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	<title>Rugbypeople &#187; Gonzalo Garcia</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>La decima finale di Vittorio Munari. &#8220;Uno scudetto al quale il Benetton tiene particolarmente&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 16:36:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per il rugby regionale giunge un&#8217;altra soddisfazione nell&#8217;anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l&#8217;emergente fischietto padovano Alan Falzone, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana Botes-McLean dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico Franco Smith [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://img183.imageshack.us/img183/1503/vittorio2io5.jpg" alt="" width="160" />Per il rugby regionale giunge un&#8217;altra soddisfazione nell&#8217;anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l&#8217;emergente fischietto padovano <strong>Alan Falzone</strong>, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana <strong>Botes-McLean</strong> dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico <strong>Franco Smith</strong> mancheranno l&#8217;ex Rouyet e Mulieri, ancora in condizioni fisiche imperfette, oltre all&#8217;infortunato Garcia ed al giovane Benvenuti, impegnato con l&#8217;Italia under 20 ai Mondiali di categoria in Russia.</p>
<p>Per Vittorio Munari, general manager dei biancoverdi, si tratta della decima finale se si includono le due perse (contro Treviso) da  allenatore del Petrarca, e l&#8217;ottava consecutiva da quando assunse l&#8217;incarico in Ghirada. A Munari chiediamo dunque come si affronta un impegno così delicato. <em>«Non ci sono formule, ad essere decisivo è come viene gestita la tensione nervosa»</em>, spiega, <em>«la squadra è oggi molto serena: lo sportivo professionista sa spendere la giusta dose di pressione per giungere all&#8217;appuntamento consapevole ma non “bruciato” dall&#8217;aspettativa. Per questa maturità il merito è dell&#8217;ambiente creato dalla società e soprattutto da Franco Smith, un tecnico non solo all&#8217;avanguardia in Italia per competenze, ma anche di grande spessore personale»</em>.</p>
<p>Che partita sarà?<br />
<em>«Decideranno come al solito gli episodi. Il Montepaschi ha ottime individualità e può metterci in difficoltà. Da parte nostra riteniamo di avere un gruppo completo, capace di sopperire alle assenze e di adattarsi alle diverse situazioni di gioco, ad esempio schierando piloni più pesanti e potenti oppure più leggeri e dinamici».<br />
</em></p>
<p>Quale giocatore del <strong>Montepaschi Viadana</strong> vorrebbe avere nella sua squadra?<br />
<em>«Per il loro attaccamento al club ho sempre stimato moltissimo il pilone <strong>Savi</strong> e la seconda linea <strong>Bezzi</strong>, che però non giocano più».<br />
</em></p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/128/24-krause-semenzato.jpg&amp;c=90" alt="" width="241" height="178" />Come giudica la designazione di Falzone?<br />
<em>«Non ho nessun commento da fare, e non invidio i designatori italiani il cui lavoro non deve essere affatto facile. Vorrei solo sottolineare che la componente arbitrale è fondamentale per lo sviluppo del movimento: il rugby italiano può crescere complessivamente solo attraverso la crescita individuale di tutti i suoi attori».<br />
</em></p>
<p>Sarà l&#8217;ultima finale prima del passaggio di Treviso e Viadana nella <strong>Celtic League</strong>. Cosa resterà del campionato italiano e delle passioni di campanile che l&#8217;hanno animato?<br />
<em>«A questo scudetto teniamo particolarmente, proprio perchè il Benetton ha da sempre amato e onorato il campionato italiano. Aneddoti dei derby infuocati fra Padova, Rovigo e Treviso vengono ricordati ad ogni cena con i compagni di avventura e con gli avversari di allora. Se la scelta della Celtic League è stata giusta lo dirà il tempo, intanto per il campionato italiano è ahimè difficile prevedere un futuro roseo».<br />
</em></p>
<p>La squadra biancoverde vince e gioca bene, eppure non riesce ancora ad appassionare il pubblico.<br />
<em>«A Treviso, con club di vertice in diversi sport e Cortina ed Jesolo ad un&#8217;ora di macchina, c&#8217;è una sproporzione fra domanda e offerta. Dalla prossima stagione il Benetton vuole rappresentare l&#8217;intero rugby veneto e per questo auspichiamo che vengano permesse regole di interscambio tecnico fra società che sono già in vigore nella Celtic League».<br />
</em></p>
