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	<title>Rugbypeople &#187; Celtic League</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Joe Maddock, dalla Premiership l&#8217;uomo nuovo del Benetton. &#8220;Porterò esperienza e velocità&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 15:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il grosso problema di Treviso nei confronti internazionali della scorsa stagione non sono stati l&#8217;intensità fisica degli avanti o l&#8217;organizzazione di gioco, quanto la velocità di ali ed estremi avversari: imprendibili giocatori come Chris Ashton e Ben Foden del Northampton o Paul Warwick del Munster. Sarà per questo che con il rinforzo biancoverde dal pedigree [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://i.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/01362/joe-maddock_1362416c.jpg" alt="" width="430" />Il grosso problema di <strong>Treviso</strong> nei confronti internazionali della scorsa stagione non sono stati l&#8217;intensità fisica degli avanti o l&#8217;organizzazione di gioco, quanto la velocità di ali ed estremi avversari: imprendibili giocatori come <strong>Chris Ashton</strong> e <strong>Ben Foden</strong> del <strong>Northampton</strong> o <strong>Paul Warwick</strong> del <strong>Munster</strong>. Sarà per questo che con il rinforzo biancoverde dal pedigree più prestigioso si punta proprio a coprire i limiti di “tachimetro” del triangolo arretrato.</p>
<p><strong>Joe Maddock</strong>, neozelandese con un passato nei <strong>Canterbury Crusaders</strong>, ha dimostrato il proprio valore con la maglia del <strong>Bath</strong> in sei anni di <strong>Premiership</strong> inglese, della quale è stato anche metaman nel 2008-2009 (foto sotto).<em> «Sono un giocatore veloce, anche se non quanto Williams e Botes»</em>, racconta di sé al termine di una mattina di test e lavoro in palestra a Monigo, <em>«a Bath ho segnato molto anche perchè praticavamo un gioco votato all&#8217;attacco, ma credo che la mia caratteristica migliore sia la capacità di leggere la difesa, l&#8217;intelligenza tattica. Sono stato molto fortunato ad avere grandi allenatori, da <strong>Robbie Deans</strong> a <strong>Wayne Smith</strong> e <strong>Steve Hansen</strong>, entrambi oggi nello staff degli All Blacks»</em>.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.bathrugby.com/images/news/MADDOCK-Top-Try-Scorer-Awar.jpg" alt="" width="294" height="199" />Classe 1978, sposato e con una figlia di 13 anni (un secondo baby è in arrivo e nascerà dunque proprio a Treviso), Maddock è dunque l&#8217;uomo che Treviso ha inseguito a lungo per far fare il salto di qualità al reparto arretrato. <em>«Sono cresciuto a <strong>Christchurch</strong> avendo come idolo <strong>Craig Green</strong>, che mi allenò quando ero nel Development Team di Canterbury, nel 1999</em><em>»</em>, spiega il trequarti dalle doti fisiche all&#8217;apparenza molto modeste (un metro e 76 per 84 chili), <em>«</em><em></em><em>poi siamo persi di vista ma ora so che tornerà in Italia per dirigere le accademie federali e sarà un grande piacere incontrarlo. Dopo le esperienze nei <strong>New Zealond Maori</strong> a vent&#8217;anni ho capito che il sogno di giocare negli All  Blacks, quel sogno che ogni ragazzino neozelandese fa quando comincia a giocare, non si sarebbe mai avverato. Ed allora ho scelto l&#8217;Europa, d&#8217;accordo anche con mia moglie: entrambi avevamo voglia di vedere un altro pezzo di mondo. D</em><em>opo sei stagioni molto belle a Bath ora era ormai tempo di cambiare. Treviso rappresenta non una ma molte sfide: lingua, cultura, ambiente nuovi. Spero di dare qualcosa in termini di esperienza per far crescere la squadra, attesa in Celtic League da avversari sempre impegnativi»</em>.</p>
<p>Il balzo dal campionato italiano alla Celtic League è notevole. Riuscirà il Benetton ad essere competitiva nel torneo?  <em>«Non credo che Treviso sia molto lontana dagli standard internazionali. Ricordo che nel <strong>2004</strong> il Bath, mentre io ero infortunato, giocò qui a Monigo in <strong>Heineken Cup</strong> e perse (29-23, ndr). Nella partita in Inghilterra ci prendemmo la rivincita, ma vincere a Treviso non è mai stato facile. Per essere competitivi dovremo di sicuro alzare il livello della nostra forma fisica, di modo da poter essere veloci e reattivi per tutti gli ottanta minuti. Con il tempo diventerà più facile avere il ritmo degli avversari, quindi credo che il miglior Benetton si vedrà nella seconda parte di stagione.<br />
</em></p>
