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	<title>Rugbypeople &#187; Franco Smith</title>
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		<title>Verso il Benetton 2012-13, reparto per reparto. Mediana, anno della verità (anche in chiave azzurra)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 14:19:17 +0000</pubDate>
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Pochi ritocchi in casa Benetton per quanto riguarda il reparto della mediana, che ha visto un solo sostanziale avvicendamento con l’ingaggio del giovane australiano James Ambrosini (foto sotto) quale vice-Burton nel ruolo di numero 10, al posto di Willem De Waal. Il sudafricano aveva fatto intravedere notevoli qualità nella sua prima stagione in biancoverde, soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.bloomberg.com/image/ijgSBk5IyHqU.jpg" alt="" width="430" /></p>
<p>Pochi ritocchi in casa <strong>Benetton</strong> per quanto riguarda il reparto della mediana, che ha visto un solo sostanziale avvicendamento con l’ingaggio del giovane australiano <strong>James Ambrosini</strong> (<em>foto sotto</em>) quale vice-Burton nel ruolo di numero 10, al posto di <strong>Willem De Waal</strong>. Il sudafricano aveva fatto intravedere notevoli qualità nella sua prima stagione in biancoverde, soprattutto per potenza e precisione al piede, ma l’anno scorso si è del tutto smarrito, soffrendo lo scarso minutaggio in parte obbligato dalle regole Fir su uso e ruoli degli stranieri.</p>
<p>Ambrosini è un’atleta tutto da scoprire. Lo staff trevigiano chiede di dare al ventunenne James il tempo per crescere e maturare, libero da pressioni; da vedere se la <strong>Nazionale</strong> rispetterà questa esigenza o se, come successo con altri giocatori, l’australiano sarà subito provato sugli scenari internazionali (con il rischio di “bruciare” il ragazzo). La filosofia munariana è sempre stata invece molto prudente sui giovani: <strong>Mauro Bergamasco</strong> fu fatto debuttare da titolare da <strong>Georges Coste</strong> in Nazionale prima di ancora di trova un posto stabile nella prima squadra nel <strong>Petrarca</strong>. In altre realtà l’apertura anche inesperta viene buttata in campo come i lapponi buttavano i bambini neonati nella neve: se sopravvive è adatto, sennò amen. Così abbiamo visto all’opera quest’anno aperture di 19 anni come <strong>Matthew Morgan</strong> degli <strong>Ospreys</strong> (un suo calcio a tempo scaduto è valso il pari ai gallesi a Monigo) e <strong>Harry Leonard</strong> dell&#8217;<strong>Edinburgh</strong>, o di 22 anni come <strong>Ian Madigan</strong> del <strong>Leinster</strong>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.uqsport.com.au/images/scholarships/2012/JamesAmbrosini.jpg" alt="" width="113" height="251" />Il numero 10 titolare del Benetton resta <strong>Kris Burton</strong>. Ha ancora qualche limite, soprattutto in difesa, ma di è molto cresciuto da quando è arrivato a Treviso. In attesa della maturazione di Ambrosini l’alternativa principale all’apertura è <strong>Toby Botes</strong>, appoggiando così anche il progetto azzurro di Brunel. Botes e Burton peraltro si dividono la responsabilità nei piazzati (a meno che non cominci a calciare <strong>Tommy Benvenuti</strong>, al quale il piede buono non manca). Ma Franco Smith ha inoltre l’opzione McLean, mentre non è escluso – ma poco probabile – che anche a Iannone e Morisi prima o poi venga offerta l’occasione per dimostrarsi all’altezza in posizione di regia. E’ un dato di fatto che i giocatori che in Italia emergono come apertura nelle categorie giovanili non si rivelano poi in grado di sostenere ritmi e pressione del rugby internazionale “adulto”. Si pensi a Marcato e Bocchino.</p>
<p>Quanto ai mediani di mischia, il Benetton può contare su Botes come primissima scelta (il sudafricano è però oggi alle prese con la doppia operazione). Sarà la stagione della verità per <strong>&#8220;Ugo&#8221; Gori</strong>, che la fiducia dello staff biancoverde l’ha sempre avuta ma che nel suo primo anno trevigiano era stato limitato da un infortunio e nello scorso aveva cominciato la preparazione con il club in ritardo, essendo impegnato nei Mondiali.</p>
<p>Il toscano è sbocciato a primavera con una serie di ottime prestazioni, dimostrando di avere talento e personalità da vendere (anche giocando all’ala, come può fare lo stesso Botes). Di certo Gori avrà ampio minutaggio nella prossima stagione. Le combinazioni di mediana più gettonate dovrebbero dunque essere Burton-Botes, Burton-Gori, Botes-Gori. Presumibilmente ci sarà meno spazio per <strong>Fabio Semenzato</strong>, mentre hanno un passato come mediani di mischia sia Toniolatti che La Grange e quindi dovrebbe essere finito il tempo delle “invenzioni” durante i periodi di emergenza per gli impegni della Nazionale. Treviso infine non ha ancora deciso sul rinnovo di Di Bernardo. Vero che ha giocato poco, ma la sua esperienza potrebbe pur sempre tornare utile.</p>
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		<title>Verso il Benetton 2012-13, reparto per reparto. Trequarti solidi e imprevedibili, la sfida per Smith</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:06:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quello della terza stagione di Pro12 sarà un Benetton tecnicamente più attrezzato, con una rosa più ampia e con più opzioni a disposizione di Franco Smith (anche nei periodi, sempre difficili, dei test-match di novembre).
