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Monigo scopre Willem De Waal. Un Benetton brutto e stanco trova contro Glasgow l’ottava vittoria

Il Benetton non ritrova se stesso ma assapora il gusto della vittoria ad oltre due mesi dall’exploit con il Munster: 19-16 al Glasgow per l’ottavo successo stagionale ed il sorpasso in classifica ai danni degli stessi scozzesi. Partita vinta soprattutto con il cuore e con il sacrificio in difesa, mentre decisivo nello score finale risulta il drop inventato al 62’, sul 16-16, da Willem De Waal (nella foto, da www.marcosartori.net). Al di là della prodezza da 40 metri, il sudafricano è stato protagonista sia per la sapiente regia che per la precisione dalla piazzola (3 su 3, e 10 centri negli ultimi 10 tentativi).

Non fosse per il mancino di scuola Stellenbosch gli sforzi del Benetton difficilmente avrebbero partorito quattro punti. Se vincere giocando male può essere interpretato anche come un segnale di maturità, il successo sul Glasgow al contempo non cancella gli attuali problemi di Treviso, primo fra tutti una evidente stanchezza mentale a questo punto di un’annata con inedite pressioni. E resta di fatto anche una sterile prevedibilità offensiva, svanito l’effetto-sorpresa dei match autunnali, mentre la mischia chiusa biancoverde non sembra più essere così dominante. «E’ una stagione molto dura dal punto di vista mentale, abbiamo commesso molti errori per il nervosismo ma ora il successo ci leva di sicuro un po’ di stanchezza dalle nostre teste», spiega Franco Smith nel dopogara.

Per tutto il primo tempo è il Benetton a dettare il ritmo, mentre gli scozzesi, attendisti a dispetto del nome “Warriors”, sembrano predisporsi soprattutto a controllare. I trevigiani sono impazienti e arruffoni, sciupando diverse occasioni. De Waal e Ruaridh Jackson pareggiano il conto nei piazzati e si cambia campo sul 6-6, dopo che un lungo assedio dei padroni di casa era stato fermato dagli scozzesi a ridosso dell’area.

La meta che arriva ad inizio ripresa non è costruita ma si deve ad uno spunto estemporaneo di Robert Barbieri, quando il Benetton produce in superiorità numerica un notevole volume di gioco con i drive degli avanti. Ma passano 6‘ e già il Glasgow – ancora in 14! – agguanta il pareggio con il velenoso Graeme Morrison (foto), il migliore dei suoi. Per il pubblico di Monigo il finale è da cuore in gola, con i biancoverdi che si immolano in una serie infinita di placcaggi. Ci si mette anche il guardialinee padovano Alan Falzone con un una incredibile decisione che scatena gli ululati dell’intero stadio (splendido cross-kick di De Waal con 40 metri di guadagno territoriale, che Falzone vede però rimbalzare fuori), ma la diga regge fino alla fine.

I migliori di Treviso sono Alessandro Zanni e Ludovico Nitoglia, mentre bisogna sottolineare la nuova prova positiva di Michele Sepe, solido soprattutto in difesa: senza dare troppo nell’occhio, l’ala romana in questa stagione ha saputo ritagliarsi un suo spazio in squadra, giocando già nove partite da titolare. Quanto a De Waal la prova contro il Glasgow varrebbe già come ipoteca per la riconferma. «Mi piacerebbe rimanere a Treviso, dopo la breve esperienza a Narbonne mi ero ripromesso di tornare in Europa ma per restarci più a lungo e poter così dimostrare il mio valore», ha detto il numero 10 sudafricano, «per me non è stato semplice passare direttamente dalla Currie Cup alla Magners League, dove il livello è molto alto, vicino a quello del Super 15. Un paio di infortuni hanno tardato il mio inserimento ma adesso spero di chiudere la stagione nel modo migliore. Mi piace giocare su campi asciutti, come in Sud Africa».

Ma per definire la rosa degli stranieri il Benetton dovrà fare i conti con l’ultima cervellotica norma della Fir, che limita anche il ruolo: dall’anno prossimo ammessi solo 5 non-eleggibili per franchigia, dei quali uno rispettivamente in prima, seconda e terza linea, uno in mediana o estremo, un centro/ala. A meno che non arrivi la convocazione in Nazionale e pertanto l’equiparazione di Tobie Botes,  Treviso dovrà sceglierne dunque sceglierne due fra questi cinque: Botes, De Waal, Maddock, Williams, Vilk… La nuova regola, tuttavia, non sembra essere andata giù ad Aironi e Benetton.


Contro i Dragons tocca a Nitoglia. Il Benetton cerca il terzo successo in un match insidioso

A Newport da mesi non si parla d’altro che della Ryder Cup, la sfida che mette di fronte ogni due anni America ed Europa sui campi da golf e che attira una straordinaria attenzione nel pubblico e nei media del mondo anglosassone. La manifestazione è anche il motivo per cui in Magners League il Benetton questa sera si trova a giocare il suo terzo incontro di fila a Monigo: essendo impossibile trovare un solo posto letto libero in tutto il Galles del Sud, il club trevigiano ha ottenuto infatti l’inversione del match programmato originariamente al Rodney Parade di Newport, casa dei Dragons della contea di Gwent.