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		<title>La decima finale di Vittorio Munari. &#8220;Uno scudetto al quale il Benetton tiene particolarmente&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 16:36:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per il rugby regionale giunge un&#8217;altra soddisfazione nell&#8217;anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l&#8217;emergente fischietto padovano Alan Falzone, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana Botes-McLean dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico Franco Smith [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://img183.imageshack.us/img183/1503/vittorio2io5.jpg" alt="" width="160" />Per il rugby regionale giunge un&#8217;altra soddisfazione nell&#8217;anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l&#8217;emergente fischietto padovano <strong>Alan Falzone</strong>, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana <strong>Botes-McLean</strong> dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico <strong>Franco Smith</strong> mancheranno l&#8217;ex Rouyet e Mulieri, ancora in condizioni fisiche imperfette, oltre all&#8217;infortunato Garcia ed al giovane Benvenuti, impegnato con l&#8217;Italia under 20 ai Mondiali di categoria in Russia.</p>
<p>Per Vittorio Munari, general manager dei biancoverdi, si tratta della decima finale se si includono le due perse (contro Treviso) da  allenatore del Petrarca, e l&#8217;ottava consecutiva da quando assunse l&#8217;incarico in Ghirada. A Munari chiediamo dunque come si affronta un impegno così delicato. <em>«Non ci sono formule, ad essere decisivo è come viene gestita la tensione nervosa»</em>, spiega, <em>«la squadra è oggi molto serena: lo sportivo professionista sa spendere la giusta dose di pressione per giungere all&#8217;appuntamento consapevole ma non “bruciato” dall&#8217;aspettativa. Per questa maturità il merito è dell&#8217;ambiente creato dalla società e soprattutto da Franco Smith, un tecnico non solo all&#8217;avanguardia in Italia per competenze, ma anche di grande spessore personale»</em>.</p>
<p>Che partita sarà?<br />
<em>«Decideranno come al solito gli episodi. Il Montepaschi ha ottime individualità e può metterci in difficoltà. Da parte nostra riteniamo di avere un gruppo completo, capace di sopperire alle assenze e di adattarsi alle diverse situazioni di gioco, ad esempio schierando piloni più pesanti e potenti oppure più leggeri e dinamici».<br />
</em></p>
<p>Quale giocatore del <strong>Montepaschi Viadana</strong> vorrebbe avere nella sua squadra?<br />
<em>«Per il loro attaccamento al club ho sempre stimato moltissimo il pilone <strong>Savi</strong> e la seconda linea <strong>Bezzi</strong>, che però non giocano più».<br />
</em></p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/128/24-krause-semenzato.jpg&amp;c=90" alt="" width="241" height="178" />Come giudica la designazione di Falzone?<br />
<em>«Non ho nessun commento da fare, e non invidio i designatori italiani il cui lavoro non deve essere affatto facile. Vorrei solo sottolineare che la componente arbitrale è fondamentale per lo sviluppo del movimento: il rugby italiano può crescere complessivamente solo attraverso la crescita individuale di tutti i suoi attori».<br />
</em></p>
<p>Sarà l&#8217;ultima finale prima del passaggio di Treviso e Viadana nella <strong>Celtic League</strong>. Cosa resterà del campionato italiano e delle passioni di campanile che l&#8217;hanno animato?<br />
<em>«A questo scudetto teniamo particolarmente, proprio perchè il Benetton ha da sempre amato e onorato il campionato italiano. Aneddoti dei derby infuocati fra Padova, Rovigo e Treviso vengono ricordati ad ogni cena con i compagni di avventura e con gli avversari di allora. Se la scelta della Celtic League è stata giusta lo dirà il tempo, intanto per il campionato italiano è ahimè difficile prevedere un futuro roseo».<br />
</em></p>
<p>La squadra biancoverde vince e gioca bene, eppure non riesce ancora ad appassionare il pubblico.<br />
<em>«A Treviso, con club di vertice in diversi sport e Cortina ed Jesolo ad un&#8217;ora di macchina, c&#8217;è una sproporzione fra domanda e offerta. Dalla prossima stagione il Benetton vuole rappresentare l&#8217;intero rugby veneto e per questo auspichiamo che vengano permesse regole di interscambio tecnico fra società che sono già in vigore nella Celtic League».<br />
</em></p>
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		<title>Semifinale, poche chance per il Petrarca. A Monigo passerella per l&#8217;ultimo match di Goosen e Kingi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 14:21:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/05/benetton-petrarca-semifinale-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-948" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="benetton petrarca semifinale 2" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/05/benetton-petrarca-semifinale-2.jpg" alt="" width="227" height="340" /></a>La prima semifinale al Plebiscito si è conclusa con entrambe le squadre scontente per l&#8217;arbitraggio del milanese <strong>Stefano Pennè</strong>. <em>&#8220;O l&#8217;arbitro era in malafede oppure era un incompetente&#8221;</em>, accusava a fine partita un arrabbiatissimo <strong>Enrico Toffano</strong>, presidente del Petrarca, <em>&#8220;non ci stiamo ad essere presi in giro in questo modo&#8221;</em>. Con lo stesso vigore protestava anche lo staff del Benetton. <em>&#8220;Possibile che nonostante il netto predominio del gioco a Treviso e Padova siano stati fischiati lo stesso numero di calci di punizione&#8221;</em>, domandava ironico il direttore generale biancoverde, <strong>Vittorio Munari</strong>.</p>
