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	<title>Rugbypeople &#187; John Kirwan</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Rinnovamento a &#8220;RugbyClub&#8221;. Presentazione con Kirwan, Bettarello e le mamme del Benetton</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 11:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblico il comunicato relativo alla presentazione della rinnovata rivista Rugby Club, al quale collaboro con entusiasmo: è una bella realtà, con molti amici e molta passione, e soprattutto indipendente da qualsiasi controllo federale. Spero di incontrare qualcuno dei venticinque lettori di RugbyPeople alla Lovat di Villorba, mercoledì.
Mercoledì 9 febbraio alle 18.30 presso la Libreria Lovat [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 1px 2px;" src="http://www.rugbyclub.it/wp-content/uploads/2011/02/RC-cover-15.jpg" alt="" width="200" height="271" />Pubblico il comunicato relativo alla presentazione della rinnovata rivista Rugby Club, al quale collaboro con entusiasmo: è una bella realtà, con molti amici e molta passione, e soprattutto indipendente da qualsiasi controllo federale. Spero di incontrare qualcuno dei venticinque lettori di RugbyPeople alla Lovat di Villorba, mercoledì.</em></p>
<p>Mercoledì 9 febbraio alle 18.30 presso la <a title="Librerie Lovat" href="http://www.librerielovat.com/" target="_blank"><strong>Libreria Lovat</strong></a> di Villorba (TV), verrà presentata la rivista <a title="Rugby Club" href="http://www.rugbyclub.it" target="_blank"><strong>Rugby Club</strong></a>, in una veste grafica tutta rinnovata.<br />
L’evento,  promosso da Dasler edizioni, sarà seguito dal talk-show “L’Italia in mischia, in mischia con l’Italia”. Apriranno l’incontro Claudio Da Ponte, responsabile marketing Rugby Club, e Nicola Giuliato della Dasler edizioni, con la presentazione di tutte le novità che da questo numero caratterizzano Rugby Club. Seguirà il saluto dell’assessore alla cultura del Comune di Treviso Vittorio Zanini, attivo appassionato di rugby, e l’intervento di una rappresentante delle mamme del settore giovanile della <strong>Benetton Rugby</strong>, autrici del libro <em>“Ricette in meta”</em>, iniziativa a scopo benefico a favore del reparto pediatrico dell’Ospedale Provinciale Ca’ Foncello di Treviso.</p>
<p>Con un nuovo formato, un taglio editoriale d’impatto e articoli firmati dalle penne storiche del giornalismo sportivo italiano, Rugby Club parte dal rugby per affrontare temi diversi. Curiosità, notizie e tendenze coinvolgeranno tutti coloro che non considerano la “palla ovale” solo uno sport. Articoli di moda, di cucina, di economia e di salute saranno protagonisti insieme ai grandi valori del rugby. Rugby Club è come una grande squadra, spinta al rinnovamento e al miglioramento, ricca di valori in cui crede.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 1px 2px;" src="http://www.internationalrugbyacademy.com/_uploads/staff/d1e1a2a5-3ea8-4e21-8394-651cc8b41a99.jpg" alt="" width="126" height="126" />Il talk show dal titolo “L’Italia in mischia, in mischia con l’Italia”, in cui il pubblico potrà confrontarsi con ospiti d’eccezione quali <strong>Stefano Bettarello</strong>, editorialista di Rugby Club e primo italiano a giocare con i mitici Barbarians, <strong>Umberto Casellato</strong>, effervescente allenatore del Mogliano Rugby, <strong>John Kirwan </strong>(<em>foto</em>), tecnico della Nazionale giapponese di Rugby ed “All Blacks” campione del mondo, <strong>Amerino Zatta</strong>, presidente di Benetton Rugby. Le mamme del libro “Ricette in meta”, spesso “fan del bordo campo”, per l’evento scenderanno nella mischia e saranno anche cuoche: il loro ricco banchetto delizierà l’atmosfera di questa serata carica di entusiasmo.</p>
