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	<title>Rugbypeople &#187; Franco Smith</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>A proposito della squalifica di Franco Smith: punizioni &#8220;giuste&#8221;, regole discutibili e metodi segreti</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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La squalifica comminata dalla Fir a Franco Smith per il caso Williams-Nitoglia è in un certo senso giusta. E&#8217; vero, infatti, che nel Benetton l&#8217;australiano gioca prevalentemente estremo, pur essendo schierato con la maglia numero 14, mentre Nitoglia è a tutti gli effetti un&#8217;ala. Il club trevigiano sostiene che nel rugby moderno i ruoli tendono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.ercrugby.com/images/news/franco_smith.jpg" alt="" width="430" /></p>
<p>La squalifica comminata dalla Fir a <strong>Franco Smith</strong> per il <strong>caso Williams-Nitoglia</strong> è in un certo senso giusta. E&#8217; vero, infatti, che nel <strong>Benetton</strong> l&#8217;australiano gioca prevalentemente estremo, pur essendo schierato con la maglia numero 14, mentre Nitoglia è a tutti gli effetti un&#8217;ala. Il club trevigiano sostiene che nel rugby moderno i ruoli tendono ad essere molto meno definiti, specificatamente fra i trequarti, e pure questo è vero. Ma se chiedessimo ad uno spettatore di Benetton-Saracens di indicarci chi &#8211; al di là dei numeri di maglia &#8211; ha giocato estremo fra i biancoverdi, la risposta sarebbe quasi sicuramente <strong>Brendan Williams</strong>, a giudicare dalla posizione tenuta in campo.</p>
<p>La squalifica sarebbe quindi la conseguenza del mancato rispetto, da parte di Treviso, della regola federale che impone di non far giocare più di uno straniero nei cinque &#8220;reparti&#8221; così intesi: prima, seconda e terza linea, numeri 9-10-15 e trequarti (numeri dall&#8217;11 al 14). Una norma se non sbagliata, perlomeno discutibile. E&#8217; quella varata all&#8217;inizio della stagione davvero una regola per il bene della Nazionale e del rugby italiano? Oppure è solo un modo &#8220;politico&#8221; per intralciare la crescita del Benetton, che l&#8217;anno scorso con <strong>De Waal</strong> all&#8217;apertura aveva un&#8217;ottima alternativa a <strong>Burton</strong>?</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSnH3KwxwV0Jv8eOsSDr0AOpic5Mfwan6hyZ1hmvbaEnG7tP-DV" alt="" width="200" />Oggi Treviso non ha scelta: o fa giocare Williams con il numero 14, oppure non potrebbe mai schierare l&#8217;australiano assieme a <strong>Botes</strong> mediano di mischia (e ovviamente tanto meno Williams, Botes e De Waal tutti insieme, con quest&#8217;ultimo condannato in questa stagione a vedere gran parte delle partite dalla tribuna). E&#8217; peraltro fuor di dubbio che Botes, già eleggibile dallo scorso settembre, possa essere utile alla Nazionale azzurra. Giureremmo anzi che <strong>Jacques Brunel</strong> se lo porterà via al prossimo tour.</p>
<p>C&#8217;è poi una questione di &#8220;modi&#8221;. La Fir non ha mai reso pubbliche le motivazioni della squalifica, ne&#8217; il provvedimento stesso. Ne&#8217; tantomeno ha mai reso noto il capitolato sulla Celtic League che è all&#8217;origine dello scontro fra il Benetton e la Fir. Tutta questa segretezza rende il compito particolarmente difficile alla stampa e agli appassionati che desiderassero farsi un&#8217;opinione su queste questioni.</p>
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		<title>Monigo scopre Willem De Waal. Un Benetton brutto e stanco trova contro Glasgow l&#8217;ottava vittoria</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 15:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Benetton non ritrova se stesso ma assapora il gusto della vittoria ad oltre due mesi dall’exploit con il Munster: 19-16 al Glasgow per l’ottavo successo stagionale ed il sorpasso in classifica ai danni degli stessi scozzesi. Partita vinta soprattutto con il cuore e con il sacrificio in difesa, mentre decisivo nello score finale risulta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.marcosartori.net/wp/wp-content/gallery/20110213-rugby-benetton-munster/20110213-rugby-benetton-munster-19.jpg" alt="" width="250" />Il <strong>Benetton</strong> non ritrova se stesso ma assapora il gusto della vittoria ad oltre due mesi dall’exploit con il Munster: <strong>19-16</strong> al <strong>Glasgow</strong> per l’ottavo successo stagionale ed il sorpasso in classifica ai danni degli stessi scozzesi. Partita vinta soprattutto con il cuore e con il sacrificio in difesa, mentre decisivo nello score finale risulta il drop inventato al 62’, sul 16-16, da <strong>Willem De Waal </strong>(nella foto, da <a href="http://www.marcosartori.net" target="_blank">www.marcosartori.net</a>). Al di là della prodezza da 40 metri, il sudafricano è stato protagonista sia per la sapiente regia che per la precisione dalla piazzola (3 su 3, e 10 centri negli ultimi 10 tentativi).</p>
