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Varato il Veneto Derby Day. L’ultimo atto di una gloriosa tradizione o il primo passo verso il rilancio?

La notizia è che per la prima volta, accantonando un atavico spirito di campanile, quattro società di rugby della regione hanno saputo trovarsi d’accordo su qualcosa. Si tratta del primo Veneto Derby Day messo in cantiere per il prossimo 26 aprile con sede allo stadio padovano del Plebiscito in occasione della sesta di ritorno del Super Ten: alle 15 Benetton Treviso-Femi-Cz Rovigo, alle 17 Carrera Petrarca-Casinò di Venezia e tutto intorno una festa per le tifoserie dei tre club di maggior tradizione e per un quarto che si propone con ambizioni alla pari delle “cugine” scudettate.

Con il trasloco di un match da Monigo a Padova si concentrano quindi in uno stesso stadio, per un giorno, tutte le attenzioni del rugby regionale. Obiettivo: dimostrare che “un altro Super Ten è possibile”, che il campionato può avere ancora un valore di identità e di marketing a fronte del progetto Celtic Club destinato inevitabilmente a mettere in ombra la competizione nazionale, che già fatica ad imporsi all’attenzione dei media e del pubblico.

I derby sono stati l’essenza del rugby veneto dal dopoguerra all’avvento del professionismo, con la stagione d’oro fra gli anni Settanta ed Ottanta e l’acme toccato all’Appiani nel 1977, con i 20mila spettatori di Petrarca-Rovigo (foto sotto). Quell’aspra rivalità, fuori dal campo, si è tradotta in divisioni mai sanate, che hanno negato alla regione capofila di questo sport la possibilità di avere un’adeguata rappresentanza nei palazzi romani. Ed oggi, una volta ancora, il Veneto si ritrova incapace di presentare una candidatura unitaria per una franchigia in Celtic League.

Il Derby Day a questo punto rappresenta quasi un bivio. L’ultimo colpo di coda di una tradizione gloriosa ma inevitabilmente destinata al declino? Oppure il primo passo verso un fronte regionale compatto e verso il rilancio in grande stile? Dipenderà non solo dalla risposta del pubblico, ma anche dai segnali che sapranno offrire i club nei prossimi mesi, fino alla decisione sulla scelta delle due partecipanti alla Celtic League fissata da Giancarlo Dondi nel consiglio federale di giugno.

Intanto va segnalato il beau geste dei rugbisti veneti, che devolveranno l’intero incasso della biglietteria del Derby Day alle vittime del sisma abruzzese, che ha colpito direttamente il mondo dell’ovale con la scomparsa del pilone aquilano Lorenzo Sebastiani. I primi ad acquistare il tagliando saranno gli stessi atleti, allenatori e dirigenti dei quattro club coinvolti. I biglietti costeranno 20 euro, con riduzioni a 10 per le donne e i ragazzi fra i 16 e 18 anni e gratuita per gli under 16.

ENGLISH     The news is that for the first time, setting aside an ancient spirit of parochialism, four rugby clubs of the region reached an agreement on something. We speak about the first Veneto Day Derby, a double-haeder that will be staged the 26th of April in the Plebiscito stadium of Padua, in occasion of the 15th round of the italian Super Ten: at 3 pm Benetton Treviso-Femi-Cz Rovigo, at 5 pm Carrera Petrarca-Casinò Venezia and all around a big party for the supporters of three clubs of great tradition and for a quarter that proposes itself  with pair ambitions of the “cousins”.

With the move of a match from Treviso to Padua are concentrated therefore in a same pitch, for a day, all the attentions of the regional rugby. Goal: to demonstrate that “an other Super Ten is possible”, that the championship can still have a marketing and identity value opposing to the Celtic League project destined unavoidably to put in shadow the national competition. The derbies have been the essence of rugby in Veneto from the post-war period to the advent of the professionalism, with the golden season between the Seventies and the Eighties and the acme touched at Appiani stadium in 1977, with 20 thousand people attending Petrarca-Rovigo.

That sour rivalry, outside from the field, has been translate in divisions never healed, that have denied to the region leader of italian rugby the chance to have an adequate representation in the Union. And today, once again, Veneto is incapable to propose a unitary candidacy for a Celtic League franchise. The Derby Day represents nearly a crossroad. The last step of a tradition destined to the decline? Or the first step towards a compact regional front and towards a new rise? It will not only depend from the answer of the public, but also from what the clubs will be able to do in the next few months, till the decision on the choice of the two participants to the Celtic League fixed in june by Giancarlo Dondi, chairman of the italian union.

The whole income from the ticket office of the Derby Day will be devolved to the victims of the recent heartquake at L’Aquila, that has directly hit the world of  itakian rugby with the death of the young prop Lorenzo Sebastiani. The first ones to purchase the tickets will be the same athletes, trainers and officers of the four clubs involved.