<p>Ed anche a Viadana Rovigo ha contestato duramente la direzione di gara, tanto che l&#8217;allenatore <strong>Umberto Casellato</strong> ha ricevuto una squalifica di quattro mesi in seguito alle parole rivolte a Damasco a fine gara. In questo weekend le due semifinali di ritorno. Il Montepaschi troverà al <strong>&#8220;Battaglini&#8221;</strong> un clima caldissimo.</p>
<p>A Monigo invece il +12 nello score finale ed il +4 nella classifica combinata frutto del successo di Padova mettono il <strong>Benetton</strong> in una serena posizione psicologica. Peraltro il <strong>Petrarca</strong> visto in garauno non sembra in grado di impensierire i campioni in carica e di metterne in discussione il ritorno il 29 giugno nello stadio padovano, sede dell&#8217;ultima finale del “vero” campionato italiano prima del distacco in <strong>Celtic League</strong> di Treviso e Viadana. Anche se Smith dovrà rinunciare a <strong>&#8220;Nacho&#8221; Rouyet</strong> ed <strong>Emiliano Mulieri</strong>, infortunati.</p>
<p>Sarà l&#8217;occasione di un&#8217;autentica passerella per due giocatori dei più rappresentativi dell&#8217;ultimo lustro di storia biancoverde come <strong>Marius Goosen</strong> e <strong>Dion Kingi</strong> (<em>foto</em>), all&#8217;ultima uscita sul terreno di Monigo. Due limpidi esempi di professionalità ed abnegazione.</p>
<p>“Gus”, 36 anni, ha annunciato da tempo l&#8217;intenzione di chiudere con il rugby giocato per dedicarsi solamente al mestiere di allenatore (attualmente cura i trequarti a fianco di Franco Smith). Intanto anche sabato scorso il sudafricano è risultato decisivo, non solo per i 18 punti segnati nel 28-16 finale ma soprattutto per le consuete capacità di leadership nella gestione del gioco.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/121/5.jpg&amp;c=90" alt="" width="263" height="193" />Kingi a 34 anni e dopo 5 splendide stagioni chiude giocoforza il capitolo con Treviso, al quale le direttiva Fir impongono un limite di cinque stranieri in Celtic League a tutela degli atleti di interesse per la <strong>Nazionale</strong>. Anche se le mosse di mercato del Benetton restano ancora top secret, è chiaro che il maori di Waiuki rientrerà nel cospicuo gruppo di atleti sacrificati nella ristrutturazione per lo sbarco sul palcoscenico anglosassone.</p>
<p>Fra questi, con tutta probabilità, anche gli oriundi argentini <strong>Allori</strong>, <strong>Vidal </strong><em>(foto)</em> e Mulieri, divenuti improvvisamente “stranieri” (assieme ad un altro centinaio di naturalizzati) in seguito alla nuova norma salva-vivai introdotta dalla Federugby. Non sarà facile per il Benetton trovare dei degni sostituti sul mercato italiano ed europeo.</p>
<p><em>Foto in alto di Elena Barbini, da <a href="http://www.petrarcarugby.it" target="_blank">www.petrarcarugby.it</a></em></p>
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		<title>Club italiani nel caos. Celtic League per due squadre, ma che ne sarà di tutto il resto?</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 15:55:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso Celtic League è giunto a conclusione con quell&#8217;happy end che Treviso e molti appassionati veneti attendevano con ansia (e qualche timore) da un paio di settimane. E&#8217; trascorso quasi un anno dal primo comunicato ufficiale del torneo sulla disponibilità a vagliare la candidatura italiana, un&#8217;idea che risale comunque al 2004 quando a lanciarla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-644" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="banner-celtic-league" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il caso <strong>Celtic League</strong> è giunto a conclusione con quell&#8217;happy end che <strong>Treviso</strong> e molti appassionati veneti attendevano con ansia (e qualche timore) da un paio di settimane. E&#8217; trascorso quasi un anno dal primo comunicato ufficiale del torneo sulla disponibilità a vagliare la candidatura italiana, un&#8217;idea che risale comunque al 2004 quando a lanciarla fu <strong>John Kirwan</strong>, allora allenatore della Nazionale azzurra.</p>
<p>Fra il 26 marzo 2009 e l&#8217;8 marzo 2010, data dell&#8217;ammissione ufficiale di Benetton ed <strong>Aironi Viadana</strong>, abbiamo assistito ad una serie di clamorosi colpi di scena frutto delle lotte di potere che, dietro le quinte, si sono incrociate per una svolta così rilevante sui futuri equilibri del movimento. Dopo che la decisione era ormai presa, la battaglia è scoppiata all&#8217;interno della Celtic League stessa, con gli scozzesi a chiedere un peso maggiore nella stanza dei bottoni ed irlandesi e gallesi ad un certo punto pronti addirittura – secondo la Bbc – ad estromettere Glasgow e Edimburgo a favore delle due franchigie italiane.</p>
<p>L&#8217;approdo nel torneo di Treviso e Viadana di fatto aggancia le due realtà di vertice ad una competizione professionistica di alto livello, così come accadde nel 2000 con l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nel Sei Nazioni per merito della mediazione di <strong>Giancarlo Dondi</strong> (con francesi e anglosassoni ben consapevoli, allora come oggi, dell&#8217;importanza di accogliere un mercato di 60 milioni di abitanti per espandere il proprio business). Quanto al Veneto si tratta di un preziosa occasione di promozione del territorio, con sicure ricadute positive in una fase economica che certo non invita all&#8217;ottimismo.</p>
