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	<title>Rugbypeople</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Terzo tempo &#8220;obbligatorio&#8221; per due squadre giovanili di calcio. Rugby docet (qualche volta)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 17:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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Un terzo tempo &#8220;obbligatorio&#8221; per far tornare la pace fra due squadre giovanili di calcio: lo decide il giudice sportivo della Federcalcio veneta. A qualche giorno dalla &#8220;Operazione flanker&#8221;, che ha visto il rugby coinvolto in una poco edificante vicenda di droga a Piacenza, il nostro sport torna a fare notizia in modo positivo. Succede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS2jDlpPh7BWOeFGLGc_PHBuNfUJxa5q8N4dEe2sl7Wv-CXF54a" alt="" width="248" height="165" /></p>
<p>Un <strong>terzo tempo &#8220;obbligatorio&#8221;</strong> per far tornare la pace fra due squadre giovanili di calcio: lo decide il giudice sportivo della <strong>Federcalcio</strong> veneta. A qualche giorno dalla <strong>&#8220;Operazione flanker&#8221;</strong>, che ha visto il rugby coinvolto in una poco edificante vicenda di droga a Piacenza, il nostro sport torna a fare notizia in modo positivo. Succede in provincia di Venezia, protagoniste due squadre di calcio, lo <strong>Stra</strong> e il <strong>Pellestrina</strong>, che lo scorso novembre a margine di una partita del campionato juniores danno vita ad una maxi-rissa che coinvolge giocatori, allenatori e dirigenti.</p>
<p>Dopo avere comminato varie squalifiche e assegnato la sconfitta 0-3 a tavolino a entrambe le squadre, il giudice sportivo della Figc veneto ha deciso questo singolare provvedimento: <em>la disputa di una gara della squadra Juniores e squadra Pulcini dei due sodalizi, indipendentemente dalla loro validità ai fini della classifica; le partite potrebbero giocarsi, in un terzo campo; in ogni caso, le partite saranno accompagnate da un momento conviviale, magari a base di prodotti tipici locali. </em></p>
<p>In pratica per stemperare gli animi viene richiesto ai due club di organizzare un doppio incontro amichevole, seguito da un &#8220;terzo tempo&#8221; a tutti gli effetti. Complimenti al giudice sportivo per l&#8217;inventiva. Se è vero che nel <strong>rugby</strong> sempre di più ci si sta avvicinando a certi modi del <strong>calcio</strong> (un ampio dibattito è in corso in Francia, ad esempio, in seguito alle dichiarazioni del presidente del Toulon, <strong>Mourad Boudjellal</strong>), sembra comunque che qualche contributo la palla ovale lo stia dando all&#8217;evoluzione della cultura sportiva in Italia. Sarà importante, però, che il nostro sport si tenga ben strette le sue più belle tradizioni, come appunto il terzo tempo.</p>
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		<title>Tregua Fir-Treviso, si riscrivono le regole. Ma scoppia il problema dei permit players</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Aironi]]></category>
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		<category><![CDATA[permit players]]></category>

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Pace fatta fra Benetton e Fir? In realtà più una tregua che una pace, quella stretta fra il massimo club italiano e il numero uno della Federazione, Giancarlo Dondi. Il presidente ha incontrato il suo omologo trevigiano Amerino Zatta giovedì scorso a Roma, dopo diverse riunioni nelle quali a rappresentare la Fir erano stati il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.rbs6nations.com/images/news/LucaMorisiSB.jpg" alt="" width="430" /></p>
<p>Pace fatta fra <strong>Benetton</strong> e <strong>Fir</strong>? In realtà più una tregua che una pace, quella stretta fra il massimo club italiano e il numero uno della Federazione, <strong>Giancarlo Dondi</strong>. Il presidente ha incontrato il suo omologo trevigiano <strong>Amerino Zatta</strong> giovedì scorso a Roma, dopo diverse riunioni nelle quali a rappresentare la Fir erano stati il vice <strong>Antonino Saccà</strong> e il responsabile dell’alto livello <strong>Carlo Checchinato</strong>. I due sono giunti ad un accordo che potrebbe riavvicinare le parti: il Benetton chiede di mettere nero su bianco le proposte accettate verbalmente da Dondi, quindi il club trevigiano ritirerà il ricorso sugli stranieri che rischierebbe di mettere in difficoltà la Fir di fronte agli organi di giustizia sportiva. C’è stato anche un avvicinamento sulla questione economica, alla quale Treviso tiene particolarmente (secondo i veneti, la Federazione non avrebbe rispettato gli accordi iniziali).</p>
<p><em><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBhMSEBUTEhQWFBUUGB8YGBgYFhwcGBsbFRYYGBcdHBcYGyceHh0kHhgYIi8gIycpLCwsFR4xNTAqNSYrLCkBCQoKDgwOGg8PGiwdHSQsLCkpKSwpKSksKSwpLCwsLCwsLCwpLCksKSwsKSksKSwpKSwuLCksLCksLCkpKSwsKf/AABEIAKgAcAMBIgACEQEDEQH/xAAcAAACAgMBAQAAAAAAAAAAAAAEBQIDAAYHAQj/xAA8EAACAQIEBAQDBgUCBwEAAAABAhEAAwQSITEFIkFRBhNhcYGRoQcjMkKx8BRSYsHhM4JDY3KistHxF//EABkBAAMBAQEAAAAAAAAAAAAAAAECAwAEBf/EACMRAAICAgMAAgIDAAAAAAAAAAABAhEDIRIxQRNhMnEEIlH/2gAMAwEAAhEDEQA/AOMqgO59hVt4AnQQBvEkCfXt796IwVsC6R5bO0HlXUzGm2sbUK5aTm7w2ms9dKREyTFCAB8T+lVOnKIHXeiTeXMVgAGIj/NeuhLBFbN7HSe00Lo3QDkParbVhiNBoNKb4O0muZQWEjUztuaaYbgRZgJ5YzQAdPj/AHrcrKxi5CQ8LIhRzOfy9fSvE4dcDRcXKF11EE6ge5plxG2tu/JOi7xOoPy2Ne4vEo2V5JLA/iMkToPST2ohcQXC4oXBbt3rpS1mChEEKAdydR6amT8qM44tm0+XCZnzDViJiDA8vvOup7UhxeCKwQJU7f5pvwfF2VtO1xpuFWW2oE5W0AY9AN9aSUa2iElQp5w0Op3ErqJEz71slpGQC3ct+TbYllyuC2o0PM0x6HbWh+LeJFxCI90ffWwqoyjlZdc2cbz0+NBYG9zrcaRqCsAGT10O430pJ3JA78Cb/C1JJa6ltSspm5pbaJABg94jal1vC3G0QM3XlnQDc/KaYX18246lWLCWEWjO+2QfhEUZg+Ki0FAAyhdROYRP8hI5p/Wp85RWtsNkPDWGa5dYnENZveWYIURly/mMQB60lw+LRMysnmDXKcxGvQ7aifaanxvHm5euXBI8wzEzAP5Z7Cltto9a6Iq+wpX2SuXQxkgjbbb1orCWvNZR+FRPTqNvj7UHbTX+1EWy/Kuum3uep9daZhf0M3sth1KuuU3Jgncjp9a7Rwq5YTD23v3VtlrayCyj8o6H0FcZweFe86iS+TLImTGYTMydq7JxT7PreKHm+aU0EzooA00j0qUvEdeBOrNe8U+HsDcHm27kBv6hl21rSOKcLt2rTtbcPHQEHc11PxZ4TRcHh8OkwrHU7mYMn0JNaRxHw6LNm4DqcpHT9YoLRaSvw0dsWTaOukj3Hw2p3f4