Un Benetton probabilmente più giovane se arriveranno, oltre a James Ambrosini, anche i vari giocatori che piacciono a Treviso e ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.aironirugby.eu/public/images/6201.jpg" alt="" width="250" />Quello della terza stagione di <strong>Pro12</strong> sarà un <strong>Benetton</strong> tecnicamente più attrezzato, con una rosa più ampia e con più opzioni a disposizione di <strong>Franco Smith</strong> (anche nei periodi, sempre difficili, dei test-match di novembre).</p>
<p>Un Benetton probabilmente più giovane se arriveranno, oltre a <strong>James Ambrosini</strong>, anche i vari giocatori che piacciono a Treviso e ai quali piace Treviso, come Morisi, Campagnaro, Fuser ed Esposito. Anche un po’ più veneto, grazie all’ingaggio di questi ultimi tre e del pilone sandonatese <strong>Alberto De Marchi</strong>: è vero che il Benetton non ha mai contrattualizzato sinergie con i club vicini, ma di fatto gode di buone relazioni almeno con Petrarca e Mogliano ed il suo pubblico attrae spettatori da tutta la regione.</p>
<p>Cosa riserverà la prossima stagione ai tifosi di <strong>Monigo</strong>? Difficile che il Benetton possa fare un salto simile al <strong>Glasgow</strong>, passato nel giro di una stagione dal penultimo posto ai playoff. I biancoverdi oggi non sembrano ancora pronti a reggere tutte le pressioni di una stagione fra Pro12, Heineken Cup e Nazionale, obiettivo per il quale è fondamentale la gestione della rosa. Possibile che il Benetton possa collocarsi in una posizione di classifica più gratificante, levandosi magari qualche soddisfazione importante. E soprattutto cominciando a costruire l&#8217;ossatura della squadra del futuro.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.espnscrum.com/PICTURES/CMS/20700/20745.jpg" alt="" width="200" />Proviamo ad analizzare nei prossimi giorni la squadra del 2012-2013 reparto per reparto. Cominciamo dal settore dei <strong>trequarti</strong>. E’ quello che più è stato ritoccato. Due nuovi arrivi stranieri di qualità, <strong>Christian Loamanu</strong> e <strong>Doppies La Grange </strong><em>(foto)</em>. Il primo è un rifinitore, non nel senso che giochi “di fino” ma nel senso che possiede le doti fisiche per rompere il placcaggio e per trovare facilmente la meta. Da tempo si bisbiglia a Treviso che <strong>Brendan Williams</strong> potrebbe smettere, ma è una voce che circola puntualmente alla fine di ogni campionato.</p>
<p>Con l’arrivo di Loamanu Treviso si è comunque cautelata per quanto riguarda il capitolo “estremo che contrattacca”. Per le situazioni più prudenti c’è sempre McLean (e il suo buon piede). Un buon attaccante è anche <strong>Giulio Toniolatti </strong><em>(foto in alto)</em>: un salto di qualità rispetto a <strong>Benjamin De Jager</strong> e <strong>Michele Sepe</strong>, la cui avventura in biancoverde sembra ormai conclusa. Se <strong>Ludovico Nitoglia</strong> si è affermato come un interprete affidabile nel triangolo arretrato, c&#8217;è l&#8217;alternativa di <strong>Tommaso Iannone</strong> e resta il fatto che possono sempre giocare ala Benvenuti, Botes e pure Gori.</p>
<p>La Grange è un centro solidissimo soprattutto in copertura e per di più parla la stessa lingua dello staff tecnico. Può giocare primo e secondo centro (e anche mediano di mischia). Diventerà un punto di riferimento nei meccanismi difensivi della squadra. <em>«Ci saranno situazioni in cui avremo bisogno dell&#8217;esplosività di Loamanu, altre in cui sarà utile un &#8220;fratello maggiore&#8221; come La Grange per guidare con sicurezza il reparto»</em>, commenta il dg <strong>Vittorio Munari</strong>. Nel midfield c’è ampia scelta di combinazioni fra Sgarbi, Benvenuti, La Grange, Iannone. E’ poco probabile che <strong>Gonzalo Garcia</strong> (4 partite quest&#8217;anno, una sola da titolare) ed <strong>Ezio Galon</strong> (comunque 13 partite di Pro 12, 11 nel XV di partenza ) verranno rimpianti. Anche <strong>Andrea Pratichetti</strong>, classe 1988, ha fatto vedere buone doti nelle occasioni in cui è stato schierato (5 gare di Pro 12, 2 di Heineken Cup), mentre <strong>Luca Morisi </strong>già da permit player ha dimostrato fisico e maturità. Il milanese, con doti tecniche già ampie, ha comunque ancora grandissimi margini di miglioramento.</p>
<p>Si dice un gran bene del talento di <strong>Angelo Esposito</strong> e soprattutto di <strong>Michele Campagnaro</strong>. Se effettivamente arriveranno, dovranno lavorare duro per trovare spazio. Un reparto arretrato, dunque, che è stato di certo arricchito. Con tanta abbondanza di uomini, toccherà a Smith far quadrare il cerchio e rinnovare il repertorio degli schemi offensivi.</p>
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		<title>Bilancio biancoverde. Le cene pagate da Smith e il futuro di un Benetton più &#8220;avventuriero&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 21:49:40 +0000</pubDate>
