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	<title>Rugbypeople</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Mauro Bergamasco diventa &#8220;poliziotto&#8221;. Il flanker padovano sposa il progetto delle Fiamme Oro</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 20:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Mauro Bergamasco sposa il progetto delle Fiamme Oro. Sarà nella squadra della Polizia di Stato il futuro del flanker padovano, che ha deciso di iniziare una nuova vita sportiva nelle fila amaranto. I dettagli non sono ancora noti, ma se i &#8220;poliziotti&#8221; dovessero conquistare la promozione in Eccellenza Bergamasco potrebbe passare fin dalla prossima stagione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://farm5.static.flickr.com/4087/5067812271_2b3a6c78ff.jpg" alt="" width="260" /><strong>Mauro Bergamasco</strong> sposa il progetto delle <strong>Fiamme Oro</strong>. Sarà nella squadra della <strong>Polizia di Stato</strong> il futuro del flanker padovano, che ha deciso di iniziare una nuova vita sportiva nelle fila amaranto. I dettagli non sono ancora noti, ma se i &#8220;poliziotti&#8221; dovessero conquistare la promozione in <strong>Eccellenza</strong> Bergamasco potrebbe passare fin dalla prossima stagione a giocare nelle Fiamme Oro, iniziando anche un&#8217;esperienza da allenatore.</p>
<p>Nella rivista <a href="http://poliziadistato.it/poliziamoderna/articolo.php?cod_art=2615" target="_blank">Polizia Moderna</a> dello scorso febbraio, era comparsa un&#8217;intervista in cui Mauro Bergamasco lodava l&#8217;attività delle Fiamme Oro. <em>«Credo sia veramente importante un team che rappresenti l&#8217;istituzione»</em>, aveva dichiarato, <em>«perché un po’ come l’arbitro nel rugby così la polizia nella vita di tutti i giorni vigila sul rispetto delle regole. Che la polizia abbia un gruppo sportivo è importante, non solo per quanto riguarda, nello specifico, il rugby, ma per tutto il movimento sportivo italiano. Può contribuire, sicuramente, ad avvicinare di più il cittadino all’istituzione e far passare attraverso lo sport i messaggi che vuole lanciare».</em></p>
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		<title>Accordo Viadana-giocatori con contratti tagliati del 20%. Primo comunicato del nuovo sindacato G.I.R.A.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Aironi]]></category>
		<category><![CDATA[Federico D'Amelio]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Tonni]]></category>
		<category><![CDATA[G.I.R.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Silvano Melegari]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il primo comunicato ufficiale da parte della nuova associazione dei rugbisti italiani, denominata G.I.R.A., viene annunciata la composizione della vertenza Viadana con l&#8217;accettazione di un taglio (-20%) nei contratti dei principali giocatori ingaggiati con gli Aironi l&#8217;anno scorso.
La nuova franchigia risparmierà dunque sugli onerosi contratti siglati con gli azzurri &#8220;di rientro&#8221;, promettendo al contempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.rabodirectpro12.com/images/content/MarcoBortolamiOspSB.jpg" alt="" width="250" />Con il primo comunicato ufficiale da parte della nuova associazione dei rugbisti italiani, denominata <strong>G.I.R.A.</strong>, viene annunciata la composizione della vertenza <strong>Viadana</strong> con l&#8217;accettazione di un taglio (-20%) nei contratti dei principali giocatori ingaggiati con gli Aironi l&#8217;anno scorso.</p>
<p>La nuova franchigia risparmierà dunque sugli onerosi contratti siglati con gli azzurri &#8220;di rientro&#8221;, promettendo al contempo di rispettare tutti gli accordi in essere. Una soluzione che dunque accontenterebbe tutti, giunta a conclusione di un incontro domenica scorsa fra la dirigenza degli Aironi (Melegari-Tonni) e una rappresentanza degli atleti, assieme all&#8217;avvocato <strong>Federico D&#8217;Amelio</strong>.</p>
<p>Qui i dettagli salienti dell&#8217;accordo &#8220;sindacale&#8221; raggiunto, tratti dal comunicato dei Giocatori Italiani Rugby Associati.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/comunicato-gira.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1366" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="comunicato gira" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/comunicato-gira.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
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		<title>Verso il Benetton 2012-13, reparto per reparto. Trequarti solidi e imprevedibili, la sfida per Smith</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto De Marchi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pratichetti]]></category>
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		<category><![CDATA[Tommaso Iannone]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Munari]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello della terza stagione di Pro12 sarà un Benetton tecnicamente più attrezzato, con una rosa più ampia e con più opzioni a disposizione di Franco Smith (anche nei periodi, sempre difficili, dei test-match di novembre).
