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Dalla Fir ok alla candidatura Benetton. Chiuso (forse) il caso Celtic, ora decidono gli anglosassoni

Il consiglio della Fir, riunito venerdì scorso a Bologna dal presidente Giancarlo Dondi, dà il placet alla documentazione presentata dal Benetton Treviso a supporto della proprio candidatura alla Celtic League. Assieme alla selezione degli Aironi con base a Viadana, il club veneto rappresenterà dunque il rugby italiano nel torneo anglosassone dalla prossima stagione. “La questione per quanto ci riguarda è conclusa, quindi, anche se si è trattato di un cammino molto più complicato rispetto a quanto previsto“, spiega con un sospiro di sollievo il presidente del club biancoverde, Amerino Zatta (nella foto al centro, assieme a Luciano Benetton).

Un ulteriore passo in avanti, quindi, nel percorso che dovrebbe condurre il Benetton all’ingresso ufficiale nella Magners Celtic League, il torneo che mette a confronto le realtà della palla ovale di Galles, Irlanda e Scozia. Desiderosi di allargare la competizione e pertanto il bacino del business su esempio degli altri campionati pro (Premiership inglese e del Top 14 francese), gli organizzatori della manifestazione hanno invitato la Federazione Italiana Rugby ad indicare due franchigie con requisiti tecnici ed organizzativi
all’altezza per confrontarsi con avversari di livello assoluto.

L’iter si era però complicato quando lo scorso 18 luglio il consiglio federale aveva votato Roma e Viadana quali candidate del movimento azzurro, escludendo Treviso che rappresentava la regione da sempre leader nel panorama nazionale ed il club di riferimento – sotto ogni aspetto – da almeno dieci anni. La clamorosa decisione, con vasta eco suscitata anche nel mondo politico, è stata rettificata a fine settembre con la riammissione di Treviso al posto del progetto romano denominato Praetorians.

L’ultimo mese è stato dedicato dalla Fir alla verifica dei requisiti finanziari del Benetton a copertura della candidatura – lo storico sponsor biancoverde mette sul piatto circa 8 milioni di euro all’anno in caso di partecipazione alla Celtic League – ed alla discussione del protocollo che impone alla franchigia di operare come una “sotto-nazionale” (definizione di Dondi) in stretta collaborazione con lo staff azzurro nell’interesse dell’intero movimento. Intanto Roma ha annunciato a sua volta il ricorso alla giustizia sportiva.

“Ora la nostra candidatura verrà valutata dall’organizzazione del torneo anglosassone”, dice Zatta, “crediamo che potremo ottenere una risposta ufficiale ai primi di dicembre”. Dalla Ghirada fanno sapere che lo sviluppo del progetto prevede ora il coinvolgimento a vario titolo delle altre realtà rugbistiche del Veneto e del Friuli. “Questo fa parte del nostro progetto fin dall’inizio e non è mai stato messo in discussione”, conclude il presidente del Benetton, “dobbiamo prima concertare assieme alla Federazione le modalità della collaborazione con le altre società del nord-est. Questa fase scatterà più avanti, da gennaio, una volta ottenuta conferma della nostra partecipazione alla Celtic”.

Foto da www.benettonrugby.it


Il caso Celtic entra nella fase calda, entro fine mese i verdetti del Coni e delle due commissioni Fir

Il caso Celtic League entra nella fase più calda. Entro la fine del mese, infatti, la Fir deve esprimersi sulla definitiva ufficializzazione delle due candidate italiane al torneo anglosassone, confermando il verdetto del consiglio federale dello scorso 18 luglio (a favore dei progetti Aironi Viadana e Praetorians Roma) oppure recuperando in extremis Treviso ed il Veneto.

La scorsa settimana i dossier delle quattro pretendenti sono stati valutati negli uffici romani dagli esperti della Deloitte, una delle più accreditate società di analisi finanziaria al mondo, mentre prosegue il lavoro delle due commissioni della Fir che devono esaminare entro il 30 settembre la conformità ai parametri richiesti per le due franchigie prescelte.

Quanto al ricorso del Benetton Treviso alla giudizia sportiva, il club biancoverde non ha ottenuto di poter visionare gli atti del consiglio della discordia, come richiesto, e discuterà la vicenda nell’udienza fissata per il 5 ottobre, presumibilmente dopo nuovi sviluppi (ed un nuovo consiglio federale nel weekend precedente).