<p>L&#8217;ingresso nella Celtic League non risolve di certo tutti i problemi del rugby italiano, ponendone semmai di nuovi ed inediti. Non si è giunti a questo passaggio epocale con un progetto condiviso, quanto invece con passi incerti ed improvvisati ed a costo di un lungo braccio di ferro fra Treviso e Fir. <em>&#8220;Chi gà vinto?&#8221;</em>, si domanderebbe<strong> Ulisse Trevisin</strong>, il ruspante pilone messo in scena da<strong> Marco Paolini</strong>. Il Benetton gioisce: approda in uno scenario europeo e dà un senso così al mecenatismo che la famiglia ha avviato nel rugby già nel 1978, prima di basket e volley. Ma il club trevigiano, già umiliato dall&#8217;esclusione della sua candidatura nel Consiglio federale dello scorso 18 luglio, ha pagato un conto salatissimo pur di ottenere a fine gennaio la riapertura delle trattative.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/03/munari-campese.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-906" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="munari campese" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/03/munari-campese-1024x617.jpg" alt="" width="430" /></a>Giancarlo Dondi, presidente-padrone della Fir, ha dovuto obtorto collo insistere per l&#8217;ingresso in Celtic League, idea che non ha mai amato troppo come dichiarato anche pubblicamente (ad esempio lo scorso 10 settembre in occasione della presentazione del campionato all&#8217;Hotel Gallia di Milano). Ma Dondi non ha perso: la concentrazione degli azzurri in due sole franchigie ed il confronto continuo con le corazzate d&#8217;oltremanica non potranno che giovare alla Nazionale di <strong>Nick Mallett</strong>, sulla quale poggia il boom presso il grande pubblico ed il budget federale. Ad uscirne decisamente appannata, dopo 13 anni di potere sempre più assoluto nelle mani del presidente parmense, è l&#8217;immagine della Fir. I pasticci della vicenda Celtic League hanno messo in una lente di ingrandimento la pochezza della politica federale e l&#8217;incapacità di abbozzare una qualsiasi progettazione a lungo termine.</p>
<p>A tutt&#8217;oggi non si sa come si realizzerà la piramide che deve condurre i giocatori fino al livello internazionale di vertice, ne&#8217; che ne sarà della prossima stagione, da chi e come verrà giocato un campionato italiano per il quale trovare investitori sarà sempre più difficile. Con gran parte delle società attanagliate dai debiti, anzi, vien da chiedersi se qualcuno non deciderà di mollare già dal <strong>Super Ten</strong> in corso. Dietro la copertina patinata della Nazionale e della Celtic League, c&#8217;è ora il rischio del caos.</p>
<p><em>Nella foto, Vittorio Munari e David Campese ai tempi del Petrarca. La Celtic League riporterà in Italia i grandi big stranieri?</em></p>
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		<title>Rugby e fango. Tre foto e qualche pensiero in libertà alla vigilia di un anno decisivo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre foto di rugby, che mi è capitato di vedere recentemente, mi suggeriscono qualche pensiero in libertà alla vigilia delle feste del 2009.
La prima immagine è stata pubblicata di recente sul sito del San Francisco Chronicle e fa vedere alcuni militari della base di Kahn Neshin, in Afghanistan, impegnati a contendersi nel fango una pallone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/12/ba-aptopix_afgha_0500939582.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-818" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="ba-aptopix_afgha_0500939582" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/12/ba-aptopix_afgha_0500939582.jpg" alt="" width="300" /></a>Tre foto di rugby, che mi è capitato di vedere recentemente, mi suggeriscono qualche pensiero in libertà alla vigilia delle feste del 2009.</p>
<p>La prima immagine è stata pubblicata di recente sul sito del <strong>San Francisco Chronicle</strong> e fa vedere alcuni militari della base di Kahn Neshin, in <strong>Afghanistan</strong>, impegnati a contendersi nel fango una pallone ovale. E&#8217; probabile che si tratti di football americano e non di rugby, a giudicare dalla movenze dei giocatori senza palla e dalla provenienza dei soldati, marines statunitensi. Non cambia però lo sostanza, e cioè il valore di svago e di gioia che la pratica dello sport porta inevitabilmente con sè, anche in condizioni estreme come quelle di guerra.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.irb.com/mm/Photo/NewsMedia/0/IRB_2009_J_Duxbury_Rich_Kid_9074.jpg" alt="" width="300" />La seconda foto è invece certamente di rugby, essendo stata scattata da <strong>Jeremy Duxbury</strong> nelle <strong>isole Fiji</strong>, alla Navuso High School.</p>
