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“Toni” Green, qualche foto storica degli anni di Treviso e Casale (con un certo Zinzan Brooke)

Poiché il tema di discussione del giorno è il licenziamento di Craig Green da tecnico della Nazionale under 20, proponiamo ai nostri lettori qualche foto storica di “Toni”, tratta dalla mitica rivista “Il mondo del rugby”. Green, migliore marcatore del Mondiale 1987, è considerato da molti giocatori biancoverdi lo straniero più impressionante visto con la maglia di Treviso. Qui sopra l’ala di Christhchurch è impegnato contro l’Unibit in maglia Benetton nella stagione 1989-1990.

Qui sotto invece Green veste la maglia del Record Cucine Casale nella stagione 1992-93 ed è in compagnia di un altro grandissimo All Black, Zinzan Brooke. Il Casale era una squadra con bei nomi, come Stefano Bettarello che vediamo nell’ultima foto. A fianco si riconosce un nome noto del rugby italiano, Andrea Cavinato (oggi allenatore a Calvisano).


Caso Aironi, Treviso resta in attesa. Intanto la Fir licenzia i tecnici Green e Ghini

Il movimento attende di conoscere la sorte degli Aironi, che dipenderà probabilmente dal consiglio federale di venerdì prossimo. In posizione attendista si colloca anche il Benetton.

«Le nuove indicazioni della Fir non ci soddisfano di certo, ma la priorità ora è un’altra: ritrovare il successo che manca da troppo tempo», ha sottolineato il presidente trevigiano Amerino Zatta la scorsa settimana, prima che i biancoverdi subissero a Swansea la loro nona sconfitta consecutiva, «la vittoria resta il fattore fondamentale per avere entusiasmo nel fare sport, a qualsiasi livello e per qualsiasi componente di un club. Sulla questione delle regole, attendiamo intanto gli sviluppi della situazione degli Aironi in seguito al consiglio federale, mentre ribadisco che per discutere le soluzioni ai problemi della partecipazione italiana al Pro12 sarebbe opportuno un incontro con la Fir e gli stessi Aironi, in un confronto anche pubblico».

Intanto si registrano movimenti anche nell’ambito della struttura tecnica federale. Craig Green (foto sopra), infatti, non sarà più l’allenatore della Nazionale under 20 nella prossima stagione. La Fir avrebbe deciso infatti di non avvalersi più del tecnico neozelandese dopo la partecipazione alla Junior World Cup in programma in Sud Africa a giugno. Sembrerebbe che Jacques Brunel vorrebbe alla guida degli azzurrini un allenatore di sua fiducia. Avventura finita anche per Sandro Ghini, la cui Italia under 18 sta deludendo agli Europei di categoria.


Beffa Ulster, Benetton ancora a secco. E Franco Smith racconta Ruan Pienaar

Il Benetton aveva una gran fame. Con tre mesi di sconfitte alle spalle, Antonio Pavanello e compagni scendevano in campo contro l’Ulster carichi come molle, puntuali e feroci nei placcaggi, spericolati (talora pure troppo) con la palla in mano. Sembrava fatta quando lo score era 23-13 ed erano solo 11 i minuti rimasti sul cronometro. Finale incredibile: 23-27. «Abbiamo giocato una partita quasi perfetta, ci siamo imposti fisicamente, nelle collisioni la sconfitta che ci pesa come nessun altra», commentava sconsolato il capitano, «per questo la sconfitta ci pesa come nessun altra di questa stagione».

Decisiva la gestione degli ultimissimi minuti di gioco, ma forse ancor più le occasioni sprecate nel corso della partita. A fronte del notevole volume di gioco prodotto e di un predominio netto nelle fonti di gioco i trevigiani hanno raccolto troppo poco in termini di punti.

Peccato davvero per un Benetton tornato al suo smalto migliore con il recupero dei nazionali e soprattutto grazie ad una mediana Burton-Gori ispiratissima, quasi maturata dall’esperienza azzurra. L’australiano, che pure ha sulle spalle la meta di Henry nel primo tempo, ha firmato da difficile posizione il drop del vantaggio a inizio ripresa e orchestrato bene il gioco con i calci tattici. Il Gori vivace di sabato lascia più tranquillo Smith dopo la perdita di Toby Botes. Il sudafricano ha un gomito in disordine e visto che la sua stagione è finita lo staff medico trevigiano sta valutando di accellerare i tempi anche per l’operazione alla spalla (ma serviva proprio rischiarlo contro la Scozia?).

Bene anche Manoa Vosawai (foto in alto, da benettonrugby.it), che impiegato come uomo-proiettile ha severamente impegnato gli irlandesi nel placcaggio, ed un sempre più maturo Tommaso Iannone. L’immagine più bella della giornata è il passaggio dietro la schiena di Diego Vidal, che propizia la meta di Di Bernardo illudendo i biancoverdi. L’Ulster ha tenuto duro con il suo mestiere e con il talento fuori concorso dello Springbok Ruan Pienaar, capace di calciare fra i pali anche abbondantemente oltre la metà campo e di guidare la rimonta dei suoi.