Nel frattempo la Fir attende che il Coni, suo organo di controllo, si esprima sulla regolarità dell’iter che ha portato alla votazione. Giancarlo Dondi, che ha sostenuto Gianni Petrucci nella sua rielezione alla presidenza, dovrà ora giocare al meglio le sue carte sul fronte politico. Il presidente dell’Olimpic Roma, Paolo Abbondanza, si dice intanto sereno sull’esito delle verifiche: «Non ci sentiamo messi in discussione, abbiamo presentato una candidatura che è stata ritenuta valida dagli advisor della Fir e quindi l’assegnazione è del tutto regolare: l’esclusione di Roma non è neppure ipotizzabile».

Ieri il Benetton ha rescisso consensualmente il contratto con il flanker australiano Mark Gilbride (nella foto), ritrovatosi chiuso in una rosa di 41 giocatori ed in seguito all’arrivo dell’azzurro Zanni.


Super Ten al via con il gradito ritorno dell’Aquila. Dondi: “Resta un campionato importante”

“In tre mesi siamo tornati indietro di dieci anni”, commentava ieri il dirigente di una squadra veneta a margine della presentazione dell’ottantesimo campionato italiano di rugby, all’Hotel Gallia di Milano. Nella cerimonia ufficiale la Fir, come è giusto che sia, cercava intanto di focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi del ultimo Super Ten prima dello sbarco italiano in Celtic League, come l’apertura agli italiani e ai giovani e il ritorno sulla massima ribalta dell’Aquila: stasera i neroverdi sono in campo contro il Viadana nell’anticipo, rappresentando la speranza di rinascita della città proprio nel “Fattori” divenuto tendopoli nei giorni dell’emergenza.

E’ l’intervento di Gianni Boscolo, vice-presidente del VeneziaMestre, a rompere con la diplomazia che domina la presentazione. “Non ci si può nascondere che se tutti i club danno spazio ai giovani italiani è semplicemente perchè costano meno”, afferma Boscolo, “le società non hanno più soldi, abbiamo finito la scorsa stagione piangendo e piangendo cominciamo la nuova stagione”. Beata sincerità.

“Il campionato resterà sempre la competizione più importante del rugby italiano, nonostante la Celtic League“, assicura il presidente della Fir Giancarlo Dondi, dribblando così l’evidenza che tutti i migliori giocatori verranno assorbiti dai due superclub: “Molti azzurri rientreranno dai campionati esteri e il campionato sarà arricchito dai giovani usciti dall’Accademia federale, tutti di ottimo livello”. Mentre martedì prossimo una commissione della Celtic League esaminerà le credenziali economiche delle candidate, domani esordiscono le venete con Venezia-Rovigo, Prato-Benetton e Petrarca-Gran Parma.

Se lo scudetto sembra storia fra Benetton Treviso e Viadana, le altre giocano fino all’8 maggio per evitare l’unica retrocessione, con anticipi televisivi al venerdì sera (ma Prato, Roma, Venezia e Rovigo non hanno illuminazione adeguata). Finale il 29 maggio non più a Roma dopo l’ultimo clamoroso fiasco. “Era un esperimento, non ripeteremo l’errore: si giocherà in una sede a distanza intermedia fra le città delle due finaliste”, ha detto Dondi.


Bettarello: “Benetton isolata, ma decisione assurda della Fir. I consiglieri veneti si dimettano”

Dal Corriere del Veneto del 2 agosto 2009.

Da sempre Stefano Bettarello è una delle figure più controverse del rugby italiano. Fin da quando, giovanissimo, emergeva nel Rovigo come uno dei talenti più cristallini che la palla ovale abbia mai avuto ed intraprendeva però poi una carriera da genio incompreso, ottenendo prestigiosi riconoscimenti internazionali come la convocazione con i Barbarians ma finendo anche in “purgatorio” a Mogliano prima di approdare nel Benetton.

Nel corso dell’assemblea del rugby triveneto a Mestre, giovedì sera, Bettarello è stato ancora a suo modo protagonista. Alla richiesta di intervento del rodigino è seguito il distinguo del presidente del Civ Roberto Bortolato (l’ex azzurro non aveva diritto di parola in quanto non tesserato, secondo le regole prefissate per la riunione) e quindi la rinuncia polemica di Bettarello a parlare, nonostante il sostegno della platea e le immediate scuse dello stesso Bortolato.