Un Benetton probabilmente più giovane se arriveranno, oltre a James Ambrosini, anche i vari giocatori che piacciono a Treviso e ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.aironirugby.eu/public/images/6201.jpg" alt="" width="250" />Quello della terza stagione di <strong>Pro12</strong> sarà un <strong>Benetton</strong> tecnicamente più attrezzato, con una rosa più ampia e con più opzioni a disposizione di <strong>Franco Smith</strong> (anche nei periodi, sempre difficili, dei test-match di novembre).</p>
<p>Un Benetton probabilmente più giovane se arriveranno, oltre a <strong>James Ambrosini</strong>, anche i vari giocatori che piacciono a Treviso e ai quali piace Treviso, come Morisi, Campagnaro, Fuser ed Esposito. Anche un po’ più veneto, grazie all’ingaggio di questi ultimi tre e del pilone sandonatese <strong>Alberto De Marchi</strong>: è vero che il Benetton non ha mai contrattualizzato sinergie con i club vicini, ma di fatto gode di buone relazioni almeno con Petrarca e Mogliano ed il suo pubblico attrae spettatori da tutta la regione.</p>
<p>Cosa riserverà la prossima stagione ai tifosi di <strong>Monigo</strong>? Difficile che il Benetton possa fare un salto simile al <strong>Glasgow</strong>, passato nel giro di una stagione dal penultimo posto ai playoff. I biancoverdi oggi non sembrano ancora pronti a reggere tutte le pressioni di una stagione fra Pro12, Heineken Cup e Nazionale, obiettivo per il quale è fondamentale la gestione della rosa. Possibile che il Benetton possa collocarsi in una posizione di classifica più gratificante, levandosi magari qualche soddisfazione importante. E soprattutto cominciando a costruire l&#8217;ossatura della squadra del futuro.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.espnscrum.com/PICTURES/CMS/20700/20745.jpg" alt="" width="200" />Proviamo ad analizzare nei prossimi giorni la squadra del 2012-2013 reparto per reparto. Cominciamo dal settore dei <strong>trequarti</strong>. E’ quello che più è stato ritoccato. Due nuovi arrivi stranieri di qualità, <strong>Christian Loamanu</strong> e <strong>Doppies La Grange </strong><em>(foto)</em>. Il primo è un rifinitore, non nel senso che giochi “di fino” ma nel senso che possiede le doti fisiche per rompere il placcaggio e per trovare facilmente la meta. Da tempo si bisbiglia a Treviso che <strong>Brendan Williams</strong> potrebbe smettere, ma è una voce che circola puntualmente alla fine di ogni campionato.</p>
<p>Con l’arrivo di Loamanu Treviso si è comunque cautelata per quanto riguarda il capitolo “estremo che contrattacca”. Per le situazioni più prudenti c’è sempre McLean (e il suo buon piede). Un buon attaccante è anche <strong>Giulio Toniolatti </strong><em>(foto in alto)</em>: un salto di qualità rispetto a <strong>Benjamin De Jager</strong> e <strong>Michele Sepe</strong>, la cui avventura in biancoverde sembra ormai conclusa. Se <strong>Ludovico Nitoglia</strong> si è affermato come un interprete affidabile nel triangolo arretrato, c&#8217;è l&#8217;alternativa di <strong>Tommaso Iannone</strong> e resta il fatto che possono sempre giocare ala Benvenuti, Botes e pure Gori.</p>
<p>La Grange è un centro solidissimo soprattutto in copertura e per di più parla la stessa lingua dello staff tecnico. Può giocare primo e secondo centro (e anche mediano di mischia). Diventerà un punto di riferimento nei meccanismi difensivi della squadra. <em>«Ci saranno situazioni in cui avremo bisogno dell&#8217;esplosività di Loamanu, altre in cui sarà utile un &#8220;fratello maggiore&#8221; come La Grange per guidare con sicurezza il reparto»</em>, commenta il dg <strong>Vittorio Munari</strong>. Nel midfield c’è ampia scelta di combinazioni fra Sgarbi, Benvenuti, La Grange, Iannone. E’ poco probabile che <strong>Gonzalo Garcia</strong> (4 partite quest&#8217;anno, una sola da titolare) ed <strong>Ezio Galon</strong> (comunque 13 partite di Pro 12, 11 nel XV di partenza ) verranno rimpianti. Anche <strong>Andrea Pratichetti</strong>, classe 1988, ha fatto vedere buone doti nelle occasioni in cui è stato schierato (5 gare di Pro 12, 2 di Heineken Cup), mentre <strong>Luca Morisi </strong>già da permit player ha dimostrato fisico e maturità. Il milanese, con doti tecniche già ampie, ha comunque ancora grandissimi margini di miglioramento.</p>
<p>Si dice un gran bene del talento di <strong>Angelo Esposito</strong> e soprattutto di <strong>Michele Campagnaro</strong>. Se effettivamente arriveranno, dovranno lavorare duro per trovare spazio. Un reparto arretrato, dunque, che è stato di certo arricchito. Con tanta abbondanza di uomini, toccherà a Smith far quadrare il cerchio e rinnovare il repertorio degli schemi offensivi.</p>
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		<title>I derby veneti, quando i pali erano sempre troppo corti. Un racconto di Franco Paludetto</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 21:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Paludetto]]></category>
		<category><![CDATA[Maci Battaglini]]></category>
		<category><![CDATA[Petrarca Padova]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby Treviso]]></category>

