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La Celtic League dice no all’Italia. Chiesti sponsor e diritti tv, rimandato l’ingresso di Treviso e Viadana?
“Temo che qualcuno abbia dato agli italiani l’impressione che la questione sia già definita, ma in realtà c’è un processo di valutazione delegato a consulenze professionali e la dirigenza della Celtic League non ha neppure discusso ancora la questione”. La dichiarazione è di Gordon McKie (nella foto), sul quotidiano di Edinburgo “The Scotsman” della scorsa domenica. L’articolo porta la firma di Iain Morrison, ex flanker della Scozia; per leggerlo clicca qui.
Il presidente della Scottish Rugby Union mette in chiaro che l’ingresso di Treviso e Viadana non rientra nei piani immediati del management del torneo anglosassone, chiamato peraltro a decidere – puntualizza McKie – secondo il criterio dell’unanimità: improbabile che i dirigenti dei tre paesi trovino un immediato accordo. “Il coinvolgimento dell’Italia, con i suoi 60 milioni di abitanti, quadruplicherebbe l’attuale bacino commerciale del torneo”, ha spiegato il numero uno della Celtic League, David Jordan.
Ma scozzesi, gallesi ed irlandesi chiedono all’Italia sponsor di alta levatura e diritti televisivi per rilanciare la competizione (e il movimento azzurro non offre certo garanzia in tal senso), mentre attualmente l’ingresso delle nuove franchigie comporterebbe solo una crescita dei costi. E Viadana, un paesotto di 18mila abitanti, non offre certo alcun appeal commerciale oltre Manica. L’approdo in Celtic League dalla prossima stagione potrebbe dunque sfumare o essere rinviato per Aironi e Benetton Treviso, scelti dalla Fir a conclusione di un tortuoso iter. I dossier italiani verranno intanto vagliati dalla società di analisi finanziaria Deloitte per conto dell’organizzazione anglosassone.
Il caso Celtic entra nella fase calda, entro fine mese i verdetti del Coni e delle due commissioni Fir
Il caso Celtic League entra nella fase più calda. Entro la fine del mese, infatti, la Fir deve esprimersi sulla definitiva ufficializzazione delle due candidate italiane al torneo anglosassone, confermando il verdetto del consiglio federale dello scorso 18 luglio (a favore dei progetti Aironi Viadana e Praetorians Roma) oppure recuperando in extremis Treviso ed il Veneto.
La scorsa settimana i dossier delle quattro pretendenti sono stati valutati negli uffici romani dagli esperti della Deloitte, una delle più accreditate società di analisi finanziaria al mondo, mentre prosegue il lavoro delle due commissioni della Fir che devono esaminare entro il 30 settembre la conformità ai parametri richiesti per le due franchigie prescelte.
Quanto al ricorso del Benetton Treviso alla giudizia sportiva, il club biancoverde non ha ottenuto di poter visionare gli atti del consiglio della discordia, come richiesto, e discuterà la vicenda nell’udienza fissata per il 5 ottobre, presumibilmente dopo nuovi sviluppi (ed un nuovo consiglio federale nel weekend precedente).
Nel frattempo la Fir attende che il Coni, suo organo di controllo, si esprima sulla regolarità dell’iter che ha portato alla votazione. Giancarlo Dondi, che ha sostenuto Gianni Petrucci nella sua rielezione alla presidenza, dovrà ora giocare al meglio le sue carte sul fronte politico. Il presidente dell’Olimpic Roma, Paolo Abbondanza, si dice intanto sereno sull’esito delle verifiche: «Non ci sentiamo messi in discussione, abbiamo presentato una candidatura che è stata ritenuta valida dagli advisor della Fir e quindi l’assegnazione è del tutto regolare: l’esclusione di Roma non è neppure ipotizzabile».
Ieri il Benetton ha rescisso consensualmente il contratto con il flanker australiano Mark Gilbride (nella foto), ritrovatosi chiuso in una rosa di 41 giocatori ed in seguito all’arrivo dell’azzurro Zanni.