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Stessa decima posizione, ma 2 punti e 2 vittorie in meno rispetto alla stagione di esordio. L’annata del Benetton si conclude con un saldo negativo nella classifica di Pro12, ma con un bottino più cospicuo nel bilancio complessivo: grazie alle imprese di Heineken Cup (una vittoria e un pari rispetto alle 6 sconfitte del 2010-2011) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/veneti-benetton.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1341" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="veneti benetton" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/veneti-benetton.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Stessa decima posizione, ma 2 punti e 2 vittorie in meno rispetto alla stagione di esordio. L’annata del <strong>Benetton</strong> si conclude con un saldo negativo nella classifica di <strong>Pro12</strong>, ma con un bottino più cospicuo nel bilancio complessivo: grazie alle imprese di <strong>Heineken Cup</strong> (una vittoria e un pari rispetto alle 6 sconfitte del 2010-2011) i biancoverdi chiudono con quotazioni in salita sullo scenario europeo. Che sarebbe stato un torneo ancora più difficile era stato preventivato. E’ stata soprattutto una stagione diversa, in cui Treviso ha imparato a vincere fuori dall’Italia, ha avviato un serio ricambio generazionale, è passata dai fondamentali del gioco ad un più consapevole uso del pallone anche in campo aperto (dal rugby “conservativo” a quello “espansivo”, si direbbe con termini oggi di moda).</p>
<p>In chiusura di annata <strong>Franco Smith</strong> (<em>foto sotto</em>) pesa le molte difficoltà dell’annata e combina la soddisfazione con il suo inattaccabile ottimismo. <em>«Era una stagione molto complicata da programmare, vista la concomitanza dei Mondiali. Ci siamo ritrovati addirittura con 23 giocatori contati contro gli Scarlets, dovendo schierare </em><em>Vidal</em><em> in seconda linea… Non c’era mai continuità nel gruppo che si allenava. Alla fine della stagione ci siamo ritrovati con un problema di stanchezza, soprattutto mentale: impossibile mantenere la giusta tensione per le 36 partite affrontate dagli azzurri. Ma è stata una stagione positiva. Siamo cresciuti fisicamente e, oltre a reggere intensità e ritmo, siamo più agili e veloci. Ci sono giocatori che attraverso il lavoro sono maturati tantissimo, come </em><strong>Minto </strong>(nella foto in alto, il terzo da sinistra)<em> e </em><em>Iannone</em><em>. Doveva essere l&#8217;anno del gioco e abbiamo segnato 41 mete in Pro12, 12 in più dell’anno scorso, un numero degno delle squadre di vertice. La nostra difesa è più adattabile, nelle mete subite contano ancora molto gli errori individuali»</em>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www4.pictures.zimbio.com/gi/Benetton+Treviso+v+Aironi+Rugby+RaboDirect+peX1xW9Bx3Sl.jpg" alt="" width="200" />Sono mancate, sul fronte “celtico”, le vittorie casalinghe che avevano esaltato il pubblico di <strong>Monigo</strong> nel torneo di esordio. <em>«Non siamo cambiati noi, è invece cambiato l’atteggiamento dei nostri avversari. Svanito l’effetto sorpresa, anche le big schieravano a Treviso la formazione migliore»</em>.</p>
<p>Mentre la mischia chiusa ha retto il confronto anche contro gli avversari più quotati (grazie anche al pieno recupero di <strong>Michele</strong> <strong>Rizzo</strong>), il Benetton è sembrato un po’ meno dominante nella touche. Smith contesta l’impressione, raccontando la scommessa fatta con i suoi giocatori. <em>«La nostra rimessa laterale resta una delle migliori, o forse la migliore del Pro12. Con i ragazzi siamo d’accordo che pago la cena agli avanti se vinciamo tutte le touche di una partita. Ne ho saldate tre, e non è che quelli mangino poco. Quanto ai trequarti, la scommessa è cena pagata in ogni partita in cui segnano da prima fase. E’ successo una volta, contro i Dragons»</em>.</p>
<p>Come sarà il Benetton versione 2012-13? Una squadra che dovrà sapere osare di più, secondo <strong>Vittorio Munari</strong>. <em>«Abbiamo raggiunto un buon standard nel gioco strutturato, ora bisogna aggiungere una componente  di imprevedibilità offensiva che finora era offerta solo da <strong>Williams</strong>»</em>, spiega il dg biancoverde,<em> «<strong>Loamanu</strong> e <strong>Budd</strong> sono portatori di palla capaci di esplorare gli spazi, il loro inserimento negli schemi sarà una sfida anche per lo staff, un modo per alzare l’asticella. Aumenteremo lo spirito avventuriero nel nostro gioco, ci sarà da divertirsi».</em></p>
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		<title>Al Benetton Christian Loamanu, mentre si allontana Campagnaro (la Fir lo manda in Francia?)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 21:47:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Benetton 2012-2013 comincia a prendere forma. C&#8217;è una novità di rilievo che riguarda i trequarti e che si chiama Christian Loamanu (foto): ala-centro-estremo in arrivo dal Toulon, di origine tongane e con notevoli doti fisiche (1,88 per 110 chili). Non è ancora ufficiale per il club biancoverde, ma il giocatore è intanto già stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.rctoulon.com/files/photos_joueurs/LOAMANU_site2.jpg" alt="" width="280" height="210" />Il <strong>Benetton</strong> 2012-2013 comincia a prendere forma. C&#8217;è una novità di rilievo che riguarda i trequarti e che si chiama <strong>Christian Loamanu </strong>(<em>foto</em>): ala-centro-estremo in arrivo dal <strong>Toulon</strong>, di origine tongane e con notevoli doti fisiche (1,88 per 110 chili). Non è ancora ufficiale per il club biancoverde, ma il giocatore è intanto già stato a Treviso a cercare casa per sé e la famiglia. Il dg Vittorio Munari l&#8217;ha scippato al Lyon, dove sembrava che il trequarti avrebbe finito per accasarsi.</p>
