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Caso Aironi, Treviso resta in attesa. Intanto la Fir licenzia i tecnici Green e Ghini
Il movimento attende di conoscere la sorte degli Aironi, che dipenderà probabilmente dal consiglio federale di venerdì prossimo. In posizione attendista si colloca anche il Benetton.
«Le nuove indicazioni della Fir non ci soddisfano di certo, ma la priorità ora è un’altra: ritrovare il successo che manca da troppo tempo», ha sottolineato il presidente trevigiano Amerino Zatta la scorsa settimana, prima che i biancoverdi subissero a Swansea la loro nona sconfitta consecutiva, «la vittoria resta il fattore fondamentale per avere entusiasmo nel fare sport, a qualsiasi livello e per qualsiasi componente di un club. Sulla questione delle regole, attendiamo intanto gli sviluppi della situazione degli Aironi in seguito al consiglio federale, mentre ribadisco che per discutere le soluzioni ai problemi della partecipazione italiana al Pro12 sarebbe opportuno un incontro con la Fir e gli stessi Aironi, in un confronto anche pubblico».
Intanto si registrano movimenti anche nell’ambito della struttura tecnica federale. Craig Green (foto sopra), infatti, non sarà più l’allenatore della Nazionale under 20 nella prossima stagione. La Fir avrebbe deciso infatti di non avvalersi più del tecnico neozelandese dopo la partecipazione alla Junior World Cup in programma in Sud Africa a giugno. Sembrerebbe che Jacques Brunel vorrebbe alla guida degli azzurrini un allenatore di sua fiducia. Avventura finita anche per Sandro Ghini, la cui Italia under 18 sta deludendo agli Europei di categoria.
Tregua Fir-Treviso, si riscrivono le regole. Ma scoppia il problema dei permit players

Pace fatta fra Benetton e Fir? In realtà più una tregua che una pace, quella stretta fra il massimo club italiano e il numero uno della Federazione, Giancarlo Dondi. Il presidente ha incontrato il suo omologo trevigiano Amerino Zatta giovedì scorso a Roma, dopo diverse riunioni nelle quali a rappresentare la Fir erano stati il vice Antonino Saccà e il responsabile dell’alto livello Carlo Checchinato. I due sono giunti ad un accordo che potrebbe riavvicinare le parti: il Benetton chiede di mettere nero su bianco le proposte accettate verbalmente da Dondi, quindi il club trevigiano ritirerà il ricorso sugli stranieri che rischierebbe di mettere in difficoltà la Fir di fronte agli organi di giustizia sportiva. C’è stato anche un avvicinamento sulla questione economica, alla quale Treviso tiene particolarmente (secondo i veneti, la Federazione non avrebbe rispettato gli accordi iniziali).
«E’ stato un incontro importante e costruttivo, ora vogliamo passare dalle parole ai fatti», ha dichiarato Amerino Zatta, «ci aspettiamo di giungere presto alla firma di un documento che faccia chiarezza sulle condizioni della nostra partecipazione alla Pro12. Era impossibile continuare a gestire la partecipazione ad un torneo internazionale vivendo alla giornata, con regole ambigue e continuamente modificate». In buona sostanza si tratta di varare degli “emendamenti” al famoso capitolato redatto per la partecipazione delle due franchigie italiane alla Celtic League, garantendo condizioni che dovrebbero permettere a Treviso e Aironi di essere più competitive sul fronte internazionale. «Vogliamo essere una squadra vincente nel panorama europeo, per ambizione ma anche per esigenze di sponsor (il budget stagionale del club è di oltre 7 milioni di euro, ndr)», commenta Zatta, «quanto ai giocatori italiani, il nostro obiettivo è farli crescere anche per il bene della Nazionale. Lo abbiamo sempre fatto e credo che questo sia evidente a tutti: il Benetton e Franco Smith sono i primi tifosi dell’Italia».
Un nuovo fronte si apre però riguardo ai permit players, indispensabili al Benetton per affrontare il periodo del Sei Nazioni quando numerosi biancoverdi saranno impegnati con l’Italia. Parma, infatti, non sembra disposta a concedere il prestito di Luca Morisi, già a Treviso durante i Mondiali (foto in alto) e capace di alcune positive prestazioni nel ruolo di centro. La squadra ducale, allenata dall’ex “Cocco” Mazzariol e oggi in brutte acque in classifica, è infatti impegnata nelle prossime settimane nel campionato di Eccellenza e non desidera perdere un elemento importante. Gli altri giocatori richiesti dal Benetton sono Alberto Chillon (foto) e Ornel Gega del Petrarca, Alberto Chiesa del Prato e Marco Fuser del Mogliano.
Mercato, solo ritocchi per il Benetton. E Mauro Bergamasco dà l’addio allo Stade Français
All’indomani della finale di Magners League fa un certo effetto pensare che entrambe le contendenti, il Munster e il Leinster già campione di Heineken Cup, sono uscite sconfitte da Monigo in questa stagione. L’anno prossimo, svanito l’effetto-sorpresa, sarà tutto più difficile per il Benetton, alla ricerca in queste settimane di consolidare il proprio organico in vista di un torneo 2011-12 caratterizzato dalla concomitanza, per almeno un mese, con i Mondiali neozelandesi.