<p>Non fosse per il mancino di scuola Stellenbosch gli sforzi del Benetton difficilmente avrebbero partorito quattro punti. Se vincere giocando male può essere interpretato anche come un segnale di maturità, il successo sul Glasgow al contempo non cancella gli attuali problemi di Treviso, primo fra tutti una evidente stanchezza mentale a questo punto di un’annata con inedite pressioni. E resta di fatto anche una sterile prevedibilità offensiva, svanito l’effetto-sorpresa dei match autunnali, mentre la mischia chiusa biancoverde non sembra più essere così dominante. <em>«E’ una stagione molto dura dal punto di vista mentale, abbiamo commesso molti errori per il nervosismo ma ora il successo ci leva di sicuro un po’ di stanchezza dalle nostre teste»</em>, spiega <strong>Franco Smith</strong> nel dopogara.</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://img.skysports.com/11/04/218x298/Graeme-Morrison-glasgow-dec-201_2580441.jpg" alt="" width="218" height="298" />Per tutto il primo tempo è il Benetton a dettare il ritmo, mentre gli scozzesi, attendisti a dispetto del nome “Warriors”, sembrano predisporsi soprattutto a controllare. I trevigiani sono impazienti e arruffoni, sciupando diverse occasioni. De Waal e <strong>Ruaridh Jackson</strong> pareggiano il conto nei piazzati e si cambia campo sul 6-6, dopo che un lungo assedio dei padroni di casa era stato fermato dagli scozzesi a ridosso dell&#8217;area.</p>
<p>La meta che arriva ad inizio ripresa non è costruita ma si deve ad uno spunto estemporaneo di <strong>Robert Barbieri</strong>, quando il Benetton produce in superiorità numerica un notevole volume di gioco con i drive degli avanti. Ma passano 6‘ e già il Glasgow &#8211; ancora in 14! &#8211; agguanta il pareggio con il velenoso <strong>Graeme Morrison </strong>(<em>foto</em>), il migliore dei suoi. Per il pubblico di <strong>Monigo</strong> il finale è da cuore in gola, con i biancoverdi che si immolano in una serie infinita di placcaggi. Ci si mette anche il guardialinee padovano <strong>Alan Falzone</strong> con un una incredibile decisione che scatena gli ululati dell’intero stadio (splendido cross-kick di De Waal con 40 metri di guadagno territoriale, che Falzone vede però rimbalzare fuori), ma la diga regge fino alla fine.</p>
<p>I migliori di Treviso sono <strong>Alessandro Zanni</strong> e <strong>Ludovico Nitoglia</strong>, mentre bisogna sottolineare la nuova prova positiva di <strong>Michele Sepe</strong>, solido soprattutto in difesa: senza dare troppo nell&#8217;occhio, l&#8217;ala romana in questa stagione ha saputo ritagliarsi un suo spazio in squadra, giocando già nove partite da titolare. Quanto a De Waal la prova contro il Glasgow varrebbe già come ipoteca per la riconferma. <em>«Mi piacerebbe rimanere a Treviso, dopo la breve esperienza a Narbonne mi ero ripromesso di tornare in Europa ma per restarci più a lungo e poter così dimostrare il mio valore<em>»</em><span style="font-style: normal;">, ha detto il numero 10 sudafricano, <em>«per me non è stato semplice passare direttamente dalla Currie Cup alla Magners League, dove il livello è molto alto, vicino a quello del Super 15. Un paio di infortuni hanno tardato il mio inserimento ma adesso spero di chiudere la stagione nel modo migliore. Mi piace giocare su campi asciutti, come in Sud Africa</em><em>».</em></span></em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><em></em>Ma per definire la rosa degli stranieri il Benetton dovrà fare i conti con l&#8217;ultima cervellotica norma della Fir, che limita anche il ruolo: dall&#8217;anno prossimo ammessi solo 5 non-eleggibili per franchigia, dei quali uno rispettivamente in prima, seconda e terza linea, uno in mediana o estremo, un centro/ala. A meno che non arrivi la convocazione in Nazionale e pertanto l&#8217;equiparazione di <strong>Tobie Botes</strong>,  Treviso dovrà sceglierne dunque sceglierne due fra questi cinque: Botes, De Waal, Maddock, Williams, Vilk&#8230; La nuova regola, tuttavia, non sembra essere andata giù ad <strong>Aironi</strong> e Benetton. </span></em></p>
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		<title>Benetton, l&#8217;Italia che vince. Nel weekend della Waterloo azzurra Treviso piega il Munster</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 22:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato il weekend della Waterloo azzurra: nel confronto con il rugby inglese le nostre Nazionali rimediano 59 punti a Twickenham e 74 l&#8217;under 20 a Bath, per un totale (impietoso) di una meta fatta e 133 punti subìti. Ma il movimento ha anche un volto vincente sugli scenari internazionali. E&#8217; quello del Benetton che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/163/D30_7595.jpg&amp;c=90" alt="" width="430" />E&#8217; stato il weekend della Waterloo azzurra: nel confronto con il rugby inglese le nostre Nazionali rimediano 59 punti a Twickenham e 74 l&#8217;under 20 a Bath, per un totale (impietoso) di una meta fatta e 133 punti subìti. Ma il movimento ha anche un volto vincente sugli scenari internazionali. E&#8217; quello del <strong>Benetton</strong> che in <strong>Magners League</strong> sconfigge la capolista <strong>Munster</strong> e, con 7 successi in 13 partite, si conferma la sorpresa della stagione.</p>
<p>Una vittoria ottenuta con una formazione forzatamente rimaneggiata &#8211; 9 i convocati con la Nazionale &#8211; e grazie alle prove di giocatori poco considerati o completamente ignorati da <strong>Nick Mallett</strong>, a cominciare dal capitano <strong>Antonio Pavanello</strong> e al signore della touche <strong>Corniel Van Zyl</strong>, già eleggibile, per proseguire con <strong>Gonzalo Padrò</strong> e <strong>Marco Filippucci</strong>, uno più concreto dell&#8217;altro in terza linea. Il bassanese ha placcato come un dannato e se il titolo di man of the match è andato al 27enne argentino, è solo per la meta decisiva ed una presenza più &#8220;visibile&#8221; in attacco.</p>
