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	<title>Rugbypeople</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
	<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 14:57:38 +0000</pubDate>
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		<title>Fraser Waters, dalla Premiership un grande placcatore per il Benetton</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 14:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
E&#8217; un dato di fatto che il Super Ten nostrano, pur sempre bistrattato, si stia arricchendo negli ultimi anni di giocatori stranieri di un livello tecnico sempre crescente. Basti pensare, ad esempio, a nomi come Ludovic Mercier, improponibili fino a qualche stagione fa. Senza considerare che i primi anni del decennio hanno visto approdare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://www.wasps.co.uk/uploads/images/large/z-Wasps29807News12.jpg" title="fraser waters" alt="fraser waters" border="1" height="333" hspace="4" vspace="4" width="500" /></p>
<p>E&#8217; un dato di fatto che il <strong>Super Ten</strong> nostrano, pur sempre bistrattato, si stia arricchendo negli ultimi anni di giocatori stranieri di un livello tecnico sempre crescente. Basti pensare, ad esempio, a nomi come <strong>Ludovic Mercier</strong>, improponibili fino a qualche stagione fa. Senza considerare che i primi anni del decennio hanno visto approdare in Italia un incredibile numero di autentici bidoni, spesso pagati pure a caro prezzo.</p>
<p>Vorrei sottolineare l&#8217;importanza - per il <strong>Benetton Treviso</strong> e per il campionato - dell&#8217;arrivo di <strong>Fraser Waters</strong>, centro dei Wasps. L&#8217;inglese, sudafricano di nascita (ma traslocò a soli 11 anni), ha alle spalle una lunga carriera nella <strong>Premiership</strong> inglese fra <strong>Bristol</strong> e <strong>Wasps</strong> e tre caps con la Nazionale della Rosa.</p>
<p><img src="http://www.irishrugby.ie/images/news/INPHO_13Munster-vs-Wasps.jpg" title="waters benetton" alt="waters benetton" align="right" border="1" hspace="4" vspace="4" width="240" />E&#8217; stato a lungo ritenuto uno dei migliori centri del campionato e la pedina-chiave nella blitz defense delle Vespe giallonere, con cui ha vinto due <strong>Heineken Cup</strong>. L&#8217;anno scorso Waters è stato anzi scelto come man of the match della finale contro il <strong>Leicester</strong>, grazie alla sua capacità di annullare Seru Rabeni e Alesana Tuilagi a suon di placcaggi.</p>
<p>Proprio il placcaggio è ritenuta la dote migliore di Waters. Quando lo scorso maggio la rivista inglese <em>Rugby World</em> si è occupata nella sezione tecnica dell&#8217;<strong>offensive tackling</strong> ha inserito Waters fra i migliori specialisti assieme a Trevor Leota, Thierry Dusatoir e Sébastien Chabal, ed ha chiesto a lui di indicare i segreti di questo gesto. In questa stagione ha anche ricevuto una nomination per i Premiership Awards.</p>
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		<title>Dal vivaio del Petrarca alla gloria in azzurro. Silvano Babetto, passione e lavoro nel minirugby</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 07:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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PADOVA - Quando l&#8217;Italia batteva l&#8217;Argentina a Cordoba, conquistando un successo pesante pur a conclusione di una prova non certo convincente, a firmare la meta decisiva era Leonardo Ghiraldini (foto in alto), mentre la trasformazione del sorpasso la metteva fra i pali Andrea Marcato (foto a fianco).
