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Leicester a Monigo, il Benetton prova a resistere. E’ giornata di grande rugby

Dal Corriere del Veneto del 18 ottobre 2008.

Molti fili annodano le storie recenti di Benetton e Leicester, che si sfidano a Monigo nel secondo turno di Heineken Cup. C’è Marco Wentzel con la maglia dei Tigers inglesi: la torre sudafricana abbandonò Treviso nell’estate 2007 dopo tre splendide stagioni, lasciando di sé un ricordo di grande professionalità e umanità. Non ultimo, c’è lo zampino di Wentzel sullo scudetto 2007, già perso prima della sgroppata coast-to-coast che portò i biancoverdi ai supplementari e quindi al successo.

Nel Leicester c’è pure Aaron Mauger, una stella degli All Blacks prima di scegliere l’Europa a soli 27 anni: suo fratello maggiore Nathan era sotto contratto col Benetton l’anno scorso, ma si rivelò un pacco e finì la stagione a Toulon. Il terzo dei Mauger, Ivan, è stato per dodici volte campione mondiale di speedway e due zii materni, Stephen e Graeme Bachop, sono stati a loro volta All Blacks.

Dalle “tigri” rossoverdi arrivava Will Johnson, che in due stagioni ha avuto poco impatto nel Benetton ma intanto ha fatto di Treviso una seconda casa, con l’imponente stazza del fratellone Martin (un monumento del rugby di Leicester e dell’Inghilterra tutta) notata più volte alla “casetta” di Monigo.

Fra i biancoverdi di oggi anche Fraser Waters: con la maglia dei Wasps ha vissuto l’epico dualismo che ha dominato la Premieship inglese negli anni Duemila. “Non pensavo avrei più incontrato il Leicester, e invece eccoli ancora qua”, sorride il centro, che oggi avrà fra i compagni di schieramento anche un Marius Goosen nell’inedito ruolo di ala.

Franco Smith conferma per il resto l’assetto collaudato nell’inizio di stagione. Dalla sponda opposta Heyneke Meyer (altra coincidenza: fu allenatore di Smith nei Blue Bulls sudafricani - nella foto) deve rinunciare per infortunio a diversi giocatori importanti come l’azzurro Castrogiovanni, Moody e Deacon, mentre lascia fuori il colosso samoano Alesana Tuilagi.

Il Leicester resta comunque una corazzata ed uno dei club più prestigiosi e ambiziosi d’Europa. A Monigo, oltre ai 1.500 supporters inglesi annunciati, molti degli appassionati italiani verranno per vedere i Tigers all’opera, più che la partita in sé. Il Benetton ha però fatto molto bene nell’esordio di venerdì passato a Perpignan e appare in grado di ben figurare, evitando perlomeno la scoppola di vaste proporzioni.

Da seguire la sfide fra le mediane: gli azzurri Picone (foto al centro) e Marcato contro Ellis (foto in alto) e Flood, che scalpitano per vincere la durissima concorrenza per un posto nell’Inghilterra. Atmosfera da Sei Nazioni.


L’avventura italiana di Waters. “Attratto dalla cultura vincente di Treviso”

Waters festeggia il titolo di Premiership con la maglia dei Wasps

Waters festeggia il titolo di Premiership con la maglia dei Wasps

Dal Corriere del Veneto del 21 settembre 2008.

Appena poco più di un anno fa, il 19 maggio 2007,  Fraser Waters giocava di fronte agli 81mila di Twickenham la finale della Heineken Cup, la vinceva con la maglia dei Wasps e veniva premiato come “man of the match” per merito soprattutto di un mostruosa serie di placcaggi su Alesana Tuilagi. Al colosso samoano del Leicester pagava un mismatch di 24 chili.

“Ma il placcaggio è soprattutto una questione di testa, ci vuole sì tecnica ma è qui dentro che devono scattarti certi meccanismi”, spiega Waters battendo con l’indice sulla tempia, “i giocatori più grossi non mi fanno paura, mi mettono più in difficolta quelli piccoli ma veloci, come in passato Guscott e Robinson, o come “Dingo” (leggi Brendan Williams, ndr) fra i miei compagni”.

Waters in azione difensiva, la sua specialità

Il centro dei Wasps in azione difensiva, la sua specialità

Lasciandosi alle spalle la decima stagione da protagonista nella Premiership, con 10 mete in 32 partite, oggi Waters è una delle vedette del Super Ten nostrano e l’uomo di esperienza nella cavalleria del Benetton. Sabato a Monigo si è presentato con una prestazione tutta sostanza, fatta di placcaggi autoritari (of course) e un solo errore nel trattamento dell’ovale che gli ha negato la gioia della meta. “Peccato, il passaggio di De Jager era perfetto, ma alla fine conta la prova della squadra, che è stata decisamente positiva”, ricorda il numero 12 biancoverde, autore comunque dell’assist nella meta d’avvio del connazionale Vilk.

Waters in versione Benetton Treviso

Fraser Waters in versione Benetton Treviso

Fraser è nato in Sud Africa, a Cape Town, e lì a sei anni gli hanno messo in mano una palla ovale, come accade a tutti i bambini sudafricani (bianchi). Papà è inglese, la mamma portoghese, e quando lui ha dieci anni decidono di tornare in Europa.

Lo scopre l’ex nazionale Roger Uttley, suo professore alle superiori a Londra, che lo manda ai Wasps, da cui si separerà solo per un breve intermezzo a Bristol dedicato alla laurea in Economia.