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		<description><![CDATA[
Franco Paludetto ci ha lasciato pochi giorni fa. Classe 1940, mediano di mischia, era stato un giocatore del Treviso, dell&#8217;Amatori Milano e del Rovigo, giungendo fino alle porte della Nazionale. Franco era una persona di modi squisiti e di grande sensibilità, che come molti della sua generazione faticava ad accettare il rugby nella sua versione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/metalcrom.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1348" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="metalcrom" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/metalcrom.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p><strong>Franco Paludetto</strong> ci ha lasciato pochi giorni fa. Classe 1940, mediano di mischia, era stato un giocatore del <strong>Treviso</strong>, dell&#8217;<strong>Amatori Milano</strong> e del <strong>Rovigo</strong>, giungendo fino alle porte della Nazionale. Franco era una persona di modi squisiti e di grande sensibilità, che come molti della sua generazione faticava ad accettare il rugby nella sua versione &#8220;moderna&#8221; e professionistica. Aveva scritto un paio di libri di memorie sulla sua esperienza nel mondo della palla ovale (<em>&#8220;I sogni e le mischie&#8221;</em> e <em>&#8220;Oltre la linea bianca&#8221;</em>). Lo disturbavo spesso, facendomi regalare ricordi dei suoi anni rugbistici pieni di sapore. I miei preferiti erano quelli riguardanti <strong>Maci Battaglini</strong> e i derby veneti. Ogni tanto mi aveva spedito delle mail con i suoi racconti. Ne ripropongo uno qui, con la certezza che a Franco avrebbe fatto piacere condividere le sue emozioni con altri appassionati di questo sport.</p>
<p>(Nella foto il Treviso del 1964, primo anno della sponsorizzazione Metalcrom. L&#8217;allenatore era <strong>Lollo Levorato</strong>, il primo in piedi da sinistra. Franco Paludetto è il terzo degli accosciati da sinistra).</p>
<p>I DERBY VENETI &#8211; di Franco Paludetto</p>
<p><em>La settimana che precedeva la partita con il Rovigo, il <strong>Petrarca</strong> e le Fiamme Oro, noi trevisani ci allenavamo con più impegno del solito. Il derby creava una grande attesa anche in città, con la gente che parlava di rugby in piazza dei Signori, nelle osterie, tra le bancarelle del mercato. Gli appassionati che incontravamo il sabato sera al bar Biffi ci battevano una mano sulla spalla dicendo: “Domani dovete vincere anche per noi.” La domenica le tribune erano stracolme, con sventolare di bandiere biancocelesti, bianconere e rossoblù. Le partite erano sempre battaglie dure, senza esclusioni di colpi, specialmente con il Petrarca. “In amore e in guerra tutto è lecito”, dice un proverbio che non mi sembra il massimo della saggezza.</em></p>
<p><em>Con il <strong>Rovigo</strong> avevamo un rapporto diverso, sempre grintoso e combattivo, ma basato sul rispetto e la stima reciproca. Rovigo e Treviso erano province povere e ci sentivamo un poco cugini. Con le <strong>Fiamme Oro</strong> non c’era molto antagonismo. Era una squadra nata da poco, formata da giocatori-poliziotti provenienti da tutte le regioni. Dal 1958 cominciarono a vincere scudetti a ripetizione e a fornire undici giocatori alla Nazionale, ma non avevano una storia, una tradizione radicata nel Veneto, ed erano guardati come estranei, fortunati a prendere dei soldi per giocare a rugby.</em></p>
<p><em>I derby più caldi, alle volte bollenti, erano tra Padova e Rovigo, città diverse per condizioni sociali e idee politiche. Il Polesine era una zona depressa e aveva subìto la terribile alluvione del 1951 con conseguente disoccupazione ed emigrazione. Alcuni rugbisti rossoblù avevano perso il lavoro. Il pilone Gabanella fu costretto a trasferirsi a Milano, dove i dirigenti degli Amatori gli avevano trovato un’occupazione. I rodigini erano stati campioni d’Italia negli anni 1951, 52, 53 e 54. Nel 1955 vinse il <strong>Parma</strong>, nel 1956 noi di Treviso, e nel 1957 nuovamente il Parma.</em></p>
<p><em>I polesani avevano una grande voglia di ritornare ad essere i protagonisti del campionato e di ricucirsi sulle maglie lo scudetto tricolore. Giocavano con grinta specialmente con il Petrarca, una squadra molto forte con <strong>Ponchia</strong>, <strong>Comin</strong>, Luise I, Danieli e Silini, titolari in Nazionale. Il colore politico dei rodigini tendeva al rosso, come quello della vicina Emilia. Faceva grandi incassi il film “Don Camillo”, tratto da un romanzo di Guareschi, che racconta le rivalità tra un prete e un sindaco comunista.</em></p>
<p><em>Padova era una ricca città industriale, considerata la Milano del Veneto. I rugbisti padovani appartenevano a famiglie abbienti ed erano quasi tutti studenti universitari del <strong>Collegio Antonianum</strong> dei Padri Gesuiti. Giocavano in maglia nera ed erano circondati da numerosi preti in tonaca nera. Tutto quel nero faceva pensare che anche le idee politiche tendessero a quel colore. Questa contrapposizione sociale e politica esplodeva nei derby, sia al campo <strong>Tre Pini</strong> di Padova che al <strong>Tre Martiri</strong> di Rovigo. Bastava un piccola scintilla, un placcaggio in ritardo, una parola, per scatenare la rissa. Molto spesso le partite si vincevano o si perdevano con lo scarto minimo di tre punti, e gli arbitri e i segnalinee erano sempre in pericolo.</em></p>