<p>Loamanu si è trasferito a 15 anni in <strong>Giappone</strong>, dove ha giocato per il <strong>Toshiba</strong> e per la Nazionale del Sol Levante. Ma dopo un caso di positività al doping, per cannabis, la JRFU lo ha bandito dalla rappresentativa nipponica. Un motivo in più a favore dell&#8217;interesse di Treviso: Loamanu sarà dunque a disposizione di Franco Smith per l&#8217;intera stagione, anche durante le &#8220;finestre&#8221; di rugby internazionale.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo del possente tongan-giapponese il Benetton punta ad ampliare l&#8217;imprevedibilità offensiva dei trequarti, ora affidata al solo <strong>Brendan Williams</strong>. Sempre in ottica di aumentare le opzioni di attacco, il club cerca un flanker con caratteristiche di ball-carrier. Bloccati i trasferimenti degli italiani in attesa che la Fir risolva il nodo-Viadana, il mercato biancoverde è oggi giocoforza concentrato sugli stranieri. Sembra allontanarsi intanto l&#8217;arrivo di <strong>Michele Campagnaro</strong>, giovane talento del <strong>Mirano</strong>. Ci sarebbe un progetto della Fir per portare l&#8217;azzurrino a far esperienza in Francia, grazie anche all&#8217;intermediazione di <strong>Bertrand Fourcade</strong>, ex tecnico dell&#8217;Italia e consulente della società veneziana.</p>
<p><em>Più sotto è sempre attivo il sondaggio sul miglior biancoverde della stagione, se avete voglia di votare.</em></p>
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		<title>Benetton, nuovo harakiri nonostante un superbo Gori. Glasgow passa a Monigo con un meta nel finale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 19:19:13 +0000</pubDate>
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Stesso &#8211; o quasi &#8211; copione visto contro l&#8217;Ulster: il Benetton domina per lunghi tratti della partita ma si ritrova nel finale con uno striminzito vantaggio, poi subisce la meta decisiva ad una manciata di minuti dalla fine. Un suicidio tattico, ma anche la dimostrazione dei limiti della panchina biancoverde rispetto agli avversari di Pro12. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/cerchio-Benetton.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1286" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="cerchio Benetton" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/cerchio-Benetton.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Stesso &#8211; o quasi &#8211; copione visto contro l&#8217;Ulster: il <strong>Benetton</strong> domina per lunghi tratti della partita ma si ritrova nel finale con uno striminzito vantaggio, poi subisce la meta decisiva ad una manciata di minuti dalla fine. Un suicidio tattico, ma anche la dimostrazione dei limiti della panchina biancoverde rispetto agli avversari di Pro12. E la sconfitta contro <strong>Glasgow</strong> ha pure uno strascico pesante sul fronte degli infortuni. <strong>Manoa Vosawai</strong> ha subito la lussazione della spalla sinistra (stesso problema, precedentemente in questa stagione, sulla sinistra &#8211; <em>sotto un&#8217;immagine delle impressionanti condizioni della spalla all&#8217;uscita dal campo</em>), <strong>Antonio Pavanello</strong> una distorsione della caviglia sulla quale però lo staff medico dovrà fare i dovuti accertamenti. Pessima notizia anche per la Nazionale, visto che <strong>Jacques Brunel</strong> rischia di perdere altre due pedine per il tour estivo, oltre ai già fermi Derbyshire, Ghiraldini e Botes.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/infortunio-vosawai.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1288" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="infortunio vosawai" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/infortunio-vosawai.jpg" alt="" width="226" height="266" /></a></p>
<p>Treviso ha sprecato tantissimo, sbagliando anche touche importanti nei momenti topici. <em>«Siamo stati, senza segnare, per otto </em><em>volte dentro i loro 5 metri»</em>, si rammaricava alla fine <strong>Franco Smith</strong>. Aveva fatto ben sperare la bella meta in avvio firmata da &#8220;Dingo&#8221; Williams, ma ispirata da un brillante spunto di <strong>Tommaso Iannone</strong>.</p>
<p>Gli scozzesi erano riusciti a sorpassare con due piazzati, ottenendo il massimo nelle rare puntate nella metà campo trevigiana. Al minuto numero 71 finalmente il Benetton vinceva una rimessa, impostava la maul e otteneva il calcio di punizione a favore, trasformato da Kris Burton per l&#8217;8-6.</p>
<p>Nel finale scandalosa decisione arbitrale a favore di Glasgow, per il piazzato di <strong>Ruaridh Jackson</strong> che però si stampava sul palo. Ma la doccia fredda arrivava con la meta di <strong>D.T.H. Van Der Merwe</strong>, il sudafricano apprezzato all&#8217;ultima World Cup con la maglia del <strong>Canada</strong>.</p>
<p>Pochi dubbi sul man of the match, poichè <strong>Edoardo Gori</strong> è stato certamente il migliore in campo (menzioni per Minto, Iannone e Cittadini). Il ragazzo toscano, che pure può ancora crescere molto sul piano della gestione, sta emergendo per talento atletico e per personalità. Ha pure sfidato a boxe <strong>Alastair Kellock</strong>, 2 metri e 4 per 110 chili. <em>«In questo finale di stagione mi sento finalmente a posto fisicamente, anche grazie al lavoro assieme ai preparatori Intoppa e Benvenuto»</em>, ha commentato il mediano di mischia, <em>«sto giocando di più e questo mi dà fiducia, partita dopo partita mi sento sempre più sicuro»</em>.</p>