<p>L&#8217;immagine rientrava fra le finaliste del Premio &#8220;Photo of the Year&#8221; dell&#8217;<strong>International Board</strong> ed avrebbe secondo me meritato di vincerlo, essendo ben più significativa della foto, pur bellissima, che si è aggiudicata il riconoscimento dell&#8217;edizione 2009 (&#8220;The flying Samoan&#8221;, vedila <a title="The Flying Samoan" href="http://www.irb.com/mm/Photo/NewsMedia/0/HenryBrowneIRBPOTYentry003_9073.jpg" target="_blank">qui</a>). La foto di Duxbury si intitola <strong>&#8220;Rich kid&#8221;</strong> e con una certa amarezza sottolinea il vantaggio acquisito dal ragazzo con il pallone grazie alla possibilità di vestire delle scarpe, mentre gli altri giocatori corrono nel fango scalzi.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/12/petrarca-1980.jpg"><img class="size-medium wp-image-820 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="petrarca-1980" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/12/petrarca-1980-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a>La terza foto che propongo risale al 1990 ed è tratta dalla rivista di allora &#8220;All Rugby&#8221;. Nell&#8217;immagine l&#8217;arbitro Pogutz fischia contro la mischia petrarchina nel derby fra Treviso e Padova; si riconoscono <strong>Giuseppe Artuso</strong>, Gianfranco &#8220;Gian&#8221; Barbini e, con il pallone, Guy Pardies. Una punizione di <strong>Oscar Collodo</strong> a 8&#8242; dalla fine permetterà al Petrarca di <strong>Memo Geremia</strong> di vincere il match ed il settimo scudetto in undici stagioni. Nessuna nostalgia del passato, ma una riflessione. Allora il campionato si giocava spesso su campi fangosi, eppure di fronte a pubblici numerosi ed appassionati (perlomeno in Veneto). Oggi il campionato ha perso del tutto il suo appeal, mentre è la Nazionale ad attirare il grande pubblico.</p>
<p>Forse è sfuggito ai più che l&#8217;anno che sta cominciare sarà decisivo per il rugby italiano. Se dovesse arrivare la <strong>Celtic League</strong> bene, ma se l&#8217;ingresso di Treviso e Viadana fosse respinto o anche rinviato (eventualità possibile, forse probabile) ci ritroveremmo con due &#8220;entità&#8221; parcheggiate in un torneo sempre più indebolito e certo incapace di fare da serbatoio alla Nazionale. Inoltre, dopo la fronda estiva, i club triveneti sono stati accontentati con il dietro-front federale sulla questione Celtic, ma sono pronti alla rivolta se tutto dovesse saltare. Per gli 80mila di San Siro fanno festa gli organizzatori, ma il movimento è lacerato ed il rugby italiano oggi non può certo dirsi in salute. Un 2010, insomma, tutto da scoprire.</p>
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		<title>Il gigante Lawes e la storia del Franklin&#8217;s Garden. Missione (quasi) impossibile per il Benetton</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 10:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Franklin&#8217;s Garden di Northampton giocarono, naturalmente vincendo, i primi All Blacks neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti &#8220;Original&#8221;. Era il 1905 e la storia viene raccontata da Lloyd Jones nel &#8220;Libro della gloria&#8221;, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www2.pictures.zimbio.com/gi/Gloucester+v+Northampton+Saints+Guinness+premiership+0-jepinjDOZl.jpg" alt="" width="235" height="356" />Al <strong>Franklin&#8217;s Garden</strong> di <strong>Northampton</strong> giocarono, naturalmente vincendo, i primi <strong>All Blacks</strong> neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti &#8220;Original&#8221;. Era il 1905 e la storia viene raccontata da <strong>Lloyd Jones</strong> nel &#8220;Libro della gloria&#8221;, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il rugby il <strong>Benetton</strong> disputa oggi il terzo turno di <strong>Heineken Cup</strong>, di fronte a 13mila tifosi per l&#8217;ultimo appuntamento annuale dei &#8220;Saints&#8221; in maglia verde, nero ed oro, protagonisti finora di una stagione ricca di soddisfazioni (terzo posto in Premiership, una vittoria sul Munster in Europa prima della sconfitta a Perpignan).</p>
<p>L&#8217;impegno è durissimo, quasi proibitivo per i biancoverdi, i quali si trovano ad affrontare l&#8217;intensità di gioco internazionale dopo una lunga astinenza e due match non pienamente convincenti nel <strong>Super Ten</strong>, contro Venezia e L&#8217;Aquila. Ma dopo l&#8217;exploit di Heineken Cup contro il <strong>Perpignan</strong> &#8211; e con la <strong>Celtic League</strong> all&#8217;orizzonte &#8211; Treviso è oggi chiamata a dimostrare la sua competitività su qualsiasi terreno straniero. L&#8217;allenatore <strong>Franco Smith</strong> (<em>foto</em>) da parte sua si ritrova finalmente con una squadra al completo, o quasi: in un organico di 40 atleti mancano all&#8217;appello solo Williams, Orlando, Costanzo e Neethling, mentre sono ormai vicini al rientro importanti pedine a lungo out come Marcato, Sbaraglini e De Jager.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/104/22-franco%20smith.jpg&amp;c=90" alt="" width="175" height="123" />Lo schieramento per la partita del Franklin&#8217;s Garden prevede <strong>Marius Goosen</strong> in cabina di regia e <strong>Tobie Botes</strong> all&#8217;ala (quasi un secondo estremo, per fronteggiare al meglio il gioco al piede degli inglesi), con il rientro a tutti gli effetti di sette nazionali nel XV titolare. Il Northampton è una squadra priva di grandi finisseur ma dal gioco terribilmente efficace, soprattutto sul campo di casa, dove nei 7 match di questa stagione non ha mai perso.</p>