<p><em>Una grande conquista del rugby moderno sono i pali alti delle porte. Una volta erano corti, della misura minima permessa dal regolamento, ed era difficile per i guardalinee e l’arbitro decidere se un calcio di punizione, un drop o una trasformazione sparati alti avevano centrato la porta. La loro decisione di convalidare o  annullare un calcio era spesso contestata dai giocatori e dagli spettatori sistemati in posizioni diverse, con altri orizzonti. Ognuno vedeva il pallone dentro o fuori secondo la propria convenienza. Allora si accendevano proteste e risse furibonde in campo, con l’arbitro costretto a sospendere la partita e a rifugiarsi in spogliatoio, quando ci riusciva. Era difficile schivare un pugno, una sberla o una pedata dei giocatori più feroci. In questi casi il risultato era deciso a tavolino assegnando la vittoria per 6 a 0 alla squadra senza colpe.</em></p>
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		<title>Bilancio biancoverde. Le cene pagate da Smith e il futuro di un Benetton più &#8220;avventuriero&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 21:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
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		<description><![CDATA[
Stessa decima posizione, ma 2 punti e 2 vittorie in meno rispetto alla stagione di esordio. L’annata del Benetton si conclude con un saldo negativo nella classifica di Pro12, ma con un bottino più cospicuo nel bilancio complessivo: grazie alle imprese di Heineken Cup (una vittoria e un pari rispetto alle 6 sconfitte del 2010-2011) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/veneti-benetton.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1341" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="veneti benetton" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/05/veneti-benetton.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Stessa decima posizione, ma 2 punti e 2 vittorie in meno rispetto alla stagione di esordio. L’annata del <strong>Benetton</strong> si conclude con un saldo negativo nella classifica di <strong>Pro12</strong>, ma con un bottino più cospicuo nel bilancio complessivo: grazie alle imprese di <strong>Heineken Cup</strong> (una vittoria e un pari rispetto alle 6 sconfitte del 2010-2011) i biancoverdi chiudono con quotazioni in salita sullo scenario europeo. Che sarebbe stato un torneo ancora più difficile era stato preventivato. E’ stata soprattutto una stagione diversa, in cui Treviso ha imparato a vincere fuori dall’Italia, ha avviato un serio ricambio generazionale, è passata dai fondamentali del gioco ad un più consapevole uso del pallone anche in campo aperto (dal rugby “conservativo” a quello “espansivo”, si direbbe con termini oggi di moda).</p>
<p>In chiusura di annata <strong>Franco Smith</strong> (<em>foto sotto</em>) pesa le molte difficoltà dell’annata e combina la soddisfazione con il suo inattaccabile ottimismo. <em>«Era una stagione molto complicata da programmare, vista la concomitanza dei Mondiali. Ci siamo ritrovati addirittura con 23 giocatori contati contro gli Scarlets, dovendo schierare </em><em>Vidal</em><em> in seconda linea… Non c’era mai continuità nel gruppo che si allenava. Alla fine della stagione ci siamo ritrovati con un problema di stanchezza, soprattutto mentale: impossibile mantenere la giusta tensione per le 36 partite affrontate dagli azzurri. Ma è stata una stagione positiva. Siamo cresciuti fisicamente e, oltre a reggere intensità e ritmo, siamo più agili e veloci. Ci sono giocatori che attraverso il lavoro sono maturati tantissimo, come </em><strong>Minto </strong>(nella foto in alto, il terzo da sinistra)<em> e </em><em>Iannone</em><em>. Doveva essere l&#8217;anno del gioco e abbiamo segnato 41 mete in Pro12, 12 in più dell’anno scorso, un numero degno delle squadre di vertice. La nostra difesa è più adattabile, nelle mete subite contano ancora molto gli errori individuali»</em>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www4.pictures.zimbio.com/gi/Benetton+Treviso+v+Aironi+Rugby+RaboDirect+peX1xW9Bx3Sl.jpg" alt="" width="200" />Sono mancate, sul fronte “celtico”, le vittorie casalinghe che avevano esaltato il pubblico di <strong>Monigo</strong> nel torneo di esordio. <em>«Non siamo cambiati noi, è invece cambiato l’atteggiamento dei nostri avversari. Svanito l’effetto sorpresa, anche le big schieravano a Treviso la formazione migliore»</em>.</p>
<p>Mentre la mischia chiusa ha retto il confronto anche contro gli avversari più quotati (grazie anche al pieno recupero di <strong>Michele</strong> <strong>Rizzo</strong>), il Benetton è sembrato un po’ meno dominante nella touche. Smith contesta l’impressione, raccontando la scommessa fatta con i suoi giocatori. <em>«La nostra rimessa laterale resta una delle migliori, o forse la migliore del Pro12. Con i ragazzi siamo d’accordo che pago la cena agli avanti se vinciamo tutte le touche di una partita. Ne ho saldate tre, e non è che quelli mangino poco. Quanto ai trequarti, la scommessa è cena pagata in ogni partita in cui segnano da prima fase. E’ successo una volta, contro i Dragons»</em>.</p>
