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Appunti francesi. La questione morale nel Top 14, il passaporto di Contepomi, riscossa Stade

Mentre la decisione del Cio sull’ammissione del Seven alle Olimpiadi è un evento che potrebbe dare ulteriore slancio alla diffusione del rugby nel mondo, RugbyPeople è ora in Francia e volge la sua attenzione alla palla ovale transalpina. Ecco qualche appunto da Parigi.

A tenere banco nel rugby francese è il dibattito sull’etica e sullo scadimento dei valori del nostro sport con il professionismo e l’esposizione mediatica. E’ successo che a Brive un tifoso bianconero ha cercato di aggredire l’arbitro Rosich; che allenatori e giocatori dell’Albi e del Bayonne sono venuti alle mani in campo e nel corridoio degli spogliatoi; che Mathieu Bastareaud (foto in alto) si sia inventato in Nuova Zelanda un’aggressione razzista e che poi l’abbia fatta franca, tornando a disposizione della Nazionale già per i test di novembre.

I presidenti della FFR e della Ligue, Pierre Camou e Pierre-Yves Revol, si sono incontrati questa settimana per la creazione di un comitato nazionale d’etica a cui assegnare ampi poteri per punire comportamenti anti-sportivi fuori dal campo. Una commissione di questo tipo – presieduta da Pierre Albaladejo – esiste già in seno alla FFR, ma con valore quasi solo simbolico. La preoccupazione è anche che la degenerazione dei comportamenti metta in fuga gli sponsor. “Dobbiamo preservare il nostro capitale culturale ed economico”, ha detto Revol.

Gli inglesi, intanto, non hanno perso tempo dopo le figuracce rimediate con il “bloodgate” degli Harlequins e lo scandalo della cocaina a Bath. Una commissione di 13 membri denominata Image of the Game Task Group, che singolarmente comprendeva anche Lawrence Dallaglio (nel 1999 confessò ad una giornalista l’uso di droga), ha sentito 129 giocatori professionisti più 4524 fra atleti, allenatori e arbitri del rugby di base), per valutare la diffusione di comportamenti scorretti. Conclusione: si tratta solo di casi isolati e non sistematici.

Felipe Contepomi (foto) non ha ancora vestito la maglia del Toulon a causa di un infortunio al ginocchio che lo terrà lontano dal campo fino a novembre. Intanto il trequarti argentino, per non rientrare nelle quote degli stranieri, sta cercando di ottenere il passaporto italiano, rifiutatogli dalle autorità del nostro paese. Si attendono gli sviluppi del caso. Peccato che Contepomi, anche se dovesse diventare “italiano”, non potrà essere convocato nella Nazionale azzurra…

La squadra del momento è lo Stade Français, che dopo la sostituzione degli allenatori McKenzie e Dominici (quest’ultimo resta comunque nel club, del quale detiene anche una quota societaria) ha raccolto quattro successi ed un pari.

Grazie ai tecnici Jacques Delmas e Didier Faugeron, ma anche grazie al rientro dalla squalifica di Sergio Parisse (foto). Con il capitano azzurro in campo i parigini hanno prima travolto il Brive in campionato (44-16) e quindi l’Edinburgh in Heineken Cup (31-7).

Fa notizia anche oltralpe la vicenda Celtic League. “Rififi à l’italienne” ha titolato L’Equipe dopo l’ultima decisione della Fir…


Wasps una spanna più in alto. Il nuovo Benetton paga la tariffa ma non sfigura all’Adams Park

Quando gli Wasps segnavano la prima meta sul cronometro dell’Adams Parks erano trascorsi appena 16” e molti dei tifosi non si erano ancora accomodati sul seggiolino dopo il benvenuto al Benetton letto in italiano da Vincenzo Dallaglio, padre torinese di Lawrence, simbolo della “gold and black army” e dell’Inghilterra. Sull’azione del kickoff Serge Betsen, il capitano francese dei londinesi, aveva stoppato il calcio di Luke McLean e schiacciato in area sul rimpallo.

Un inizio davvero poco promettente per il tradizionale test inglese di Treviso, in una gioiosa atmosfera di festa campestre fra i verdissimi prati del Buckinghamshire. Per Franco Smith era l’occasione per vedere all’opera soprattutto i nuovi acquisti – cinque nel XV di partenza, più il giovane Tommaso Benvenuti – contro un avversario di alto livello, pur privo delle sue stelle Cipriani, Shaw, Worsley, Vickery e Sackey.

La “tariffa” pagata alla fine è meno salata di quanto lasciasse intendere l’avvio del match: 6 mete a 2 per il 38-15 finale. Qualche sbavatura di troppo per il Benetton, pur trattandosi di precampionato. “Siamo stati puniti per alcuni nostri errori, mentre al contrario non siamo stati in grado di capitalizzare in lunghe fasi di possesso e superiorità territoriale”, sintetizzava alla fine l’allenatore Franco Smith. Ma il Benetton ha in ogni caso lottato alla pari dal punto di vista dell’intensità fisica e talora messo in difficoltà gli inglesi in mischia chiusa.

Ha invece dannatamente sofferto l’organizzazione difensiva degli inglesi, risultando sempre costretto ad impegnare troppi uomini nei punti di incontro, e la spettacolare velocità delle ali di colore degli Wasps, da Tom Varndell (nella foto), due volte a segno, al giovane Mark Odejobi). Quando i padroni di casa innescavano la marcia nel gioco in campo aperto, erano dolori per i biancoverdi, mentre le mete per Pavanello e compagni arrivano, una per tempo, per la caparbietà degli avanti, con la firma di Dion Kingi e Michele Rizzo.

Da registrare l’assetto arretrato, con i neoarrivi McLean e Garcia alla ricerca della giusta sintonia con i compagni. Il ritorno di Frazer Waters nel club dove ha speso una lunga e onorevole carriera veniva intanto celebrato con molti autografi ma anche con una ferita al volto nello scontro con il ginocchio di un avversario. Il 5 settembre il via alla stagione ufficiale del Benetton con la SuperCoppa (ma Parma non sono gli Wasps).

Per i biancoverdi un test importante e prestigioso nel percorso di avvicinamento ad una stagione delicatissima, anche e soprattutto per i risvolti fuori dal campo del caso Celtic League. Ad ospitare Treviso uno dei club più antichi e prestigiosi del rugby inglese. I gialloneri, nati nel 1867 all’Eton and Middlesex Tavern, sono stati fra le società a dar vita alla prima federazione che ha codificato le regole del gioco, la Union inglese, anche se non godono dello status di “founder member”: perchè, narrano gli storici, il presidente  James Pain scordò l’indirizzo del pub dove i pionieri si dovevano ritrovare per firmare lo statuto, e mancò così all’appuntamento.

Appena qualche anno dopo il primo scudetto tricolore del Faema Treviso gli Wasps festeggiavano quindi il loro centenario. Un dato che dà forse la misura dell’inevitabile divario culturale fra il rugby italiano e quello anglosassone. Oggi il club londinese è una delle potenze europe (4 titoli di Premiership, due Heineken Cup fra il 2002 e il 2007), pur reduce dalle difficoltà della prima stagione dopo il ritiro di Lawrence Dallaglio (nella foto a bordo campo, con Worsley).