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		<title>Club italiani nel caos. Celtic League per due squadre, ma che ne sarà di tutto il resto?</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 15:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caso Celtic League è giunto a conclusione con quell&#8217;happy end che Treviso e molti appassionati veneti attendevano con ansia (e qualche timore) da un paio di settimane. E&#8217; trascorso quasi un anno dal primo comunicato ufficiale del torneo sulla disponibilità a vagliare la candidatura italiana, un&#8217;idea che risale comunque al 2004 quando a lanciarla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-644" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="banner-celtic-league" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il caso <strong>Celtic League</strong> è giunto a conclusione con quell&#8217;happy end che <strong>Treviso</strong> e molti appassionati veneti attendevano con ansia (e qualche timore) da un paio di settimane. E&#8217; trascorso quasi un anno dal primo comunicato ufficiale del torneo sulla disponibilità a vagliare la candidatura italiana, un&#8217;idea che risale comunque al 2004 quando a lanciarla fu <strong>John Kirwan</strong>, allora allenatore della Nazionale azzurra.</p>
<p>Fra il 26 marzo 2009 e l&#8217;8 marzo 2010, data dell&#8217;ammissione ufficiale di Benetton ed <strong>Aironi Viadana</strong>, abbiamo assistito ad una serie di clamorosi colpi di scena frutto delle lotte di potere che, dietro le quinte, si sono incrociate per una svolta così rilevante sui futuri equilibri del movimento. Dopo che la decisione era ormai presa, la battaglia è scoppiata all&#8217;interno della Celtic League stessa, con gli scozzesi a chiedere un peso maggiore nella stanza dei bottoni ed irlandesi e gallesi ad un certo punto pronti addirittura – secondo la Bbc – ad estromettere Glasgow e Edimburgo a favore delle due franchigie italiane.</p>
<p>L&#8217;approdo nel torneo di Treviso e Viadana di fatto aggancia le due realtà di vertice ad una competizione professionistica di alto livello, così come accadde nel 2000 con l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nel Sei Nazioni per merito della mediazione di <strong>Giancarlo Dondi</strong> (con francesi e anglosassoni ben consapevoli, allora come oggi, dell&#8217;importanza di accogliere un mercato di 60 milioni di abitanti per espandere il proprio business). Quanto al Veneto si tratta di un preziosa occasione di promozione del territorio, con sicure ricadute positive in una fase economica che certo non invita all&#8217;ottimismo.</p>
<p>L&#8217;ingresso nella Celtic League non risolve di certo tutti i problemi del rugby italiano, ponendone semmai di nuovi ed inediti. Non si è giunti a questo passaggio epocale con un progetto condiviso, quanto invece con passi incerti ed improvvisati ed a costo di un lungo braccio di ferro fra Treviso e Fir. <em>&#8220;Chi gà vinto?&#8221;</em>, si domanderebbe<strong> Ulisse Trevisin</strong>, il ruspante pilone messo in scena da<strong> Marco Paolini</strong>. Il Benetton gioisce: approda in uno scenario europeo e dà un senso così al mecenatismo che la famiglia ha avviato nel rugby già nel 1978, prima di basket e volley. Ma il club trevigiano, già umiliato dall&#8217;esclusione della sua candidatura nel Consiglio federale dello scorso 18 luglio, ha pagato un conto salatissimo pur di ottenere a fine gennaio la riapertura delle trattative.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/03/munari-campese.