<p>La sfida Gori-Kellock è stata fermata da un doppio cartellino giallo. <em>«Stavo recuperando un pallone e mi ha pestato volontariamente un braccio, mi sono così lasciato prendere dalla rabbia: reazione sbagliata, è stato un errore mio»</em>, ha spiegato Gori. Il Glasgow in ogni caso è sembrata squadra brutale fino ai limiti del regolamento. Visti almeno un paio di clamorosi stamping (<strong>Barclay</strong> sopra <strong>Cittadini</strong>, Kellock sopra Burton) e qualche malumore è affiorato anche nell&#8217;ambiente del Benetton, stufo di non ricevere adeguata tutela rispetto alle squadre britanniche. Il club biancoverde, che in queste due stagioni non ha mai citato gli avversari, potrebbe questa volta rivolgersi all&#8217;istituzione giudicante.</p>
<p><em>Nella foto in alto, il cerchio del Benetton saluta alla fine del match Simon Picone, all&#8217;ultima partita a Monigo in maglia biancoverde.</em></p>
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		<title>Beffa Ulster, Benetton ancora a secco. E Franco Smith racconta Ruan Pienaar</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 18:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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Il Benetton aveva una gran fame. Con tre mesi di sconfitte alle spalle, Antonio Pavanello e compagni scendevano in campo contro l&#8217;Ulster carichi come molle, puntuali e feroci nei placcaggi, spericolati (talora pure troppo) con la palla in mano. Sembrava fatta quando lo score era 23-13 ed erano solo 11 i minuti rimasti sul cronometro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/197/IMG_6010.jpg&amp;c=90" alt="" width="430" /></p>
<p>Il <strong>Benetton</strong> aveva una gran fame. Con tre mesi di sconfitte alle spalle, <strong>Antonio Pavanello</strong> e compagni scendevano in campo contro l&#8217;<strong>Ulster</strong> carichi come molle, puntuali e feroci nei placcaggi, spericolati (talora pure troppo) con la palla in mano. Sembrava fatta quando lo score era 23-13 ed erano solo 11 i minuti rimasti sul cronometro. Finale incredibile: 23-27. <em>«Abbiamo giocato una partita quasi perfetta, ci siamo imposti fisicamente, nelle collisioni la sconfitta che ci pesa come nessun altra»</em>, commentava sconsolato il capitano, <em>«per questo la sconfitta ci pesa come nessun altra di questa stagione»</em>.</p>
<p>Decisiva la gestione degli ultimissimi minuti di gioco, ma forse ancor più le occasioni sprecate nel corso della partita. A fronte del notevole volume di gioco prodotto e di un predominio netto nelle fonti di gioco i trevigiani hanno raccolto troppo poco in termini di punti.</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/197/IMG_5964.jpg&amp;c=90" alt="" width="210" /></p>
<p>Peccato davvero per un Benetton tornato al suo smalto migliore con il recupero dei nazionali e soprattutto grazie ad una mediana <strong>Burton-Gori</strong> ispiratissima, quasi maturata dall’esperienza azzurra. L&#8217;australiano, che pure ha sulle spalle la meta di Henry nel primo tempo, ha firmato da difficile posizione il drop del vantaggio a inizio ripresa e orchestrato bene il gioco con i calci tattici. Il Gori vivace di sabato lascia più tranquillo Smith dopo la perdita di <strong>Toby Botes</strong>. Il sudafricano ha un gomito in disordine e visto che la sua stagione è finita lo staff medico trevigiano sta valutando di accellerare i tempi anche per l’operazione alla spalla (ma serviva proprio rischiarlo contro la Scozia?).</p>
<p>Bene anche <strong>Manoa Vosawai </strong>(foto in alto, da <a href="http://www.benettonrugby.it" target="_blank">benettonrugby.it</a>), che impiegato come uomo-proiettile ha severamente impegnato gli irlandesi nel placcaggio, ed un sempre più maturo <strong>Tommaso Iannone</strong>. L&#8217;immagine più bella della giornata è il passaggio dietro la schiena di <strong>Diego Vidal</strong>, che propizia la meta di Di Bernardo illudendo i biancoverdi. L’Ulster ha tenuto duro con il suo mestiere e con il talento fuori concorso dello Springbok <strong>Ruan Pienaar</strong>, capace di calciare fra i pali anche abbondantemente oltre la metà campo e di guidare la rimonta dei suoi.</p>
<p><em><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://images.supersport.com/Ruan-Pienaar-WithSteyn-110708G300.jpg" alt="" width="180" height="180" />«Conosco Ruan da quando era bambino»</em>, ha raccontato <strong>Franco Smith</strong> (entrambi sono di Bloemfontain), <em>«ho avuto modo di giocare all&#8217;inizio della mia carriera con suo padre <strong>Gysie Pienaar</strong>, che è stato un grande estremo degli Springboks e anche vice-allenatore del Sud Africa. Ruan ha ricevuto i buoni insegnamenti di Gysie e fin da piccolo si è allenato molto a calciare. Sapete, dalle nostre parti non ci sono molti altri passatempi, oltre al rugby&#8230;  E Pienaar, <strong>Mornè Steyn</strong> e mio fratello erano sempre insieme da ragazzi» </em>(Nella foto Pienaar e Steyn in maglia Springboks)<em>.</em></p>