<p>Come sarà il Benetton versione 2012-13? Una squadra che dovrà sapere osare di più, secondo <strong>Vittorio Munari</strong>. <em>«Abbiamo raggiunto un buon standard nel gioco strutturato, ora bisogna aggiungere una componente  di imprevedibilità offensiva che finora era offerta solo da <strong>Williams</strong>»</em>, spiega il dg biancoverde,<em> «<strong>Loamanu</strong> e <strong>Budd</strong> sono portatori di palla capaci di esplorare gli spazi, il loro inserimento negli schemi sarà una sfida anche per lo staff, un modo per alzare l’asticella. Aumenteremo lo spirito avventuriero nel nostro gioco, ci sarà da divertirsi».</em></p>
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		<title>Al Benetton Christian Loamanu, mentre si allontana Campagnaro (la Fir lo manda in Francia?)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 21:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Benetton 2012-2013 comincia a prendere forma. C&#8217;è una novità di rilievo che riguarda i trequarti e che si chiama Christian Loamanu (foto): ala-centro-estremo in arrivo dal Toulon, di origine tongane e con notevoli doti fisiche (1,88 per 110 chili). Non è ancora ufficiale per il club biancoverde, ma il giocatore è intanto già stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.rctoulon.com/files/photos_joueurs/LOAMANU_site2.jpg" alt="" width="280" height="210" />Il <strong>Benetton</strong> 2012-2013 comincia a prendere forma. C&#8217;è una novità di rilievo che riguarda i trequarti e che si chiama <strong>Christian Loamanu </strong>(<em>foto</em>): ala-centro-estremo in arrivo dal <strong>Toulon</strong>, di origine tongane e con notevoli doti fisiche (1,88 per 110 chili). Non è ancora ufficiale per il club biancoverde, ma il giocatore è intanto già stato a Treviso a cercare casa per sé e la famiglia. Il dg Vittorio Munari l&#8217;ha scippato al Lyon, dove sembrava che il trequarti avrebbe finito per accasarsi.</p>
<p>Loamanu si è trasferito a 15 anni in <strong>Giappone</strong>, dove ha giocato per il <strong>Toshiba</strong> e per la Nazionale del Sol Levante. Ma dopo un caso di positività al doping, per cannabis, la JRFU lo ha bandito dalla rappresentativa nipponica. Un motivo in più a favore dell&#8217;interesse di Treviso: Loamanu sarà dunque a disposizione di Franco Smith per l&#8217;intera stagione, anche durante le &#8220;finestre&#8221; di rugby internazionale.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo del possente tongan-giapponese il Benetton punta ad ampliare l&#8217;imprevedibilità offensiva dei trequarti, ora affidata al solo <strong>Brendan Williams</strong>. Sempre in ottica di aumentare le opzioni di attacco, il club cerca un flanker con caratteristiche di ball-carrier. Bloccati i trasferimenti degli italiani in attesa che la Fir risolva il nodo-Viadana, il mercato biancoverde è oggi giocoforza concentrato sugli stranieri. Sembra allontanarsi intanto l&#8217;arrivo di <strong>Michele Campagnaro</strong>, giovane talento del <strong>Mirano</strong>. Ci sarebbe un progetto della Fir per portare l&#8217;azzurrino a far esperienza in Francia, grazie anche all&#8217;intermediazione di <strong>Bertrand Fourcade</strong>, ex tecnico dell&#8217;Italia e consulente della società veneziana.</p>
<p><em>Più sotto è sempre attivo il sondaggio sul miglior biancoverde della stagione, se avete voglia di votare.</em></p>
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		<title>Il rugby nel dna. La grinta dei padri e i biancoverdi di oggi, due foto storiche di Filippucci e Jannone</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 10:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
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		<description><![CDATA[Per una strana coincidenza, mi sono capitate fra le mani di recente due foto storiche che si riferiscono a Claudio Iannone, &#8220;Caio&#8221;, ex Benetton, e Antonio Filippucci, &#8220;Pucci&#8221;, ex Bassano (oltre che giocatore, è stato allenatore e dirigente della società del Grappa). Cioè i padri di due protagonisti biancoverdi di oggi, Tommaso e Marco. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per una strana coincidenza, mi sono capitate fra le mani di recente due foto storiche che si riferiscono a <strong>Claudio Iannone</strong>, &#8220;Caio&#8221;, ex <strong>Benetton</strong>, e <strong>Antonio Filippucci</strong>, &#8220;Pucci&#8221;, ex Bassano (oltre che giocatore, è stato allenatore e dirigente della società del Grappa). Cioè i padri di due protagonisti biancoverdi di oggi, Tommaso e Marco. Le condivido qui sotto. Quella di Iannone è tratta da un &#8220;All Rugby&#8221; d&#8217;annata, quella di Filippucci da una brochure del <strong>Bassano</strong>.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/Iannone-padre-e-figlio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1317" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="Iannone padre e figlio" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/Iannone-padre-e-figlio.jpg" alt="" width="435" /></a></p>