Padovano il tallonatore, oggi anche capitano azzurro in assenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://cache.daylife.com/imageserve/05V47iQd674AK/610x.jpg" title="ghiraldini" alt="ghiraldini" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" width="450" /></p>
<p>PADOVA - Quando l&#8217;<strong>Italia</strong> batteva l&#8217;<strong>Argentina</strong> a Cordoba, conquistando un successo pesante pur a conclusione di una prova non certo convincente, a firmare la meta decisiva era <strong>Leonardo Ghiraldini</strong> (<em>foto in alto</em>), mentre la trasformazione del sorpasso la metteva fra i pali <strong>Andrea Marcato </strong><em>(foto a fianco)</em>.</p>
<p>Padovano il tallonatore, oggi anche capitano azzurro in assenza di Parisse, e padovano il kicker, già match-winner nello scorso Sei Nazioni contro la Scozia; classe &#8216;84 l&#8217;uno e &#8216;83 l&#8217;altro. E dalla città del Santo e della palla ovale affermatasi con il marchio <strong>Petrarca</strong> e con la benedizione di <strong>Memo Geremia</strong> arrivano anche altri giocatori chiave dell&#8217;Italia, come i due <strong>Bergamasco</strong> (Mirco, altro &#8216;83, e il più vecchio Mauro, &#8216;79) e <strong>Marco Bortolami</strong> (&#8217;80), oltre a <strong>Michele Rizzo</strong> (&#8217;82), in tournée alla ricerca di spazio con la gestione Mallett.</p>
<p><img src="http://www.repubblica.it/2008/01/speciale/altri/2008rugby/italia-scozia-2008/ansa_12502903_06170.jpg" title="Andrea Marcato" alt="Andrea Marcato" align="right" border="1" hspace="4" vspace="4" width="200" />Una straordinaria leva di rugbisti formatasi negli anni Novanta sui campi della <strong>Guizza</strong> ad una scuola fatta di passione e competenza. <strong>Silvano Babetto</strong>, che allena dal &#8216;91 le squadre del Petrarca fra gli under 11 e under 13, questi ragazzi li conosce bene. <em>&#8220;Sono tutti passati nelle nostre squadre, è un orgoglio oggi vederli affermarsi a livello internazionale&#8221;</em>, racconta Babetto, 46 anni, cuoco in un asilo nido e padre a sua volta di due giovani petrarchini, <em>&#8220;alle spalle c&#8217;è il grande lavoro della società con la linea tecnica creata da <strong>Giorgio Sbrocco</strong> e con un gruppo di allenatori molto preparati. Certo conta anche la tradizione e il nome del Petrarca, contano le famiglie che ci sono dietro come nel caso dei Bergamasco, ma ormai i tempi sono cambiati, il rugby non è più un piccola nicchia. Bisogna sapere lavorare con i ragazzi per convincerli a scegliere questo sport&#8221;.</em></p>
<p>Se li ricorda da piccoli Ghiraldini e Marcato, gli autori del successo azzurro in Argentina?<br />
<em>&#8220;Certamente. Leonardo l&#8217;ho avuto per tre anni in under 11 e 12, giocava centro ed era già un ottimo placcatore. Fisicamente era un cubetto, ma allo stesso tempo con ottime capacità di corsa. E poi voleva sempre vincere: un anno, dopo avere trionfato al Topolino e al Bottacin, perdemmo in finale ad un torneo a </em><em>San Donà e lui non parlò per tre giorni. Marcato è cresciuto a Selvazzano e l&#8217;ho avuto poco. Però le sue qualità balistiche era già chiare, vincemmo ai supplementari un torneo a Piacenza contro la Capitolina grazie ad un suo perfetto calcio trasversale sull&#8217;estremo&#8221;.<br />
</em></p>
<p><img src="http://www.petrarcarugby.it/petrarcagallery/main.php?g2_view=core.DownloadItem&amp;g2_itemId=2369&amp;g2_serialNumber=2" title="Petrarca junior" alt="Petrarca junior" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" width="220" />Era una generazione di grandi talenti.<br />
<em>&#8220;Nel giro di tre o quattro anni, dopo Bortolami e Mauro Bergamasco, sono venuti fuori anche Mirco Bergamasco, Marcato, Ghiraldini, Rizzo, Barbini, ed altri che ora giocano comunque nei campionati maggiori. Vincemmo tutto quello che c&#8217;era da vincere. La stella già allora era Mirco Bergamasco, un predestinato. Quando andavamo in trasferta, gli avversari si informavano all&#8217;arrivo del pullman se c&#8217;era lui e poi li sentivo dire: &#8220;Se c&#8217;è Mirco allora abbiamo già perso&#8221;".<br />
</em></p>
<p>Cosa ci vuole per essere un buon allenatore di minirugby?<br />
<em>&#8220;In primo luogo deve piacerti, deve essere un divertimento per te: solo così puoi trasmettere il piacere del rugby agli altri. Io ho dovuto smettere di giocare a vent&#8217;anni per un problema al cuore e ho riversato tutta la mia passione nel fare l&#8217;allenatore. Adesso che la stagione è finita non vedo l&#8217;ora che sia settembre per ritornare in campo con un nuovo gruppo di ragazzi. Parti all&#8217;inizio dell&#8217;anno con giocatori che magari non hanno grandi abilità, che non conosci e di cui ti devi conquistare la fiducia, poi arrivi a maggio che vedi un gruppo unito, li vedi cresciuti tecnicamente e mentalmente: queste sono le grandi soddisfazioni di un tecnico di queste categorie&#8221;.</em></p>
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		<title>L&#8217;addio di Scanavacca, cuore rossoblù. &#8220;Il rugby mi ha dato tutto, gli unici rimpianti sono per la Nazionale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 16:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Miglior marcatore di sempre del campionato italiano, bandiera e faro del Rovigo per quindici stagioni (due soli intervalli a Roma nel 2000-2001 e a Calvisano nel 2006-2007), Andrea &#8220;Pepe&#8221; Scanavacca è stato uno dei protagonisti del rugby italiano dagli anni Novanta fino allo scorso giugno, quando ha annunciato il suo definitivo ritiro.