fhbVpApe5fI+8KnkQsJGv4dJgilXAOC3sU5t210GrEmFUDSSe1OeIcNexbCi+zWvw6LCExLBT+bcanvvTZH4edJ7oUY7hKpbt3BcRixMoDrodxpEb03bgtlLNlluebdcS1sGSq5C0xvpA3pfhfKP/AC1IylmBZTsdSNjIGoqi8bTRkItuBBWWgx1zk7ntAiBvS23oS70FWbrJc8xDKspVjJ1BlWBbf/1Ql2EujUZdCDoxjWCfX0q7Bee2GfL/AKCtzabMfWOsa60JfwbKFdxyN1H+K3pl9lKYkZckTsZ9ulVSFkfL/NXWMUFgheadR0j3qF/FgggqAZmR0qvo27KmvHQiAfSrXxfIFG8yT37VHAYFrz5ViYnXsBWwXvBt1LUjKW6pPPExOUdPWg5JGbS7BOFcRNgC+hSQSsEgmCIMiZ9q6rZ4tcxS2PJKsVILIxhTA3MdoGlcbfCwQTpLZT/ettwGPuYNLN5FLIw+qEofnFLJJnRhnQ543axQuwL+fUnJMgT0MxIpNxvjLiyVcy57ajfQeu1V8b8dNeki2qE7EDWlljAM9t3f8tsx6HefehVdl5TvoDurcgu4ZLd4yFUiGI2EEzA9aOxuMvXrNsOsLaXKgE6yYLk9Tt6aUnGLZiNTpoo6Adh2pli7t+QlxfLKRykBehb8PXNrr1mtKzz5NvstwFy4gc2STbA5lJkQwjUDSrMD4fTEMEtBxdMkqwXINSYDzMRsSOlWcO4KDiMi38pKFgy7AEZoYA9e1R4vxtCli7hkNlrebMwOmaRlj00mD/MaTbdITbdIp40RZC4ZFuKya3QzaFyP5RpsBr2ApXiL8wJkakr0BGm21eWsWXLm5Ds43YmQZBkfpr3qizeyzGs6Gq8aHUaKLazUjbnXpRF1VySDzzqsdPfaqEQk7U9j2RKawK2fwlxAW7ZtJcZbt+4FhV5oAj/UOgBzdNdOk0jt4K4W+7BPr0prwzgZDFn1PSOh7zTPG5qhXTQ+4pw5FvWrWEtpduyLQJhgbhglj+XSY7DK1dTw/hBLeEGHuAOVBlgIGdiWYgdBmJ0rkFniDYO5auoQFVkc8oLZrJJADHYEMdNq+h+B8Zw+NsC9YYOjfNT1Vh0YdjUsmKqSL4GonGcb4aRXPIJB7Ur41dFq00CBGsDvpXauNeG/NbOgAbqD1+PeuV+PsIlrzLTZTlQl41IbTKs9DJE+4oY8dstknSObYYJnHOUHQ5Z9pHSiMXxdnuC7cYvcAAlhoQihV0HpV3C+DhsrOdDrp11pnf4LuoPJmzBSJAgdOv8A9q7xXs4nViP+LOZ2Ux5kyBIiT+HUnT3NCqz5WQCQ0fQ6EH9705v8LXQgC2dtJymTpy6mekCleMwTW2IuKyxoJGhNI4OIUQV8qZevtNRCkbf5qObUAdalcRhEGAaASpFIMxM0VwzBXLtwIDGZgCewO5o3G3FQIluCGVZYjqQCY9tQfaj/AAvbUYp9QcqnKQN500+E0YPkxOVoeXLCpoggDSP33qq5iVCgjr8/30qGLvmT3H1HqO3qNqRYvETO++o6g7/s11t0BIf21DBgwBHqNOv9jXnBrN/BXXuYK4LbmIDExAMkEbMp21FeYO5KE99fmKliMZkTUwBrMTHsKzSaG6Ot4T7QA2Ae+yhMQgytbmRnaQpU9UOp9II335lwVUxmIuJcOZZ+8uFiIuNJTUHbMCCdp6aa6/xLj1w28ggPcMCNwI1JPeTA+NbF4ew64a0F3n8fqTE/KBHsKWK4vQ0pcls2vB+HLDqymwbXlvkMnN+WfxZJgQTv1+Na9xtrFu8qW80G2ScwgiYMQWbYR160yx/inkHlFs4XK7zAaNFJXq4Bidtq0Xjt85111ZCJJ/muLO/oTTXQNUq79IWr/wB9mgNBItr3PViegAO/uN684/ii6BZzZDzZdLYLCPckGvMHaOrsIDaDcHLM8oA0HruZqePNs2GUBraAGBlAk9NCZOvekatANZUiCev0qdi4BOYTI77HvVWQiB0ovDeXBVllmBymYKt002M1yvRmVYXDlgcq+gnWO9O/CXM10HcKBP8AuJmfhQXBOC3sVdK2IXKJkmBBMfM068J4IIb4mWVgjdpGbrT4mnMDoYX8MpGup3BBgj2I2pbxTh4Kz+YDeNx2MfrR+PxQBIZXI7hSR8xS84wGBIKsYDe+kH5zXVKjRsGweOOUKqltBooJO0dKGxmJLAqwKkbq2hGvY619J8B4Rbwti3ZtqoyDUhYJb8xPWSe9CcT4Th8RcIu2bblQAGZAW5gSdSOgH/dXN82zp+E+eyym5n2JYADfSdqcXsQZA76/AV03G/ZfgLj5lVrTDUZG02j8JkbdqXY/7IZBNrEa5cozJtPqpoxzxA8Ejl648sSZ5Zj5nT6CqcPf/iMTB1UAgD+kEfrr863f/wDF8VyIb1sIDLMA2b3Cx27mn2A+xmxaBKXLhuRAdo078o0j40HmiFYJGpOh0Uanr2AoPE8ORzqwEbGAx+JM10G/9mCzmOJOmwyjLMbnWT8a1/jXhC5h1LI4dRqcohh/tO/wqizQlqybwTSs5jdwuS8yOfwtE++oOnQ6fOirNyyzZFQiP+IxMj2VdvSq+LqzXGYSSIEiP0H6imGLtJbsW7gDo1xQCFUrbWNJk6uxgGPU1zZUrJelOC8WNhrjGwBB5TMwwg9Pcg/Cmv2eMpe6bxJWBcIB5mIMQOknMPka1C/hwpOsgHLpTXwxiGF5QSApPlidpcgD5GKeFRdhS1o3riONu4kpZtoFUGUtog1aIJJgsxjc/pTrhn2TKVzYhyrEzFtiTMzqSSoPoJ962Thnhi1Yt5rTEuRzux1Pp/SP6RUMRinTbX40mTO310d2PAltjfE3XA0IJ9dJ+IrQvFHHcfZfOlsgdCjBhHqN+vanL8VadWUfGh7/AIotroWB7gbVzJtF5KLE/APHl5mi60N2cR8j1rdbPHmyzBI/p1+lc041jbV0khQPYdfTtSVPFFzCnluGP5SdaZK+hHLidrt+KUP5h7dakeOg7H61yzD/AGhW3/1FXN1zCGq4+K1/KAPY0rTRlOJ0bEX2YUHa4WzEs78gEx/mtGt+OLidQR61DE+OmuIVLBR1A3NDjY/yREVw27XFLjAoqEsomIXkmRPqNPelniPifnJaRbjXAgkyI5n1aDuYEDtoYqq9jbYJZx5pZCTB0FxxoJ9J+lJ7d4gyK6VHdnlP+0uQZjbdpChtPmJSWERlYkgj3iNfWmF7g9wvbtNysNQAdZMbL36/M9KW8KNtWD3dVUiVBgnvFRxWNLsWUGc0gycw/vPrRp9A/R1EeM3tpykuyCHEHQgbk7a70rxn2jM4gZRPWtXfjIGCGFIm4z+YWU66jlDdyNvYCkd+wRcKmJXTTakjjtnTHPLpmz4jxCDOZ/rQF3j6dMzfpSM2qst2DlY9BvVVhRnlYZiONXXEDkHpv86Ba0dzOvf660bhsDKydB09avu4YZVX971VQS6JOTfYsvszsWbUmPoAB+gqvUbEj40cuBboJ9qGuW9a3E1jrgFhTYuXbltrvlwNzAJHLM6bn1PypbicK6gtGQaQOp9R39av4XjVQZXLAZw8AnKcvTINz6kgCaJs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alt="" width="112" height="168" />«E’ stato un incontro importante e costruttivo, ora vogliamo passare dalle parole ai fatti»</em>, ha dichiarato Amerino Zatta, <em>«ci aspettiamo di giungere presto alla firma di un documento che faccia chiarezza sulle condizioni della nostra partecipazione alla Pro12. Era impossibile continuare a gestire la partecipazione ad un torneo internazionale vivendo alla giornata, con regole ambigue e continuamente modificate»</em>. In buona sostanza si tratta di varare degli “emendamenti” al famoso capitolato redatto per la partecipazione delle due franchigie italiane alla <strong>Celtic League</strong>, garantendo condizioni che dovrebbero permettere a Treviso e <strong>Aironi</strong> di essere più competitive sul fronte internazionale. <em>«Vogliamo essere una squadra vincente nel panorama europeo, per ambizione ma anche per esigenze di sponsor</em> (il budget stagionale del club è di oltre 7 milioni di euro, ndr)<em>»</em>, commenta Zatta, <em>«quanto ai giocatori italiani, il nostro obiettivo è farli crescere anche per il bene della Nazionale. Lo abbiamo sempre fatto e credo che questo sia evidente a tutti: il Benetton e Franco Smith sono i primi tifosi dell’Italia».</em></p>
<p>Un nuovo fronte si apre però riguardo ai <strong>permit players</strong>, indispensabili al Benetton per affrontare il periodo del <strong>Sei Nazioni</strong> quando numerosi biancoverdi saranno impegnati con l’Italia. <strong>Parma</strong>, infatti, non sembra disposta a concedere il prestito di <strong>Luca Morisi</strong>, già a Treviso durante i Mondiali (<em>foto in alto</em>) e capace di alcune positive prestazioni nel ruolo di centro. La squadra ducale, allenata dall&#8217;ex <strong>&#8220;Cocco&#8221; Mazzariol</strong> e oggi in brutte acque in classifica, è infatti impegnata nelle prossime settimane nel campionato di Eccellenza e non desidera perdere un elemento importante. Gli altri giocatori richiesti dal Benetton sono <strong>Alberto Chillon </strong>(<em>foto</em>) e <strong>Ornel Gega</strong> del Petrarca, <strong>Alberto Chiesa</strong> del Prato e <strong>Marco Fuser</strong> del Mogliano.</p>
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		<title>A proposito della squalifica di Franco Smith: punizioni &#8220;giuste&#8221;, regole discutibili e metodi segreti</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rabodirect Pro 12 2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