Super Benetti, il VeneziaMestre piega Roma. La follia delle maglie: ora tocca a Rovigo

Il quarto turno di ritorno rivoluziona la classifica del Super Ten, con le venete tutte a segno con la sola eccezione della Benetton, da ieri ex-capolista in seguito alla sconfitta 19-13 nel derby di Padova. Balza in testa l’Overmach Parma, capace di espugnare Viadana, mentre Rovigo aggancia Calvisano al quarto posto e resta quindi accreditato candidato per un posto nei playoff.

A Favaro Veneto il VeneziaMestre regola, pur con qualche affanno, i romani della Futura Park e fa un’altro deciso passo verso la salvezza. In un match dominato dal ruvido scontro fra i pacchetti si sono rivelati decisivi un guizzo di Josh Levi nel primo tempo e, nel corso dell’intera gara, la puntualità di Corrado Pilat dalla piazzola (5 su 6 per il bellunese, pur non altrettanto autorevole in regia), mentre l’efficace organizzazione difensiva amaranto-oro concedeva una meta agli ospiti solo nella ripresa e in una fase di inferiorità numerica.

L’ottima prestazione dietro la mischia di Nicola Benetti, fatta di verve nella gestione del gioco e aggressività nei placcaggi, sancisce l’approdo alla maturità del venticinquenne mediano trevigiano, “scommessa” dello staff veneziano che l’ha prelevato quest’estate dal Mogliano in cambio di Lucas Lambrè. Da segnalare una volta ancora la prova tutta sostanza del sudafricano Krause. Finisce 19-8, con gli amaranto-oro che possono recriminare per un paio di occasioni sciupata da M.J. Mentz.

Continua la saga delle magliette. Perfino il Rovigo, club ancorato alla tradizione in modo molto assoluto e radicale, si concede un design moderno, tradendo i classici colori rossoblù. Nella foto che ritrae “Braam” Immelman, premiato come man of the match, ecco la casacca con cui la Femi-Cz ha giocato e vinto sul campo della Capitolina. Maglia azzurrina con spiritosi omini rossi… No comment.

Foto Legarugby


Risiko Celtic, Venezia lancia l’allarme e propone un superclub con Petrarca e Rovigo. Rinascono i Dogi?

Mentre avanza il progetto Celtic League con l’ipotesi di due sole selezioni coinvolte nel torneo anglosassone, Venezia lancia un accorato grido d’allarme rivolto alla città e alla Federugby. E allo stesso tempo propone una partnership con Petrarca e Rovigo per la nascita di un superclub regionale, sorta di riedizione dei prestigiosi Dogi, e una iniziativa in grande stile per dimostrare il potenziale valore, anche commerciale, del Super Ten: il Veneto Derby Day del 26 aprile con Carrera-Casinò e Benetton-Femi Cz giocate nello stesso impianto sul modello del “double-header” londinese, con il quale si apre la Premiership a Twickenham.

“Abbiamo investito molto per portare Venezia al massimo livello ma ora potremmo essere costretti ad un ridimensionamento dei nostri impegni e dei nostri obiettivi”, ha spiegato il presidente Tommaso Pipitone (foto sotto), “abbiamo avviato progetti per l’ampliamento del nostro impianto a Favaro con la copertura della tribuna e la creazione di una seconda tribuna dal lato opposto, ma gli ultimi sviluppi ci costringono ad una riflessione sul futuro. L’eventuale abbandono della sponsorizzazione Casinò, in coincidenza anche con la crisi economica che colpisce altre aziende nostre partner, ci mette di fronte alla constatazione che la città è incapace di supportare lo sport attraverso le sue forze imprenditoriali”.

Quanto al risiko Fir-selezioni-club, Pipitone esprime per conto della sua società un disagio comune ad una grossa parte del movimento. “In assenza di regole chiare non siamo in grado di programmare la prossima stagione e il progetto Celtic League minaccia di “uccidere” il campionato”, sottolinea, “stiamo valutando una collaborazione con il Petrarca ed eventualmente il Rovigo, che per il momento è solo un’ipotesi ma che si prospetta come l’unico modo per sopravvivere ad alto livello, considerato anche che l’impianto di Favaro non ha i requisiti richiesti”.

Parte da Venezia anche l’iniziativa del Veneto Derby Day. “E’ un’idea che ci è venuta discutendo con il nostro allenatore Gajan delle sue esperienze in Giappone. Due derby veneti concentrati nello stesso stadio e nello stesso pomeriggio, uno di seguito all’altro, potrebbe convogliare le quattro tifoserie per un grande appuntamento promozionale. Vorremmo così dimostrare che il campionato italiano ha ancora valore, basta pensare ad un adeguato investimento di risorse per rilanciarlo”.

Qui sotto una formazione dei Dogi, leggendario team ad invito che raccoglieva i migliori giocatori veneti per sfide internazionali di alto livello.