<p>Il Benetton aveva rischiato di smarrirsi nei recenti appuntamenti dopo le buone prove di <strong>Heineken Cup</strong> (in particolare nella sfidapersa di un soffio con i Saracens che rappresenta forse l’acme della stagione). Colpa della impossibile coabitazione di <strong>Pro12</strong> e <strong>Sei Nazioni</strong> per una squadra che dà alla rappresentativa del proprio paese un numero di atleti senza pari in qualsiasi altro scenario professionistico. Se l’ultimo successo resta quello della vigilia di Capodanno sugli Aironi, di certo contro l&#8217;Ulster Treviso ha dimostrato nuovamente di essere in grado di esprimere bel gioco e di lottare alla pari con gli avversari della parte alta della classifica.</p>
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		<title>Benetton e Smith insieme fino al 2014. Parte dal tecnico sudafricano il nuovo progetto di Treviso</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 03:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benetton e Franco Smith insieme fino al 2014. La notizia della firma di un contratto biennale arriva da un quotidiano sudafricano solitamente ben informato sugli affari dei rugbisti della zona di Bloemfontein, anche se non viene confermata dal tecnico e dalla società, i quali probabilmente attendono l’imprimatur della Fir prima di dare ufficialità all’accordo (secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www2.pictures.zimbio.com/gi/Franco+Smith+Aironi+Rugby+v+Benetton+Treviso+1EsE2hFPC1tl.jpg" alt="" width="202" height="285" />Benetton</strong> e <strong>Franco Smith</strong> insieme fino al 2014. La notizia della firma di un contratto biennale arriva da un quotidiano sudafricano solitamente ben informato sugli affari dei rugbisti della zona di Bloemfontein, anche se non viene confermata dal tecnico e dalla società, i quali probabilmente attendono l’imprimatur della <strong>Fir</strong> prima di dare ufficialità all’accordo (secondo il famigerato capitolato sulla partecipazione alla Celtic League, alla Federazione spetta l’ultima parola sugli staff tecnici delle due franchigie).</p>
<p>L’allenatore che ha traghettato il Benetton dal Super 10 nostrano agli scenari europei rimane dunque a Treviso per allungare un ciclo che dura già da un lustro e che giungerà infine a sette anni. Per Franco Smith un mandato praticamente da Presidente della Repubblica. Il paragone sarà pure irriverente, ma di certo al tecnico sudafricano va ascritta una buona parte di merito nella crescita del club negli ultimi anni.</p>
<p>Smith godeva di buone quotazioni di mercato in Sud Africa. Il suo nome era girato addirittura fra i possibili candidati al posto di allenatore dei trequarti degli <strong>Springboks</strong> dopo la nomina a head coach di <strong>Heyneke Meyer</strong>. Ma il tecnico aveva soprattutto una concreta offerta dai <strong>Bulls</strong> (orfani dello stesso Meyer) e l’interessamento di <strong>Cheetahs</strong>, Griquas, Southern Kings. Anche importanti club di <strong>Pro12</strong> si erano fatti avanti per offrire un posto nel loro staff. <em>«A Treviso c’è ancora molto lavoro da fare»</em>, aveva dichiarato nei mesi scorsi Smith, <em>«prima di intraprendere nuovi progetti, mi piacerebbe condurre a compimento quello cominciato qui. Con il Benetton vorrei raggiungere un risultato concreto, come i playoff di Pro12 o Heineken Cup».</em></p>
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		<title>Munster, ovvero l&#8217;arte della ruck. Zebo e O&#8217;Mahony astri nascenti, il Benetton viene dominato</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 22:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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Contro il Benetton il Munster dà lezione, anzi diverse lezioni: gli irlandesi sono più atletici, più organizzati, più lucidi, soprattutto più “cattivi” e “ignoranti” nel significato decisivo che questi due aggettivi assumono sopra un campo da rugby. Emblematica la determinazione degli irlandesi nei punti di incontro. Controruck, palle rubate o quanto meno sempre rallentate: una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.munsterrugby.ie/images/gallery/inpho_00566313.jpg" alt="" width="430" /></p>
<p>Contro il Benetton il <strong>Munster</strong> dà lezione, anzi diverse lezioni: gli irlandesi sono più atletici, più organizzati, più lucidi, soprattutto più “cattivi” e “ignoranti” nel significato decisivo che questi due aggettivi assumono sopra un campo da rugby. Emblematica la determinazione degli irlandesi nei punti di incontro. Controruck, palle rubate o quanto meno sempre rallentate: una “fame” dalla quale il Benetton viene completamente irretito. Una terza linea come <strong>Peter O’Mahony</strong> è il degno erede di <strong>Alan Quinlan </strong>e<strong> David Wallace</strong>, in compagnia dei più esperti O&#8217;Driscoll e Coughlan in una specie di scuola sui raggruppamenti. Docente, anzi preside <strong>Paul O’Connell</strong>. E&#8217; con questi  animali del pacchetto che il Munster è diventata una delle squadre più vincenti in Europa (nella foto un&#8217;immagine del match di andata, ma la prima è la stessa di sabato con Botha, Varley, Du Preez: loro non hanno il problema di non poter mettere due stranieri in prima linea&#8230;).</p>