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		<description><![CDATA[
La squalifica comminata dalla Fir a Franco Smith per il caso Williams-Nitoglia è in un certo senso giusta. E&#8217; vero, infatti, che nel Benetton l&#8217;australiano gioca prevalentemente estremo, pur essendo schierato con la maglia numero 14, mentre Nitoglia è a tutti gli effetti un&#8217;ala. Il club trevigiano sostiene che nel rugby moderno i ruoli tendono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.ercrugby.com/images/news/franco_smith.jpg" alt="" width="430" /></p>
<p>La squalifica comminata dalla Fir a <strong>Franco Smith</strong> per il <strong>caso Williams-Nitoglia</strong> è in un certo senso giusta. E&#8217; vero, infatti, che nel <strong>Benetton</strong> l&#8217;australiano gioca prevalentemente estremo, pur essendo schierato con la maglia numero 14, mentre Nitoglia è a tutti gli effetti un&#8217;ala. Il club trevigiano sostiene che nel rugby moderno i ruoli tendono ad essere molto meno definiti, specificatamente fra i trequarti, e pure questo è vero. Ma se chiedessimo ad uno spettatore di Benetton-Saracens di indicarci chi &#8211; al di là dei numeri di maglia &#8211; ha giocato estremo fra i biancoverdi, la risposta sarebbe quasi sicuramente <strong>Brendan Williams</strong>, a giudicare dalla posizione tenuta in campo.</p>
<p>La squalifica sarebbe quindi la conseguenza del mancato rispetto, da parte di Treviso, della regola federale che impone di non far giocare più di uno straniero nei cinque &#8220;reparti&#8221; così intesi: prima, seconda e terza linea, numeri 9-10-15 e trequarti (numeri dall&#8217;11 al 14). Una norma se non sbagliata, perlomeno discutibile. E&#8217; quella varata all&#8217;inizio della stagione davvero una regola per il bene della Nazionale e del rugby italiano? Oppure è solo un modo &#8220;politico&#8221; per intralciare la crescita del Benetton, che l&#8217;anno scorso con <strong>De Waal</strong> all&#8217;apertura aveva un&#8217;ottima alternativa a <strong>Burton</strong>?</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSnH3KwxwV0Jv8eOsSDr0AOpic5Mfwan6hyZ1hmvbaEnG7tP-DV" alt="" width="200" />Oggi Treviso non ha scelta: o fa giocare Williams con il numero 14, oppure non potrebbe mai schierare l&#8217;australiano assieme a <strong>Botes</strong> mediano di mischia (e ovviamente tanto meno Williams, Botes e De Waal tutti insieme, con quest&#8217;ultimo condannato in questa stagione a vedere gran parte delle partite dalla tribuna). E&#8217; peraltro fuor di dubbio che Botes, già eleggibile dallo scorso settembre, possa essere utile alla Nazionale azzurra. Giureremmo anzi che <strong>Jacques Brunel</strong> se lo porterà via al prossimo tour.</p>
<p>C&#8217;è poi una questione di &#8220;modi&#8221;. La Fir non ha mai reso pubbliche le motivazioni della squalifica, ne&#8217; il provvedimento stesso. Ne&#8217; tantomeno ha mai reso noto il capitolato sulla Celtic League che è all&#8217;origine dello scontro fra il Benetton e la Fir. Tutta questa segretezza rende il compito particolarmente difficile alla stampa e agli appassionati che desiderassero farsi un&#8217;opinione su queste questioni.</p>
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		<title>Contro i Saracens un Benetton quasi perfetto. Stringer &#8220;asfaltato&#8221; da Williams e Pavanello</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:28:25 +0000</pubDate>
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Anno nuovo e nuova vita per Rugbypeople. Per parecchio tempo il blog è stato un po&#8217; dimenticato, ma nel 2012 tornerà ad essere aggiornato in modo regolare per dare spazio a storie e pensieri in libertà. Seguire weekend dopo weekend il Benetton in Pro12 ed Heineken Cup offre la fortuna di avere un osservatorio privilegiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/194/benetton-saracens15.jpg&amp;c=90" alt="" width="430" /></p>
<p>Anno nuovo e nuova vita per <strong>Rugbypeople</strong>. Per parecchio tempo il blog è stato un po&#8217; dimenticato, ma nel 2012 tornerà ad essere aggiornato in modo regolare per dare spazio a storie e pensieri in libertà. Seguire weekend dopo weekend il Benetton in <strong>Pro12</strong> ed <strong>Heineken Cup</strong> offre la fortuna di avere un osservatorio privilegiato sul rugby italiano ed europeo, in un momento in cui il nostro sport sta affrontando importanti cambiamenti. Cosa aspettarsi dall&#8217;anno nuovo? Soprattutto che la <strong>Nazionale</strong> azzurra torni a vincere qualcosa, per la gioia di tutta la gente di rugby e per ridare credibilità all&#8217;intero movimento dopo il disastro del Mondiale.</p>
<p>Il <strong>Benetton</strong>, intanto, continua a regalare soddisfazioni. In una cornice splendida, con un Monigo gremito di quasi 5.000 spettatori, i biancoverdi hanno perso contro i <strong>Saracens</strong>, ma i campioni d&#8217;Inghilterra &#8211; oggi sicuramente una delle più forti squadre europee &#8211; hanno dovuto sudare il successo fino all&#8217;ultimissimo secondo. E&#8217; stata la più bella partita vista a Treviso in questa stagione: due squadre con organizzazione di gioco e competenze individuali straordinarie, scontro fisico impressionante, calciatori impeccabili, un arbitraggio anch&#8217;esso di altissimo livello.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/194/benetton-saracens16.jpg&amp;c=90" alt="" width="280" />Le proteste del pubblico verso <strong>John Carvill</strong> &#8211; che ha sostituito lo stirato Rolland &#8211; sono immotivate, anche se il fischietto irlandese ha annullato due mete, una a <strong>Pavanello</strong> e una più dubbia a <strong>Botes</strong> per doppio movimento (con dinamica simile aveva segnato <strong>Barbieri</strong> nel primo tempo). Bellissima comunque la <em>&#8220;refferi, you are a puttan child&#8221;</em> del solito tifoso in tribuna centrale. Ma è soprattutto il Benetton a dover recriminare per alcune proprie scelte discutibili nel finale. E per un errore risultato alla fine decisivo, quel calcio stoppato di Botes a inizio ripresa che ha permesso ai Saracens di segnare con <strong>Strettle</strong> e di sorpassare sul 20-17.</p>