<p><em><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/163/D30_7387.jpg&amp;c=90" alt="" width="230" />&#8220;Anche Padrò e Filippucci meriterebbero una chance in azzurro, però magari non nelle prossime sei settimane&#8221;</em>, ha scherzato a fine gara <strong>Franco Smith</strong>, ritrovatosi dall&#8217;avvio del Sei Nazioni a contare gli uomini a disposizione fra convocati, squalificati ed infortunati. Chi la chance l&#8217;ha immediatamente avuta è stato invece <strong>Lorenzo Cittadini</strong>, ottimo contro il Munster e chiamato da Mallett nel gruppo per il Galles al posto di <strong>&#8220;Nacho&#8221; Fernandez-Rouyet</strong>. I due hanno dominato in chiusa contro gli irlandesi, ponendo le basi per il successo biancoverde.</p>
<p>Ci ha poi messo del suo <strong>Willem De Waal</strong>, che oggi si può dare come pienamente inserito nei meccanismi del Benetton. L&#8217;ex Western Province ha effettuato lunghi e ispirati calci di spostamento, ma anche difeso ed attaccato la linea, non male per un giocatore che, ricorda Smith, <em>&#8220;in Sud Africa era considerato poco fisico&#8221;</em>. Certo De Waal, capace contro il Munster di trasformare un piazzato da metà campo ed una trasformazione dalla bandierina, ha un piede sinistro come a Treviso non si vedeva da tempo.</p>
<p>Issatosi sul 16-3 a metà ripresa, il Benetton ed il pubblico di <strong>Monigo</strong> hanno tremato fino alla fine per la rabbiosa reazione degli ospiti, giunti ad un soffio dal sorpasso. Commovente la trincea di Pavanello e compagni negli ultimi minuti, ed importanti segnali di maturità: fino a qualche tempo fa partite così, punto a punto, Treviso le perdeva.</p>
<p><em>Foto da </em><a href="http://www.benettonrugby.it" target="_blank"><em>www.benettonrugby.it</em></a><em>. In alto i festeggiamenti fra Tobie Botes e Gonzalo Padrò, più sotto De Waal e Filippucci.</em></p>
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		<title>Contro i Dragons tocca a Nitoglia. Il Benetton cerca il terzo successo in un match insidioso</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 09:30:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/143/D30_0744.jpg&amp;c=90" alt="" width="430" />A <strong>Newport</strong> da mesi non si parla d&#8217;altro che della <strong>Ryder Cup</strong>, la sfida che mette di fronte ogni due anni America ed Europa sui campi da golf e che attira una straordinaria attenzione nel pubblico e nei media del mondo anglosassone. La manifestazione è anche il motivo per cui in <strong>Magners League</strong> il Benetton questa sera si trova a giocare il suo terzo incontro di fila a Monigo: essendo impossibile trovare un solo posto letto libero in tutto il Galles del Sud, il club trevigiano ha ottenuto infatti l&#8217;inversione del match programmato originariamente al <strong>Rodney Parade</strong> di Newport, casa dei <strong>Dragons</strong> della contea di Gwent.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR0EVzJGyULZ2sBBS0n504gAhpfvtHpwoXJ4crI_a889cuK5zs&amp;t=1&amp;usg=__WlDUIYyvGYN24KhTiS5Pv3WY-QE=" alt="" width="151" height="192" />La franchigia, dopo i promettenti esordi fra il 2003 e il 2005 (un terzo e un quarto posto), è stata negli ultimi anni una delle meno competitive della lega. Il riscatto è giunto nella passata stagione quando il settimo posto finale, rimanendo fino all&#8217;ultimo in corsa per i playoff, è valso a <strong>Paul Turner</strong> (<em>foto</em>) il premio di “allenatore dell&#8217;anno” in Magners League. Una classifica ferma a 4 punti, frutto di un&#8217;unica vittoria e migliore solo a quella del Viadana, risvegliano ora gli incubi dei tifosi gallesi, già passati nell&#8217;ultimo lustro da una media di 8.300 all&#8217;attuale di 5.600. Questa settimana ha lasciato i Dragons, sbattendo la porta, l&#8217;allenatore della difesa <strong>Colin Charvis</strong> (12 mete subìte in 4 partite), mentre la lista dei giocatori bloccati in infermeria si è ulteriormente allungata con l&#8217;infortunio del pilone ex-Calvisano <strong>Ali McKenzie</strong>.</p>
<p>Un avversario dunque decisamente più abbordabile dei precedenti per il <strong>Benetton</strong>, nonostante il brusco ridimensionamento di venerdì scorso contro i Blues, e che i biancoverdi hanno già battuto nell&#8217;edizione 2007-2008 dell&#8217;<strong>Heineken Cup</strong>, espugnando il Rodney Parade per 24-22 con un calcio di Goosen allo scadere. Ma allo stesso tempo è un match pieno di insidie dal punto di vista della tenuta mentale dei biancoverdi, chiamati per la prima volta in Magners League ad interpretare gli 80&#8242; nel ruolo dei favoriti. <em>«Lo scorso anno i Dragons sono riusciti a battere Ospreys e Munster, dobbiamo aspettarci una partita molto intensa in cui non ci possiamo permettere di ripetere i molti errori commessi contro Cardiff»</em>, sottolinea <strong>Franco Smith</strong>, che a Newport ha anche giocato per una stagione.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.air.it/images_news/italia/azioni_ita/Italia-Irlanda/Nitoglia.jpg" alt="" width="202" height="283" />Il tecnico sudafricano opera diversi cambiamenti nella squadra titolare, rivoluzionando il settore arretrato. La novità è l&#8217;esordio assoluto in maglia biancoverde per l&#8217;ala <strong>Ludovico Nitoglia </strong>(<em>nella foto</em>), già 17 volte azzurro prima di rompere con la <strong>Nazionale</strong>, mentre in cabina di regia la fiducia va a Burton e <strong>Fabio &#8220;Mozza&#8221; Semenzato</strong>, con lo slittamento del versatile (ed indispensabile) Botes ad estremo (<em>foto in alto</em>). Prima apparizione stagionale per <strong>Andy Vilk</strong> e rientri di Galon e De Jager; i sacrificati sono Maddock e Sgarbi, a riposo, oltre a Benvenuti e Williams, in panchina. Tira il fiato anche Zanni, il cui posto viene preso da Derbyshire. Per <strong>Enrico Pavanello</strong> si tratta della presenza numero 200 in dieci stagioni di onoratissima militanza nelle file del Benetton.</p>
