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Semifinale, poche chance per il Petrarca. A Monigo passerella per l’ultimo match di Goosen e Kingi

La prima semifinale al Plebiscito si è conclusa con entrambe le squadre scontente per l’arbitraggio del milanese Stefano Pennè. “O l’arbitro era in malafede oppure era un incompetente”, accusava a fine partita un arrabbiatissimo Enrico Toffano, presidente del Petrarca, “non ci stiamo ad essere presi in giro in questo modo”. Con lo stesso vigore protestava anche lo staff del Benetton. “Possibile che nonostante il netto predominio del gioco a Treviso e Padova siano stati fischiati lo stesso numero di calci di punizione”, domandava ironico il direttore generale biancoverde, Vittorio Munari.

Ed anche a Viadana Rovigo ha contestato duramente la direzione di gara, tanto che l’allenatore Umberto Casellato ha ricevuto una squalifica di quattro mesi in seguito alle parole rivolte a Damasco a fine gara. In questo weekend le due semifinali di ritorno. Il Montepaschi troverà al “Battaglini” un clima caldissimo.

A Monigo invece il +12 nello score finale ed il +4 nella classifica combinata frutto del successo di Padova mettono il Benetton in una serena posizione psicologica. Peraltro il Petrarca visto in garauno non sembra in grado di impensierire i campioni in carica e di metterne in discussione il ritorno il 29 giugno nello stadio padovano, sede dell’ultima finale del “vero” campionato italiano prima del distacco in Celtic League di Treviso e Viadana. Anche se Smith dovrà rinunciare a “Nacho” Rouyet ed Emiliano Mulieri, infortunati.

Sarà l’occasione di un’autentica passerella per due giocatori dei più rappresentativi dell’ultimo lustro di storia biancoverde come Marius Goosen e Dion Kingi (foto), all’ultima uscita sul terreno di Monigo. Due limpidi esempi di professionalità ed abnegazione.

“Gus”, 36 anni, ha annunciato da tempo l’intenzione di chiudere con il rugby giocato per dedicarsi solamente al mestiere di allenatore (attualmente cura i trequarti a fianco di Franco Smith). Intanto anche sabato scorso il sudafricano è risultato decisivo, non solo per i 18 punti segnati nel 28-16 finale ma soprattutto per le consuete capacità di leadership nella gestione del gioco.

Kingi a 34 anni e dopo 5 splendide stagioni chiude giocoforza il capitolo con Treviso, al quale le direttiva Fir impongono un limite di cinque stranieri in Celtic League a tutela degli atleti di interesse per la Nazionale. Anche se le mosse di mercato del Benetton restano ancora top secret, è chiaro che il maori di Waiuki rientrerà nel cospicuo gruppo di atleti sacrificati nella ristrutturazione per lo sbarco sul palcoscenico anglosassone.

Fra questi, con tutta probabilità, anche gli oriundi argentini Allori, Vidal (foto) e Mulieri, divenuti improvvisamente “stranieri” (assieme ad un altro centinaio di naturalizzati) in seguito alla nuova norma salva-vivai introdotta dalla Federugby. Non sarà facile per il Benetton trovare dei degni sostituti sul mercato italiano ed europeo.

Foto in alto di Elena Barbini, da www.petrarcarugby.it