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Harakiri veneziano: il Casinò retrocede e accusa l’arbitro Mancini. Pipitone lascia?

Il Casinò di Venezia compie un autentico harakiri e conclude il suo campionato con una incredibile retrocessione. “Reperire risorse economiche è sempre più difficile e non so se ci iscriveremo al prossimo torneo di A, anzi non so neppure se continuerò ad impegnarmi personalmente nel rugby”, questo l’amarissimo commento del presidente Tommaso Pipitone immediatamente dopo la sconfitta in casa da parte del Banca Monte Parma allenato dall’ex “Ciro” Sgorlon. Fra le società in crisi di bilancio Venezia è comunque in buona compagnia: certo non stanno meglio, ed esempio, Rovigo o Roma. C’è da domandarsi che campionato di Eccellenza sarà quello del 2010-11.

Una sola masochistica scelta costa l’intera stagione agli amaranto-oro, ultimi a pari punti del Gran prima del match di sabato. In vantaggio 20-16 a tempo ormai scaduto, i veneziani rinunciano ad un facile piazzato per cercare il bonus che garantirebbe la salvezza senza passare dallo spareggio. Si va per la quarta meta a forza di percussioni degli avanti, poi Lucio Prati (peraltro autore di una buona gara nell’inedita posizione di ala) avrebbe l’occasione per segnare ma l’ovale gli cade di mano.

Sono invece i gialloblù ospiti ad andare a segno nel lungo recupero concesso dall’internazionale Stefano Mancini (nella foto, sullo sfondo di una percussione di McGovern), certo protagonista di una direzione di gara non proprio trasparente: finisce così 16-21 ed il Casinò scivola in serie A visto il contemporaneo successo del Gran sulla Roma. Pochi minuti prima gli amaranto-oro si trovavano ad un passo dalla salvezza, addirittura senza l’obbligo di spareggiare coi parmensi…

Peccato davvero perchè la squadra di Alejandro Canale, pur alle prese con molti infortuni, aveva disputato un match di enorme orgoglio, trascinata dai veterani “Dado” Candiago e “Maci” Perziano (quest’ultimo autore di un bella meta nel primo tempo), mentre il Banco Monte Parma si era dimostrato complessivamente superiore per qualità tecniche, soprattutto in mischia chiusa.

Trovatisi nuovamente ad inseguire nella ripresa, i veneziani trovavano l’energia per rimontare e l’apporto importante di giovani come Vittorio Candiago e Alberto Cazzola (foto).Il sorpasso con Lucas Paschini prima dell’incredibile epilogo.  Alla fine applausi del pubblico di Favaro Veneto per gli sconfitti ed – ironicamente – per l’arbitro Mancini, contestatissimo durante il match.

Ma il Casinò di Venezia forse dovrebbe prendersela più con se stesso per gli errori di gestione di sabato e per i molti altri commessi nel corso della stagione.


Ragazzi, che Venezia! Gajan rivoluziona il XV, difesa e aggressività stordiscono Calvisano

Ziegler

Dal Corriere del Veneto del 26 ottobre 2008.

Dopo due successi sfiorati contro Viadana e Parma, il Venezia fa la prima vittima fra le “grandi” del Super Ten. Ed è un successo che fa rumore: perchè a cadere è il Calvisano campione d’Italia e perchè la vittoria del Casinò è nettissima, al di là del 36-24 finale (era 26-3 al cambio di campo e 36-10 a 3′ dal termine).

Bravo Christian Gajan, che ha rivoluzionato per l’occasione l’assetto della sua squadra, azzeccando tutte le scelte. Josh Levi apertura, Montauriol e Wium in seconda linea – due flanker, alle spese di saltatori di ruolo come Minello e Rameka – e Garth Ziegler subito in campo a quattro giorni dal suo atterraggio a Tessera. E il biondo 22enne dello Zimbabwe, con passaporto svizzero, ha schiacciato in meta dopo soli 21 minuti (nella foto, festeggiato da Dallan e Benetti).

“Non si trattava di prendere grossi rischi, perchè sono sicuro delle qualità dei miei giocatori”, dice Gajan (foto a fianco) alla fine, “ognuno ha alzato il proprio livello di gioco, a cominciare dai giovani come Pipitone e Benetti. Levi ha tutte le carte in regola per giocare apertura e creare pericoli proponendosi a ridosso della linea del vantaggio”.  Mentre il Benetton passava di misura sul campo della Capitolina (21-17, due mete di Galon e calci di Marcato) e Rovigo si confermava solidissima espugnando Parma (30-20 all’Overmach con un super Basson, a segno assieme a Favaro e Bacchetti), il Calvisano imbottito di azzurri scopriva a Favaro un Venezia arrabbiato come non mai, tostissimo nei punti di incontro grazie anche al lavoro sporco ma preziosissimo di Gareth Krause, appena giunto dalla Currie Cup sudafricana.

Superbi nei placcaggi anche Candiago e Palmer, mentre appare rinato Manuel Dallan, una diga nel midfield. E’ partendo proprio dalla difesa che Gajan sta scolpendo il profilo della sua squadra, annunciata d’ora in poi come un ostico avversario per tutti, soprattutto a Favaro.

Dopo aver costruito un cospicuo vantaggio nel primo tempo, gli amaranto-oro hanno un po’ traballato nella ripresa ma proprio nel momento di maggiore affanno è arrivata la meta di Levaggi, nata da un contrattacco di “Ferro” Carlesso in cui sta racchiusa tutta la reattività e la voglia di vincere dei suoi. Preciso dalla piazzola Corrado Pilat con un ottimo 8 su 10 (3 su 3 le trasformazioni, 5 su 7 le punizioni). Ha portato bene ai padroni di casa la presenza di Oscar Pistorius, che ha calciato il kick-off (nella foto, con John Kirwan).

Giorni difficili per Marc Delpoux. A differenza di Gajan, che ha scelto Venezia rinunciando al Giappone e al Top 14 transalpino, al tecnico del Calvisano il campionato italiano non piace ed è pronto a rientrare in Francia a fine stagione. L’ha fatto sapere all’indomani di Biarritz-Calvisano scatenando un vespaio di polemiche. E intanto a Favaro l’arbitro al Calvisano non ha perdonato assolutamente nulla.

“Non sono d’accordo con Delpoux, secondo me il campionato italiano sta comunque crescendo di anno in anno”, ha spiegato Gajan, “l’arbitro tende sempre a fischiare a favore della squadra capace di mettere maggiore pressione e quelli siamo stati noi, in un certo momento della ripresa poi è stata la volta del Calvisano. Sono soddisfatto delle nostre performance difensive e voglio sottolineare in questo l’importanza del lavoro svolto da Ciro Sgorlon. L’arrivo di Krause è importante, è un giocatore concreto, intelligente, con un approccio da vero professionista. Ora attendiamo anche Mentz”.

(foto di Andrea Pozzobon, per gentile concessione del VeneziaMestre Rugby)