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		<title>Più o meno Italia-Inghilterra. Al Flaminio finalmente gli azzurri che vogliamo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 10:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più più più Flaminio. Sembra passata una vita da quando lo stadio romano si presentava con ampie porzioni vuote e sulle tribune si sentivano solo i cori dei tifosi delle squadre anglosassoni. Nel Flaminio (ora ampliato, ed in attesa di un ulteriore allargamento) c&#8217;erano ieri 32mila spettatori che non hanno fatto mancare il loro sostegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/02/flaminio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-883" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="flaminio" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/02/flaminio-224x300.jpg" alt="" width="221" height="296" /></a>Più più più Flaminio</strong>. Sembra passata una vita da quando lo stadio romano si presentava con ampie porzioni vuote e sulle tribune si sentivano solo i cori dei tifosi delle squadre anglosassoni. Nel Flaminio (ora ampliato, ed in attesa di un ulteriore allargamento) c&#8217;erano ieri 32mila spettatori che non hanno fatto mancare il loro sostegno agli azzurri, sovrastando nettamente la voce dei 6mila inglesi presenti. Complimenti agli autori del geniale striscione &#8220;W la FI&#8230; R&#8221;.</p>
<p>Mettici anche le dolcezze climatiche, artistiche e gastronomiche della capitale e la trasferta a Roma è ormai diventata un must per il popolo del Sei Nazioni. Possibile, però, che al Flaminio non ci sia un tabellone con punti e cronometro?</p>
<p><strong>Meno meno Martin Johnson</strong>. L&#8217;Inghilterra gioca con il fantasma del suo allenatore in campo. A metà gara contro il Galles Johnson (<em>nella foto sotto, in conferenza-stampa a Roma</em>) aveva detto ai suoi di smetterla di osare. Contro l&#8217;Italia ancora una strategia iperprudente, anche quando l&#8217;<strong>Inghilterra</strong> era in superiorità numerica. Eppure era evidente che al largo la velocità di <strong>Ugo Monye</strong>, <strong>Mark Cueto</strong> ed <strong>Delon Armitage</strong> avrebbe potuto mettere in grossa difficoltà gli azzurri. Invece Johnson ha tenuto in campo Wilkinson, pur malconcio, e chiesto a lui di risolvere il match nello stesso modo in cui il XV della Rosa vinse la finale dei Mondiali 2003&#8230; Difficile oggi pensare ad un&#8217;Inghilterra competitiva nella World Cup neozelandese.</p>
<p><strong><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:VDmoS9EMsgSeeM:http://www.rbs6nations.com/images/news/SalvatorePeruginiPA.jpg" alt="" width="127" height="85" />Più più gli azzurri</strong>. Bravi un po&#8217; tutti, ma una spanna più in alto <strong>Alessandro Zanni</strong> e <strong>Salvatore Perugini</strong> (<em>foto</em>). Il rientro di <strong>Marco Bortolami</strong>, che è comunque apparso ancora in ritardo quanto a tenuta atletica, ha rimesso a posto la touche. <strong>Leonardo Ghiraldini</strong> è stato vivace anche nel gioco aperto, il &#8220;sergente Garcia&#8221; ha chiuso i varchi nel midfield. <strong>Mirco Bergamasco</strong> ha messo dentro 4 calci su 5, cosa si può chiedergli di più?</p>
<p><strong><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/02/martin-johnson.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-886" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="martin johnson" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/02/martin-johnson-285x300.jpg" alt="" width="171" height="180" /></a>Meno la mediana Tebaldi-Gower</strong>. Resta il maggiore punto interrogativo della nostra Nazionale. <strong>Craig Gower</strong> &#8211; che non dimentichiamo arriva dal League &#8211; sarebbe più un centro ed il suo gioco al piede non convince mai. <strong>Tito Tebaldi</strong> è giovane e fa bene Mallett a dargli fiducia.</p>
<p><strong>Più Jonny Wilkinson</strong>. In una giornata-no risolve comunque la partita con un drop. E lancia il gioco, placca, si getta nelle ruck. Un campione punto e basta.</p>