<p>Il rugby è uno sport di famiglie e dinastie. Così in tutto il mondo, e tanto più in Italia visto il ristretto numero di praticanti. Sarebbe interessante uno studio su come si tramandano certi talenti e certe competenze tecniche. Ma credo &#8211; anche vedendo la grinta dimostrata dai padri nelle foto &#8211; che più che trasmettere il talento, la famiglia rugbistica affidi ai figli una predisposizione mentale, un&#8217;attitudine. Anche un&#8217;ambizione ad emergere, a superare i successi dei genitori e dei fratelli (penso al caso dei <strong>Francescato</strong>, che erano sì molto uniti, quasi un clan, ma anche sempre in competizione fra loro).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/filippucci-padre-e-figlio.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1321" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="filippucci padre e figlio" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/filippucci-padre-e-figlio.png" alt="" width="430" /></a></p>
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		<title>E il migliore biancoverde dell&#8217;anno è&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 22:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>

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La stagione del Pro12 è ormai finita. E&#8217; tempo di bilanci, e anche di divagazioni di fine torneo. Ad esempio, chi è stato il miglior giocatore del Benetton dell&#8217;anno? Riflettendoci sopra, la scelta non è facile. Molti dei giocatori più qualificati sono stati a lungo lontani da Treviso per gli impegni azzurri (prima Mondiali, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.gazzetta.it/Media/Foto/2011/10/01/treviso--473x264.JPG" alt="" width="430" /></p>
<p>La stagione del <strong>Pro12</strong> è ormai finita. E&#8217; tempo di bilanci, e anche di divagazioni di fine torneo. Ad esempio, chi è stato il miglior giocatore del <strong>Benetton</strong> dell&#8217;anno? Riflettendoci sopra, la scelta non è facile. Molti dei giocatori più qualificati sono stati a lungo lontani da Treviso per gli impegni azzurri (prima <strong>Mondiali</strong>, poi il <strong>Sei Nazioni</strong>). Altri hanno accusato una certa stanchezza &#8211; prendi Van Zyl &#8211; oppure sono stati condizionati dagli infortuni, come Botes.</p>
<p>Azzardo una scelta un po&#8217; controcorrente e dico che a mio parere il miglior biancoverde dell&#8217;anno è stato <strong>Tommaso Iannone</strong>, un ragazzo classe 1990 capace di inserirsi immediatamente a livello di Pro12, giocando 11 partite da titolare nel torneo e due in Heineken Cup. Il salto dal campionato italiano agli scenari europei non è cosa da poco ma l&#8217;ex dei Crociati (figlio d&#8217;arte, papà &#8220;Caio&#8221; è stato un giocatore importante del rugby trevigiano) non ha accusato il colpo, nonostante doti fisiche non straripanti. Iannone si è dimostrato giocatore abile tecnicamente e intelligente nelle scelte tattiche. Ha lavorato con serietà (da Parma erano giunte  voci che lo descrivevano come &#8220;testa calda&#8221;) e ha ancora enormi margini di miglioramento. Credo che sarà un giocatore del futuro, sia per il Benetton che per la <strong>Nazionale</strong>.</p>
<p>Lancio qui sotto un sondaggio, per chi abbia voglia di votare. E più sotto c&#8217;è l&#8217;opinione di <strong>Toni Liviero</strong>, giornalista del Gazzettino e di Rugby Club.</p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
<p>Le nominations sono per forza un po&#8217; arbitrarie, ma bisognava restringere il campo ed ho così selezionato tre trequarti e tre avanti. Queste le motivazioni.</p>
<p><strong>Michele Rizzo</strong>. Tornato pienamente in forma dopo una stagione tormentata, ha messo sotto ogni diretto avversario in chiusa. E&#8217; stato l&#8217;anno della consacrazione per il padovano, ai suoi massimi livelli di sempre, anche grazie ad una testa di mischia di tutto rispetto per la compresenza di Ghiraldini e Cittadini.</p>
<p><strong>Alessandro Zanni</strong>. Pochi giocatori del rugby internazionale giocano così tante partite in una stagione come l&#8217;Iron Man friulano. Quest&#8217;anno 9 partite di Pro12 e 6 di Heineken Cup, sempre 80 minuti in campo. Più quattro partite di Coppa del Mondo, sempre a minutaggio pieno esclusi i 23&#8242; contro la Russia. Più 5 partite di Sei Nazioni, e ancora sempre 80 minuti in campo. Una presenza fisica mostruosa e una certezza per costanza di rendimento.</p>
<p><strong>Robert Barbieri</strong>. Mallett in Nuova Zelanda si è dimenticato di lui, preferendogli Mauro Bergamasco. Ma il canadese è una pedina fondamentale nel gioco del Benetton. Già specialista nel rallentare l&#8217;uscita della palla avversaria dai raggruppamenti (da qui anche qualche cartellino giallo), sta crescendo anche come ball carrier.</p>
<p><strong>Brendan Williams</strong>. Perchè Dingo è sempre Dingo.</p>
