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Ambizioni, idee chiare e voglia di rivincita. George Graham dalla Scozia al Petrarca
Dal Corriere del Veneto del 3 settembre, edizione di Padova.
“Se quel drop di Marcato non fosse finito in mezzo ai pali avremmo vinto a Roma, sicuramente sarei stato confermato nello staff della Scozia e oggi non sarei a Padova”, dice con un mezzo sorriso George Graham. Invece il calcio dell’azzurro era ben calibrato, quel giorno al Flaminio. E così il Carrera Petrarca ha un nuovo allenatore: ambizioso come i progetti del club, esperto della mischia come piace qui, da sempre.
Ex pilone in uno staff di ex piloni come Menapace e Presutti, silhouette tipo Barney dei Flintstones (un metro e 70 per 110 chili… “ero un giocatore di quelli piccoli ma cattivi”, sottolinea), Graham ha alle spalle una duratura carriera internazionale conclusasi a ben 36 anni, in uno Scozia-Galles del Sei Nazioni 2002. Come tecnico della mischia ha lavorato con i Borders e per tre stagioni con la Scozia, fino all’epilogo romano dello scorso marzo. “Mentre il capo allenatore Hadden (i due nella foto in alto) è stato confermato, io sono stato il capro espiatorio del nostro fallimentare Sei Nazioni”, commenta, “una delusione enorme, perché sono convinto di avere fatto un buon lavoro con la mischia scozzese”.
“Ho scelto allora di accettare la proposta di Padova e di fare la mia prima esperienza da professionista come head coach. E’ stato decisivo l’aver assistito al derby contro Treviso: ho visto una squadra di buon livello, un ambiente appassionato e con idee chiare, strutture sportive che hanno pochi confronti anche in Gran Bretagna”. Padre di quattro figli maschi, tutti sulla via della palla ovale (l’omonimo George, 18 anni, apertura, è una promessa del rugby scozzese e pratica sia l’union che il league), Graham vive nella piccola Carlisle, Inghilterra del nord, dove si stabilì per fare una esperienza nel XIII. Ha un unico hobby: “Andare al pub alla domenica pomeriggio, per il resto il rugby e la famiglia sono tutta la mia vita”.
La prima impressione è di genuinità e franchezza, e così si presenta anche la sua ricetta per il gioco del Petrarca. “Voglio una squadra in cui ognuno sappia fare cose semplici ma in modo efficace, che sia aggressiva e che corra forte fino all’ultimo secondo. La rosa è completa, le prime amichevoli hanno dato riscontri positivi e ci sono ogni giorno nuovi miglioramenti. A questo punto non vedo l’ora che cominci il campionato”.