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Fra Venezia e Rovigo incredibile pari. La novità McGovern, le conferme di Basson e Immelmann

A Mestre termina con un rocambolesco pareggio a quota 32 il derby fra Casinò e Femi-Cz Rovigo. I rossoblù erano in vantaggio 32-18 fino allo scadere del tempo regolamentare, dimostrandosi decisamente superiori per qualità ed esperienza, con un Immelmann come al solito gigante e Basson ottimo anche nel ruolo – non suo – di apertura.

Poi il mediano di mischia del Casinò Lucio Prati sorprendeva Van Der Merwe con la classica “veloce” battuta a cinque metri dalla linea e Pilat trasformava dalla bandierina per il 32-25 a tempo ormai scaduto, mentre sul kick-off seguente Montauriol faceva il break e risaliva il campo con il pronto sostegno dello stesso Prati ed infine di McGovern. Era del pilone irlandese l’ultimo suberbo sforzo per schiacciare in meta. Corrado Pilat, nell’assoluto silenzio garantito dalle due tifoserie, centrava il 32-32 dalla posizione più difficile.

Su questo campo quattro mesi fa Rovigo aveva trovato il successo per lo storico ritorno ai playoff in modo altrettanto incredibile. Questa volta grazie al bonus offensivo Reato e soci tornano a casa con 3 punti, perdendone però 2 e facendo così infuriare l’allenatore Umberto Casellato. “Un pari che brucia”, dice il trevigiano, a Mestre nei panni dell’ex, “abbiamo abbassato la testa nel finale, non è questo un approccio degno del Rovigo, una squadra che da sempre lotta fino all’ultimo pallone”.

Festeggiano al contrario gli amaranto-oro, a conclusione di un match che ne ha anche evidenziato i limiti di organico, con una linea arretrata di “vecchietti” (Pilat, Pozzebon, Manuel Dallan e Perziano erano l’ossatura del Benetton a cavallo del 2000…). La novità più azzeccata è certo Brian McGovern (nella foto), 23enne di Dublino cresciuto nell’Accademia del Leinster e con esperienza in Celtic League nel Connacht: autoritario in chiusa, dinamico, autentico combattente.

“Siamo inferiori al Rovigo, ma ci siamo dimostrati più squadra credendoci anche dopo la quarta meta subita, piuttosto fortunosa”, ha rilevato alla fine Marzio Innocenti con riferimento alla segnatura della presunta sicurezza del Femi-Cz con Sartoretto, nata da un ovale calciato da Basson e sfuggito maldestramente a Ziegler. “Ci avevo creduto ad inizio ripresa, quando avevo visto un calo del Rovigo, ma ormai non più sul 32-18″, spiega Innocenti. “Tra l’altro la squadra non risaliva il campo con il piede ed è per quel motivo che ho inserito Duca”. Nell’ultimo spezzone di partita il romano è stato discreto in regia, dove invece Pilat aveva lasciato parecchio a desidare. Al bellunese, tuttavia, il merito di una prova eccellente dalla piazzola.


Super Benetti, il VeneziaMestre piega Roma. La follia delle maglie: ora tocca a Rovigo

Il quarto turno di ritorno rivoluziona la classifica del Super Ten, con le venete tutte a segno con la sola eccezione della Benetton, da ieri ex-capolista in seguito alla sconfitta 19-13 nel derby di Padova. Balza in testa l’Overmach Parma, capace di espugnare Viadana, mentre Rovigo aggancia Calvisano al quarto posto e resta quindi accreditato candidato per un posto nei playoff.

A Favaro Veneto il VeneziaMestre regola, pur con qualche affanno, i romani della Futura Park e fa un’altro deciso passo verso la salvezza. In un match dominato dal ruvido scontro fra i pacchetti si sono rivelati decisivi un guizzo di Josh Levi nel primo tempo e, nel corso dell’intera gara, la puntualità di Corrado Pilat dalla piazzola (5 su 6 per il bellunese, pur non altrettanto autorevole in regia), mentre l’efficace organizzazione difensiva amaranto-oro concedeva una meta agli ospiti solo nella ripresa e in una fase di inferiorità numerica.

L’ottima prestazione dietro la mischia di Nicola Benetti, fatta di verve nella gestione del gioco e aggressività nei placcaggi, sancisce l’approdo alla maturità del venticinquenne mediano trevigiano, “scommessa” dello staff veneziano che l’ha prelevato quest’estate dal Mogliano in cambio di Lucas Lambrè. Da segnalare una volta ancora la prova tutta sostanza del sudafricano Krause. Finisce 19-8, con gli amaranto-oro che possono recriminare per un paio di occasioni sciupata da M.J. Mentz.

Continua la saga delle magliette. Perfino il Rovigo, club ancorato alla tradizione in modo molto assoluto e radicale, si concede un design moderno, tradendo i classici colori rossoblù. Nella foto che ritrae “Braam” Immelman, premiato come man of the match, ecco la casacca con cui la Femi-Cz ha giocato e vinto sul campo della Capitolina. Maglia azzurrina con spiritosi omini rossi… No comment.

Foto Legarugby