De Jager, la maglia numero 13, il ruolo di capitano. Buona la prima del Benetton a Monigo

September 21st, 2008

Una combinazione Kingi-Picone

Dal Corriere del Veneto del 21 settembre 2008.

Era da più di otto anni che sul prato di Monigo non si vedeva la maglia biancoverde del Benetton con il numero 13. Da quando cioè, nella notte fra il 18 e il 19 gennaio ‘99, gli dei del rugby non rubarono a Treviso uno dei suoi talenti più puri e forse il più amato fra tutti, Ivan Francescato. Ritirata da allora, la maglia numero 13 è stata ripristinata dal Benetton in questa stagione, su richiesta della Erc.

E ieri l’ha davvero onorata Benjamin De Jager,  neo capitano dei biancoverdi dopo il “vaffa” all’arbitro che è costato a Goosen la squalifica e quindi la fascia. Il “Big Ben” di Piazza dei Signori, sudafricano di nascita ma italiano in virtù degli otto anni a Catania, è stato il migliore in campo nel derby con il Casinò di Venezia vinto da Treviso senza incertezze: 38-13 il finale, che avrebbe potuto essere anche più rotondo se i biancoverdi non avessero sprecato molto, pure con lo stesso De Jager.

Marcato trasforma

Marcato alla trasformazione

“Mi hanno raccontato di Ivan, per me è un onore oggi vestire questa maglia ed essere il capitano di un gruppo di cui sento in ogni momento, in campo, tutta la fiducia”, raccontava alla fine Benjamin, ancora con un forte accento siculo. Ma quella maglia gli veste bene anche perchè De Jager, se vogliamo, di Ivan ha anche quella stessa  voglia di sorridere sotto i capelli lunghi, un po’ spettinati, e – raccontano – un irresistibile appeal con il gentil sesso. Al match del sudafricano è mancata solo la meta, a quello hanno pensato Mulieri due volte, Vilk, Allori e Kingi (in gran forma) contro la sola segnatura di Canale e i calci di Pilàt per i veneziani imbottiti di ex: otto in campo, più nello staff Gritti, Sgorlon e Christian Gajan, che era l’allenatore di Treviso proprio al tempo della scomparsa di Francescato.

Il derby fra “leoni” (poca fantasia per i soprannomi, nel rugby veneto) era già deciso nel primo tempo, dominato da Treviso contro un VeneziaMestre irriconoscibile rispetto alla bella prova dell’esordio contro Viadana. “Vogliamo riprenderci lo scudetto e abbiamo la giusta “fame””, ha detto De Jager, “quindi fin dai primi minuti vogliamo far capire ad ogni avversario che sul nostro campo dovrà soffrire”.

Magliette vintage per il VeneziaMestre

Magliette vintage per il VeneziaMestre

Pulita la regia di Marcato, autore di un impeccabile 6 su 6 nei calci, sorprendente la dinamicità nella ripresa del folletto Tobie Botes, ultimo prelievo biancoverde dal mercato sudafricano. Ora Marcato e Picone dovranno lottare per vincere la concorrenza del rientrante Goosen e dello stesso Botes, in grado di giocare 9, 10 e 15. “Dove ho pescato il ragazzino? L’ho vinto col Tide”, scherzava orgoglioso Munari, giocando sulla taglia small di Botes e su un Carosello dei tempi andati.

Tantissima sostanza nell’esordio a Monigo di Fraser Waters, mentre piacciono nel derby anche l’altro inglese al debutto Vilk, il numeroso pubblico sotto il sole (c’era pure Toni Green), le magliette vintage del Casinò.  Meno gradevoli l’organizzazione difensiva veneziana e la direzione di Ventura, poco precise entrambe.

Il Benetton e Marcato vogliono lo scudetto. “Protagonista quest’anno o meglio che cambi sport…”

September 20th, 2008
Andrea Marcato (Benetton Treviso)

Andrea Marcato (Benetton Treviso)

Dal Corriere del Veneto del 9 settembre 2008, edizione di Treviso

“Se non trovo spazio regolarmente neanche quest’anno, allora è meglio che pensi a cambiare sport, o a tornare a studiare”, butta lì scherzando - ma non troppo - Andrea Marcato, fra i protagonisti più attesi del Super Ten edizione 2008-2009. Nella stagione scorsa il padovano, apertura del Benetton e estremo della Nazionale, è passato dalla vetrina patinata del Sei Nazioni ed i peana dopo il drop alla Scozia al grigio finale di campionato con la maglia trevigiana, confinato in panchina dopo il flop di Calvisano.