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		<title>Mischia super, difesa e grande cuore. Treviso stende il Perpignan campione di Francia</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 14:33:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Benetton ferma a Monigo i campioni di Francia del Perpignan tornando al successo in Heineken Cup con la più bella e emozionante prestazione degli ultimi anni. Ed è uno schiaffo per chi, nella Fir e nel rugby italiano, sostiene strumentalmente che il movimento possa fare a meno di Treviso o che il suo staff [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://images.gazzettaobjects.it/Hermes%20Foto/2009/10/10/0KRB2XUF--620x300.jpg?v=200910101804" alt="" width="430" />Il <strong>Benetton</strong> ferma a Monigo i campioni di Francia del <strong>Perpignan</strong> tornando al successo in <strong>Heineken Cup</strong> con la più bella e emozionante prestazione degli ultimi anni. Ed è uno schiaffo per chi, nella Fir e nel rugby italiano, sostiene strumentalmente che il movimento possa fare a meno di Treviso o che il suo staff siano inadeguati al massimo livello europeo.</p>
<p>A Monigo, alla fine, una gioia che non si vedeva da anni (l&#8217;ultima vittoria europea in casa risaliva al 2005). <em>“Si tratta del frutto del lavoro svolto sull&#8217;arco di tre stagioni, grazie alla fiducia della società, dello staff tecnico e della squadra per il mio sistema di gioco”</em>, commenta l&#8217;allenatore <strong>Franco Smith</strong>.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.midilibre.com/img/photos/afp/2009-10/2009-10-10/photo_1255191133879-6.jpg" alt="" width="245" height="163" />Nel primo tempo il Benetton aveva messo in mostra l&#8217;abito della festa, rispetto ad un <strong>Super Ten</strong> affrontato evidentemente in tuta da operaio. Rigore tattico, disciplina, solidità del pacchetto, la giusta aggressività in difesa da parte dei biancoverdi (con una nuova maglia “vintage” dello scudetto 1978): ne risultavano sorpresi i “sang et or”, che pure avevano schierato un formazione di titolari senza sottovalutare l&#8217;impegno.</p>
<p>Una insistita maul al primo possesso strappa gli applausi entusiasti del pubblico biancoverde, che poi inizia ad accarezzare il sogno quando al cambio di campo il tabellone segna 6-0 grazie a due piazzati di <strong>Marius Goosen</strong>, peraltro non ineccepibile in regia (ma il 35enne &#8220;Gus&#8221;, pur perso lo smalto fisico della giovinezza, resta sempre un autorevole punto di riferimento per i compagni). I francesi non osano e pensano prudentemente a controllare, affidandosi anche al mestiere dei loro avanti.</p>
<p>Il Benetton tiene basso il ritmo con la complicità del campo pesante, <strong>Garcia</strong> e <strong>Sgarbi</strong> sono ermetici in difesa contro le stelle Marty e Mermoz, <strong>Emiliano Mulieri</strong> si rivela ancora una volte come un uomo per<br />
tutte le stagioni affidabilissimo (con Williams in panchina). Nella ripresa, quando ci si aspetta la reazione dei catalani, sono ancora i trevigiani ad occupare il campo avversario anche con un uso appropriato del piede di Goosen e <strong>McLean</strong>.</p>
<p>Il Perpignan accorcia al 14&#8242; (6-3), Treviso ristabilisce il distacco sei minuti più tardi (9-3) e poi finisce in apnea per la stanchezza nonostante i cambi (applausi al momento della sostituzione soprattutto per il sorprendente <strong>Michele Rizzo</strong>).  Nell&#8217;ultimo quarto di partita è soprattutto un enorme cuore che sostiene Goosen e compagni, che ritrovano anche il calore dei loro tifosi.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/docs/Image/02%20Luciano%20Benetton.jpg" alt="" width="280" />Positiva la prova di &#8220;Mozzarella&#8221; <strong>Semenzato</strong> di fronte allo staff tecnico azzurro in tribuna. Da monumento il sacrificio degli avanti, <strong>Kingi</strong> e <strong>Van Zyl</strong> (nella foto in alto la sua presa in touche) su tutti. <em>“Il miglior giocatore della partita è stata l&#8217;intera mischia”</em>, hanno sottolineato all&#8217;unisono Smith e capitan Pavanello. I francesi trovano la meta a 8&#8242; dalla fine, ma la trasformazione di Porical per il sorpasso fa la barba all&#8217;esterno del palo.</p>
<p>Ancora brividi prima del fischio finale dell&#8217;arbitro inglese <strong>Dave Pearson</strong>, quello che negò all&#8217;Italia il successo a Dublino nel Sei Nazioni 2005 (ha sostituito all&#8217;ultimo minuto Small, dirottato a Llanelli). Il tempo è scaduto e Semenzato calcia fuori l&#8217;ovale per chiudere il match, ma la palla colpisce in faccia Sgarbi e il rimpallo incredibilmente favorisce il contrattacco dei francesi. Per fortuna c&#8217;è un in-avanti che fa tirare un sospiro di sollievo a tutto il pubblico di Monigo.</p>
<p>Anche <strong>Luciano Benetton</strong> viene compreso nel cerchio dei giocatori, quando i trevigiani si radunano sul campo ad impresa raggiunta, mentre il tecnico giallorosso <strong>Jacques Brunel</strong> vaga sconsolato a bordo del terreno: il Perpignan voleva una Heineken Cup di alto livello ma con la loro supponenza, perdendo a Treviso, i francesi vedono già allontanarsi la qualificazione.</p>