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-906" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="munari campese" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/03/munari-campese-1024x617.jpg" alt="" width="430" /></a>Giancarlo Dondi, presidente-padrone della Fir, ha dovuto obtorto collo insistere per l&#8217;ingresso in Celtic League, idea che non ha mai amato troppo come dichiarato anche pubblicamente (ad esempio lo scorso 10 settembre in occasione della presentazione del campionato all&#8217;Hotel Gallia di Milano). Ma Dondi non ha perso: la concentrazione degli azzurri in due sole franchigie ed il confronto continuo con le corazzate d&#8217;oltremanica non potranno che giovare alla Nazionale di <strong>Nick Mallett</strong>, sulla quale poggia il boom presso il grande pubblico ed il budget federale. Ad uscirne decisamente appannata, dopo 13 anni di potere sempre più assoluto nelle mani del presidente parmense, è l&#8217;immagine della Fir. I pasticci della vicenda Celtic League hanno messo in una lente di ingrandimento la pochezza della politica federale e l&#8217;incapacità di abbozzare una qualsiasi progettazione a lungo termine.</p>
<p>A tutt&#8217;oggi non si sa come si realizzerà la piramide che deve condurre i giocatori fino al livello internazionale di vertice, ne&#8217; che ne sarà della prossima stagione, da chi e come verrà giocato un campionato italiano per il quale trovare investitori sarà sempre più difficile. Con gran parte delle società attanagliate dai debiti, anzi, vien da chiedersi se qualcuno non deciderà di mollare già dal <strong>Super Ten</strong> in corso. Dietro la copertina patinata della Nazionale e della Celtic League, c&#8217;è ora il rischio del caos.</p>
<p><em>Nella foto, Vittorio Munari e David Campese ai tempi del Petrarca. La Celtic League riporterà in Italia i grandi big stranieri?</em></p>
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		<title>Via allo spettacolo del Sei Nazioni. Italia a Twickenham con 7mila tifosi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 07:54:47 +0000</pubDate>
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Il titolo di un bel film del tempo che fu era A man for all seasons: tocca ancora a Mauro Bergamasco, novello Charlton Heston nei panni di uomo per tutte le stagioni, rammendare i “buchi” nella coperta corta del rugby azzurro. A Twickenham, contro l&#8217;Inghilterra nel match che apre il Sei Nazioni 2009, giocherà nell&#8217;inedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/data/images/gallery/2008/7954/8MauroBergamasco.JPG" alt="" width="420" /><em></em></p>
<p>Il titolo di un bel film del tempo che fu era <em>A man for all seasons</em>: tocca ancora a <strong>Mauro Bergamasco</strong>, novello <strong>Charlton Heston</strong> nei panni di uomo per tutte le stagioni, rammendare i “buchi” nella coperta corta del rugby azzurro. A <strong>Twickenham</strong>, contro l&#8217;Inghilterra nel match che apre il Sei Nazioni 2009, giocherà nell&#8217;inedito e delicato ruolo di mediano di mischia.</p>
<p>Era un&#8217;idea alla quale <strong>Nick Mallett</strong> stava lavorando “in prospettiva dei Mondiali del 2011”, prima che l&#8217;infortunio a Canavosio privasse lo staff della Nazionale di una terza opzione per il numero 9 (Picone e Travagli già out da tempo). Il romano <strong>Giulio Toniolatti</strong> è bravino, ma a 25 anni non ha ancora nessuna esperienza su palcoscenici internazionali: farlo esordire da titolare di fronte agli 82 mila spettatori di uno dei tempi del rugby mondiale presentava troppe incognite.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/data/images/gallery/2008/7896/2mallett.JPG" alt="" width="200" />Ecco allora Mauro Bergamasco, il più eclettico dei nostri giocatori, che da bambino cominciò con la ginnastica artistica (e non ne ha mai negato l&#8217;utilità per la sua coordinazione motoria), quindi crebbe apertura fra <strong>Selvazzano</strong> e <strong>Petrarca</strong>, divenne infine terza linea di standard assoluto, esordendo in azzurro a soli 19 anni e affermandosi poi a Parigi con lo <strong>Stade Français</strong>, sempre con papà Arturo come  punto di riferimento. <strong>John Kirwan</strong> lo volle all&#8217;ala e non era un&#8217;idea sbagliata, non fosse che a Mauro, sensibile alla mistica del combattimento, quella posizione così defilata non piaceva proprio. Ed altri ancora fra gli addetti ai lavori, come <strong>Vittorio Munari</strong>, sono convinti che sarebbe stato un ottimo centro.</p>