<p>Smith definisce così gli ordini di scuderia per la partita, avendo ben in mente una dubbia rinuncia a piazzare nella ripresa di Benetton-Cardiff: <em>«Non concedere palle in attacco troppo facili ai nostri avversari, segnare ogni volta che ne abbiamo l&#8217;opportunità e naturalmente non commettere disattenzioni in difesa»</em>. Fra i Dragons Paul Turner inserisce nel XV iniziale il neo-acquisto <strong>Tom Cheeseman</strong> e porta in panchina il centro <strong>Ashley Smith</strong> dopo sei mesi di assenza.</p>
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		<title>Rinforzi per il Benetton. Ingaggiato Willem De Waal, apertura di Western Province</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 18:24:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Benetton completa l&#8217;organico per la Magners League 2010-2011 con l&#8217;ingaggio del suo quinto straniero. Si tratta, naturalmente, di un giocatore sudafricano, l&#8217;apertura Willem De Waal, che Franco Smith e Corniel Van Zyl conoscono bene dai tempi dei Cheetahs. &#8220;Ho giocato quattro anni assieme a Willem ed assicuro che si tratta di un numero 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://cdn.24.com/files/Cms/General/d/186/6e4133c96ea041b0974cd7b47dc859a5.jpg" alt="" width="240" height="240" />Il <strong>Benetton</strong> completa l&#8217;organico per la <strong>Magners League</strong> 2010-2011 con l&#8217;ingaggio del suo quinto straniero. Si tratta, naturalmente, di un giocatore sudafricano, l&#8217;apertura <strong>Willem De Waal</strong>, che <strong>Franco Smith</strong> e <strong>Corniel Van Zyl</strong> conoscono bene dai tempi dei <strong>Cheetahs</strong>. <em>&#8220;Ho giocato quattro anni assieme a Willem ed assicuro che si tratta di un numero 10 in grado di fare la differenza&#8221;</em>, spiega Van Zyl, <em>&#8220;ha un calcio molto potente e preciso, ideale per sfide tattiche sotto la pioggia. Mentre Burton gioca a ridosso della linea De Waal si schiera più profondo, in questo modo abbiamo maggiori alternative in base alle caratteristiche dell&#8217;avversario&#8221;</em>.</p>
<p>Attualmente impegnato nella <strong>Currie Cup</strong> con la maglia di <strong>Western Province</strong>, il nuovo acquisto si unirà al Benetton una volta concluso il torneo sudafricano (nella seconda metà di ottobre, in base ai risultati della sua squadra). Classe 1978, un metro e 91 per 96 chili, De Waal è cresciuto nella <strong>Stellenbosch University</strong>, per poi vestire anche le maglie di Cheetahs e Leopards nel campionato nazionale. L&#8217;apertura conta anche diverse stagioni in <strong>Super 12</strong>, con Cheetahs, Stormers, Bulls e  Cats, mentre la sua unica esperienza in Europa risale alla stagione 2007-2008 quando giocò con il <strong>Narbonne</strong> nella seconda divisione francese.</p>
<p>L&#8217;apice della sua carriera è datato 23 giugno 2009. A <strong>Newlands</strong> allora gli <strong>Emerging Springboks</strong> fermarono sul 13-13 i <strong>Lions</strong> britannici in uno delle partite non-test della tournée sudafricana. De Waal segnò dalla bandierina la trasformazione del pari, a tempo ormai scaduto (<em>qui sotto le immagini del match, con intervista finale alla nuova apertura biancoverde</em>).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2010/09/26/rinforzi-per-il-benetton-ingaggiato-willem-de-waal-apertura-di-western-province/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Bravo Benetton! Kris Burton: &#8220;Cresce la fiducia, ora possiamo giocare alla pari con tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 10:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Smaltite le bollicine per la festa di sabato, quando Monigo ha vissuto un&#8217;altra storica serata con il clamoroso successo sul Leinster, il Benetton è immediatamente tornato a lavorare sul campo in vista del prossimo match, venerdì ancora in casa contro i Cardiff Blues (ore 19,05, diretta Dahlia, arbitro lo scozzese McMenemy). La squadra gallese, protagonista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Smaltite le bollicine per la festa di sabato, quando <strong>Monigo</strong> ha vissuto un&#8217;altra storica serata con il clamoroso successo sul <strong>Leinster</strong>, il <strong>Benetton</strong> è immediatamente tornato a lavorare sul campo in vista del prossimo match, venerdì ancora in casa contro i <strong>Cardiff Blues</strong> (ore 19,05, diretta Dahlia, arbitro lo scozzese McMenemy). La squadra gallese, protagonista la scorsa stagione sia in <strong>Heineken Cup</strong> che in <strong>Magners League</strong> pur non avendo raggiunto le finali, si è rinforzata quest&#8217;anno con l&#8217;ingaggio del miglior marcatore in assoluto del torneo celtico, il numero 10 australian-scozzese <strong>Dan Parks</strong> (<em>foto sotto</em>), autore di 1.132 punti in una carriera prevalentemente con la maglia dei <strong>Glasgow Warriors</strong>.