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		<title>La Fir ci ripensa, sub iudice le votazioni Celtic. Dondi vittima della &#8220;congiura&#8221; di Gavazzi?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 08:47:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Decisione a sorpresa. La Fir Annuncia che «il presidente Giancarlo Dondi, a seguito delle obiezioni mosse dalle entità sportive che hanno visto respinte le proprie richieste di partecipazione alla Magners Celtic League, ha dato mandato ai legali della Federazione al fine di verificare la correttezza e la legittimità della procedura seguita nel processo di valutazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-644" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="banner-celtic-league" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league-289x300.jpg" alt="" width="150" height="155" /></a>Decisione a sorpresa. La <strong>Fir</strong> Annuncia che <em>«il presidente <strong>Giancarlo Dondi</strong>, a seguito delle obiezioni mosse dalle entità sportive che hanno visto respinte le proprie richieste di partecipazione alla <strong>Magners Celtic League</strong>, ha dato mandato ai legali della Federazione al fine di verificare la correttezza e la legittimità della procedura seguita nel processo di valutazione delle candidature»</em>. Quindi l’ingresso del Benetton nel torneo anglosassone potrebbe essere posto all’ordine del giorno di un nuovo consiglio federale <em>«successivamente all&#8217;esito delle verifiche in atto»</em>. Si riapre una speranza, quindi, per <strong>Treviso</strong> e per il rugby veneto dopo il clamoroso esito emesso dalle urne sabato scorso a Bologna.</p>
<p>Tortuosa e ancora una volta bizantina la decisione politica, per cui la Fir chiede di verificare la correttezza di procedure da lei stessa fissate. Un percorso volto probabilmente a fare chiarezza di fronte all’opinione pubblica ma che comunque potrebbe anche suggerire che sia in atto una spietata lotta di potere all’interno della Federazione, con la svolta epocale di un consiglio federale capace sabato di mettere in minoranza Dondi non solo sulla questione Celtic ma anche sulla nomina del rappresentante nel Comitato del Sei Nazioni. Ad essere votato, infatti, è stato l’ex presidente del Calvisano <strong>Alfredo Gavazzi</strong>, mentre è risultato escluso il candidato prescelto dal presidente, il padovano <strong>Andrea Rinaldo</strong>.</p>
<p>Una congiura di palazzo? In questo caso Dondi, uscito vincente dalle ultime elezioni con il 96% dei voti e da sempre con le redini del potere saldamente in pugno, non avrebbe affatto digerito lo sgarbo. A questo punto i legali della Fir potrebbero rendere nulle le votazioni del 18 luglio e le relative delibere.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.rugbycalvisano.it/upload_pc/news/805_f3.jpg" alt="" width="420" />Intanto da Treviso lunedì era partita una lettera rivolta alla Fir in cui si chiedeva di ottenere visione degli atti del consiglio federale e delle altre candidature per metterle a confronto con quella presentata dal <strong>Benetton</strong>, sulla carta imbattibile quanto a consistenza economica, organizzazione, palmares sportivo.</p>
<p>Intanto in un comunicato la dirigenza biancoverde puntualizza sulle critiche rivolte al suo progetto, rendendo noti alcuni stralci della documentazione di 74 pagine presentata alla Fir. Il club assicurava di <em>«garantire la massima disponibilità di collaborazione nel rispondere alle esigenze delle Selezioni Nazionali, anche per l’eventuale uso delle nostre strutture»</em>, mentre sul fronte delle sinergie con le altre realtà del Veneto il progetto fa riferimento ad <em>«un ampio respiro a caratura regionale»</em>. Si legge nel comunicato che <em>«sul piano tecnico, si potrà stabilire la possibilità per giocatori appartenenti ad altre società di essere selezionati per la squadra che compete in Europa con la regolamentazione di apposite finestre»</em>, mentre <em>«sul piano logistico deve essere contemplata la possibilità di poter disputare gli incontri della squadra europea in diversi stadi»</em>.</p>
<p>Il Benetton conferma anche l’ingaggio dei quattro big azzurri prelevati dal disciolto Calvisano (Cittadini, Garcia, Zanni e il padovano <strong>Leonardo Ghiraldini &#8211; </strong><em>gli ultimi due nella foto in alto, proprio contro Treviso</em>), nonostante il decadere della prospettiva Celtic League.</p>
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