato2-tv-ve-300x278.jpg" alt="Marcato trasforma" width="265" height="245" /></a><p class="wp-caption-text">Marcato alla trasformazione</p></div>
<p><em>“Mi hanno raccontato di Ivan, per me è un onore oggi vestire questa maglia ed essere il capitano di un gruppo di cui sento in ogni momento, in campo, tutta la fiducia”</em>, raccontava alla fine Benjamin, ancora con un forte accento siculo. Ma quella maglia gli veste bene anche perchè De Jager, se vogliamo, di Ivan ha anche quella stessa  voglia di sorridere sotto i capelli lunghi, un po&#8217; spettinati, e – raccontano – un irresistibile appeal con il gentil sesso. Al match del sudafricano è mancata solo la meta, a quello hanno pensato <strong>Mulieri</strong> due volte, <strong>Vilk</strong>, <strong>Allori</strong> e <strong>Kingi</strong> (in gran forma) contro la sola segnatura di <strong>Canale</strong> e i calci di <strong>Pilàt</strong> per i veneziani imbottiti di ex: otto in campo, più nello staff Gritti, Sgorlon e <strong>Christian Gajan</strong>, che era l&#8217;allenatore di Treviso proprio al tempo della scomparsa di Francescato.</p>
<p>Il derby fra “leoni” (poca fantasia per i soprannomi, nel rugby veneto) era già deciso nel primo tempo, dominato da Treviso contro un <strong>VeneziaMestre</strong> irriconoscibile rispetto alla bella prova dell&#8217;esordio contro Viadana. <em>“Vogliamo riprenderci lo scudetto e abbiamo la giusta “fame””</em>, ha detto De Jager, <em>“quindi fin dai primi minuti vogliamo far capire ad ogni avversario che sul nostro campo dovrà soffrire”</em>.</p>
<div id="attachment_260" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/09/vemestre-tv-ve.jpg"><img class="size-medium wp-image-260" title="vemestre-tv-ve" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/09/vemestre-tv-ve-300x218.jpg" alt="Magliette vintage per il VeneziaMestre" width="300" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">Magliette vintage per il VeneziaMestre</p></div>
<p>Pulita la regia di Marcato, autore di un impeccabile 6 su 6 nei calci, sorprendente la dinamicità nella ripresa del folletto <strong>Tobie Botes</strong>, ultimo prelievo biancoverde dal mercato sudafricano. Ora Marcato e Picone dovranno lottare per vincere la concorrenza del rientrante Goosen e dello stesso Botes, in grado di giocare 9, 10 e 15. <em>“Dove ho pescato il ragazzino? L&#8217;ho vinto col Tide”</em>, scherzava orgoglioso Munari, giocando sulla taglia small di Botes e su un Carosello dei tempi andati.</p>
<p>Tantissima sostanza nell&#8217;esordio a Monigo di <strong>Fraser Waters</strong>, mentre piacciono nel derby anche l&#8217;altro inglese al debutto Vilk, il numeroso pubblico sotto il sole (c&#8217;era pure <strong>Toni Green</strong>), le magliette vintage del Casinò.  Meno gradevoli l&#8217;organizzazione difensiva veneziana e la direzione di Ventura, poco precise entrambe.</p>
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