Ad orientare il mercato biancoverde sono però soprattutto le nuove regole varate dalla Federugby, mal tollerate da Benetton e Aironi sullo sfondo di un conflitto dai toni sempre più duri fra le due franchigie e il potere centrale. Dal quartier generale della Ghirada si continuano comunque ad evitare le polemiche.
«Il nostro mercato è praticamente fermo, in attesa che vengano definite dalla Fir le regole della partecipazione alla Magners League per l’anno prossimo», spiega il presidente trevigiano Amerino Zatta, «abbiamo chiesto, assieme agli Aironi, di rivedere le norme che limitano la rosa da 42 a 40 giocatori e gli stranieri a cinque a referto in diversi ruoli: con una quindicina di atleti in azzurro ai Mondiali, torneremmo così ad avere una squadra contatissima per gli impegni del club. Aspettiamo che la Federazione prenda posizione su queste questioni, decisive per la programmazione. Di certo per la stagione 2011-2012 lo staff tecnico rimarrà invariato e la squadra subirà solamente dei ritocchi».
L’obbligo di distribuire gli stranieri in cinque diversi ruoli impone ora al management di Treviso tagli obbligati. Se si escludono i confermatissimi Botes e De Waal, resta solamente una casella libera fra i trequarti. Williams o Maddock? Il sacrificato sarà quest’ultimo, disastroso nella sua prima stagione in biancoverde. Il suo ritorno nella Premiership inglese, ai Saracens freschi di titolo, libera Treviso di un oneroso contratto e dà il via libera alla conferma di Williams. Per la squadra di Londra Maddock rappresenta un’alternativa in più all’ala durante l’assenza per i Mondiali dei nazionali inglesi.
Il nome nuovo in casa Benetton potrebbe essere quello di Alberto Di Bernardo (foto in alto). Dai media francesi rimbalza la voce di un serio interessamento per l’oriundo argentino del Bourgoin, in passato già a L’Aquila e Leeds. Di Bernardo è naturalizzato italiano, avendo giocato con l’Italia A, e quindi il suo ingaggio non andrebbe ad incidere sulla quota degli stranieri. Il Benetton aveva anche sondato la disponibilità dell’azzurro Craig Gower, ma non se ne farà nulla. Quanto ai giocatori in scadenza di contratto, Fabio “Mozzarella” Semenzato ha firmato il rinnovo (nella foto, il mediano in un coraggioso placcaggio su Alesana Tiulagi). Aveva alcune offerte dalla Francia. Fine dell’avventura in biancoverde per Vilk, Vermaak, Costanzo, Vidal e De Jager.
Intanto in Inghilterra la retrocessione del Leeds libera Marco Wentzel, un giocatore che a Treviso ha lasciato il segno. Ma l’ex Springbok andrà agli Wasps. Mentre gli Aironi cedono all’Aix il seconda linea Vickus Liebenberg, il neopromosso Lyon è interessato al pilone Maximiliano Bustos, già alla Capitolina e L’Aquila. Sul fronte del mercato francese va segnalato il divorzio fra Mauro Bergamasco e lo Stade Français. Dopo otto stagioni a Padova, il padovano è fra i “licenziati” più illustri nell’ampio turn-over voluto da Bernard Laporte, tornato alla guida tecnica del club presieduto da Max Guazzini.
Dove giocherà ora Bergamasco? «Il ritorno in Italia è una delle opzioni possibili, deciderò nel giro di qualche settimana», ha dichiarato il terza linea, in corsa per un posto ai Mondiali. «E’ un ottimo giocatore, ma la terza linea è il nostro reparto meglio fornito e con Mauro non c’è stato finora nessun contatto», precisa il gm del Benetton, Vittorio Munari. La strada per un eventuale rientro in Italia passerebbe dunque per Viadana, dove giocano già diversi azzurri over 30 (Bergamasco è del ’79).
Rinnovamento a “RugbyClub”. Presentazione con Kirwan, Bettarello e le mamme del Benetton
Pubblico il comunicato relativo alla presentazione della rinnovata rivista Rugby Club, al quale collaboro con entusiasmo: è una bella realtà, con molti amici e molta passione, e soprattutto indipendente da qualsiasi controllo federale. Spero di incontrare qualcuno dei venticinque lettori di RugbyPeople alla Lovat di Villorba, mercoledì.
Mercoledì 9 febbraio alle 18.30 presso la Libreria Lovat di Villorba (TV), verrà presentata la rivista Rugby Club, in una veste grafica tutta rinnovata.