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/09/burton.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1009" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="burton" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/09/burton-299x300.jpg" alt="" width="250" /></a>Dopo la doppia sorpresa riservata dal Benetton agli <strong>Scarlets</strong> e al Leinster c&#8217;è da aspettarsi che i Blues schiereranno a Monigo la migliore formazione. I biancoverdi dovranno essere sopra a tutto disciplinati, considerato che il Cardiff in tre partite non ha ancora sbagliato un calcio dalla piazzola: all&#8217;11 su 11 di Parks si abbina infatti il 9 su 9 complessivo di <strong>Ben Blair</strong>, l&#8217;altro kicker dei gallesi. Mancherà il centro <strong>Casey Laulala</strong>, che ha subito un brutto colpo alla testa nel match vinto nettamente contro i <strong>Dragons</strong> (43-21) e sarà lasciato precauzionalmente a riposo.</p>
<p>Il successo sul Leinster ha rappresentato per i biancoverdi  un&#8217;importante iniezione di fiducia. <em>«Stiamo decisamente crescendo e soprattutto, grazie alle due vittorie di Monigo, cresce la fiducia nei nostri mezzi»</em>, spiega <strong>Kris Burton</strong> (<em>nella foto a fianco</em>), protagonista sabato di una prova convincente in regia, <em>«contro il Leinster non abbiamo commesso gli errori in difesa che avevamo pagato caro nelle prime due partite ed abbiamo dimostrato di avere valide alternative di gioco in attacco. Ora affrontiamo ogni avversario con la certezza di potere giocare alla pari»</em>.</p>
<p>L&#8217;ex-Prato si è dimostra finora affidabile in regia ed i suoi drop sono stati importanti per capitalizzare il lavoro degli avanti nel campo avversario. Ma il Benetton, come noto, continua a cercare il quinto straniero ed ha contattato una forte apertura sudafricana<strong></strong>, che Smith e Van Zyl conoscono bene dai tempi dei Cheetahs.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.welshrugbypics.co.uk/events/blues-v-dragons-270810/thumbs/CDF_BE_Blues_V_Dragons05.jpg" alt="" width="160" height="160" />Intanto è pronto al rientro il capitano <strong>Antonio Pavanello</strong>. <em>«La botta subita nella partita di esordio mi ha causato molto dolore ma è ormai assorbita»</em>, dice il seconda linea, <em>«non vedo l&#8217;ora di rientrare in campo, mi sono già perso l&#8217;occasione di festeggiare contro il Leinster»</em>.</p>
<p>Archiviato l&#8217;infortunio, è ormai disponibile per <strong>Franco Smith</strong> anche <strong>Andy Vilk</strong>, che non è ancora sceso in campo in questa stagione. Sabato scorso ha invece esordito con la maglia biancoverde <strong>Joe Maddock</strong>: pur essendo apparso qualche volta in disagio nello schieramento difensivo, il neozelandese ha dimostrato di essere dotato di un superbo spunto in velocità e già di una sorprendente intesa con il compagno nel triangolo arretrato <strong>Brendan Williams</strong>.</p>
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		<title>La decima finale di Vittorio Munari. &#8220;Uno scudetto al quale il Benetton tiene particolarmente&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 16:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il rugby regionale giunge un&#8217;altra soddisfazione nell&#8217;anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l&#8217;emergente fischietto padovano Alan Falzone, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana Botes-McLean dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico Franco Smith [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://img183.imageshack.us/img183/1503/vittorio2io5.jpg" alt="" width="160" />Per il rugby regionale giunge un&#8217;altra soddisfazione nell&#8217;anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l&#8217;emergente fischietto padovano <strong>Alan Falzone</strong>, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana <strong>Botes-McLean</strong> dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico <strong>Franco Smith</strong> mancheranno l&#8217;ex Rouyet e Mulieri, ancora in condizioni fisiche imperfette, oltre all&#8217;infortunato Garcia ed al giovane Benvenuti, impegnato con l&#8217;Italia under 20 ai Mondiali di categoria in Russia.</p>
<p>Per Vittorio Munari, general manager dei biancoverdi, si tratta della decima finale se si includono le due perse (contro Treviso) da  allenatore del Petrarca, e l&#8217;ottava consecutiva da quando assunse l&#8217;incarico in Ghirada. A Munari chiediamo dunque come si affronta un impegno così delicato. <em>«Non ci sono formule, ad essere decisivo è come viene gestita la tensione nervosa»</em>, spiega, <em>«la squadra è oggi molto serena: lo sportivo professionista sa spendere la giusta dose di pressione per giungere all&#8217;appuntamento consapevole ma non “bruciato” dall&#8217;aspettativa. Per questa maturità il merito è dell&#8217;ambiente creato dalla società e soprattutto da Franco Smith, un tecnico non solo all&#8217;avanguardia in Italia per competenze, ma anche di grande spessore personale»</em>.</p>