Cheika: “Celtic grande opportunità per il rugby italiano”. Fra i club veneti impazienza e perplessità

Dal Corriere del Veneto del 6 gennaio 2008

Campione in carica della Magners League è il Leinster allenato da Michael Cheika (nella foto), sulla panchina del Petrarca nel 1999-2000. Per il tecnico australiano l’ingresso nella Celtic è una “great opportunity” che il rugby azzurro non deve lasciarsi sfuggire. “La Nazionale italiana è cresciuta molto con il Sei Nazioni, lo stesso succederà se i club si confronteranno regolarmente con squadre di livello più alto”, spiega Cheika al telefono da Dublino, “è una prospettiva interessante per il rugby europeo e una grande opportunità di crescita per il vostro movimento”.

L’allenatore del Leinster ritiene che le squadre italiane possano essere competitive nel torneo: “Sono già buoni team, con budget adeguati potranno rafforzarsi e credo che in questo caso avranno le stesse chance di vittoria tutte le altre, a lungo andare. La partecipazione alla Celtic League, inoltre, potrebbe attrarre giocatori italiani attualmente all’estero”.

La Federugby ha affidato ad Alfredo Gavazzi e a Fabrizio Gaetaniello il compito di avviare la trattativa con gli organizzatori del torneo anglosassone. Entro la fine del mese il cielo sopra il futuro del rugby italiano, oggi denso di dubbi, dovrebbe così rischiararsi.

Nel frattempo domina fra i club veneti incertezza ed anche nervosismo: impossibile la programmazione se non si conosce alcun dettaglio riguardo le stagioni a venire. Se Rovigo fa sapere la propria avversità al progetto Celtic (ma non ha firmato la lettera contro le selezioni gestite dalla Fir), il Benetton ribadisce la propria volontà di correre da sola. “Siamo pronti ad intraprendere la strada di un torneo europeo, lo diciamo da sempre, e la decisione di Dondi non cambia nulla, visto che la Federugby non ha spiegato come intende arrivare all’ingresso nella Celtic League”, afferma Vittorio Munari, direttore generale di Treviso, “la famiglia Benetton è disposta a mettere in gioco un budget superiore all’attuale se effettivamente il nostro club avrà la possibilità di essere presente regolarmente ad alto livello, con la conseguenza di diventare decisamente più competitivo anche in Heinken Cup. Ma queste restano solo ipotesi: la Federazione elabori un capitolato e lo sottoponga ai club al più presto, chiediamo solo questo”.

In attesa anche il Carrera Padova (nella foto Galatro impegnato contro i Worcester Warriors). Spiega, preoccupato, Fulvio Lorigiola, presidente del Petrarca: “Qualsiasi sarà la decisione finale, i problemi che si prospettano sono moltissimi, a cominciare dagli attuali contratti con i giocatori. Non ci resta che aspettare un protocollo, una volta venuto a conoscenza dei requisiti richiesti convocherò immediatamente il consiglio per decidere l’indirizzo della nostra società”.


A Monigo è derby vero. Petrarca concreto, Benetton brillante solo nel finale

Derby di minirugby nell'intervallo di Benetton-Carrera

Il centotredicesimo derby fra Treviso e Petrarca è una strana partita, che per lunghi tratti il Benetton dà l’impressione di dominare e che invece i padovani possono a lungo illudersi di vincere. Se fino a 4 minuti dal termine il punteggio era 12-15, il finale sara’ poi 34-15: prima Treviso tira un sospiro di sollievo con il pari di Goosen dalla piazzola, poi nel recupero arrivano tre mete con Williams, Sgarbi e Vidal.

Mercier al calcio

Bene comunque per il rugby padovano e per il Super Ten tutto che la squadra del Santo si sia dimostrata in grado di essere nuovamente protagonista, dopo un avvio di stagione stentato e marchiato dal vergognoso cappotto di Parma. Nel primo tempo il Benetton era stato padrone alle fonti di gioco e solo nella ripresa gli avanti ospiti si sintonizzano sul giusto registro. In alcuni spezzoni è anzi un Treviso bello, capace di grande intensità fisica e votato ad alzare il ritmo, con la testa evidentemente già rivolta all’esordio di Heineken Cup venerdi’ a Perpignan.

Il Petrarca però è paziente in difesa e rigoroso tatticamente, ne’ mancano qualità individuali e il carattere giusto per affrontare un derby. Soprattutto, a differenza dei biancoverdi, il Carrera concretizza.

"Pape" Matteralia, grintoso protagonista del derby

Mercier e’ spietato, sono i suoi calci a issare gli ospiti sul 15-12 che resiste fino all’imprevedibile epilogo delle tre mete fra 37′ e recupero, con I padovani in 14 per il cartellino giallo all’ex Ansell (nel primo tempo era toccato a Little, ma il Petrarca aveva siglato in inferiorità un parziale di 6-0).

Bene Louw, Vilk e in mediana minipimer Botes, preoccupanti in ogni caso i black-out del Benetton. Nel Petrarca piacciono “Paperino” Matteralia, cuore padovano della squadra, Anzell e Padrò. Il rientro della coppia Little-Leaega ridà ordine e vivacità alla manovra delle linee arretrate: evidentemente l’assetto giusto è quello con i samoani sull’asse 10-12 e Mercier ad estremo. Bella l’idea del derby del minirugby nell’intervallo.