<p>Resta in ogni caso la prova superba di Treviso. C&#8217;è un&#8217;analogia con Benetton-Leicester dell&#8217;anno scorso: anche in quella occasione, pur perdendo di misura, fu contro i campioni di Inghilterra che i Leoni furono capaci della migliore prestazione dell&#8217;anno. I migliori sono Barbieri, <strong>Burton</strong> che riscatta la brutta prova di Swansea, un <strong>Ghiraldini</strong> animato da una grandissima voglia di giocare dopo la squalifica. Fra i volti nuovi interessante e senza timidezze la prestazione di <strong>Tommaso Iannone</strong> all&#8217;ala mentre non brilla <strong>Semenzato</strong>, irriconoscibile da quando è tornato dalla World Cup. Fra gli inglesi la coppia di centri costituita dal sudafricano <strong>Brad Barritt</strong> e dall&#8217;enfant prodige <strong>Owen Farrell</strong> è davvero spaziale; non ci stupiremmo di vederli titolari nell&#8217;Inghilterra del Sei Nazioni. Opposti ad una prima linea di mostri (Nieto, Stevens e il capitano degli Springboks campioni del mondo Smit) <strong>Cittadini</strong>, Ghiraldini e <strong>Rizzo</strong> se la sono svangata più che bene.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/01/stringer_gollum.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1139" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="stringer_gollum" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/01/stringer_gollum.jpg" alt="" width="300" /></a>I momenti di maggiore goduria della giornata sono quelli in cui <strong>Peter Stringer</strong> viene &#8220;asfaltato&#8221; prima da <strong>Williams</strong> e poi dal ben più pesante Pavanello (foto in alto, di <a href="http://www.marcosartori.net" target="_blank">Marco Sartori</a>, dal sito del Benetton). Confessiamo che il <strong>gollum</strong> irlandese, pur ottimo giocatore, non è in testa alla classifica dei giocatori che più ci stanno simpatici. La Heineken Cup si chiude con il Benetton all&#8217;ultimo posto del girone, ma tornato definitivamente protagonista in una competizione ben più dura del Pro12. In trasferta solo nette sconfitte, ma a Monigo tre match uno più convincente dell&#8217;altro. La crescita complessiva della squadra biancoverde in questa stagione è un dato innegabile.</p>
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		<title>Nasce presso l&#8217;Archivio di Rovigo il Centro di Documentazione sul rugby veneto</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 09:40:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esperienza della recente mostra &#8220;La Rovigo di Maci&#8221;, presso l&#8217;Archivio di Stato di via Sichirollo, lascia un&#8217;importante eredità. Sviluppando il progetto che ha portato all&#8217;allestimento dell&#8217;esposizione dedicata a &#8220;Maci&#8221; Battaglini (foto in alto) e al rugby degli anni dell&#8217;immediato dopoguerra, si è fatta strada, infatti, l&#8217;idea della creazione di un Centro di Documentazione sul rugby [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/07/maci-allenamento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1125" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="maci allenamento" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/07/maci-allenamento.jpg" alt="" width="430" /></a>L&#8217;esperienza della recente mostra <a href="http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-06-07/qualcosa-da-vedere-per-ricordare/" target="_blank">&#8220;La Rovigo di Maci&#8221;</a>, presso l&#8217;<strong>Archivio di Stato</strong> di via Sichirollo, lascia un&#8217;importante eredità. Sviluppando il progetto che ha portato all&#8217;allestimento dell&#8217;esposizione dedicata a <strong>&#8220;Maci&#8221; Battaglini </strong><em>(foto in alto)</em> e al rugby degli anni dell&#8217;immediato dopoguerra, si è fatta strada, infatti, l&#8217;idea della creazione di un <strong>Centro di Documentazione sul rugby veneto</strong>, che troverà sede presso lo stesso Archivio di Stato di Rovigo.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/07/locandina-la-rovigo-di-maci-definitiva.jpg"><img class="size-full wp-image-1128 alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="locandina la rovigo di maci definitiva" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/07/locandina-la-rovigo-di-maci-definitiva.jpg" alt="" width="150" /></a>L&#8217;obiettivo è di raccogliere in un unico luogo materiale proveniente da diverse collezioni e finora destinato a finire disperso. In <strong>Veneto</strong> la vicenda del rugby si intreccia in modo significativo con la vita sociale e politica; la documentazione storica sulla palla ovale ha quindi un particolare valore per i ricercatori che desiderano approfondire lo studio della società veneta nel <strong>Novecento</strong>.</p>
<p>Grazie alla sensibilità del direttore <strong>Luigi Contegiacomo</strong>, l&#8217;Archivio di Stato di Rovigo apre ora le porte ad un Centro di Documentazione, in cui fonti di diverso tipo e di diversa provenienza verranno conservate, archiviate e messe a disposizione degli interessati.</p>
<p>Una prima acquisizione del fondo documentario è costituita da un centinaio di videocassette vhs appartenenti a <strong>Stefano Casotti</strong> (giocatore del Rovigo prematuramente scomparso nel 1996), donate dai genitori Piero e Luisa. Fra i filmati della collezione anche alcune autentiche rarità. L&#8217;auspicio è che altri protagonisti del rugby veneto vogliano in futuro versare al Centro il proprio materiale, al fine di garantirne la conservazione e la futura fruizione.</p>
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		<title>Nazionale in raduno in Alto Adige. &#8220;Yuri&#8221; Ongaro verso il terzo Mondiale: &#8220;Ma sarà davvero l&#8217;ultimo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 14:35:57 +0000</pubDate>