La franchigia, dopo i promettenti esordi fra il 2003 e il 2005 (un terzo e un quarto posto), è stata negli ultimi anni una delle meno competitive della lega. Il riscatto è giunto nella passata stagione quando il settimo posto finale, rimanendo fino all’ultimo in corsa per i playoff, è valso a Paul Turner (foto) il premio di “allenatore dell’anno” in Magners League. Una classifica ferma a 4 punti, frutto di un’unica vittoria e migliore solo a quella del Viadana, risvegliano ora gli incubi dei tifosi gallesi, già passati nell’ultimo lustro da una media di 8.300 all’attuale di 5.600. Questa settimana ha lasciato i Dragons, sbattendo la porta, l’allenatore della difesa Colin Charvis (12 mete subìte in 4 partite), mentre la lista dei giocatori bloccati in infermeria si è ulteriormente allungata con l’infortunio del pilone ex-Calvisano Ali McKenzie.

Un avversario dunque decisamente più abbordabile dei precedenti per il Benetton, nonostante il brusco ridimensionamento di venerdì scorso contro i Blues, e che i biancoverdi hanno già battuto nell’edizione 2007-2008 dell’Heineken Cup, espugnando il Rodney Parade per 24-22 con un calcio di Goosen allo scadere. Ma allo stesso tempo è un match pieno di insidie dal punto di vista della tenuta mentale dei biancoverdi, chiamati per la prima volta in Magners League ad interpretare gli 80′ nel ruolo dei favoriti. «Lo scorso anno i Dragons sono riusciti a battere Ospreys e Munster, dobbiamo aspettarci una partita molto intensa in cui non ci possiamo permettere di ripetere i molti errori commessi contro Cardiff», sottolinea Franco Smith, che a Newport ha anche giocato per una stagione.

Il tecnico sudafricano opera diversi cambiamenti nella squadra titolare, rivoluzionando il settore arretrato. La novità è l’esordio assoluto in maglia biancoverde per l’ala Ludovico Nitoglia (nella foto), già 17 volte azzurro prima di rompere con la Nazionale, mentre in cabina di regia la fiducia va a Burton e Fabio “Mozza” Semenzato, con lo slittamento del versatile (ed indispensabile) Botes ad estremo (foto in alto). Prima apparizione stagionale per Andy Vilk e rientri di Galon e De Jager; i sacrificati sono Maddock e Sgarbi, a riposo, oltre a Benvenuti e Williams, in panchina. Tira il fiato anche Zanni, il cui posto viene preso da Derbyshire. Per Enrico Pavanello si tratta della presenza numero 200 in dieci stagioni di onoratissima militanza nelle file del Benetton.

Smith definisce così gli ordini di scuderia per la partita, avendo ben in mente una dubbia rinuncia a piazzare nella ripresa di Benetton-Cardiff: «Non concedere palle in attacco troppo facili ai nostri avversari, segnare ogni volta che ne abbiamo l’opportunità e naturalmente non commettere disattenzioni in difesa». Fra i Dragons Paul Turner inserisce nel XV iniziale il neo-acquisto Tom Cheeseman e porta in panchina il centro Ashley Smith dopo sei mesi di assenza.


Bravo Benetton! Kris Burton: “Cresce la fiducia, ora possiamo giocare alla pari con tutti”

Smaltite le bollicine per la festa di sabato, quando Monigo ha vissuto un’altra storica serata con il clamoroso successo sul Leinster, il Benetton è immediatamente tornato a lavorare sul campo in vista del prossimo match, venerdì ancora in casa contro i Cardiff Blues (ore 19,05, diretta Dahlia, arbitro lo scozzese McMenemy). La squadra gallese, protagonista la scorsa stagione sia in Heineken Cup che in Magners League pur non avendo raggiunto le finali, si è rinforzata quest’anno con l’ingaggio del miglior marcatore in assoluto del torneo celtico, il numero 10 australian-scozzese Dan Parks (foto sotto), autore di 1.132 punti in una carriera prevalentemente con la maglia dei Glasgow Warriors.

Dopo la doppia sorpresa riservata dal Benetton agli Scarlets e al Leinster c’è da aspettarsi che i Blues schiereranno a Monigo la migliore formazione. I biancoverdi dovranno essere sopra a tutto disciplinati, considerato che il Cardiff in tre partite non ha ancora sbagliato un calcio dalla piazzola: all’11 su 11 di Parks si abbina infatti il 9 su 9 complessivo di Ben Blair, l’altro kicker dei gallesi. Mancherà il centro Casey Laulala, che ha subito un brutto colpo alla testa nel match vinto nettamente contro i Dragons (43-21) e sarà lasciato precauzionalmente a riposo.