<p><strong>Kris Burton</strong>. E&#8217; un perfezionista dell&#8217;allenamento e della preparazione della gara. Questo impegno quasi ossessivo gli ha permesso di migliorare molto nel calcio, nelle scelte e anche in quello che pure resta il suo limite, la difesa. Non sarà Dominguez ma è un&#8217;apertura sempre più affidabile e un serissimo professionista.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2012/04/23/e-il-migliore-biancoverde-dellanno-e/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Benetton, nuovo harakiri nonostante un superbo Gori. Glasgow passa a Monigo con un meta nel finale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 19:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
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Stesso &#8211; o quasi &#8211; copione visto contro l&#8217;Ulster: il Benetton domina per lunghi tratti della partita ma si ritrova nel finale con uno striminzito vantaggio, poi subisce la meta decisiva ad una manciata di minuti dalla fine. Un suicidio tattico, ma anche la dimostrazione dei limiti della panchina biancoverde rispetto agli avversari di Pro12. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/cerchio-Benetton.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1286" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="cerchio Benetton" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/cerchio-Benetton.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Stesso &#8211; o quasi &#8211; copione visto contro l&#8217;Ulster: il <strong>Benetton</strong> domina per lunghi tratti della partita ma si ritrova nel finale con uno striminzito vantaggio, poi subisce la meta decisiva ad una manciata di minuti dalla fine. Un suicidio tattico, ma anche la dimostrazione dei limiti della panchina biancoverde rispetto agli avversari di Pro12. E la sconfitta contro <strong>Glasgow</strong> ha pure uno strascico pesante sul fronte degli infortuni. <strong>Manoa Vosawai</strong> ha subito la lussazione della spalla sinistra (stesso problema, precedentemente in questa stagione, sulla sinistra &#8211; <em>sotto un&#8217;immagine delle impressionanti condizioni della spalla all&#8217;uscita dal campo</em>), <strong>Antonio Pavanello</strong> una distorsione della caviglia sulla quale però lo staff medico dovrà fare i dovuti accertamenti. Pessima notizia anche per la Nazionale, visto che <strong>Jacques Brunel</strong> rischia di perdere altre due pedine per il tour estivo, oltre ai già fermi Derbyshire, Ghiraldini e Botes.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/infortunio-vosawai.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1288" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="infortunio vosawai" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/infortunio-vosawai.jpg" alt="" width="226" height="266" /></a></p>
<p>Treviso ha sprecato tantissimo, sbagliando anche touche importanti nei momenti topici. <em>«Siamo stati, senza segnare, per otto </em><em>volte dentro i loro 5 metri»</em>, si rammaricava alla fine <strong>Franco Smith</strong>. Aveva fatto ben sperare la bella meta in avvio firmata da &#8220;Dingo&#8221; Williams, ma ispirata da un brillante spunto di <strong>Tommaso Iannone</strong>.</p>
<p>Gli scozzesi erano riusciti a sorpassare con due piazzati, ottenendo il massimo nelle rare puntate nella metà campo trevigiana. Al minuto numero 71 finalmente il Benetton vinceva una rimessa, impostava la maul e otteneva il calcio di punizione a favore, trasformato da Kris Burton per l&#8217;8-6.</p>
<p>Nel finale scandalosa decisione arbitrale a favore di Glasgow, per il piazzato di <strong>Ruaridh Jackson</strong> che però si stampava sul palo. Ma la doccia fredda arrivava con la meta di <strong>D.T.H. Van Der Merwe</strong>, il sudafricano apprezzato all&#8217;ultima World Cup con la maglia del <strong>Canada</strong>.</p>
<p>Pochi dubbi sul man of the match, poichè <strong>Edoardo Gori</strong> è stato certamente il migliore in campo (menzioni per Minto, Iannone e Cittadini). Il ragazzo toscano, che pure può ancora crescere molto sul piano della gestione, sta emergendo per talento atletico e per personalità. Ha pure sfidato a boxe <strong>Alastair Kellock</strong>, 2 metri e 4 per 110 chili. <em>«In questo finale di stagione mi sento finalmente a posto fisicamente, anche grazie al lavoro assieme ai preparatori Intoppa e Benvenuto»</em>, ha commentato il mediano di mischia, <em>«sto giocando di più e questo mi dà fiducia, partita dopo partita mi sento sempre più sicuro»</em>.</p>
<p>La sfida Gori-Kellock è stata fermata da un doppio cartellino giallo. <em>«Stavo recuperando un pallone e mi ha pestato volontariamente un braccio, mi sono così lasciato prendere dalla rabbia: reazione sbagliata, è stato un errore mio»</em>, ha spiegato Gori. Il Glasgow in ogni caso è sembrata squadra brutale fino ai limiti del regolamento. Visti almeno un paio di clamorosi stamping (<strong>Barclay</strong> sopra <strong>Cittadini</strong>, Kellock sopra Burton) e qualche malumore è affiorato anche nell&#8217;ambiente del Benetton, stufo di non ricevere adeguata tutela rispetto alle squadre britanniche. Il club biancoverde, che in queste due stagioni non ha mai citato gli avversari, potrebbe questa volta rivolgersi all&#8217;istituzione giudicante.</p>
