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	<title>Rugbypeople &#187; Add new tag</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Rovigo e Toulon nel Challenge. Battaglini e l&#8217;antico legame fra due città innamorate del rugby</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
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		<description><![CDATA[
I sorteggi per la Challenge Cup 2009/2010 hanno designato Rovigo nel girone 3 assieme ai londinesi Saracens ed ai francesi del Castres e del Toulon. E proprio la sfida con quest&#8217;ultimi rappresenta un appuntamento speciale nell&#8217;ultima stagione dei club italiani nelle Coppe europee prima della Celtic League e della discussa riforma dei campionati interni.
Fra Rovigo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/battaglini-toulon.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-581" title="battaglini-toulon" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/battaglini-toulon.jpg" alt="" width="439" height="318" /></a></p>
<p>I sorteggi per la <strong>Challenge Cup 2009/2010</strong> hanno designato <strong>Rovigo</strong> nel girone 3 assieme ai londinesi <strong>Saracens</strong> ed ai francesi del <strong>Castres</strong> e del <strong>Toulon</strong>. E proprio la sfida con quest&#8217;ultimi rappresenta un appuntamento speciale nell&#8217;ultima stagione dei club italiani nelle Coppe europee prima della Celtic League e della discussa riforma dei campionati interni.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/copertina-libro-toulon.jpg"><img class="size-medium wp-image-583 alignright" title="copertina-libro-toulon" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/copertina-libro-toulon.jpg" alt="" width="139" height="168" /></a>Fra Rovigo e Toulon, infatti, esistono antichi legami, sullo sfondo di una analogia di carattere fra le due città: entrambe città di classi popolari, entrambe follemente innamorate del rugby tanto da farlo diventare senza dubbio il primo sport. Indimenticabile l&#8217;esperienza di una partita allo <strong>stadio Félix Mayol</strong>, a due passi dal mare, sempre gremito di indemoniati tifosi rossoneri. L&#8217;arrivo del magnate dei fumetti <strong>Mourad Boudjellal</strong> ha portato ad una rinascita del &#8220;brin de muguet&#8221;, oggi uno dei club con il maggiore budget in Europa. Quindi i tifosi del Rovigo potranno vedere all&#8217;opera al Battaglini gente come <strong>Jonny Wilkinson</strong>, <strong>Felipe Contempomi</strong> o <strong>Pierre Mignoni</strong>.</p>
<p>Ma ad inaugurare il legame fra il rugby rodigino e tolonese fu <strong>Mario Battaglini</strong>, che con la maglia dei francesi disputò la stagione 1948/49. La figura di &#8220;Maci&#8221; trova ancora ampio spazio nello splendido libro &#8220;Le Rugby Club Toulounnais 1908-2008&#8243; dello scrittore<em><em> </em></em><strong>Gaelle Nohant</strong>, che racconta l&#8217;epopea della palla ovale rossonera. Dal testo è tratta la foto qui a fianco, in cui Battaglini disputa la semifinale a Béziers fra Rct e Vienne (11-6 per i rossoneri, nella foto in alto da notare la gente letteralmente appesa alla tettoia dello stadio).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/malosti-toulon.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-585" title="malosti-toulon" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/malosti-toulon.jpg" alt="" width="300" height="128" /></a>Poi il Toulon accolse un altro rodigino, <strong>Giancarlo Malosti</strong>, che lì finì per passare tutta la vita. Il terza linea, vincitori di 4 scudetti con Rovigo e 7 volte nazionale azzurro, è morto proprio nella città del Var tre anni fa. Nella foto veste la magia del Rct della stagione 1957/58 (è il terzo in piedi partendo da destra). In tempi più recenti ha invece avuto l&#8217;onore di esibirsi al Mayol il roccioso centro <strong>Stefano Bordon</strong>, passato al Toulon assieme ad <strong>Orazio Arancio</strong> nel &#8216;97 (foto sotto).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/bordon-toulon.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-589" title="bordon-toulon" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2009/06/bordon-toulon.jpg" alt="" width="143" height="125" /></a>Ad allenare i rossoneri sono stati anche allenatori ben noti al rugby italiano, come Gilbert Doucet, <strong>Alain Teixidor</strong>, Tim Lane e <strong>Philippe Sauton</strong> (che a dire il vero non ha lasciato un gran ricordo ne&#8217; a Tolone ne&#8217; al Petrarca&#8230;).</p>
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		<title>Fabien Barcella, un &#8220;veneto&#8221; con la Nazionale francese. &#8220;Tanto sacrificio per arrivare fin qui&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 12:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Add new tag]]></category>
		<category><![CDATA[Biarritz]]></category>
		<category><![CDATA[Fabien Barcella]]></category>
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		<category><![CDATA[Marc Lièvremont]]></category>
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		<category><![CDATA[Sei Nazioni 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Stade Toulosain]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla rivista Rugby Club.