<p>Ad attrarre l&#8217;attenzione dei tifosi delle <strong>Midlands</strong> è stato di recente il seconda linea <strong>Courtney Lawes</strong> (201 cm per 115 chili &#8211; <em>foto in alto, sotto il video di un suo placcaggio su Thomas del Montpellier</em>), cresciuto a 100 metri dallo stadio, titolare ad appena vent&#8217;anni e già celebre per i suoi placcaggi devastanti. <em>&#8220;Ma il loro giocatore migliore è probabilmente l&#8217;altra seconda linea, <strong>Jaundre Kruger</strong>, molto fisico e allo stesso tempo tecnico&#8221;</em>, sottolinea Smith, dando inevitabilmente credito al conterraneo  sudafricano che tuttavia oggi parte in panchina.</p>
<p><em>&#8220;Nel complesso Northampton e Benetton si assomigliano, io e il loro allenatore (<strong>Jim Mallinder</strong>, ndr) abbiamo la stessa visione del rugby&#8221;</em>, commenta Smith, <em>&#8220;a differenza di Perpignan e Munster sono una squadra senza grandi stelle ma molto bene organizzata, nella quale ogni giocatore sa bene cosa fare in campo. Sono molto aggressivi nei punti di incontro, dovremo essere disciplinati e pazienti per rispettare il nostro piano di gioco&#8221;</em>. Motivazioni supplementari per <strong>Andy Vilk</strong>, con la maglia dei Saints dal 2003 al 2006.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2009/12/12/il-gigante-lawes-e-la-storia-del-franklins-garden-missione-quasi-impossibile-per-il-benetton-a-northampton/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>La Celtic League dice no all&#8217;Italia. Chiesti sponsor e diritti tv, rimandato l&#8217;ingresso di Treviso e Viadana?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:48:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Temo che qualcuno abbia dato agli italiani l&#8217;impressione che la questione sia già definita, ma in realtà c&#8217;è un processo di valutazione delegato a consulenze professionali e la dirigenza della Celtic League non ha neppure discusso ancora la questione&#8221;. La dichiarazione è di Gordon McKie (nella foto), sul quotidiano di Edinburgo &#8220;The Scotsman&#8221; della scorsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-644" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="banner-celtic-league" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league-289x300.jpg" alt="" width="150" height="156" /></a><em>&#8220;Temo che qualcuno abbia dato agli italiani l&#8217;impressione che la questione sia già definita, ma in realtà c&#8217;è un processo di valutazione delegato a consulenze professionali e la dirigenza della Celtic League non ha neppure discusso ancora la questione&#8221;</em>. La dichiarazione è di <strong>Gordon McKie </strong><em>(nella foto)</em>, sul quotidiano di Edinburgo <strong>&#8220;The Scotsman&#8221;</strong> della scorsa domenica. L&#8217;articolo porta la firma di <strong>Iain Morrison</strong>, ex flanker della Scozia; per leggerlo clicca <a href="http://sport.scotsman.com/sport/The-Italian-jolt.5784469.jp" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Il presidente della <strong>Scottish Rugby Union</strong> mette in chiaro che l&#8217;ingresso di Treviso e Viadana non rientra nei piani immediati del management del torneo anglosassone, chiamato peraltro a decidere &#8211; puntualizza McKie &#8211; secondo il criterio dell&#8217;unanimità: improbabile che i dirigenti dei tre paesi trovino un immediato accordo. <em>&#8220;Il coinvolgimento dell&#8217;Italia, con i suoi 60 milioni di abitanti, quadruplicherebbe l&#8217;attuale bacino commerciale del torneo&#8221;</em>, ha spiegato il numero uno della Celtic League, <strong>David Jordan</strong>.</p>
<p><img class="alignright" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/45867000/jpg/_45867923_gordon_mckie_512.jpg" alt="" width="187" height="105" />Ma scozzesi, gallesi ed irlandesi chiedono all&#8217;Italia sponsor di alta levatura e diritti televisivi per rilanciare la competizione (e il movimento azzurro non offre certo garanzia in tal senso), mentre attualmente l&#8217;ingresso delle nuove franchigie comporterebbe solo una crescita dei costi. E <strong>Viadana</strong>, un paesotto di 18mila abitanti, non offre certo alcun appeal commerciale oltre Manica. L&#8217;approdo in <strong>Celtic League</strong> dalla prossima stagione potrebbe dunque sfumare o essere rinviato per Aironi e <strong>Benetton Treviso</strong>, scelti dalla Fir a conclusione di un tortuoso iter. I dossier italiani verranno intanto vagliati dalla società di analisi finanziaria <strong>Deloitte</strong> per conto dell&#8217;organizzazione anglosassone.</p>