«Conosco Ruan da quando era bambino», ha raccontato Franco Smith (entrambi sono di Bloemfontain), «ho avuto modo di giocare all’inizio della mia carriera con suo padre Gysie Pienaar, che è stato un grande estremo degli Springboks e anche vice-allenatore del Sud Africa. Ruan ha ricevuto i buoni insegnamenti di Gysie e fin da piccolo si è allenato molto a calciare. Sapete, dalle nostre parti non ci sono molti altri passatempi, oltre al rugby…  E Pienaar, Mornè Steyn e mio fratello erano sempre insieme da ragazzi» (Nella foto Pienaar e Steyn in maglia Springboks).

Il Benetton aveva rischiato di smarrirsi nei recenti appuntamenti dopo le buone prove di Heineken Cup (in particolare nella sfidapersa di un soffio con i Saracens che rappresenta forse l’acme della stagione). Colpa della impossibile coabitazione di Pro12 e Sei Nazioni per una squadra che dà alla rappresentativa del proprio paese un numero di atleti senza pari in qualsiasi altro scenario professionistico. Se l’ultimo successo resta quello della vigilia di Capodanno sugli Aironi, di certo contro l’Ulster Treviso ha dimostrato nuovamente di essere in grado di esprimere bel gioco e di lottare alla pari con gli avversari della parte alta della classifica.


Anthony Minichiello verso l’Europa (forse l’Italia). Ma la star del league continua a incantare l’Australia

Secondo un articolo del Sydney Morning Herald c’è la tentazione dell’esperienza europea o giapponese per Anthony Minichiello, estremo dei Sydney Roosters del league. E l’Italia sarebbe una delle destinazioni possibili per il giocatore, assieme alla Francia e al Giappone nel caso di un code-switching sulla scia di quanto fecero, ad esempio, Tony Gasnier e l’altro ragazzotto di Sydney Craig Gower.

Ma l’altra opzione, secondo l’Herald, resta la conferma con i Roosters, di cui Minichiello è quasi un simbolo. Soprattutto dopo l’impresa di lunedì scorso nel derby di Sydney con i Rabbitohs. “Mini”, che nel corso del match era stato espulso per un dubbio placcaggio in ritardo, ha inventato a tempo scaduto la meta del sorpasso per i Roosters (video qui sotto). A 31 anni, il giocatore (che alcuni anni fa era stato sul taccuino del Benetton) si dimostra ancora in gran forma.

I legami di Minichiello con la patria dei suoi antenati si sono rinsaldati di recente quando l’estremo dei Roosters si è impegnato nell’avventura della Nazionale italiana di rugby league, di cui è stato anche nominato capitano. Di recente ha sposato la stilista Terry Biviano e l’evento ha tenuto banco a lungo nella scena sociale della più grande città australiana.

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Benetton e Smith insieme fino al 2014. Parte dal tecnico sudafricano il nuovo progetto di Treviso

Benetton e Franco Smith insieme fino al 2014. La notizia della firma di un contratto biennale arriva da un quotidiano sudafricano solitamente ben informato sugli affari dei rugbisti della zona di Bloemfontein, anche se non viene confermata dal tecnico e dalla società, i quali probabilmente attendono l’imprimatur della Fir prima di dare ufficialità all’accordo (secondo il famigerato capitolato sulla partecipazione alla Celtic League, alla Federazione spetta l’ultima parola sugli staff tecnici delle due franchigie).

L’allenatore che ha traghettato il Benetton dal Super 10 nostrano agli scenari europei rimane dunque a Treviso per allungare un ciclo che dura già da un lustro e che giungerà infine a sette anni. Per Franco Smith un mandato praticamente da Presidente della Repubblica. Il paragone sarà pure irriverente, ma di certo al tecnico sudafricano va ascritta una buona parte di merito nella crescita del club negli ultimi anni.

Smith godeva di buone quotazioni di mercato in Sud Africa. Il suo nome era girato addirittura fra i possibili candidati al posto di allenatore dei trequarti degli Springboks dopo la nomina a head coach di Heyneke Meyer. Ma il tecnico aveva soprattutto una concreta offerta dai Bulls (orfani dello stesso Meyer) e l’interessamento di Cheetahs, Griquas, Southern Kings. Anche importanti club di Pro12 si erano fatti avanti per offrire un posto nel loro staff. «A Treviso c’è ancora molto lavoro da fare», aveva dichiarato nei mesi scorsi Smith, «prima di intraprendere nuovi progetti, mi piacerebbe condurre a compimento quello cominciato qui. Con il Benetton vorrei raggiungere un risultato concreto, come i playoff di Pro12 o Heineken Cup».