Ha esordito con la maglia dei Bleus proprio contro l’Italia nell’ultimo Sei Nazioni. «L ’Italia? Sì, ci sono stato. Bel posto e soprattutto on bouffe bien, si mangia bene…» Sorride e scherza, Fabien Barcella, il giorno del suo esordio con la Nazionale francese. E’ il 9 marzo e a Parigi i galletti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 430px"><img style="border: 1px solid black; margin: 4px;" src="http://www.sport24.com/var/plain_site/storage/images/rugby/xv-de-france/actualites/les-nouveaux-bleus-124655/2171147-1-fre-FR/les-nouveaux-bleus_actus.jpg" alt="Fabien Barcella in azione con la maglia dellAuch" width="420" /><p class="wp-caption-text">Fabien Barcella in azione con la maglia dell&#39;Auch</p></div>
<p>Dalla rivista <a href="http://www.rugbyclub.it" target="_blank">Rugby Club</a>.</p>
<p>Ha esordito con la maglia dei <em>Bleus</em> proprio contro l’Italia nell’ultimo Sei Nazioni. <em>«L ’Italia? Sì, ci sono stato. Bel posto e soprattutto </em>on bouffe bien<em>, si mangia bene…»</em> Sorride e scherza, <strong>Fabien Barcella</strong>, il giorno del suo esordio con la Nazionale francese. E’ il 9 marzo e a <strong>Parigi</strong> i galletti regolano l’Italia nella quarta giornata del <strong>Sei Nazioni</strong>, non senza qualche affanno.</p>
<p>Ventiquattro anni, ascendenze venete, Fabien ha l’aria simpatica e un po’ ruspega dei piloni di una volta. I suoi 117 chili soffrono dentro il completo e la cravatta di ordinanza per il post-partita. Testa piccola, niente collo, corpo quadrato e senza molta grazia: come i piloni di una volta, appunto.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img style="border: 1px solid black; margin: 4px;" src="http://www.sport24.com/var/plain_site/storage/images/rugby/vi-nations/nations/france__1/fabien-barcella/2210032-1-fre-FR/fabien-barcella.jpg" alt="" width="150" height="200" /><p class="wp-caption-text">... non ha il collo!</p></div>
<p><em>«Mio nonno materno si chiamava Giuseppe Fregona»</em>, inizia a raccontare, <em>«era di Feltre, vicino a Padova </em>(sic)<em>. La storia non la conosco bene, ma so che emigrò ad Agen fra la prima e la seconda guerra mondiale e poi venne anche deportato a Dachau, credo per le sue idee politiche. Sua moglie, mia nonna, era invece originaria di Torino. Anche mio padre, come dice il cognome, ha discendenze dall’altra parte delle Alpi e capisce ancora l’italiano, mentre mia madre lo parla correntemente»</em>.</p>
<p>Barcella è del sud-ovest, delle terre del rugby. E’ nato a <strong>Pommevic</strong>, un paesino del <strong>Tarn-et-Garonne</strong>, il distretto che è stato un enclave degli emigranti veneti e friulani negli anni Venti. Da quelle famiglie discenderanno straordinari uomini di mischia capaci presto di affermarsi nel rugby francese (e di dare lustro alla Nazionale del paese di adozione): gli <strong>Spanghero</strong>, i <strong>Cigagna</strong>, i <strong>Portolan</strong>, tanto per citare alcuni dei cognomi più celebri. Querce forgiate alla fatica da generazioni e generazioni di lavoro manuale, spesso come contadini.</p>