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		<title>Dalla Fir ok alla candidatura Benetton. Chiuso (forse) il caso Celtic, ora decidono gli anglosassoni</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 13:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il consiglio della Fir, riunito venerdì scorso a Bologna dal presidente Giancarlo Dondi, dà il placet alla documentazione presentata dal Benetton Treviso a supporto della proprio candidatura alla Celtic League. Assieme alla selezione degli Aironi con base a Viadana, il club veneto rappresenterà dunque il rugby italiano nel torneo anglosassone dalla prossima stagione. “La questione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-644" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="banner-celtic-league" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league-289x300.jpg" alt="" width="150" height="156" /></a>Il consiglio della <strong>Fir</strong>, riunito venerdì scorso a Bologna dal presidente <strong>Giancarlo Dondi</strong>, dà il placet alla documentazione presentata dal <strong>Benetton Treviso</strong> a supporto della proprio candidatura alla <strong>Celtic League</strong>. Assieme alla selezione degli <strong>Aironi</strong> con base a <strong>Viadana</strong>, il club veneto rappresenterà dunque il rugby italiano nel torneo anglosassone dalla prossima stagione. <em>“La questione per quanto ci riguarda è conclusa, quindi, anche se si è trattato di un cammino molto più complicato rispetto a quanto previsto“</em>, spiega con un sospiro di sollievo il presidente del club biancoverde, <strong>Amerino Zatta</strong> (<em>nella foto al centro, assieme a Luciano Benetton</em>).</p>
<p>Un ulteriore passo in avanti, quindi, nel percorso che dovrebbe condurre il Benetton all&#8217;ingresso ufficiale nella <strong>Magners Celtic League</strong>, il torneo che mette a confronto le realtà della palla ovale di Galles, Irlanda e Scozia. Desiderosi di allargare la competizione e pertanto il bacino del business su esempio degli altri campionati pro (Premiership inglese e del Top 14 francese), gli organizzatori della manifestazione hanno invitato la Federazione Italiana Rugby ad indicare due franchigie con requisiti tecnici ed organizzativi<br />
all&#8217;altezza per confrontarsi con avversari di livello assoluto.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/100/20-luciano%20benetton.jpg&amp;c=90" alt="" width="160" />L&#8217;iter si era però complicato quando lo scorso 18 luglio il consiglio federale aveva votato Roma e Viadana quali candidate del movimento azzurro, escludendo Treviso che rappresentava la regione da sempre leader nel panorama nazionale ed il club di riferimento &#8211; sotto ogni aspetto &#8211; da almeno dieci anni. La clamorosa decisione, con vasta eco suscitata anche nel mondo politico, è stata rettificata a fine settembre con la riammissione di Treviso al posto del progetto romano denominato <strong>Praetorians</strong>.</p>
<p>L&#8217;ultimo mese è stato dedicato dalla Fir alla verifica dei requisiti finanziari del Benetton a copertura della candidatura &#8211; lo storico sponsor biancoverde mette sul piatto circa 8 milioni di euro all&#8217;anno in caso di partecipazione alla Celtic League &#8211; ed alla discussione del protocollo che impone alla franchigia di operare come una <em>“sotto-nazionale”</em> (definizione di Dondi) in stretta collaborazione con lo staff azzurro nell&#8217;interesse dell&#8217;intero movimento. Intanto Roma ha annunciato a sua volta il ricorso alla giustizia sportiva.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/100/09-mulieri-candelon.jpg&amp;c=90" alt="" width="226" height="212" /><em>&#8220;Ora la nostra candidatura verrà valutata dall&#8217;organizzazione del torneo anglosassone”</em>, dice Zatta, <em>“crediamo che potremo ottenere una risposta ufficiale ai primi di dicembre”</em>. Dalla Ghirada fanno sapere che lo sviluppo del progetto prevede ora il coinvolgimento a vario titolo delle altre realtà rugbistiche del Veneto e del Friuli. <em>“Questo fa parte del nostro progetto fin dall&#8217;inizio e non è mai stato messo in discussione”</em>, conclude il presidente del Benetton, <em>“dobbiamo prima concertare assieme alla Federazione le modalità della collaborazione con le altre società del nord-est. Questa fase scatterà più avanti, da gennaio, una volta ottenuta conferma della nostra partecipazione alla Celtic”</em>.</p>
<p>Foto da <a title="Benetton Treviso" href="http://www.benettonrugby.it" target="_blank">www.benettonrugby.it</a></p>
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		<title>Il caso Celtic entra nella fase calda, entro fine mese i verdetti del Coni e delle due commissioni Fir</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 10:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caso Celtic League entra nella fase più calda. Entro la fine del mese, infatti, la Fir deve esprimersi sulla definitiva ufficializzazione delle due candidate italiane al torneo anglosassone, confermando il verdetto del consiglio federale dello scorso 18 luglio (a favore dei progetti Aironi Viadana e Praetorians Roma) oppure recuperando in extremis Treviso ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-644" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="banner-celtic-league" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/07/banner-celtic-league-289x300.jpg" alt="" width="150" /></a>Il caso <strong>Celtic League</strong> entra nella fase più calda. Entro la fine del mese, infatti, la <strong>Fir</strong> deve esprimersi sulla definitiva ufficializzazione delle due candidate italiane al torneo anglosassone, confermando il verdetto del consiglio federale dello scorso 18 luglio (a favore dei progetti <strong>Aironi Viadana</strong> e <strong>Praetorians Roma</strong>) oppure recuperando in extremis Treviso ed il Veneto.</p>