<p>Ed oggi invece mediano di mischia, sotto l&#8217;ala protettrice di <strong>Alessandro Troncon</strong> a cui inevitabilmente finirà per somigliare quanto a stile di gioco (non si è sempre detto che Tronky era una terza linea aggiunta?). <em>“La squadra cercherà di mettere Mauro nelle condizioni migliori per potersi esprimere”</em>, ha detto ieri <strong>Sergio Parisse</strong>, <em>“noi avanti, in particolare, faremo in modo di garantirgli i migliori palloni possibili”</em>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.rugbyheaven.com.au/ffximage/2008/05/14/steve_borthwick.jpg" alt="" width="200" />Quanto all&#8217;Inghilterra, <strong>Martin Johnson</strong> rinuncia al suo migliore talento, <strong>Danny Cipriani</strong>, ancora troppo “sbrindolo” secondo l&#8217;etica del sacrificio dell&#8217;allenatore perfettamente incarnata dal nuovo capitano <strong>Steve Borthwick</strong> (<em>nella foto</em>), compagno di squadra di Ongaro ai Saracens, che ha una laurea in Economia e che ai tempi del Bath si danneggiò un testicolo in uno scontro di gioco ma non abbandonò il terreno fino alla fine della partita. Gli inglesi non hanno certo problemi di coperta corta: persi per infortunio tre mediani di mischia (Care degli Harlequins lunedì è scivolato sul ghiaccio appena fuori dall&#8217;hotel della squadra), non hanno fatto altro che richiamare <strong>Harry Ellis</strong> del Leicester, un signor giocatore.</p>
<p>Sono attesi a Londra per sostenere gli azzurri ben 7mila tifosi (fonte Federugby). Ormai classica la presenza degli <strong>Ofm </strong>veneziani, con gli inconfondibili tabarro e tricorno. Quest&#8217;ultimo portò fortuna a Murrayfield, finendo per essere indossato dagli azzurri nel giro d&#8217;onore. Appuntamento alle 15 – le 16 in Italia – nello stadio sorto nel 1909 su un campo di cavoli, il cui terreno è coperto da venerdì scorso in difesa di ghiaccio e neve. Previsti per oggi due gradi e vento gelido. <em>“Nessun problema”</em>, diceva a Piccadilly Circus un tifoso con il giubbino della <strong>Rugby Rovigo</strong>, <em>“la mamma mi ha messo in valigia le mutande di lana”.</em></p>
<p style="margin-right: 6.91cm; margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Ragazzi, che Venezia! Gajan rivoluziona il XV, difesa e aggressività stordiscono Calvisano</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 16:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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Dal Corriere del Veneto del 26 ottobre 2008.
Dopo due successi sfiorati contro Viadana e Parma, il Venezia fa la prima vittima fra le &#8220;grandi&#8221; del Super Ten. Ed è un successo che fa rumore: perchè a cadere è il Calvisano campione d&#8217;Italia e perchè la vittoria del Casinò è nettissima, al di là del 36-24 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/venezia-167.jpg"><img class="size-medium wp-image-351 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="venezia-167_ziegler_dallan" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/venezia-167-300x200.jpg" alt="Ziegler" width="270" height="180" /></a></p>
<p><em>Dal Corriere del Veneto del 26 ottobre 2008.</em></p>
<p>Dopo due successi sfiorati contro <strong>Viadana</strong> e <strong>Parma</strong>, il <strong>Venezia</strong> fa la prima vittima fra le &#8220;grandi&#8221; del Super Ten. Ed è un successo che fa rumore: perchè a cadere è il <strong>Calvisano</strong> campione d&#8217;Italia e perchè la vittoria del Casinò è nettissima, al di là del 36-24 finale (era 26-3 al cambio di campo e 36-10 a 3&#8242; dal termine).</p>