&#8220;Non avevo più gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img265.imageshack.us/img265/9397/pablopepezt6.jpg" title="scanavacca" alt="scanavacca" align="left" border="1" height="306" hspace="4" vspace="4" width="454" />Miglior marcatore di sempre del campionato italiano, bandiera e faro del <strong>Rovigo</strong> per quindici stagioni (due soli intervalli a Roma nel 2000-2001 e a Calvisano nel 2006-2007), <strong>Andrea &#8220;Pepe&#8221; Scanavacca</strong> è stato uno dei protagonisti del rugby italiano dagli anni Novanta fino allo scorso giugno, quando ha annunciato il suo definitivo ritiro.</p>
<p><em>&#8220;Non avevo più gli stimoli giusti&#8221;</em>, racconta Scanavacca, che compie 35 anni il prossimo 23 luglio, <em>&#8220;per una vita ho sempre pensato che dovevo essere il primo ad arrivare all&#8217;allenamento e l&#8217;ultimo ad andarmene. Invece ultimamente lo spirito non era più questo, meglio allora cercare nuove strade. Mi ritengo fortunato: giocando a rugby ho fatto quello che volevo fare fin da bambino. I miei gestivano un ristorante che era sempre frequentato dai giocatori del Rovigo, fra i quali mio zio <strong>Nino Rossi</strong>. A cinque anni già sognavo di poter diventare come loro e calciavo palle ovali, prendendo le botte da mamma per i vetri che rompevo. Spesso mi portavano al campo, mentre i miei campioni si allenavano io, ancora bambino, giochicchiavo a bordo campo&#8221;</em>.</p>
<p>A soli diciannove anni l&#8217;esordio in serie A con il Rovigo, che è rimasto per sempre il tuo club.<br />
<em>&#8220;Dopo le prime esperienze con il <strong>Frassinelle</strong>, ero passato in giovanile al Rovigo e da lì rapidamente aggregato alla prima squadra. Mi fece subito esordire, in una partita contro la Tarvisium. Da quel momento tutti i miei sogni con i &#8220;bersaglieri&#8221; hanno cominciato a realizzarsi. Forse sarò un rugbista con la mentalità degli anni Cinquanta, ma per me la maglia rossoblù è sempre stata il massimo. Giocare per la mia città è stato qualcosa di speciale, che sentivo fin da piccolo: a Rovigo il rugby è qualcosa di più di un semplice sport. Ho avuto molte possibilità di andare via, probabilmente avrei ottenuto altre soddisfazioni dalla mia carriera, ma non ho nessun rimpianto&#8221;.</em></p>
<p><img src="http://www.rbs6nations.com/tools/images/players/photos/2006/sixnations/130/310x255/70865.jpg" title="scanavacca" alt="scanavacca" align="right" border="1" hspace="4" vspace="4" width="280" />Con la Nazionale, invece, una storia piuttosto controversa.<br />
<em>&#8220;Il mio rammarico, oltre a non aver vinto uno scudetto, è di non essere mai riuscito a dimostrare il mio valore con la maglia azzurra. Nessuno ha mai veramente creduto in me, chissà forse anche per demerito mio. E poi ci sono messi anche gli infortuni&#8221;.<br />
</em></p>
<p>All&#8217;inizio, forse, ti sei ritrovato chiuso da <strong>Dominguez</strong>.<br />
<em>&#8220;D&#8217;accordo, un grande campione. Ma per sostituirlo sono stati scelti dei giocatori stranieri, ignorando gli italiani. Anche a Rovigo c&#8217;era <strong>Naas Botha</strong>, eppure quando lui ritornò in Sud Africa il club non ebbe nessun dubbio ad affidarmi la guida della squadra&#8230;&#8221;<br />