Il successo sul Leinster ha rappresentato per i biancoverdi  un’importante iniezione di fiducia. «Stiamo decisamente crescendo e soprattutto, grazie alle due vittorie di Monigo, cresce la fiducia nei nostri mezzi», spiega Kris Burton (nella foto a fianco), protagonista sabato di una prova convincente in regia, «contro il Leinster non abbiamo commesso gli errori in difesa che avevamo pagato caro nelle prime due partite ed abbiamo dimostrato di avere valide alternative di gioco in attacco. Ora affrontiamo ogni avversario con la certezza di potere giocare alla pari».

L’ex-Prato si è dimostra finora affidabile in regia ed i suoi drop sono stati importanti per capitalizzare il lavoro degli avanti nel campo avversario. Ma il Benetton, come noto, continua a cercare il quinto straniero ed ha contattato una forte apertura sudafricana, che Smith e Van Zyl conoscono bene dai tempi dei Cheetahs.

Intanto è pronto al rientro il capitano Antonio Pavanello. «La botta subita nella partita di esordio mi ha causato molto dolore ma è ormai assorbita», dice il seconda linea, «non vedo l’ora di rientrare in campo, mi sono già perso l’occasione di festeggiare contro il Leinster».

Archiviato l’infortunio, è ormai disponibile per Franco Smith anche Andy Vilk, che non è ancora sceso in campo in questa stagione. Sabato scorso ha invece esordito con la maglia biancoverde Joe Maddock: pur essendo apparso qualche volta in disagio nello schieramento difensivo, il neozelandese ha dimostrato di essere dotato di un superbo spunto in velocità e già di una sorprendente intesa con il compagno nel triangolo arretrato Brendan Williams.


Il gigante Lawes e la storia del Franklin’s Garden. Missione (quasi) impossibile per il Benetton

Al Franklin’s Garden di Northampton giocarono, naturalmente vincendo, i primi All Blacks neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti “Original”. Era il 1905 e la storia viene raccontata da Lloyd Jones nel “Libro della gloria”, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il rugby il Benetton disputa oggi il terzo turno di Heineken Cup, di fronte a 13mila tifosi per l’ultimo appuntamento annuale dei “Saints” in maglia verde, nero ed oro, protagonisti finora di una stagione ricca di soddisfazioni (terzo posto in Premiership, una vittoria sul Munster in Europa prima della sconfitta a Perpignan).

L’impegno è durissimo, quasi proibitivo per i biancoverdi, i quali si trovano ad affrontare l’intensità di gioco internazionale dopo una lunga astinenza e due match non pienamente convincenti nel Super Ten, contro Venezia e L’Aquila. Ma dopo l’exploit di Heineken Cup contro il Perpignan – e con la Celtic League all’orizzonte – Treviso è oggi chiamata a dimostrare la sua competitività su qualsiasi terreno straniero. L’allenatore Franco Smith (foto) da parte sua si ritrova finalmente con una squadra al completo, o quasi: in un organico di 40 atleti mancano all’appello solo Williams, Orlando, Costanzo e Neethling, mentre sono ormai vicini al rientro importanti pedine a lungo out come Marcato, Sbaraglini e De Jager.

Lo schieramento per la partita del Franklin’s Garden prevede Marius Goosen in cabina di regia e Tobie Botes all’ala (quasi un secondo estremo, per fronteggiare al meglio il gioco al piede degli inglesi), con il rientro a tutti gli effetti di sette nazionali nel XV titolare. Il Northampton è una squadra priva di grandi finisseur ma dal gioco terribilmente efficace, soprattutto sul campo di casa, dove nei 7 match di questa stagione non ha mai perso.

Ad attrarre l’attenzione dei tifosi delle Midlands è stato di recente il seconda linea Courtney Lawes (201 cm per 115 chili – foto in alto, sotto il video di un suo placcaggio su Thomas del Montpellier), cresciuto a 100 metri dallo stadio, titolare ad appena vent’anni e già celebre per i suoi placcaggi devastanti. “Ma il loro giocatore migliore è probabilmente l’altra seconda linea, Jaundre Kruger, molto fisico e allo stesso tempo tecnico”, sottolinea Smith, dando inevitabilmente credito al conterraneo  sudafricano che tuttavia oggi parte in panchina.

“Nel complesso Northampton e Benetton si assomigliano, io e il loro allenatore (Jim Mallinder, ndr) abbiamo la stessa visione del rugby”, commenta Smith, “a differenza di Perpignan e Munster sono una squadra senza grandi stelle ma molto bene organizzata, nella quale ogni giocatore sa bene cosa fare in campo. Sono molto aggressivi nei punti di incontro, dovremo essere disciplinati e pazienti per rispettare il nostro piano di gioco”. Motivazioni supplementari per Andy Vilk, con la maglia dei Saints dal 2003 al 2006.

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