<p>Bravo <strong>Christian Gajan</strong>, che ha rivoluzionato per l&#8217;occasione l&#8217;assetto della sua squadra, azzeccando tutte le scelte. <strong>Josh Levi</strong> apertura, <strong>Montauriol</strong> e <strong>Wium</strong> in seconda linea &#8211; due flanker, alle spese di saltatori di ruolo come Minello e Rameka &#8211; e <strong>Garth Ziegler</strong> subito in campo a quattro giorni dal suo atterraggio a Tessera. E il biondo 22enne dello Zimbabwe, con passaporto svizzero, ha schiacciato in meta dopo soli 21 minuti (nella foto, festeggiato da Dallan e Benetti).</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" src="http://www.lequipe.fr/Xml/Rugby/Dossiers/Media/lacroix_gajan.jpg" alt="" width="150" /><em>&#8220;Non si trattava di prendere grossi rischi, perchè sono sicuro delle qualità dei miei giocatori&#8221;, </em>dice Gajan (foto a fianco) alla fine, <em>&#8220;ognuno ha alzato il proprio livello di gioco, a cominciare dai giovani come Pipitone e Benetti. Levi ha tutte le carte in regola per giocare apertura e creare pericoli proponendosi a ridosso della linea del vantaggio&#8221;</em>.  Mentre il <strong>Benetton</strong> passava di misura sul campo della Capitolina (21-17, due mete di Galon e calci di Marcato) e <strong>Rovigo</strong> si confermava solidissima espugnando Parma (30-20 all&#8217;Overmach con un super <strong>Basson</strong>, a segno assieme a Favaro e Bacchetti), il Calvisano imbottito di azzurri scopriva a Favaro un Venezia arrabbiato come non mai, tostissimo nei punti di incontro grazie anche al lavoro sporco ma preziosissimo di <strong>Gareth Krause</strong>, appena giunto dalla Currie Cup sudafricana.</p>
<p>Superbi nei placcaggi anche <strong>Candiago</strong> e <strong>Palmer</strong>, mentre appare rinato <strong>Manuel Dallan</strong>, una diga nel midfield. E&#8217; partendo proprio dalla difesa che Gajan sta scolpendo il profilo della sua squadra, annunciata d&#8217;ora in poi come un ostico avversario per tutti, soprattutto a Favaro.</p>
<p>Dopo aver costruito un cospicuo vantaggio nel primo tempo, gli amaranto-oro hanno un po&#8217; traballato nella ripresa ma proprio nel momento di maggiore affanno è arrivata la meta di <strong>Levaggi</strong>, nata da un contrattacco di <strong>&#8220;Ferro&#8221; Carlesso</strong> in cui sta racchiusa tutta la reattività e la voglia di vincere dei suoi. Preciso dalla piazzola Corrado Pilat con un ottimo 8 su 10 (3 su 3 le trasformazioni, 5 su 7 le punizioni). Ha portato bene ai padroni di casa la presenza di <strong>Oscar Pistorius</strong>, che ha calciato il kick-off (nella foto, con <strong>John Kirwan</strong>).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/pistorius_kirwan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-354" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="pistorius_kirwan" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/10/pistorius_kirwan-300x224.jpg" alt="" width="240" height="179" /></a>Giorni difficili per <strong>Marc Delpoux</strong>. A differenza di Gajan, che ha scelto Venezia rinunciando al Giappone e al Top 14 transalpino, al tecnico del Calvisano il campionato italiano non piace ed è pronto a rientrare in Francia a fine stagione. L&#8217;ha fatto sapere all&#8217;indomani di Biarritz-Calvisano scatenando un vespaio di polemiche. E intanto a Favaro l&#8217;arbitro al Calvisano non ha perdonato assolutamente nulla.</p>
<p><em>&#8220;Non sono d&#8217;accordo con Delpoux, secondo me il campionato italiano sta comunque crescendo di anno in anno&#8221;</em>, ha spiegato Gajan, <em>&#8220;l&#8217;arbitro tende sempre a fischiare a favore della squadra capace di mettere maggiore pressione e quelli siamo stati noi, in un certo momento della ripresa poi è stata la volta del Calvisano. Sono soddisfatto delle nostre performance difensive e voglio sottolineare in questo l&#8217;importanza del lavoro svolto da <strong>Ciro Sgorlon</strong>. L&#8217;arrivo di Krause è importante, è un giocatore concreto, intelligente, con un approccio da vero professionista. Ora attendiamo anche Mentz&#8221;</em>.</p>
<p>(foto di Andrea Pozzobon, per gentile concessione del VeneziaMestre Rugby)</p>
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