</em></p>
<p>Poi arrivò <strong>Johnstone</strong> e ti accusò di avere paura degli scarafaggi.<br />
<em>&#8220;Una favola per i giornali, mentre la mia esclusione era semplicemente una scelta tecnica. In ogni caso non ho paura degli scarafaggi&#8221;.<br />
</em></p>
<p>Con il Sei Nazioni 2007 sembravi finalmente aver ottenuto un posto in Nazionale. Cosa è successo poi?<br />
<em>&#8220;Avevo disputato un buon torneo e lavorato duro nella prospettiva dei Mondiali. Poi invece <strong>Berbizier</strong> non mi ha chiamato ed è stata una delusione terribile. Il suo pupillo era <strong>Bortolussi</strong>, la mia presenza evidentamente avrebbe creato qualche problema con il rientro dell&#8217;estremo&#8221;.<br />
</em></p>
<p><img src="http://www.federugby.it/immagini/news/ing%20ita%202007%202%20181.jpg" title="scanavacca azzurro" alt="scanavacca azzurro" align="left" border="1" height="180" hspace="4" vspace="4" width="244" />Il ricordo più bello della tua carriera, e quello più brutto.<br />
<em>&#8220;L&#8217;esordio in A con il Rovigo e la vittoria azzurra ad <strong>Edimburgo</strong>, con una mia meta, nel Sei Nazioni dell&#8217;anno scorso. Il ricordo più brutto l&#8217;infortunio al collo a Favaro contro il <strong>VeneziaMestre</strong>: oltre alla paura, per l&#8217;ennesima volta dovetti rinunciare all&#8217;Italia. Ma al di là dei ricordi, il rugby mi ha educato, mi ha insegnato il rispetto e il sacrificio, mi ha dato valori e amicizie&#8221;.<br />
</em></p>
<p>Come passerai il tempo adesso?<br />
<em>&#8220;Do sempre una mano al ristorante di famiglia, servendo gli spaghetti in tavola. Un po&#8217; di golf. E soprattutto faccio il team manager del Rovigo, spero che la mia esperienza adesso possa essere utile a livello dirigenziale con l&#8217;obiettivo di riportare il rugby rossoblù ai vertici del panorama italiano, come da tradizione. Allo stesso tempo vorrei dare l&#8217;opportunità di esprimersi a giovani italiani, sia del nostro vivaio che da fuori. In quest&#8217;ottica arriveranno a Rovigo ragazzi come <strong>Favaro</strong>, <strong>Pavin</strong> e <strong>Canale</strong>. Anche quest&#8217;anno siamo partiti in ritardo con il mercato, ma spero che sapremo di nuovo allestire una squadra competitiva&#8221;.<br />
</em></p>
<p>Dal Corriere del Veneto del 28 giugno 2008.</p>
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		<title>Complimenti Calvisano. I cattivi pensieri e la finale di Super 10</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 14:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Super 10 2007-2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Voto 8 al Calvisano. Al di là di qualche stonatura arbitrale, nessuno può dire che la squadra di Delpoux non abbia meritato questo scudetto. Complimenti ai gialloneri, che erano senza Fraser e hanno avuto il coraggio di schierare all&#8217;apertura un giocatore italiano di 21 anni come Paolo Buso.