<p>Che partita sarà?<br />
<em>«Decideranno come al solito gli episodi. Il Montepaschi ha ottime individualità e può metterci in difficoltà. Da parte nostra riteniamo di avere un gruppo completo, capace di sopperire alle assenze e di adattarsi alle diverse situazioni di gioco, ad esempio schierando piloni più pesanti e potenti oppure più leggeri e dinamici».<br />
</em></p>
<p>Quale giocatore del <strong>Montepaschi Viadana</strong> vorrebbe avere nella sua squadra?<br />
<em>«Per il loro attaccamento al club ho sempre stimato moltissimo il pilone <strong>Savi</strong> e la seconda linea <strong>Bezzi</strong>, che però non giocano più».<br />
</em></p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/128/24-krause-semenzato.jpg&amp;c=90" alt="" width="241" height="178" />Come giudica la designazione di Falzone?<br />
<em>«Non ho nessun commento da fare, e non invidio i designatori italiani il cui lavoro non deve essere affatto facile. Vorrei solo sottolineare che la componente arbitrale è fondamentale per lo sviluppo del movimento: il rugby italiano può crescere complessivamente solo attraverso la crescita individuale di tutti i suoi attori».<br />
</em></p>
<p>Sarà l&#8217;ultima finale prima del passaggio di Treviso e Viadana nella <strong>Celtic League</strong>. Cosa resterà del campionato italiano e delle passioni di campanile che l&#8217;hanno animato?<br />
<em>«A questo scudetto teniamo particolarmente, proprio perchè il Benetton ha da sempre amato e onorato il campionato italiano. Aneddoti dei derby infuocati fra Padova, Rovigo e Treviso vengono ricordati ad ogni cena con i compagni di avventura e con gli avversari di allora. Se la scelta della Celtic League è stata giusta lo dirà il tempo, intanto per il campionato italiano è ahimè difficile prevedere un futuro roseo».<br />
</em></p>
<p>La squadra biancoverde vince e gioca bene, eppure non riesce ancora ad appassionare il pubblico.<br />
<em>«A Treviso, con club di vertice in diversi sport e Cortina ed Jesolo ad un&#8217;ora di macchina, c&#8217;è una sproporzione fra domanda e offerta. Dalla prossima stagione il Benetton vuole rappresentare l&#8217;intero rugby veneto e per questo auspichiamo che vengano permesse regole di interscambio tecnico fra società che sono già in vigore nella Celtic League».<br />
</em></p>
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		<title>Semifinale, poche chance per il Petrarca. A Monigo passerella per l&#8217;ultimo match di Goosen e Kingi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 14:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Augusto Allori]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/05/benetton-petrarca-semifinale-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-948" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="benetton petrarca semifinale 2" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/05/benetton-petrarca-semifinale-2.jpg" alt="" width="227" height="340" /></a>La prima semifinale al Plebiscito si è conclusa con entrambe le squadre scontente per l&#8217;arbitraggio del milanese <strong>Stefano Pennè</strong>. <em>&#8220;O l&#8217;arbitro era in malafede oppure era un incompetente&#8221;</em>, accusava a fine partita un arrabbiatissimo <strong>Enrico Toffano</strong>, presidente del Petrarca, <em>&#8220;non ci stiamo ad essere presi in giro in questo modo&#8221;</em>. Con lo stesso vigore protestava anche lo staff del Benetton. <em>&#8220;Possibile che nonostante il netto predominio del gioco a Treviso e Padova siano stati fischiati lo stesso numero di calci di punizione&#8221;</em>, domandava ironico il direttore generale biancoverde, <strong>Vittorio Munari</strong>.</p>
<p>Ed anche a Viadana Rovigo ha contestato duramente la direzione di gara, tanto che l&#8217;allenatore <strong>Umberto Casellato</strong> ha ricevuto una squalifica di quattro mesi in seguito alle parole rivolte a Damasco a fine gara. In questo weekend le due semifinali di ritorno. Il Montepaschi troverà al <strong>&#8220;Battaglini&#8221;</strong> un clima caldissimo.</p>
<p>A Monigo invece il +12 nello score finale ed il +4 nella classifica combinata frutto del successo di Padova mettono il <strong>Benetton</strong> in una serena posizione psicologica. Peraltro il <strong>Petrarca</strong> visto in garauno non sembra in grado di impensierire i campioni in carica e di metterne in discussione il ritorno il 29 giugno nello stadio padovano, sede dell&#8217;ultima finale del “vero” campionato italiano prima del distacco in <strong>Celtic League</strong> di Treviso e Viadana. Anche se Smith dovrà rinunciare a <strong>&#8220;Nacho&#8221; Rouyet</strong> ed <strong>Emiliano Mulieri</strong>, infortunati.</p>
<p>Sarà l&#8217;occasione di un&#8217;autentica passerella per due giocatori dei più rappresentativi dell&#8217;ultimo lustro di storia biancoverde come <strong>Marius Goosen</strong> e <strong>Dion Kingi</strong> (<em>foto</em>), all&#8217;ultima uscita sul terreno di Monigo. Due limpidi esempi di professionalità ed abnegazione.</p>