<p>La scorsa settimana i dossier delle quattro pretendenti sono stati valutati negli uffici romani dagli esperti della <strong>Deloitte</strong>, una delle più accreditate società di analisi finanziaria al mondo, mentre prosegue il lavoro delle due commissioni della Fir che devono esaminare entro il 30 settembre la conformità ai parametri richiesti per le due franchigie prescelte.</p>
<p>Quanto al ricorso del <strong>Benetton Treviso</strong> alla giudizia sportiva, il club biancoverde non ha ottenuto di poter visionare gli atti del consiglio della discordia, come richiesto, e discuterà la vicenda nell’udienza fissata per il 5 ottobre, presumibilmente dopo nuovi sviluppi (ed un nuovo consiglio federale nel weekend precedente).</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://cache.daylife.com/imageserve/04517WGbvx9dL/610x.jpg" alt="" width="180" />Nel frattempo la Fir attende che il Coni, suo organo di controllo, si esprima sulla regolarità dell’iter che ha portato alla votazione. <strong>Giancarlo Dondi</strong>, che ha sostenuto <strong>Gianni Petrucci</strong> nella sua rielezione alla presidenza, dovrà ora giocare al meglio le sue carte sul fronte politico. Il presidente dell’Olimpic Roma, <strong>Paolo Abbondanza</strong>, si dice intanto sereno sull’esito delle verifiche: <em>«Non ci sentiamo messi in discussione, abbiamo presentato una candidatura che è stata ritenuta valida dagli advisor della Fir e quindi l’assegnazione è del tutto regolare: l’esclusione di Roma non è neppure ipotizzabile»</em>.</p>
<p>Ieri il Benetton ha rescisso consensualmente il contratto con il flanker australiano <strong>Mark Gilbride </strong><em>(nella foto)</em>, ritrovatosi chiuso in una rosa di 41 giocatori ed in seguito all&#8217;arrivo dell&#8217;azzurro Zanni.</p>
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		<title>Super Ten al via con il gradito ritorno dell&#8217;Aquila. Dondi: &#8220;Resta un campionato importante&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 15:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arix Viadana]]></category>
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		<category><![CDATA[Super 10 2009-2010]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/97/08-zanni%20mischia.jpg&amp;c=90" alt="" width="430" /><em>&#8220;In tre mesi siamo tornati indietro di dieci anni”</em>, commentava ieri il dirigente di una squadra veneta a margine della presentazione dell&#8217;ottantesimo campionato italiano di rugby, all&#8217;Hotel Gallia di Milano. Nella cerimonia ufficiale la <strong>Fir</strong>, come è giusto che sia, cercava intanto di focalizzare l&#8217;attenzione sugli aspetti positivi del ultimo <strong>Super Ten</strong> prima dello sbarco italiano in <strong>Celtic League</strong>, come l&#8217;apertura agli italiani e ai giovani e il ritorno sulla massima ribalta dell&#8217;<strong>Aquila</strong>: stasera i neroverdi sono in campo contro il <strong>Viadana</strong> nell&#8217;anticipo, rappresentando la speranza di rinascita della città proprio nel “Fattori” divenuto tendopoli nei giorni dell&#8217;emergenza.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;intervento di <strong>Gianni Boscolo</strong>, vice-presidente del <strong>VeneziaMestre</strong>, a rompere con la diplomazia che domina la presentazione. <em>“Non ci si può nascondere che se tutti i club danno spazio ai giovani italiani è semplicemente perchè costano meno”</em>, afferma Boscolo,<em> “le società non hanno più soldi, abbiamo finito la scorsa stagione piangendo e piangendo cominciamo la nuova stagione”</em>. Beata sincerità.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://www.legarugby.it/fotogallery/9a%20Giornata%20di%20ritorno.%20Le%20foto%20da%20tutti%20i%20campi%20del%20Groupama%20Super%2010/IFM36364.JPG" alt="" width="213" height="320" /><em>“Il campionato resterà sempre la competizione più importante del rugby italiano, nonostante la Celtic League“</em>, assicura il presidente della Fir <strong>Giancarlo Dondi</strong>, dribblando così l&#8217;evidenza che tutti i migliori giocatori verranno assorbiti dai due superclub: <em>“Molti azzurri rientreranno dai campionati esteri e il campionato sarà arricchito dai giovani usciti dall&#8217;Accademia federale, tutti di ottimo livello”</em>. Mentre martedì prossimo una commissione della Celtic League esaminerà le credenziali economiche delle candidate, domani esordiscono le venete con Venezia-Rovigo, Prato-Benetton e Petrarca-Gran Parma.</p>
<p>Se lo scudetto sembra storia fra <strong>Benetton Treviso</strong> e Viadana, le altre giocano fino all&#8217;8 maggio per evitare l&#8217;unica retrocessione, con anticipi televisivi al venerdì sera (ma Prato, Roma, Venezia e Rovigo non hanno illuminazione adeguata). Finale il 29 maggio non più a Roma dopo l&#8217;ultimo clamoroso fiasco. <em>“Era un esperimento, non ripeteremo l&#8217;errore: si giocherà in una sede a distanza intermedia fra le città delle due finaliste”</em>, ha detto Dondi.</p>
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