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Mancano 61 giorni al calcio d’inizio dei Mondiali di rugby, segnala un grande countdown digitale installato nei locali della Borsa di Auckland. Sarà un’importante occasione economica per la Nuova Zelanda, un paese decisamente fuori da ogni rotta “di passaggio”: attesi 60mila turisti per l’evento e già venduti oltre 900mila biglietti (il 75% della disponibilità).
Sarà anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1111" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="villabassa 2" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/07/villabassa-2.jpg" alt="" width="430" /></p>
<p>Mancano 61 giorni al calcio d’inizio dei <strong>Mondiali</strong> di rugby, segnala un grande countdown digitale installato nei locali della Borsa di <strong>Auckland</strong>. Sarà un’importante occasione economica per la <strong>Nuova Zelanda</strong>, un paese decisamente fuori da ogni rotta “di passaggio”: attesi 60mila turisti per l’evento e già venduti oltre 900mila biglietti (il 75% della disponibilità).</p>
<p>Sarà anche una nuova occasione per l’<strong>Italia</strong> dell’ovale, mai giunta a superare il primo turno e favorita questa volta perlomeno dalla scarsa pressione psicologica. Mai come in questa <strong>World Cup</strong> l’aspettativa per gli azzurri è modesta: ci sono un allenatore con la valigia già al check-in, una generazione di giocatori che va verso il tramonto, infortunati e defezioni di rilievo. E se questo clima alla fine giovasse agli azzurri, che le cose migliori spesso le hanno combinate quando non avevano i riflettori puntati addosso?</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/07/azzurri-palestra.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1118" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="azzurri palestra" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/07/azzurri-palestra.jpg" alt="" width="250" /></a>Da domenica scorsa la Nazionale ha svolto la prima settimana di raduno nel fresco di <strong>Villabassa</strong>, presso Dobbiaco. Un luogo incantevole, in cui gli azzurri possono usufruire di ottime strutture (con palestra attrezzata ad hoc) e rilassarsi in un paesaggio verdissimo. Per chi volesse fare la gita in <strong>Pusteria</strong> segnalo anche la bella esposizione sugli sport invernali <em>&#8220;Il fuoco olimpico&#8221;</em> al locale <strong>Museo del Turismo</strong> di Casa Wassermann: suggestiva soprattutto la lunga serie di torce olimpiche originali (<a href="http://www.hochpustertal.info/it/suedtirol/niederdorf/newsuebersicht.html?tx_mininews_pi1%5BshowUid%5D=656&amp;cHash=fa67a64c28" target="_blank">info</a>). Le tappe verso i Mondiali saranno i test contro il Giappone a Cesena il 13 agosto e contro la Scozia a Edimburgo la settimana seguente. <em>(Nelle foto il campo e la palestra degli azzurri a Villabassa)</em></p>
<p>Insediandosi al raduno gli azzurri di <strong>Nick Mallett</strong> hanno già &#8211; involontariamente &#8211; infranto un piccolo ma significativo tabù. <em>«In Alto Adige, e tanto più in Pusteria dove la stragrande maggioranza della popolazione è di lingua tedesca, non era mai stata ospitata una Nazionale italiana»</em>, spiega <strong>Walter Boaretto</strong>, segretario comunale di Villabassa e grande appassionato di rugby, <em>«naturalmente abbiamo visto allenarsi qui squadre azzurre degli sport invernali, composte però di atleti delle nostre parti, e da sempre ospitiamo in estate importanti club di calcio. Avere in Pusteria una Nazionale è invece certamente una novità, che forse qualche anno fa non sarebbe stata possibile. Non poteva essere che il rugby, con i suoi valori positivi, ad aprire questa strada»</em>. I tempi del terrorismo anti-italiano sono passati da un pezzo, ma la questione altoatesina resta sempre piuttosto sentita in queste vallate.</p>
<p>Dopo la defezione di <strong>Craig Gower</strong>, è stato ripescato per il raduno altoatesino <strong>Kris Burton</strong>, australiano del Benetton: se dovessero partire tutti i biancoverdi preselezionati, Treviso si troverà a giocare i primi mesi del prossimo Pro12 senza 16 dei suoi migliori giocatori. Il ruolo di numero 10 è quello che oggi riserva più incertezze, poichè ne&#8217; Burton, ne&#8217; <strong>Luciano Orquera</strong> e tanto meno <strong>Riccardo Bocchino</strong> sono certo registi di livello internazionale. Sempre riguardo la mediana, resta un grosso punto interrogativo: Nick Mallett convocherà alla fine <strong>Tobie Botes</strong>, che guadagna l&#8217;equiparazione in azzurro solo ai primi di settembre?</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://4.bp.blogspot.com/-WPQO5eCE-Wk/TZL1Dh-NXTI/AAAAAAAAANQ/K60a_4pcbas/s200/_ongaro.jpg" alt="" width="220" />Intanto nella squadra che viene torchiata a Villabassa da <strong>Alex Marco</strong> si confrontano grosso modo due generazioni: quelli che il Mondiale lo giocheranno (o cercano di giocarlo) per la prima volta e quelli per i quali se il Mondiale arriverà sarà di certo l&#8217;ultimo. Fra i primi Fabio Semenzato, Paul Derbyshire, Tommaso Benvenuti, <strong>Alberto Sgarbi</strong>. Nel gruppo dei &#8220;veci&#8221; Mauro Bergamasco, Marco Bortolami, &#8220;Totò&#8221; Perugini. E <strong>Fabio &#8220;Yuri&#8221; Ongaro </strong>(<em>foto</em>), che oggi confessa: <em>&#8220;Già quattro anni fa ero pronto a smettere, poi la vita e il rugby sono strani e riservano sorprese imprevedibili. Ormai provo a cogliere quest&#8217;ultima possibilità, e se verrà sarà veramente l&#8217;ultimo Mondiale. Questa volta sarà ancora più difficile che in Francia, ma il passaggio del turno resta il mio sogno, sarebbe il modo migliore per chiudere la carriera internazionale&#8221;</em>.</p>
<p>La concorrenza per il ruolo di secondo tallonatore dietro Leonardo Ghiraldini non sembra irresistibile. Se Mallett non ha ancora chiamato <strong>Luke Mahoney</strong> difficilmente lo farà più avanti, restano <strong>Carlo Festuccia</strong> ed il promettente <strong>Tommaso D&#8217;Apice</strong>, che però non ha esperienza internazionale. <em>&#8220;E&#8217; un giocatore di ottime qualità ed il futuro è suo&#8221;</em>, dice Ongaro, <em>&#8220;credo però che sia necessario che i giovani giochino regolarmente nel club, a qualsiasi livello, per poter crescere&#8221;</em>.</p>