Voto 7 a Ghiraldini e Mckenzie. Forse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/06/kingi-mafi.jpg" title="kingi-mafi.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/06/kingi-mafi.jpg" title="kingi-mafi.jpg" alt="kingi-mafi.jpg" align="right" border="1" height="246" hspace="4" vspace="4" width="254" /></a>Voto <strong>8</strong> al <strong>Calvisano</strong>. Al di là di qualche stonatura arbitrale, nessuno può dire che la squadra di <strong>Delpoux</strong> non abbia meritato questo scudetto. Complimenti ai gialloneri, che erano senza <strong>Fraser</strong> e hanno avuto il coraggio di schierare all&#8217;apertura un giocatore italiano di 21 anni come <strong>Paolo Buso</strong>.</p>
<p>Voto <strong>7</strong> a <strong>Ghiraldini</strong> e <strong>Mckenzie</strong>. Forse il miglior giocatore italiano (italiano vero) della stagione il padovano, protagonista anche di una strepitosa finale oltre che di un campionato e di un Sei Nazioni di altissimo livello. Grande impact player il secondo, non un caso che con lui in campo l&#8217;inerzia si sia spostata dalla parte dei lombardi.</p>
<p>Voto <strong>6</strong> alla compattezza del <strong>Benetton</strong>. Ha perso la finale, certo. E ha sbagliato qualche mossa di mercato (azzeccandone al contempo almeno due o tre di notevoli: <strong>Van Zyl</strong>, <strong>Robert Barbieri</strong> e <strong>Borges</strong>). Intanto però è giunto fino in fondo pur tra mille problemi, con un allenatore nuovo ed un organico molto rinnovato. Merito della compattezza dell&#8217;ambiente, dell&#8217;esperienza e dell&#8217;abitudine all&#8217;alto livello.</p>
<p><img src="http://www.legarugby.it/fotonews/Gioco.jpg" title="purll garcia" alt="purll garcia" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" width="250" />Voto <strong>5</strong> alla <strong>rissa</strong> e alla <strong>retorica</strong>. La rissa non è mai un bel vedere, e soprattutto non è certo uno spettacolo che inviti le mamme a mandare i bambini al campo da rugby. Però tutti coloro che seguono questo sport non da ieri sanno bene che tutto ciò è sempre accaduto, a qualsiasi livello. Non sembra proprio il caso di indignarsi. Tutta questa retorica sul rispetto dell&#8217;avversario è un armamentario degli appassionati più recenti e dei media improvvisamente innamoratisi della palla ovale; e proprio questa retorica - stiamoci attenti - è uno dei peggiori nemici del nostro sport oggi. Poi è anche vero che le telecamere e i microfoni amplificano tutto: ma chi non ha mai visto qualche pugno, o sentito qualche vaffanculo all&#8217;arbitro, in un campo da rugby? E&#8217; come il bullismo delle scuole. C&#8217;è sempre stato, solo che ai nostri tempi non si metteva il video su YouTube.</p>
<p>Voto <strong>4</strong> a <strong>Gigi, il barbiere</strong> di Calvisano. Le acconciature di <strong>Purll</strong> e <strong>Mckenzie</strong> e le basette di <strong>Griffen</strong> sono offese al buon costume. Già sono inguardabili queste magliette rattoppate di sponsor come quelle dei ciclisti, vi ci mettete anche col capello impazzito&#8230; Pietà, ragazzi. Signor Gigi, la prossima volta che si presentano da lei si dichiari obiettore di coscienza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Finale, ancora Benetton contro Calvisano. Ma il Super Ten nostrano non è poi così male&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 15:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Super 10 2007-2008]]></category>

		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Messo in ombra dall’irresistibile appeal della Nazionale azzurra, snobbato dal grande pubblico e dai media, il Super Ten nostrano riscopre nei mesi della bella stagione di avere ancora un suo personalissimo fascino e tante storie da raccontare. Si risveglia la passione nelle piazze storiche e nei piccoli campanili che più di recente hanno scelto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Messo in ombra dall’irresistibile appeal della Nazionale azzurra, snobbato dal grande pubblico e dai media, il <strong>Super Ten</strong> nostrano riscopre nei mesi della bella stagione di avere ancora un suo personalissimo fascino e tante storie da raccontare. Si risveglia la passione nelle <strong>piazze storiche</strong> e nei <strong>piccoli campanili</strong> che più di recente hanno scelto il rugby come sport di elezione, con uno strascico di polemiche (vedi Petrarca e la moviola) che aggiunge sale a due semifinali combattutissime, di fronte a tribune finalmente piene.</p>
<p><em><img src="http://www.photo-2c.com/photos/small/rugby_2_DSC_8645.jpg" title="nitoglia" alt="nitoglia" align="right" border="1" height="133" hspace="4" vspace="4" width="200" />“Think globally, play locally”</em>: forse dovrebbe essere questo, in fin dei conti, lo slogan per lo sviluppo futuro della palla ovale nel paese. Sì azzurri e Sei Nazioni, ma anche e sempre radici ben salde sul territorio. E per la terza volta il Super Ten nostrano targato Groupama consuma il suo atto decisivo al Brianteo di <strong>Monza</strong>, questo pomeriggio alle 17,15 (diretta Sky Sport 3, arbitro Damasco).</p>