<p>“Gus”, 36 anni, ha annunciato da tempo l&#8217;intenzione di chiudere con il rugby giocato per dedicarsi solamente al mestiere di allenatore (attualmente cura i trequarti a fianco di Franco Smith). Intanto anche sabato scorso il sudafricano è risultato decisivo, non solo per i 18 punti segnati nel 28-16 finale ma soprattutto per le consuete capacità di leadership nella gestione del gioco.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/121/5.jpg&amp;c=90" alt="" width="263" height="193" />Kingi a 34 anni e dopo 5 splendide stagioni chiude giocoforza il capitolo con Treviso, al quale le direttiva Fir impongono un limite di cinque stranieri in Celtic League a tutela degli atleti di interesse per la <strong>Nazionale</strong>. Anche se le mosse di mercato del Benetton restano ancora top secret, è chiaro che il maori di Waiuki rientrerà nel cospicuo gruppo di atleti sacrificati nella ristrutturazione per lo sbarco sul palcoscenico anglosassone.</p>
<p>Fra questi, con tutta probabilità, anche gli oriundi argentini <strong>Allori</strong>, <strong>Vidal </strong><em>(foto)</em> e Mulieri, divenuti improvvisamente “stranieri” (assieme ad un altro centinaio di naturalizzati) in seguito alla nuova norma salva-vivai introdotta dalla Federugby. Non sarà facile per il Benetton trovare dei degni sostituti sul mercato italiano ed europeo.</p>
<p><em>Foto in alto di Elena Barbini, da <a href="http://www.petrarcarugby.it" target="_blank">www.petrarcarugby.it</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il gigante Lawes e la storia del Franklin&#8217;s Garden. Missione (quasi) impossibile per il Benetton</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 10:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Franklin&#8217;s Garden di Northampton giocarono, naturalmente vincendo, i primi All Blacks neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti &#8220;Original&#8221;. Era il 1905 e la storia viene raccontata da Lloyd Jones nel &#8220;Libro della gloria&#8221;, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www2.pictures.zimbio.com/gi/Gloucester+v+Northampton+Saints+Guinness+premiership+0-jepinjDOZl.jpg" alt="" width="235" height="356" />Al <strong>Franklin&#8217;s Garden</strong> di <strong>Northampton</strong> giocarono, naturalmente vincendo, i primi <strong>All Blacks</strong> neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti &#8220;Original&#8221;. Era il 1905 e la storia viene raccontata da <strong>Lloyd Jones</strong> nel &#8220;Libro della gloria&#8221;, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il rugby il <strong>Benetton</strong> disputa oggi il terzo turno di <strong>Heineken Cup</strong>, di fronte a 13mila tifosi per l&#8217;ultimo appuntamento annuale dei &#8220;Saints&#8221; in maglia verde, nero ed oro, protagonisti finora di una stagione ricca di soddisfazioni (terzo posto in Premiership, una vittoria sul Munster in Europa prima della sconfitta a Perpignan).</p>
<p>L&#8217;impegno è durissimo, quasi proibitivo per i biancoverdi, i quali si trovano ad affrontare l&#8217;intensità di gioco internazionale dopo una lunga astinenza e due match non pienamente convincenti nel <strong>Super Ten</strong>, contro Venezia e L&#8217;Aquila. Ma dopo l&#8217;exploit di Heineken Cup contro il <strong>Perpignan</strong> &#8211; e con la <strong>Celtic League</strong> all&#8217;orizzonte &#8211; Treviso è oggi chiamata a dimostrare la sua competitività su qualsiasi terreno straniero. L&#8217;allenatore <strong>Franco Smith</strong> (<em>foto</em>) da parte sua si ritrova finalmente con una squadra al completo, o quasi: in un organico di 40 atleti mancano all&#8217;appello solo Williams, Orlando, Costanzo e Neethling, mentre sono ormai vicini al rientro importanti pedine a lungo out come Marcato, Sbaraglini e De Jager.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/104/22-franco%20smith.jpg&amp;c=90" alt="" width="175" height="123" />Lo schieramento per la partita del Franklin&#8217;s Garden prevede <strong>Marius Goosen</strong> in cabina di regia e <strong>Tobie Botes</strong> all&#8217;ala (quasi un secondo estremo, per fronteggiare al meglio il gioco al piede degli inglesi), con il rientro a tutti gli effetti di sette nazionali nel XV titolare. Il Northampton è una squadra priva di grandi finisseur ma dal gioco terribilmente efficace, soprattutto sul campo di casa, dove nei 7 match di questa stagione non ha mai perso.</p>
<p>Ad attrarre l&#8217;attenzione dei tifosi delle <strong>Midlands</strong> è stato di recente il seconda linea <strong>Courtney Lawes</strong> (201 cm per 115 chili &#8211; <em>foto in alto, sotto il video di un suo placcaggio su Thomas del Montpellier</em>), cresciuto a 100 metri dallo stadio, titolare ad appena vent&#8217;anni e già celebre per i suoi placcaggi devastanti. <em>&#8220;Ma il loro giocatore migliore è probabilmente l&#8217;altra seconda linea, <strong>Jaundre Kruger</strong>, molto fisico e allo stesso tempo tecnico&#8221;</em>, sottolinea Smith, dando inevitabilmente credito al conterraneo  sudafricano che tuttavia oggi parte in panchina.</p>