<p>Sembrano in discesa invece le quotazioni di <strong>Corniel Van Zyl</strong>, alle prese anche con un infortunio al ginocchio. La convocazione in Nazionale permetterebbe al seconda linea di acquisire lo status di italiano e quindi a Treviso di tesserare un ulteriore straniero. Un piacere al <strong>Benetton</strong> che di certo la <strong>Fir</strong> eviterebbe volentieri.</p>
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		<title>Mercato, solo ritocchi per il Benetton. E Mauro Bergamasco dà l&#8217;addio allo Stade Français</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 21:45:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[All’indomani della finale di Magners League fa un certo effetto pensare che entrambe le contendenti, il Munster e il Leinster già campione di Heineken Cup, sono uscite sconfitte da Monigo in questa stagione. L’anno prossimo, svanito l’effetto-sorpresa, sarà tutto più difficile per il Benetton, alla ricerca in queste settimane di consolidare il proprio organico in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/06/Alberto-Di-Bernardo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1104" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="Alberto Di Bernardo" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/06/Alberto-Di-Bernardo.jpg" alt="" width="244" height="280" /></a>All’indomani della finale di <strong>Magners League</strong> fa un certo effetto pensare che entrambe le contendenti, il <strong>Munster</strong> e il <strong>Leinster</strong> già campione di <strong>Heineken Cup</strong>, sono uscite sconfitte da <strong>Monigo</strong> in questa stagione. L’anno prossimo, svanito l’effetto-sorpresa, sarà tutto più difficile per il <strong>Benetton</strong>, alla ricerca in queste settimane di consolidare il proprio organico in vista di un torneo 2011-12 caratterizzato dalla concomitanza, per almeno un mese, con i <strong>Mondiali </strong> neozelandesi.</p>
<p>Ad orientare il mercato biancoverde sono però soprattutto le nuove regole varate dalla <strong>Federugby</strong>, mal tollerate da Benetton e <strong>Aironi</strong> sullo sfondo di un conflitto dai toni sempre più duri fra le due franchigie e il potere centrale. Dal quartier generale della Ghirada si continuano comunque ad evitare le polemiche.</p>
<p><em>«Il nostro mercato è praticamente fermo, in attesa che vengano definite dalla Fir le regole della partecipazione alla Magners League per l’anno prossimo»</em>, spiega il presidente trevigiano <strong>Amerino Zatta</strong>, <em>«abbiamo chiesto, assieme agli Aironi, di rivedere le norme che limitano la rosa da 42 a 40 giocatori e gli stranieri a cinque a referto in diversi ruoli: con una quindicina di atleti in azzurro ai Mondiali, torneremmo così ad avere una squadra contatissima per gli impegni del club. Aspettiamo che la Federazione prenda posizione su queste questioni, decisive per la programmazione. Di certo per la stagione 2011-2012 lo staff tecnico rimarrà invariato e la squadra subirà solamente dei ritocchi»</em>.</p>
<p>L’obbligo di distribuire gli stranieri in cinque diversi ruoli impone ora al management di Treviso tagli obbligati. Se si escludono i confermatissimi <strong>Botes</strong> e <strong>De Waal</strong>, resta solamente una casella libera fra i trequarti. <strong>Williams</strong> o <strong>Maddock</strong>? Il sacrificato sarà quest’ultimo, disastroso nella sua prima stagione in biancoverde. Il suo ritorno nella Premiership inglese, ai <strong>Saracens</strong> freschi di titolo, libera Treviso di un oneroso contratto e dà il via libera alla conferma di Williams. Per la squadra di Londra Maddock rappresenta un’alternativa in più all’ala durante l’assenza per i Mondiali dei nazionali inglesi.</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://d.yimg.com/i/ng/sp/empics/20110123/14/3666427169-23012011140813.jpg" alt="" width="280" />Il nome nuovo in casa Benetton potrebbe essere quello di <strong>Alberto Di Bernardo </strong>(<em>foto in alto</em>). Dai media francesi rimbalza la voce di un serio interessamento per l’oriundo argentino del <strong>Bourgoin</strong>, in passato già a L’Aquila e Leeds. Di Bernardo è naturalizzato italiano, avendo giocato con l’Italia A, e quindi il suo ingaggio non andrebbe ad incidere sulla quota degli stranieri. Il Benetton aveva anche sondato la disponibilità dell’azzurro <strong>Craig Gower</strong>, ma non se ne farà nulla. Quanto ai giocatori in scadenza di contratto, <strong>Fabio “Mozzarella” Semenzato</strong> ha firmato il rinnovo (<em>nella foto, il mediano in un coraggioso placcaggio su Alesana Tiulagi</em>). Aveva alcune offerte dalla Francia. Fine dell&#8217;avventura in biancoverde per Vilk, Vermaak, Costanzo, Vidal e De Jager.</p>
<p>Intanto in Inghilterra la retrocessione del <strong>Leeds</strong> libera <strong>Marco Wentzel</strong>, un giocatore che a Treviso ha lasciato il segno. Ma l’ex Springbok andrà agli <strong>Wasps</strong>. Mentre gli Aironi cedono all’Aix il seconda linea <strong>Vickus Liebenberg</strong>, il neopromosso Lyon è interessato al pilone <strong>Maximiliano Bustos</strong>, già alla Capitolina e L&#8217;Aquila. Sul fronte del mercato francese va segnalato il divorzio fra <strong>Mauro Bergamasco</strong> e lo <strong>Stade Français</strong>. Dopo otto stagioni a Padova, il padovano è fra i “licenziati” più illustri nell’ampio turn-over voluto da <strong>Bernard Laporte</strong>, tornato alla guida tecnica del club presieduto da <strong>Max Guazzini</strong>.</p>
<p>Dove giocherà ora Bergamasco? <em>«Il ritorno in Italia è una delle opzioni possibili, deciderò nel giro di qualche settimana»</em>, ha dichiarato il terza linea, in corsa per un posto ai Mondiali. <em>«E’ un ottimo giocatore, ma la terza linea è il nostro reparto meglio fornito e con Mauro non c’è stato finora nessun contatto»</em>, precisa il gm del Benetton, <strong>Vittorio Munari</strong>. La strada per un eventuale rientro in Italia passerebbe dunque per Viadana, dove giocano già diversi azzurri over 30 (Bergamasco è del ’79).</p>