<p>Ed è attraverso il sacrificio che anche Fabien è riuscito ad emergere nella dura realtà dello “championnat” transalpino, dopo essersi perso per strada nel passaggio fra l’accademia e il rugby degli adulti. Cresciuto negli espoirs dello <strong>Stade Toulosain</strong> ma incapace di trovare spazio a livello di prima squadra, nel 2005 è ripartito con umiltà da <strong>Valence d’Agen</strong>, la squadra della sua città in <strong>Fédérale 1</strong>, per passare quindi all’<strong>Auch</strong> in <strong>ProD2</strong> e conquistare subito la promozione. In questa stagione invece sono arrivati la<br />
consacrazione nella Top 14 con la matricola del Gers, la chiamata di <strong>Marc Lièvremont</strong> per la Nazionale e un polposo contratto con il <strong>Biarritz</strong> per il 2008-2009.</p>
<p><em>«Grazie all’esperienza nell’Auch e ai metodi dell’allenatore <strong>Pierre-Henry Broncan </strong>(erede della panchina del padre Henry, autentico guru del club biancorosso, ndr) sono cresciuto moltissimo come giocatore nelle ultime due stagioni»</em>, ha spiegato Barcella al “Midi Olympique”, <em>«nel club il lavoro degli avanti viene curato fino all’esasperazione. Facciamo una quarantina di mischie in ogni allenamento: uno degli esercizi è di inserire il pallone molte volte consecutive senza che la mischia si possa rialzare, continuando a spingere. Torniamo a casa con la schiena a pezzi. Il metodo è un po’ all’antica, ma funziona»</em>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 317px"><img style="border: 0pt none; margin: 4px;" src="http://fcag.blogsudouest.com/files/2008/01/13-cadre.jpg" alt="Barcella in percussione" width="307" height="226" /><p class="wp-caption-text">Barcella in percussione</p></div>
<p>E all’esordio con la maglia dei coqs Barcella ha subito trovato un avversario di quelli tosti, e cioè il nostro <strong>Martin Castro-giovanni</strong>. Se la stampa francese teneva nel mirino delle critiche proprio la mischia, urlando alla vergogna dopo la meta tecnica concessa contro l’<strong>Irlanda</strong> (non succedeva dal 1996 in Argentina), a maggior ragione ha avuto parole di apprezzamento per la prestazione del pilone sinistro dell’Auch di fronte all’azzurro del <strong>Leicester</strong>, ormai riconosciuto di assoluto valore internazionale nel ruolo.</p>
<p><em>«Per me era un esordio speciale, non mi era indifferente il fatto che l’avversario fosse l’Italia. Per un attimo prima del match ho chiuso gli occhi e ho pensato alle persone più care, ai miei genitori, ai miei nonni. E’ cominciata la Marsigliese ed è stata un’emozione forte. Poi in campo ho pensato solo a dare il massimo per la Francia. In prima linea è stata dura, ma penso di essermela cavata bene. Paura di perdere? No, mai, neppure quando l’Italia si è avvicinata nel punteggio»</em>.</p>
<p>Barcella è stato poi confermato da Lièvremont anche nell’incontro successivo contro il <strong>Galles</strong>. E di certo non è sfuggito allo staff tecnico francese che nel <strong>2011</strong>, quando si giocherà la prossima <strong>World Cup</strong> in <strong>Nuova Zelanda</strong>, Barcella avrà 28 anni, quelli della perfetta maturità per un giocatore di prima linea.</p>
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