<p>Ha avuto ragione il pubblico di <strong>Monigo</strong> prendendosela con <strong>Neil Hennessy</strong>, perché l’arbitro gallese ha fischiato male e nella prima mezz’ora sempre contro i bianconeri, lasciando correre sulle ruvidezze degli ospiti nei punti di incontro. Ma questa è l’arte della ruck, e quelli del Munster la sanno interpretare magistralmente, anche dal punto di vista della valutazione del metro arbitrale.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/02/sbaraglini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1195" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="sbaraglini" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/02/sbaraglini.jpg" alt="" width="269" height="319" /></a>E&#8217; il <strong>Benetton</strong> che compie un notevole passo indietro, lasciandosi sovrastare dal mestiere degli avversari come spesso accadeva nell’era pre-Celtic. La concomitanza con il Sei Nazioni, per i problemi di gestione della rosa, si conferma la fase più difficile della stagione per <strong>Franco Smith</strong>. Le due ultime sconfitte dicono come le seconde scelte non siano ancora in grado di garantire un rendimento costante in alternativa ai migliori. E le cervellotiche regole federali su stranieri e permit players sono un ulteriore ostacolo. Ma al di là di tutto è mancata questa volta la voglia di combattere, perlomeno per buona parte del primo tempo.</p>
<p>Il migliore fra i biancoverdi è stato, finchè in campo, un arrembante <strong>Franco Sbaraglini</strong>, capace di emergere per determinazione anche nel momento di massimo grigiore trevigiano (foto a fianco, di <a href="http://www.marcosartori.net" target="_blank">Marco Sartori</a> dal sito Benetton). Presente nei placcaggi Filippucci, mentre va sottolineata anche la crescita di Muccignat. E si è rivisto Semenzato, davvero opaco negli ultimi mesi. Ma perché il Benetton sia davvero pericoloso in attacco sono oggi ancora indispensabili la velocità e la creatività di Botes e Benvenuti. Fra gli irlandesi si fa apprezzare per la velocità <strong>Simon Zebo</strong>, astro nascente del rugby irlandese (ma con sangue francese e caraibico, e gambe da sprinter).</p>
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		<title>Benetton a Dublino, mentre entra nel vivo il mercato europeo. Zanni in bilico tra Parigi e Treviso</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre ben 15 giocatori biancoverdi servono la causa azzurra nel Sei Nazioni (a fianco il biglietto di uno storico incontro contro gli inglesi a Padova), quel che resta del Benetton affronta questa sera a Dublino la capolista Leinster nel quattordicesimo turno di Pro12.
Franco Smith  ha selezionato un XV giocoforza “sperimentale”. In cabina di regia Alberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/02/biglietto-inghilterra-italia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1178" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="biglietto inghilterra-italia" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/02/biglietto-inghilterra-italia.jpg" alt="" width="180" /></a>Mentre ben 15 giocatori biancoverdi servono la causa azzurra nel <strong>Sei Nazioni </strong>(a fianco il biglietto di uno storico incontro contro gli inglesi a Padova), quel che resta del <strong>Benetton</strong> affronta questa sera a <strong>Dublino</strong> la capolista <strong>Leinster</strong> nel quattordicesimo turno di <strong>Pro12</strong>.</p>
<p>Franco Smith  ha selezionato un XV giocoforza “sperimentale”. In cabina di regia <strong>Alberto Di Bernardo</strong>, all’esordio stagionale da titolare e sostituto in extremis di De Waal (vittima all&#8217;ultimo minuto di un attacco influenzale), farà coppia con il giovane <strong>Alberto Chillon</strong>, che è giunto in prestito dal <strong>Petrarca</strong> e che domenica prossima sarà di nuovo nelle file dei padovani per il turno di recupero di Eccellenza. In panchina atleti acciaccati come Iannone, Picone e Garcia, ma indispensabili per compilare almeno la distinta-gara di 23 giocatori. Out per infortunio Sepe, Vosawai, Sbaraglini.</p>
<p><em>«Ma capiamoci, questa non è la seconda squadra»</em>, spiega <strong>Franco Smith</strong>, <em>«la formazione che scende in campo a Dublino è molto simile a quella che nell’inizio di stagione ha colto i migliori risultati in trasferta. Non esistono nella mia testa giocatori che sono prime scelte e altri che sono sostituti,  ma sono i ragazzi che di volta in volta scendono in campo a dover dimostrare il loro valore»</em>.</p>
<p><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2727/4105984053_10e8559f52.jpg" alt="" width="232" height="350" />In queste settimane, intanto, entra nel vivo il mercato dei club europei. Per il Benetton la sfida è di riuscire a trattenere i suoi pezzi migliori, soprattutto quello che può essere considerato oggi il migliore giocatore italiano, &#8220;Ironman&#8221; <strong>Alessandro Zanni </strong>(nella foto di <a href="http://www.marcosartori.net" target="_blank">Marco Sartori</a>). Il flanker udinese piace da sempre al <strong>Perpignan</strong>, che però ha preso lo scozzese <strong>Alasdair Strokosch</strong> e ha abbandonato la pista <a href="http://www.rugby-transferts.com/top-14/racing-metro-92/0014912-un-italien-snobe-lusap-pour-rallier-le-racing.html" target="_blank">secondo i media francesi</a>. Resta in piedi un&#8217;interessante offerta del <strong>Racing Parigi</strong> (che tra l&#8217;altro ha appena divorziato da <strong>Sébastien Chabal</strong>) oppure l&#8217;alternativa della conferma a Treviso, con la dirigenza biancoverde che ha comunque formulato una proposta di ingaggio di tutto rilievo. Ad ottenere l&#8217;interesse di altri club europei sono anche <strong>Leonardo Ghiraldini</strong> e <strong>Lorenzo Cittadini</strong>, oltre a <strong>Robert Barbieri</strong> (piace ai <strong>Saracens</strong>)e <strong>Tommaso Benvenuti</strong> i quali tuttavia hanno un&#8217;altra stagione di contratto con il Benetton.</p>