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		<title>&#8220;Un bimbotto di cinque chili&#8221;: Mauro Bergamasco futuro pilone secondo All Rugby del 1983</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 14:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
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		<description><![CDATA[Sfogliando vecchie riviste mi cade l’occhio su un ritratto di Arturo Bergamasco, pubblicato dalla gloriosa All Rugby nell’aprile del 1983. Si tratta di un pezzo di Erasto Borsatto, il direttore del giornale, in occasione del ritiro dalle scene dal roccioso terza linea del Petrarca, rispettato su tutti i campi italiani e noto fra gli avversari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfogliando vecchie riviste mi cade l’occhio su un ritratto di <strong>Arturo Bergamasco</strong>, pubblicato dalla gloriosa <strong>All Rugby</strong> nell’aprile del 1983. Si tratta di un pezzo di <strong>Erasto Borsatto</strong>, il direttore del giornale, in occasione del ritiro dalle scene dal roccioso terza linea del <strong>Petrarca</strong>, rispettato su tutti i campi italiani e noto fra gli avversari anche per una certa propensione ai “colpi proibiti” nei raggruppamenti. Ma il rugby di quegli anni era così e nonostante la retorica del fair-play di cui si sente sempre più spesso parlare, chi conosce il gioco sa bene che pugni e furberie sono stati a lungo la normalità, soprattutto fra gli avanti.</p>
<p>L’episodio dei fischi del pubblico di <strong>Rovigo</strong> contro Arturo Bergamasco riportano all’atmosfera appassionata ed irripetibile dei derby veneti di quegli anni. Ma la cosa più curiosa del pezzo che riproduciamo qui sotto è il riferimento al figlio del giocatore, <em>“un bimbotto di più di cinque chili”</em>. Si tratta nient’altro che di <strong>Mauro Bergamasco</strong>. Già Erasto Borsatto profetizzava che sarebbe diventato un rugbista. Sbagliando però ruolo…</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/06/all-rugby-15-aprile-1983-sottolineato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1095" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="all rugby 15 aprile 1983 sottolineato" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/06/all-rugby-15-aprile-1983-sottolineato.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
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		<title>Monigo scopre Willem De Waal. Un Benetton brutto e stanco trova contro Glasgow l&#8217;ottava vittoria</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 15:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Magners League 2010-2011]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Benetton non ritrova se stesso ma assapora il gusto della vittoria ad oltre due mesi dall’exploit con il Munster: 19-16 al Glasgow per l’ottavo successo stagionale ed il sorpasso in classifica ai danni degli stessi scozzesi. Partita vinta soprattutto con il cuore e con il sacrificio in difesa, mentre decisivo nello score finale risulta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.marcosartori.net/wp/wp-content/gallery/20110213-rugby-benetton-munster/20110213-rugby-benetton-munster-19.jpg" alt="" width="250" />Il <strong>Benetton</strong> non ritrova se stesso ma assapora il gusto della vittoria ad oltre due mesi dall’exploit con il Munster: <strong>19-16</strong> al <strong>Glasgow</strong> per l’ottavo successo stagionale ed il sorpasso in classifica ai danni degli stessi scozzesi. Partita vinta soprattutto con il cuore e con il sacrificio in difesa, mentre decisivo nello score finale risulta il drop inventato al 62’, sul 16-16, da <strong>Willem De Waal </strong>(nella foto, da <a href="http://www.marcosartori.net" target="_blank">www.marcosartori.net</a>). Al di là della prodezza da 40 metri, il sudafricano è stato protagonista sia per la sapiente regia che per la precisione dalla piazzola (3 su 3, e 10 centri negli ultimi 10 tentativi).</p>
<p>Non fosse per il mancino di scuola Stellenbosch gli sforzi del Benetton difficilmente avrebbero partorito quattro punti. Se vincere giocando male può essere interpretato anche come un segnale di maturità, il successo sul Glasgow al contempo non cancella gli attuali problemi di Treviso, primo fra tutti una evidente stanchezza mentale a questo punto di un’annata con inedite pressioni. E resta di fatto anche una sterile prevedibilità offensiva, svanito l’effetto-sorpresa dei match autunnali, mentre la mischia chiusa biancoverde non sembra più essere così dominante. <em>«E’ una stagione molto dura dal punto di vista mentale, abbiamo commesso molti errori per il nervosismo ma ora il successo ci leva di sicuro un po’ di stanchezza dalle nostre teste»</em>, spiega <strong>Franco Smith</strong> nel dopogara.</p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://img.skysports.com/11/04/218x298/Graeme-Morrison-glasgow-dec-201_2580441.jpg" alt="" width="218" height="298" />Per tutto il primo tempo è il Benetton a dettare il ritmo, mentre gli scozzesi, attendisti a dispetto del nome “Warriors”, sembrano predisporsi soprattutto a controllare. I trevigiani sono impazienti e arruffoni, sciupando diverse occasioni. De Waal e <strong>Ruaridh Jackson</strong> pareggiano il conto nei piazzati e si cambia campo sul 6-6, dopo che un lungo assedio dei padroni di casa era stato fermato dagli scozzesi a ridosso dell&#8217;area.</p>
<p>La meta che arriva ad inizio ripresa non è costruita ma si deve ad uno spunto estemporaneo di <strong>Robert Barbieri</strong>, quando il Benetton produce in superiorità numerica un notevole volume di gioco con i drive degli avanti. Ma passano 6‘ e già il Glasgow &#8211; ancora in 14! &#8211; agguanta il pareggio con il velenoso <strong>Graeme Morrison </strong>(<em>foto</em>), il migliore dei suoi. Per il pubblico di <strong>Monigo</strong> il finale è da cuore in gola, con i biancoverdi che si immolano in una serie infinita di placcaggi. Ci si mette anche il guardialinee padovano <strong>Alan Falzone</strong> con un una incredibile decisione che scatena gli ululati dell’intero stadio (splendido cross-kick di De Waal con 40 metri di guadagno territoriale, che Falzone vede però rimbalzare fuori), ma la diga regge fino alla fine.</p>
