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Sempre più crisi nel Super Ten, ma il Rovigo prova a rilanciare con Pagano general manager
La calda estate del rugby attende la decisione della Federazione, annunciata “entro luglio”, della due franchigie designate a rappresentare l’Italia nella Celtic League. La candidatura del Benetton è in pole position ma l’assegnazione a Treviso non è affatto scontata, considerato l’insanabile dualismo politico Dondi-Munari (nella foto, particolare da AllRugby in edicola).
Il club della Ghirada si è presentato da solo alla corsa per la Celtic ma assicura che una volta ottenuta la partecipazione al torneo anglosassone coinvolgerà l’intero territorio veneto, studiando sinergie con le altre piazze. Intanto la Fir deve incassare la bocciatura della sua candidatura alla Coppa del Mondo e la crisi – economica ma anche “di vocazioni” – che sta stravolgendo il Super Ten alla vigilia della riforma complessiva dei campionati al via dalla stagione 2010-2011.
Il Calvisano, unica società in grado di interrompere l’egemonia del Benetton con gli scudetti 2005 e 2008, non si iscriverà al massimo campionato, seguendo l’esempio della Capitolina (già ripescata L’Aquila).
E se si instaurasse un effetto domino prima della scadenza delle iscrizioni al torneo, il 10 luglio? Oggi peraltro i giocatori sotto contratto con il Calvisano, fra i quali una decina del giro della Nazionale, si ritrovano senza club, mentre il mercato francese è già chiuso e quello inglese attanagliato dalla crisi economica.
Altri club che avevano investito molto nel futuro come il VeneziaMestre pensano a formule ormai di semi-professionismo, con una riduzione del budget del 50 per cento. Un ridimensionamento ampiamente generalizzato, con la sola eccezione di Benetton e Viadana (ma anche i mantovani hanno operato tagli nei contratti).
Il neo-allenatore Marzio Innocenti ha previsto un solo allenamento quotidiano, concentrato nella pausa pranzo, per permettere ai giocatori una parallela carriera nel lavoro o nello studio. “Il professionismo nel rugby italiano è un esperimento fallito”, sottolinea il tecnico, da sempre su posizioni dissidenti rispetto al potere federale. Intanto riduzioni di ingaggio per tutti e taglio degli stranieri, mentre l’addio di Giovanni Boccalon (Rovigo) e Paolo Frasson (Riviera) impone ai veneziani di ripensare lo schieramento di prima linea.
A Rovigo si lavora per una ristrutturazione della società. «Il ritiro del Calvisano è causa di nuove incertezze per tutto il movimento», commenta la presidentessa rossoblù Susanna Vecchi, «comprendo le ragioni della società lombarda e sono stupita che dalla Federazione non sia giunto un solo commento ufficiale. Fatto sta che il prodotto-campionato viene ulteriormente svilito e cercare investitori diviene ancora più difficile. Lo scorso anno non siamo riusciti a coprire il bilancio e credo l’abbiano fatto solo un paio di società del Super Ten. Per la prossima stagione il nostro bugdet si assesterà attorno al milione e 300 mila euro, con una riduzione del 30 per cento circa».
Mentre è giunta la conferma dello sponsor Femi-Cz (Francesco Zambelli aveva precedentemente annunciato l’abbandono), la novità a Rovigo è l’arrivo di Antonio Pagano, ex direttore marketing del Viadana (nella foto con il team manager Andrea Scanavacca e la presidentessa Vecchi), con funzioni di general manager. «Abbiamo preferito sacrificare qualcosa per la squadra e consolidare invece l’assetto societario», dice Susanna Vecchi, «con il lavoro di Pagano, un dirigente di provate capacità e con l’esperienza di Viadana alle spalle, puntiamo ad un maggiore radicamento nel territorio».
Estate di grandi manovre anche a Padova, con il Petrarca che deve delineare i progetti per la nuova stagione. Per il nuovo presidente Enrico Toffano si prospetta un difficile compito, anche alla luce degli impegni contrattuali presi ancora prima della perdita dello sponsor Carrera e dei nuovi e più modesti panorami aperti dalla riforma dei campionati.
Ed intanto, dove finiranno ora i giocatori del Calvisano? All’estero non c’è più mercato per gli azzurri. Solo per Simone Favaro ci sono stati gli interessamenti di alcuni club francesi, che possono ancora tesserare un jolly. “Lo scenario è apocalittico”, confessa un procuratore.
VeneziaMestre ancora sconfitto. Super Toniolatti e la Capitolina torna in corsa per la salvezza
Nel turno prenatalizio di Super Ten perde una ghiotta occasione il Casinò di Venezia, sconfitto in casa dalla Capitolina, ultima in classifica e fino a sabato ancora a secco di vittorie. In un match che avrebbe potuto garantire ai lagunari già un’ipoteca sulla salvezza irriconoscibili “Dado” Candiago e compagni, ai quali è mancata anzitutto la voglia di lottare.
Sorprendenti i romani, almeno a giudicare dalla posizione in classifica: ben organizzati, rigorosi nella gestione del gioco e spietatamente opportunisti in occasione degli errori del Casinò. Da uno di questi – un passaggio alla cieca di Maci Perziano – sono nati l’intercetto di Caffaratti e la conseguente meta ospite nel primo tempo, mentre una disattenzione difensiva ha propiziato la seconda, di Sepe, per il 18-6 sul quale si cambiava campo.
Mancava ai veneziani un efficacie gioco al piede abbinato ad una lucida regia, con Josh Levi chiamato a fare più la terza linea aggiunta che il playmaker, e la necessaria aggressività degli avanti nei breakdown. Quando nella ripresa il Casinò si riavvicinava nel punteggio (meta di Ziegler ispirata da una “veloce” di Benetti), era l’azzurro Toniolatti a beffare tre difensori e ad assicurare alla Capitolina la prima vittoria stagionale.
Il mediano di mischia (foto in alto), dinamico ed intelligente nella gestione, era il man of the match, ma anche Myring e Abadie hanno impressionato. Blando il rientro fra i padroni di casa di Denis Dallan (foto), mentre il fratello Manuel si conferma fra gli acquisti migliori della stagione.
Per il VeneziaMestre non si può parlare di crisi, tuttavia mancano molti punti in classifica rispetto alle aspettative della vigilia. Dopo le sconfitte casalinghe con Viadana, Overmach e Petrarca, tutte di strettissima misura, e l’assolo vincente contro il Calvisano, il rovescio nello scontro diretto con la Capitolina è stata una doccia ghiacciata. Il girone di ritorno sarà molto impegnativo. Il sesto posto – obiettivo dichiarato del club presieduto da Tommaso Pipitone – non è poi così lontano, ma allo stesso tempo neppure la salvezza può essere data per scontata.