<p>Sarà inevitabile qualche ritocco alla rosa, con giocatori che cominciano ad essere non più giovanissimi (Allori, Fernandez Rouyet, Galon) o che faticano a reggere il ritmo degli scenari internazionali (De Jager, Enrico Pavanello, Picone). Probabilmente si tratta dell&#8217;ultima stagione in biancoverde anche per <strong>Bian Vermaak </strong>e <strong>Willem De Waal</strong>.</p>
<p>Fra i giovani emergenti, salgono le quotazioni di Michele Campagnaro del Mirano, di cui in giro si dice un gran bene. Di fatto la querelle con la Fir, con le norme di partecipazione alla Pro12 che dovrebbero essere riscritte, limita i movimenti del Benetton sul mercato. Il club biancoverde attende anche di conoscere le liste dei cosiddetti &#8220;atleti di interesse nazionale&#8221;, dai quali dipende il contributo federale (<a href="http://www.federugby.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2636:comunicato-stampa-fir--consiglio-federale-a-bologna&amp;catid=25:news-dalla-fir&amp;Itemid=120" target="_blank">quelle del 2011</a>, ad esempio, non comprendevano Rizzo, Van Zyl e Pavanello, oggi in azzurro).</p>
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		<title>A proposito della squalifica di Franco Smith: punizioni &#8220;giuste&#8221;, regole discutibili e metodi segreti</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
		<category><![CDATA[Brendan Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Federugby]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[Kris Burton]]></category>
		<category><![CDATA[Ludovico Nitoglia]]></category>
		<category><![CDATA[Tobie Botes]]></category>
		<category><![CDATA[Willem De Waal]]></category>

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La squalifica comminata dalla Fir a Franco Smith per il caso Williams-Nitoglia è in un certo senso giusta. E&#8217; vero, infatti, che nel Benetton l&#8217;australiano gioca prevalentemente estremo, pur essendo schierato con la maglia numero 14, mentre Nitoglia è a tutti gli effetti un&#8217;ala. Il club trevigiano sostiene che nel rugby moderno i ruoli tendono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.ercrugby.com/images/news/franco_smith.jpg" alt="" width="430" /></p>
<p>La squalifica comminata dalla Fir a <strong>Franco Smith</strong> per il <strong>caso Williams-Nitoglia</strong> è in un certo senso giusta. E&#8217; vero, infatti, che nel <strong>Benetton</strong> l&#8217;australiano gioca prevalentemente estremo, pur essendo schierato con la maglia numero 14, mentre Nitoglia è a tutti gli effetti un&#8217;ala. Il club trevigiano sostiene che nel rugby moderno i ruoli tendono ad essere molto meno definiti, specificatamente fra i trequarti, e pure questo è vero. Ma se chiedessimo ad uno spettatore di Benetton-Saracens di indicarci chi &#8211; al di là dei numeri di maglia &#8211; ha giocato estremo fra i biancoverdi, la risposta sarebbe quasi sicuramente <strong>Brendan Williams</strong>, a giudicare dalla posizione tenuta in campo.</p>
<p>La squalifica sarebbe quindi la conseguenza del mancato rispetto, da parte di Treviso, della regola federale che impone di non far giocare più di uno straniero nei cinque &#8220;reparti&#8221; così intesi: prima, seconda e terza linea, numeri 9-10-15 e trequarti (numeri dall&#8217;11 al 14). Una norma se non sbagliata, perlomeno discutibile. E&#8217; quella varata all&#8217;inizio della stagione davvero una regola per il bene della Nazionale e del rugby italiano? Oppure è solo un modo &#8220;politico&#8221; per intralciare la crescita del Benetton, che l&#8217;anno scorso con <strong>De Waal</strong> all&#8217;apertura aveva un&#8217;ottima alternativa a <strong>Burton</strong>?</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSnH3KwxwV0Jv8eOsSDr0AOpic5Mfwan6hyZ1hmvbaEnG7tP-DV" alt="" width="200" />Oggi Treviso non ha scelta: o fa giocare Williams con il numero 14, oppure non potrebbe mai schierare l&#8217;australiano assieme a <strong>Botes</strong> mediano di mischia (e ovviamente tanto meno Williams, Botes e De Waal tutti insieme, con quest&#8217;ultimo condannato in questa stagione a vedere gran parte delle partite dalla tribuna). E&#8217; peraltro fuor di dubbio che Botes, già eleggibile dallo scorso settembre, possa essere utile alla Nazionale azzurra. Giureremmo anzi che <strong>Jacques Brunel</strong> se lo porterà via al prossimo tour.</p>
<p>C&#8217;è poi una questione di &#8220;modi&#8221;. La Fir non ha mai reso pubbliche le motivazioni della squalifica, ne&#8217; il provvedimento stesso. Ne&#8217; tantomeno ha mai reso noto il capitolato sulla Celtic League che è all&#8217;origine dello scontro fra il Benetton e la Fir. Tutta questa segretezza rende il compito particolarmente difficile alla stampa e agli appassionati che desiderassero farsi un&#8217;opinione su queste questioni.</p>
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