<p>I migliori di Treviso sono <strong>Alessandro Zanni</strong> e <strong>Ludovico Nitoglia</strong>, mentre bisogna sottolineare la nuova prova positiva di <strong>Michele Sepe</strong>, solido soprattutto in difesa: senza dare troppo nell&#8217;occhio, l&#8217;ala romana in questa stagione ha saputo ritagliarsi un suo spazio in squadra, giocando già nove partite da titolare. Quanto a De Waal la prova contro il Glasgow varrebbe già come ipoteca per la riconferma. <em>«Mi piacerebbe rimanere a Treviso, dopo la breve esperienza a Narbonne mi ero ripromesso di tornare in Europa ma per restarci più a lungo e poter così dimostrare il mio valore<em>»</em><span style="font-style: normal;">, ha detto il numero 10 sudafricano, <em>«per me non è stato semplice passare direttamente dalla Currie Cup alla Magners League, dove il livello è molto alto, vicino a quello del Super 15. Un paio di infortuni hanno tardato il mio inserimento ma adesso spero di chiudere la stagione nel modo migliore. Mi piace giocare su campi asciutti, come in Sud Africa</em><em>».</em></span></em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><em></em>Ma per definire la rosa degli stranieri il Benetton dovrà fare i conti con l&#8217;ultima cervellotica norma della Fir, che limita anche il ruolo: dall&#8217;anno prossimo ammessi solo 5 non-eleggibili per franchigia, dei quali uno rispettivamente in prima, seconda e terza linea, uno in mediana o estremo, un centro/ala. A meno che non arrivi la convocazione in Nazionale e pertanto l&#8217;equiparazione di <strong>Tobie Botes</strong>,  Treviso dovrà sceglierne dunque sceglierne due fra questi cinque: Botes, De Waal, Maddock, Williams, Vilk&#8230; La nuova regola, tuttavia, non sembra essere andata giù ad <strong>Aironi</strong> e Benetton. </span></em></p>
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		<title>Benetton, l&#8217;Italia che vince. Nel weekend della Waterloo azzurra Treviso piega il Munster</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 22:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Magners League 2010-2011]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato il weekend della Waterloo azzurra: nel confronto con il rugby inglese le nostre Nazionali rimediano 59 punti a Twickenham e 74 l&#8217;under 20 a Bath, per un totale (impietoso) di una meta fatta e 133 punti subìti. Ma il movimento ha anche un volto vincente sugli scenari internazionali. E&#8217; quello del Benetton che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/163/D30_7595.jpg&amp;c=90" alt="" width="430" />E&#8217; stato il weekend della Waterloo azzurra: nel confronto con il rugby inglese le nostre Nazionali rimediano 59 punti a Twickenham e 74 l&#8217;under 20 a Bath, per un totale (impietoso) di una meta fatta e 133 punti subìti. Ma il movimento ha anche un volto vincente sugli scenari internazionali. E&#8217; quello del <strong>Benetton</strong> che in <strong>Magners League</strong> sconfigge la capolista <strong>Munster</strong> e, con 7 successi in 13 partite, si conferma la sorpresa della stagione.</p>
<p>Una vittoria ottenuta con una formazione forzatamente rimaneggiata &#8211; 9 i convocati con la Nazionale &#8211; e grazie alle prove di giocatori poco considerati o completamente ignorati da <strong>Nick Mallett</strong>, a cominciare dal capitano <strong>Antonio Pavanello</strong> e al signore della touche <strong>Corniel Van Zyl</strong>, già eleggibile, per proseguire con <strong>Gonzalo Padrò</strong> e <strong>Marco Filippucci</strong>, uno più concreto dell&#8217;altro in terza linea. Il bassanese ha placcato come un dannato e se il titolo di man of the match è andato al 27enne argentino, è solo per la meta decisiva ed una presenza più &#8220;visibile&#8221; in attacco.</p>
<p><em><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/163/D30_7387.jpg&amp;c=90" alt="" width="230" />&#8220;Anche Padrò e Filippucci meriterebbero una chance in azzurro, però magari non nelle prossime sei settimane&#8221;</em>, ha scherzato a fine gara <strong>Franco Smith</strong>, ritrovatosi dall&#8217;avvio del Sei Nazioni a contare gli uomini a disposizione fra convocati, squalificati ed infortunati. Chi la chance l&#8217;ha immediatamente avuta è stato invece <strong>Lorenzo Cittadini</strong>, ottimo contro il Munster e chiamato da Mallett nel gruppo per il Galles al posto di <strong>&#8220;Nacho&#8221; Fernandez-Rouyet</strong>. I due hanno dominato in chiusa contro gli irlandesi, ponendo le basi per il successo biancoverde.</p>
<p>Ci ha poi messo del suo <strong>Willem De Waal</strong>, che oggi si può dare come pienamente inserito nei meccanismi del Benetton. L&#8217;ex Western Province ha effettuato lunghi e ispirati calci di spostamento, ma anche difeso ed attaccato la linea, non male per un giocatore che, ricorda Smith, <em>&#8220;in Sud Africa era considerato poco fisico&#8221;</em>. Certo De Waal, capace contro il Munster di trasformare un piazzato da metà campo ed una trasformazione dalla bandierina, ha un piede sinistro come a Treviso non si vedeva da tempo.</p>
<p>Issatosi sul 16-3 a metà ripresa, il Benetton ed il pubblico di <strong>Monigo</strong> hanno tremato fino alla fine per la rabbiosa reazione degli ospiti, giunti ad un soffio dal sorpasso. Commovente la trincea di Pavanello e compagni negli ultimi minuti, ed importanti segnali di maturità: fino a qualche tempo fa partite così, punto a punto, Treviso le perdeva.</p>
<p><em>Foto da </em><a href="http://www.benettonrugby.it" target="_blank"><em>www.benettonrugby.it</em></a><em>. In alto i festeggiamenti fra Tobie Botes e Gonzalo Padrò, più sotto De Waal e Filippucci.</em></p>
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