Oggi, a 25 anni, l’eterna promessa Marcato non può più fallire l’esame. E non può sbagliare neppure il Benetton, al via del torneo questa volta senza lo scudetto ricamato sul petto. “Riprenderci il titolo è il nostro unico obiettivo”, conferma Marcato, peraltro in scadenza di contratto, “l’Heineken resta importante ma è anche sempre più difficile: il girone è durissimo (Leicester, Osprey e Perpignan le avversarie, ndr) ed anglosassoni e francesi si rinforzano ogni anno di più con i giocatori dell’emisfero sud. Noi comunque siamo rinforzati e al secondo anno di ambientamento con Franco Smith come allenatore tutto sarà più facile”.

De Jager, neo capitano biancoverde

De Jager, neo capitano biancoverde

Mentre il tombeur de femmes De Jager è il nuovo capitano, per rattoppare i buchi emersi l’anno scorso il dg Vittorio Munari ha puntato su alcuni mirati acquisti italiani (gli esperti Galon e Intoppa e il giovane Neethling, più il rientro dell’oriundo Allori) e su tre affidabili arrivi stranieri, l’australiano Gilbride e gli ex nazionali inglesi Vilk e Waters. Quest’ultimo, fresco vincitore dell’Heineken con i Wasps, rappresenta forse il giocatore dal curriculum più prestigioso ad essere approdato in Italia nelle ultime stagioni.

A Marcato competerà la regia dei biancoverdi. “Smith mi ha dimostrato fiducia, so che Goosen è la migliore apertura italiana e che il posto da titolare va guadagnato, ma in estate ho lavorato molto per crescere anche dal punto di vista fisico”, spiega il trequarti, che guarda anche all’appuntamento di Italia-Australia, l’8 novembre nella sua Padova, “la scorsa stagione è finita con un po’ di amarezza, sono pienamente consapevole che questo deve essere l’anno della mia maturità”.

La nuova sfida di Rovigo. Cuore rossoblù, giovani e una presidentessa con le idee chiare

September 9th, 2008

Il caldo tifo del "Battaglini"

Dal Corriere del Veneto del 9 settembre 2008, edizione di Rovigo.

Al cuore rossoblù non si comanda. E mentre tutto il rugby italiano per diventare grande guarda lontano da casa, anzi spesso nell’altro emisfero, a Rovigo invece si punta su ciò che è locale nella convinzione che l’orgoglio in fin dei conti valga più dei danè.

Tommaso Reato

Tommaso Reato

E l’anno scorso la Femi-Cz ha avuto ragione, risultando avversario indigesto per molti e conquistando un quinto posto che nessuno aveva pronosticato alla vigilia. I “bersaglieri” ci riprovano con una presidentessa giovane e appassionata (Susanna Vecchi), un direttore sportivo che è stato la bandiera della squadra negli ultimi quindici anni (Andrea “Pepe” Scanavacca) ed un tecnico fra i più capaci del panorama italiano, Massimo “Schinca” Brunello. Tutti rodigini doc, ovviamente, come numerosi giocatori dell’organico capitanato da Tommaso Reato.

E vale la pena di ricordare che fu proprio grazie alle ineffabili “schinche” del Brunello giocatore che Rovigo vinse il suo scudetto più bello, al Flaminio di Roma nell’88. In attesa della consacrazione del gioiello Bacchetti, i principali rinforzi da fuori sono De Marchi e Favaro, talentuosi ma giovani: la squadra sembra avere perso qualcosa in qualità con la partenza di Pastormerlo e Ayala e l’addio dello stesso Scanavacca, ma lancia un messaggio importante.

Susanna Vecchi (da Allrugby)

Susanna Vecchi (dal magazine Allrugby)

“Vogliamo riconfermarci ai livelli della scorsa stagione, sempre però facendo riferimento ai valori della tradizione rossoblù”, spiega la neopresidentessa Susanna Vecchi, affermata manager, idee chiare anche per il rugby, “al contempo il nostro obiettivo è di consolidare la società e di acquisire, anche a qui a Rovigo, una mentalità imprenditoriale. La gestione di un budget di 1,8 milioni di euro, per quanto fra i più modesti del Super Ten, va affidata ad adeguate professionalità. Essere donna in un mondo di uomini? Non mi crea alcun imbarazzo. Grazie a mio padre è un ambiente che ho frequentato fin da bambina e che ho sempre amato”.

Sabato la Femi Cz sarà subito impegnata nella sfida più attesa della stagione, contro il Petrarca al Plebiscito. Per Susanna Vecchi un delicato esordio da presidente. “Non sarà facile”, scherza, “ho sempre urlato allo stadio, ora il mio ruolo non me lo permette più”.