“Escludere dalla Celtic League il Benetton Treviso e quindi tutto il rugby veneto è una delle decisioni più scandalose della storia di tutto lo sport italiano, visto l’importanza della regione nella palla ovale”, commenta Bettarello. “Credo che i consiglieri federali veneti, di fronte a quanto successo, avrebbero avuto il dovere di rimettere il loro mandato”.

Ma l’ex piede d’oro azzurro considera anche gli errori del Benetton nel formulare la propria candidatura. “Peccato che quelli della Federazione non mi abbiano lasciato parlare”, scherza il rodigino, che poi puntualizza: “Secondo me non ha sbagliato solo la Fir. Credo che Treviso, da un punto di vista di politica federale, abbia scelto da tempo di isolarsi, o comunque di non impegnarsi per fare opposizione al presidente Dondi. Ed alla fine ecco ciò che ha ottenuto”.

Nella foto Stefano Bettarello con la maglia dei Barbarians nel 1987.


La Fir ci ripensa, sub iudice le votazioni Celtic. Dondi vittima della “congiura” di Gavazzi?

Decisione a sorpresa. La Fir Annuncia che «il presidente Giancarlo Dondi, a seguito delle obiezioni mosse dalle entità sportive che hanno visto respinte le proprie richieste di partecipazione alla Magners Celtic League, ha dato mandato ai legali della Federazione al fine di verificare la correttezza e la legittimità della procedura seguita nel processo di valutazione delle candidature». Quindi l’ingresso del Benetton nel torneo anglosassone potrebbe essere posto all’ordine del giorno di un nuovo consiglio federale «successivamente all’esito delle verifiche in atto». Si riapre una speranza, quindi, per Treviso e per il rugby veneto dopo il clamoroso esito emesso dalle urne sabato scorso a Bologna.

Tortuosa e ancora una volta bizantina la decisione politica, per cui la Fir chiede di verificare la correttezza di procedure da lei stessa fissate. Un percorso volto probabilmente a fare chiarezza di fronte all’opinione pubblica ma che comunque potrebbe anche suggerire che sia in atto una spietata lotta di potere all’interno della Federazione, con la svolta epocale di un consiglio federale capace sabato di mettere in minoranza Dondi non solo sulla questione Celtic ma anche sulla nomina del rappresentante nel Comitato del Sei Nazioni. Ad essere votato, infatti, è stato l’ex presidente del Calvisano Alfredo Gavazzi, mentre è risultato escluso il candidato prescelto dal presidente, il padovano Andrea Rinaldo.

Una congiura di palazzo? In questo caso Dondi, uscito vincente dalle ultime elezioni con il 96% dei voti e da sempre con le redini del potere saldamente in pugno, non avrebbe affatto digerito lo sgarbo. A questo punto i legali della Fir potrebbero rendere nulle le votazioni del 18 luglio e le relative delibere.

Intanto da Treviso lunedì era partita una lettera rivolta alla Fir in cui si chiedeva di ottenere visione degli atti del consiglio federale e delle altre candidature per metterle a confronto con quella presentata dal Benetton, sulla carta imbattibile quanto a consistenza economica, organizzazione, palmares sportivo.

Intanto in un comunicato la dirigenza biancoverde puntualizza sulle critiche rivolte al suo progetto, rendendo noti alcuni stralci della documentazione di 74 pagine presentata alla Fir. Il club assicurava di «garantire la massima disponibilità di collaborazione nel rispondere alle esigenze delle Selezioni Nazionali, anche per l’eventuale uso delle nostre strutture», mentre sul fronte delle sinergie con le altre realtà del Veneto il progetto fa riferimento ad «un ampio respiro a caratura regionale». Si legge nel comunicato che «sul piano tecnico, si potrà stabilire la possibilità per giocatori appartenenti ad altre società di essere selezionati per la squadra che compete in Europa con la regolamentazione di apposite finestre», mentre «sul piano logistico deve essere contemplata la possibilità di poter disputare gli incontri della squadra europea in diversi stadi».

Il Benetton conferma anche l’ingaggio dei quattro big azzurri prelevati dal disciolto Calvisano (Cittadini, Garcia, Zanni e il padovano Leonardo Ghiraldini – gli ultimi due nella foto in alto, proprio contro Treviso), nonostante il decadere della prospettiva Celtic League.