L’evento, promosso da Dasler edizioni, sarà seguito dal talk-show “L’Italia in mischia, in mischia con l’Italia”. Apriranno l’incontro Claudio Da Ponte, responsabile marketing Rugby Club, e Nicola Giuliato della Dasler edizioni, con la presentazione di tutte le novità che da questo numero caratterizzano Rugby Club. Seguirà il saluto dell’assessore alla cultura del Comune di Treviso Vittorio Zanini, attivo appassionato di rugby, e l’intervento di una rappresentante delle mamme del settore giovanile della Benetton Rugby, autrici del libro “Ricette in meta”, iniziativa a scopo benefico a favore del reparto pediatrico dell’Ospedale Provinciale Ca’ Foncello di Treviso.
Con un nuovo formato, un taglio editoriale d’impatto e articoli firmati dalle penne storiche del giornalismo sportivo italiano, Rugby Club parte dal rugby per affrontare temi diversi. Curiosità, notizie e tendenze coinvolgeranno tutti coloro che non considerano la “palla ovale” solo uno sport. Articoli di moda, di cucina, di economia e di salute saranno protagonisti insieme ai grandi valori del rugby. Rugby Club è come una grande squadra, spinta al rinnovamento e al miglioramento, ricca di valori in cui crede.
Il talk show dal titolo “L’Italia in mischia, in mischia con l’Italia”, in cui il pubblico potrà confrontarsi con ospiti d’eccezione quali Stefano Bettarello, editorialista di Rugby Club e primo italiano a giocare con i mitici Barbarians, Umberto Casellato, effervescente allenatore del Mogliano Rugby, John Kirwan (foto), tecnico della Nazionale giapponese di Rugby ed “All Blacks” campione del mondo, Amerino Zatta, presidente di Benetton Rugby. Le mamme del libro “Ricette in meta”, spesso “fan del bordo campo”, per l’evento scenderanno nella mischia e saranno anche cuoche: il loro ricco banchetto delizierà l’atmosfera di questa serata carica di entusiasmo.
Dalla Fir ok alla candidatura Benetton. Chiuso (forse) il caso Celtic, ora decidono gli anglosassoni
Il consiglio della Fir, riunito venerdì scorso a Bologna dal presidente Giancarlo Dondi, dà il placet alla documentazione presentata dal Benetton Treviso a supporto della proprio candidatura alla Celtic League. Assieme alla selezione degli Aironi con base a Viadana, il club veneto rappresenterà dunque il rugby italiano nel torneo anglosassone dalla prossima stagione. “La questione per quanto ci riguarda è conclusa, quindi, anche se si è trattato di un cammino molto più complicato rispetto a quanto previsto“, spiega con un sospiro di sollievo il presidente del club biancoverde, Amerino Zatta (nella foto al centro, assieme a Luciano Benetton).
Un ulteriore passo in avanti, quindi, nel percorso che dovrebbe condurre il Benetton all’ingresso ufficiale nella Magners Celtic League, il torneo che mette a confronto le realtà della palla ovale di Galles, Irlanda e Scozia. Desiderosi di allargare la competizione e pertanto il bacino del business su esempio degli altri campionati pro (Premiership inglese e del Top 14 francese), gli organizzatori della manifestazione hanno invitato la Federazione Italiana Rugby ad indicare due franchigie con requisiti tecnici ed organizzativi
all’altezza per confrontarsi con avversari di livello assoluto.
L’iter si era però complicato quando lo scorso 18 luglio il consiglio federale aveva votato Roma e Viadana quali candidate del movimento azzurro, escludendo Treviso che rappresentava la regione da sempre leader nel panorama nazionale ed il club di riferimento – sotto ogni aspetto – da almeno dieci anni. La clamorosa decisione, con vasta eco suscitata anche nel mondo politico, è stata rettificata a fine settembre con la riammissione di Treviso al posto del progetto romano denominato Praetorians.
L’ultimo mese è stato dedicato dalla Fir alla verifica dei requisiti finanziari del Benetton a copertura della candidatura – lo storico sponsor biancoverde mette sul piatto circa 8 milioni di euro all’anno in caso di partecipazione alla Celtic League – ed alla discussione del protocollo che impone alla franchigia di operare come una “sotto-nazionale” (definizione di Dondi) in stretta collaborazione con lo staff azzurro nell’interesse dell’intero movimento. Intanto Roma ha annunciato a sua volta il ricorso alla giustizia sportiva.
“Ora la nostra candidatura verrà valutata dall’organizzazione del torneo anglosassone”, dice Zatta, “crediamo che potremo ottenere una risposta ufficiale ai primi di dicembre”. Dalla Ghirada fanno sapere che lo sviluppo del progetto prevede ora il coinvolgimento a vario titolo delle altre realtà rugbistiche del Veneto e del Friuli. “Questo fa parte del nostro progetto fin dall’inizio e non è mai stato messo in discussione”, conclude il presidente del Benetton, “dobbiamo prima concertare assieme alla Federazione le modalità della collaborazione con le altre società del nord-est. Questa fase scatterà più avanti, da gennaio, una volta ottenuta conferma della nostra partecipazione alla Celtic”.
Foto da www.benettonrugby.it