Ambizioni, idee chiare e voglia di rivincita. George Graham dalla Scozia al Petrarca

September 3rd, 2008

george graham petrarcaDal Corriere del Veneto del 3 settembre, edizione di Padova.

“Se quel drop di Marcato non fosse finito in mezzo ai pali avremmo vinto a Roma, sicuramente sarei stato confermato nello staff della Scozia e oggi non sarei a Padova”, dice con un mezzo sorriso George Graham. Invece il calcio dell’azzurro era ben calibrato, quel giorno al Flaminio. E così il Carrera Petrarca ha un nuovo allenatore: ambizioso come i progetti del club, esperto della mischia come piace qui, da sempre.

Ex pilone in uno staff di ex piloni come Menapace e Presutti, silhouette tipo Barney dei Flintstones (un metro e 70 per 110 chili… “ero un giocatore di quelli piccoli ma cattivi”, sottolinea), Graham ha alle spalle una duratura carriera internazionale conclusasi a ben 36 anni, in uno Scozia-Galles del Sei Nazioni 2002. Come tecnico della mischia ha lavorato con i Borders e per tre stagioni con la Scozia, fino all’epilogo romano dello scorso marzo. “Mentre il capo allenatore Hadden (i due nella foto in alto) è stato confermato, io sono stato il capro espiatorio del nostro fallimentare Sei Nazioni”, commenta, “una delusione enorme, perché sono convinto di avere fatto un buon lavoro con la mischia scozzese”.

george graham petrarca“Ho scelto allora di accettare la proposta di Padova e di fare la mia prima esperienza da professionista come head coach. E’ stato decisivo l’aver assistito al derby contro Treviso: ho visto una squadra di buon livello, un ambiente appassionato e con idee chiare, strutture sportive che hanno pochi confronti anche in Gran Bretagna”. Padre di quattro figli maschi, tutti sulla via della palla ovale (l’omonimo George, 18 anni, apertura, è una promessa del rugby scozzese e pratica sia l’union che il league), Graham vive nella piccola Carlisle, Inghilterra del nord, dove si stabilì per fare una esperienza nel XIII. Ha un unico hobby: “Andare al pub alla domenica pomeriggio, per il resto il rugby e la famiglia sono tutta la mia vita”.

La prima impressione è di genuinità e franchezza, e così si presenta anche la sua ricetta per il gioco del Petrarca. “Voglio una squadra in cui ognuno sappia fare cose semplici ma in modo efficace, che sia aggressiva e che corra forte fino all’ultimo secondo. La rosa è completa, le prime amichevoli hanno dato riscontri positivi e ci sono ogni giorno nuovi miglioramenti. A questo punto non vedo l’ora che cominci il campionato”.

Da Bolzano speck in premio alle squadre trivenete più disciplinate

August 17th, 2008

Sudtirolo rugby

Riporto la notizia di un’iniziativa promossa dal Civ e dal Suditirolo Rugby che mi sembra simpatica ed in piena sintonia con i valori del nostro sport. Giocare sì, ma anche e sempre “magna e bevi” in compagnia.

Civ e Sudtirolo Rugby premiano il fair-play delle società trivenete con un singolare riconoscimento: il club biancorosso mette infatti in palio dieci pezze dell’ottimo speck di produzione locale, di certo apprezzatissimo nell’ambito del “terzo tempo” delle squadre vincitrici. L’idea è nata dalla giovane società di Bolzano ed ha trovato immediato appoggio da parte del presidente del Comitato delle Venezie, Roberto Bortolato.

Sudtirolo rugbyIl premio, denominato “Fratello Salvo alla sportività”, verrà assegnato già dal campionato appena concluso alle società dei campionati organizzati dal Civ (serie C, under 19, 17, 15) che concluderanno l’annata con il minor numero di cartellini gialli e rossi. Una sorta di “coppa disciplina”, quindi, la cui graduatoria verrà compilata assegnando 2 punti per il cartellino giallo, 3 punti per il secondo giallo nella stessa partita allo stesso giocatore (l’espulsione per doppio giallo costerà pertanto 5 punti), 6 punti per il cartellino rosso diretto.

Il Sudtirolo presieduto da Alvaro De Astica Hernandez ha deciso di dedicare il premio a Salvatore Minchillo, un “Cavaliere” che non c’è più ma che resta sempre presente nella memoria dei compagni e della famiglia. Mettere in palio dieci pezze di speck, piuttosto che banali trofei, è sembrato ai giocatori biancorossi il modo migliore per ricordare Salvo. La consegna del premio avverrà nella prossima riunione dei presidenti delle società trivenete, prevista nel mese di settembre.