<p><em>&#8220;Nel complesso Northampton e Benetton si assomigliano, io e il loro allenatore (<strong>Jim Mallinder</strong>, ndr) abbiamo la stessa visione del rugby&#8221;</em>, commenta Smith, <em>&#8220;a differenza di Perpignan e Munster sono una squadra senza grandi stelle ma molto bene organizzata, nella quale ogni giocatore sa bene cosa fare in campo. Sono molto aggressivi nei punti di incontro, dovremo essere disciplinati e pazienti per rispettare il nostro piano di gioco&#8221;</em>. Motivazioni supplementari per <strong>Andy Vilk</strong>, con la maglia dei Saints dal 2003 al 2006.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2009/12/12/il-gigante-lawes-e-la-storia-del-franklins-garden-missione-quasi-impossibile-per-il-benetton-a-northampton/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Mischia super, difesa e grande cuore. Treviso stende il Perpignan campione di Francia</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 14:33:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Benetton ferma a Monigo i campioni di Francia del Perpignan tornando al successo in Heineken Cup con la più bella e emozionante prestazione degli ultimi anni. Ed è uno schiaffo per chi, nella Fir e nel rugby italiano, sostiene strumentalmente che il movimento possa fare a meno di Treviso o che il suo staff [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://images.gazzettaobjects.it/Hermes%20Foto/2009/10/10/0KRB2XUF--620x300.jpg?v=200910101804" alt="" width="430" />Il <strong>Benetton</strong> ferma a Monigo i campioni di Francia del <strong>Perpignan</strong> tornando al successo in <strong>Heineken Cup</strong> con la più bella e emozionante prestazione degli ultimi anni. Ed è uno schiaffo per chi, nella Fir e nel rugby italiano, sostiene strumentalmente che il movimento possa fare a meno di Treviso o che il suo staff siano inadeguati al massimo livello europeo.</p>
<p>A Monigo, alla fine, una gioia che non si vedeva da anni (l&#8217;ultima vittoria europea in casa risaliva al 2005). <em>“Si tratta del frutto del lavoro svolto sull&#8217;arco di tre stagioni, grazie alla fiducia della società, dello staff tecnico e della squadra per il mio sistema di gioco”</em>, commenta l&#8217;allenatore <strong>Franco Smith</strong>.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.midilibre.com/img/photos/afp/2009-10/2009-10-10/photo_1255191133879-6.jpg" alt="" width="245" height="163" />Nel primo tempo il Benetton aveva messo in mostra l&#8217;abito della festa, rispetto ad un <strong>Super Ten</strong> affrontato evidentemente in tuta da operaio. Rigore tattico, disciplina, solidità del pacchetto, la giusta aggressività in difesa da parte dei biancoverdi (con una nuova maglia “vintage” dello scudetto 1978): ne risultavano sorpresi i “sang et or”, che pure avevano schierato un formazione di titolari senza sottovalutare l&#8217;impegno.</p>
<p>Una insistita maul al primo possesso strappa gli applausi entusiasti del pubblico biancoverde, che poi inizia ad accarezzare il sogno quando al cambio di campo il tabellone segna 6-0 grazie a due piazzati di <strong>Marius Goosen</strong>, peraltro non ineccepibile in regia (ma il 35enne &#8220;Gus&#8221;, pur perso lo smalto fisico della giovinezza, resta sempre un autorevole punto di riferimento per i compagni). I francesi non osano e pensano prudentemente a controllare, affidandosi anche al mestiere dei loro avanti.</p>
<p>Il Benetton tiene basso il ritmo con la complicità del campo pesante, <strong>Garcia</strong> e <strong>Sgarbi</strong> sono ermetici in difesa contro le stelle Marty e Mermoz, <strong>Emiliano Mulieri</strong> si rivela ancora una volte come un uomo per<br />
tutte le stagioni affidabilissimo (con Williams in panchina). Nella ripresa, quando ci si aspetta la reazione dei catalani, sono ancora i trevigiani ad occupare il campo avversario anche con un uso appropriato del piede di Goosen e <strong>McLean</strong>.</p>
<p>Il Perpignan accorcia al 14&#8242; (6-3), Treviso ristabilisce il distacco sei minuti più tardi (9-3) e poi finisce in apnea per la stanchezza nonostante i cambi (applausi al momento della sostituzione soprattutto per il sorprendente <strong>Michele Rizzo</strong>).  Nell&#8217;ultimo quarto di partita è soprattutto un enorme cuore che sostiene Goosen e compagni, che ritrovano anche il calore dei loro tifosi.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/docs/Image/02%20Luciano%20Benetton.jpg" alt="" width="280" />Positiva la prova di &#8220;Mozzarella&#8221; <strong>Semenzato</strong> di fronte allo staff tecnico azzurro in tribuna. Da monumento il sacrificio degli avanti, <strong>Kingi</strong> e <strong>Van Zyl</strong> (nella foto in alto la sua presa in touche) su tutti. <em>“Il miglior giocatore della partita è stata l&#8217;intera mischia”</em>, hanno sottolineato all&#8217;unisono Smith e capitan Pavanello. I francesi trovano la meta a 8&#8242; dalla fine, ma la trasformazione di Porical per il sorpasso fa la barba all&#8217;esterno del palo.</p>
<p>Ancora brividi prima del fischio finale dell&#8217;arbitro inglese <strong>Dave Pearson</strong>, quello che negò all&#8217;Italia il successo a Dublino nel Sei Nazioni 2005 (ha sostituito all&#8217;ultimo minuto Small, dirottato a Llanelli). Il tempo è scaduto e Semenzato calcia fuori l&#8217;ovale per chiudere il match, ma la palla colpisce in faccia Sgarbi e il rimpallo incredibilmente favorisce il contrattacco dei francesi. Per fortuna c&#8217;è un in-avanti che fa tirare un sospiro di sollievo a tutto il pubblico di Monigo.</p>
<p>Anche <strong>Luciano Benetton</strong> viene compreso nel cerchio dei giocatori, quando i trevigiani si radunano sul campo ad impresa raggiunta, mentre il tecnico giallorosso <strong>Jacques Brunel</strong> vaga sconsolato a bordo del terreno: il Perpignan voleva una Heineken Cup di alto livello ma con la loro supponenza, perdendo a Treviso, i francesi vedono già allontanarsi la qualificazione.</p>
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