<p><em>Nella foto in alto, il cerchio del Benetton saluta alla fine del match Simon Picone, all&#8217;ultima partita a Monigo in maglia biancoverde.</em></p>
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		<title>Vendetta Rovigo, Petrarca fuori dai playoff e dalla Challenge. Un derby sempre di grandi emozioni</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 09:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
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Erano quasi due anni che non assistevo ad una partita di Eccellenza, dall&#8217;inizio cioè dell&#8217;avventura della Magners League (che, anche dal punto di vista giornalistico, ha &#8220;oscurato&#8221; tutto il resto del rugby italiano). Ieri sono tornato al Plebiscito per il derby Padova-Rovigo, decisivo per l&#8217;accesso ai playoff. E&#8217; stato uno splendido pomeriggio di rugby, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/tribuna-plebiscito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1270" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="tribuna plebiscito" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/tribuna-plebiscito.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Erano quasi due anni che non assistevo ad una partita di <strong>Eccellenza</strong>, dall&#8217;inizio cioè dell&#8217;avventura della <strong>Magners League</strong> (che, anche dal punto di vista giornalistico, ha &#8220;oscurato&#8221; tutto il resto del rugby italiano). Ieri sono tornato al Plebiscito per il <strong>derby Padova-Rovigo</strong>, decisivo per l&#8217;accesso ai playoff. E&#8217; stato uno splendido pomeriggio di rugby, con emozioni vere, una sana sfida fra tifoserie, suspense fino all&#8217;ultimissimo secondo.</p>
<p>Ha meritatamente vinto &#8211; pardon, ha pareggiato ma è un pari che vale come un successo &#8211; il Rovigo, che ha dimostrato più voglia del Petrarca. Se la vendetta è un piatto da gustare freddo, i tifosi rossoblù hanno aspettato dieci mesi dalla scorsa finale per restituire lo sgarbo ai cugini, ma alla fine la loro gioia era contagiosa e motivatissima. Cugini? Diteglielo a loro. Belli, nel contorno del match, la maglietta <strong>&#8220;non abbiamo cugini&#8221;</strong> e lo striscione nella foto sotto, stesso tema.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/io-non-ho-cugini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1278" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="io non ho cugini" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/io-non-ho-cugini.jpg" alt="" width="260" height="118" /></a>La partita è stata vibrante ma orribile e piena di errori (diciamo comunque la verità: di partite brutte se ne vedono anche in <strong>Pro12</strong> e altri campionati europei). Il livello complessivo del gioco dell&#8217;Eccellenza, a giudicare da questa partita, mi sembra appena leggermente inferiore a quello del <strong>Super 10</strong> di un paio di anni, e non così drasticamente scaduto come avevo sentito dire. Piuttosto viene da chiedersi: ma a cosa serve, nell&#8217;ottica dello sviluppo del rugby italiano, il campionato di Eccellenza? Formazioni alla mano, il Petrarca &#8211; forse il miglior vivaio italiano &#8211; schierava giocatori di scuola straniera dal 15 al 10: Hickey, Bortolussi, Ziegler, Neethling, Spragg, Walsh. Poi Ansell, Palmer, Cavalieri. Un po&#8217; più italiano il Rovigo, ma i migliori in campo sono stati <strong>Aaron Persico</strong> (classe 1978) e <strong>Jeff Montauriol</strong>. Si fanno un sacco di storie per gli stranieri schierati dal <strong>Benetton</strong> in Pro12 e sul meccanismo sali-scendi per i permit players che rischierebbe di falsare l&#8217;Eccellenza. Ma quale dei giocatori in campo al Plebiscito potrà mai servire per la Nazionale? Dove sono i giovani italiani che dovrebbero fare esperienza?</p>
<p>Alla fine disperazione nelle file del Petrarca, soprattutto perché l&#8217;esclusione dai playoff significa la perdita del ricco contributo per la <strong>Challenge Cup</strong> a favore del miracoloso <strong>Mogliano</strong>. Qualche tifoso padovano mugugnava a proposito del caso Montauriol, per il quale la Fir ha rimandato la sentenza dopo lo stamping sul pratese Petillo (l&#8217;episodio risale ai primi di aprile). Intanto il francese ha giocato nel match più importante, e ha pure segnato la meta decisiva&#8230;</p>
<p>Il pubblico di Rovigo esulta per i playoff trovati nonostante le molte assenze nei rossoblù fra infortuni e squalifiche, mentre anche <strong>Luke Mahoney</strong> è uscito per un colpo al capo e pertanto verrà certamente fermato dai medici per le prossime settimane. Quanto ai tifosi rodigini, restano sempre i migliori: più che al Plebiscito sembrava di essere al Battaglini. Gli <strong>oltre 4.000 spettatori</strong> di Padova sono un patrimonio del rugby italiano, da non disperdere (e forse è questo il significato dell&#8217;Eccellenza).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2012/04/22/vendetta-rovigo-petrarca-fuori-dai-playoff-e-dalla-challenge-un-derby-sempre-di-grandi-emozioni/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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