“D’accordo, c’è una bella differenza fra Premiership e Heineken Cup ad alto livello e il campionato italiano”, commenta il 32enne centro, in attesa di un figlio che nascerà a Treviso il mese prossimo, “io però cercavo una società con una cultura vincente e il Benetton lo è, per questo ho scelto Treviso invece dei club francesi dai quali avevo ricevuto delle offerte. Dopo tanti belle soddisfazioni con i Wasps (sei titoli fra Inghilterra e Europa, ndr) era ormai il momento di andarsene, ma non mi sento a fine carriera, credo di essere ancora in grado di dire qualcosa nel rugby. Organizzazione, coaching e squadra qui sono molto qualificate, se il Benetton avesse la possibilità di confrontarsi regolarmente contro avversari di livello superiore potrebbe tranquillamente competere nel campionato inglese”.


Il Benetton e Marcato vogliono lo scudetto. “Protagonista quest’anno o meglio che cambi sport…”

Andrea Marcato (Benetton Treviso)

Andrea Marcato (Benetton Treviso)

Dal Corriere del Veneto del 9 settembre 2008, edizione di Treviso

“Se non trovo spazio regolarmente neanche quest’anno, allora è meglio che pensi a cambiare sport, o a tornare a studiare”, butta lì scherzando - ma non troppo - Andrea Marcato, fra i protagonisti più attesi del Super Ten edizione 2008-2009. Nella stagione scorsa il padovano, apertura del Benetton e estremo della Nazionale, è passato dalla vetrina patinata del Sei Nazioni ed i peana dopo il drop alla Scozia al grigio finale di campionato con la maglia trevigiana, confinato in panchina dopo il flop di Calvisano.

Oggi, a 25 anni, l’eterna promessa Marcato non può più fallire l’esame. E non può sbagliare neppure il Benetton, al via del torneo questa volta senza lo scudetto ricamato sul petto. “Riprenderci il titolo è il nostro unico obiettivo”, conferma Marcato, peraltro in scadenza di contratto, “l’Heineken resta importante ma è anche sempre più difficile: il girone è durissimo (Leicester, Osprey e Perpignan le avversarie, ndr) ed anglosassoni e francesi si rinforzano ogni anno di più con i giocatori dell’emisfero sud. Noi comunque siamo rinforzati e al secondo anno di ambientamento con Franco Smith come allenatore tutto sarà più facile”.

De Jager, neo capitano biancoverde

De Jager, neo capitano biancoverde

Mentre il tombeur de femmes De Jager è il nuovo capitano, per rattoppare i buchi emersi l’anno scorso il dg Vittorio Munari ha puntato su alcuni mirati acquisti italiani (gli esperti Galon e Intoppa e il giovane Neethling, più il rientro dell’oriundo Allori) e su tre affidabili arrivi stranieri, l’australiano Gilbride e gli ex nazionali inglesi Vilk e Waters. Quest’ultimo, fresco vincitore dell’Heineken con i Wasps, rappresenta forse il giocatore dal curriculum più prestigioso ad essere approdato in Italia nelle ultime stagioni.

A Marcato competerà la regia dei biancoverdi. “Smith mi ha dimostrato fiducia, so che Goosen è la migliore apertura italiana e che il posto da titolare va guadagnato, ma in estate ho lavorato molto per crescere anche dal punto di vista fisico”, spiega il trequarti, che guarda anche all’appuntamento di Italia-Australia, l’8 novembre nella sua Padova, “la scorsa stagione è finita con un po’ di amarezza, sono pienamente consapevole che questo deve essere l’anno della mia maturità”.


Fraser Waters, dalla Premiership un grande placcatore per il Benetton

fraser waters

E’ un dato di fatto che il Super Ten nostrano, pur sempre bistrattato, si stia arricchendo negli ultimi anni di giocatori stranieri di un livello tecnico sempre crescente. Basti pensare, ad esempio, a nomi come Ludovic Mercier, improponibili fino a qualche stagione fa. Senza considerare che i primi anni del decennio hanno visto approdare in Italia un incredibile numero di autentici bidoni, spesso pagati pure a caro prezzo.

Vorrei sottolineare l’importanza - per il Benetton Treviso e per il campionato - dell’arrivo di Fraser Waters, centro dei Wasps. L’inglese, sudafricano di nascita (ma traslocò a soli 11 anni), ha alle spalle una lunga carriera nella Premiership inglese fra Bristol e Wasps e tre caps con la Nazionale della Rosa.

waters benettonE’ stato a lungo ritenuto uno dei migliori centri del campionato e la pedina-chiave nella blitz defense delle Vespe giallonere, con cui ha vinto due Heineken Cup. L’anno scorso Waters è stato anzi scelto come man of the match della finale contro il Leicester, grazie alla sua capacità di annullare Seru Rabeni e Alesana Tuilagi a suon di placcaggi.

Proprio il placcaggio è ritenuta la dote migliore di Waters. Quando lo scorso maggio la rivista inglese Rugby World si è occupata nella sezione tecnica dell’offensive tackling ha inserito Waters fra i migliori specialisti assieme a Trevor Leota, Thierry Dusatoir e Sébastien Chabal, ed ha chiesto a lui di indicare i segreti di questo gesto. In questa stagione ha anche ricevuto una nomination per i Premiership Awards.