<p>Al di là dell’equilibrio che mai come quest’anno ha dominato il torneo, le protagoniste della finale saranno più o meno le stesse di sempre, cioè <strong>Benetton</strong> e <strong>Calvisano</strong>. La <strong>Lega Rugby</strong> punta al tutto esaurito, sulla scia del boom per la palla ovale, ma 18.000 spettatori per il campionato italiano restano un traguardo ambizioso, tanto più se il set si trova lontano dal Veneto. Certo comunque che lo sforzo promozionale da parte dell’organizzazione è stato notevole. Pronostico? A partire favorita questa volta è Calvisano, non ci piove. I lombardi sono approdati in finale navigando di bolina, protagonisti di uno strepitoso finale di stagione regolare anche se poi costretti dal <strong>Petrarca</strong> a qualche imprevisto affanno in semifinale.</p>
<p><img src="http://www.benettonrugby.it/thumb.aspx?img=/docs/gallery/54/16-Williams%20meta.jpg&amp;c=90" title="brendan williams" alt="brendan williams" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" width="300" />L’andatura del Benetton è stata invece senza spunti ma autoritaria e consapevole, come quella di un’affidabile berlina. Più volte è sembrata sfuggire di mano ai biancoverdi la finale, e con essa la qualificazione all’Heineken Cup ed i money e il prestigio che ne conseguono. Prima nel delicato periodo post-Sei Nazioni, quando <strong>Franco Smith</strong> si è ritrovato sguarnito nel midfield a causa degli infortuni ad <strong>Heidtmann</strong> e <strong>Goosen</strong> e delle bizze di <strong>Mauger</strong>. Se l’ex All Black, ceduto al Toulon, ha fatto in tempo a giocare proprio la partita della matematica promozione dei rossoneri nel Top14, Treviso ha intanto già ingaggiato due centri per l’anno a venire, l’inglese degli Wasps <strong>Fraser Waters</strong> e il promettente <strong>Marco Neethling</strong>, entrambi sudafricani di nascita (tanto per cambiare…). Poi nella semifinale di ritorno a Monigo, a tempo già scaduto, una prodezza dalla piazzola dell’ex <strong>Pilat</strong> regalava la finale al <strong>Viadana</strong>: era una magia di <strong>Brendan Williams</strong>, all’ultimissimo pallone giocabile, a riportare invece il Benetton sulla via di Monza (<em>nella foto, &#8220;Dingo&#8221; festeggiato dai compagni</em>).</p>
<p>Treviso quindi dalle mille risorse, capace di superare anche i momenti più difficili (le complesse strutture di gioco volute da Smith non sono mai sembrate completamente metabolizzate), aggrappandosi al talento delle individualità e al sacrificio a capo chino della “working class” del pacchetto. Treviso che ha carattere ed esperienza di vittoria. Ne ha fatto le spese Viadana l’anno scorso.</p>
<p>E Calvisano sa bene che non ci potrebbe essere avversario peggiore in una partita secca come la finale. Perdipiù i lombardi devono rinunciare per infortunio al loro faro <strong>Fraser</strong> e ad uno dei migliori emergenti del torneo, <strong>Cittadini</strong>. Al trevigiano <strong>Paolo Buso</strong> (cresciuto nel Paese, ma mai passato per il Benetton) la responsabilità di guidare Calvisano con la maglia numero 10.</p>
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		<title>Allez Toulon! I rossoneri tornano nel Top 14, in arrivo Dan Carter</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 17:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ormai matematica la promozione del Toulon dalla ProD2 al Top14. Battendo domenica 31-17 il Racing Parigi di Berbizier, Festuccia e Lo Cicero, i rossoneri hanno festeggiato al mitico stadio &#8220;Mayol&#8221; il ritorno nell&#8217;élite del rugby francese dopo due anni di purgatorio.
Tifo per il Toulon da quando ho sperimentato la magica atmosfera del loro stadio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lequipe.fr/Xml/Rugby/Titres/Media/250508_GreganMehrtens.jpg" align="right" border="1" hspace="4" vspace="4" width="280" />E&#8217; ormai matematica la promozione del <strong>Toulon</strong> dalla ProD2 al <strong>Top14</strong>. Battendo domenica 31-17 il <strong>Racing Parigi</strong> di Berbizier, Festuccia e Lo Cicero, i rossoneri hanno festeggiato al mitico stadio <strong>&#8220;Mayol&#8221;</strong> il ritorno nell&#8217;élite del rugby francese dopo due anni di purgatorio.</p>
<p>Tifo per il Toulon da quando ho sperimentato la magica atmosfera del loro stadio in riva al mare e di un pubblico che è il più caldo di tutta la Francia. Tutta la città è coinvolta dalle vicende della squadra, che ha una prestigiosa tradizione (ultimo scudetto nel 1992). Chi vive per una volta l&#8217;ambiente del rugby rossonero finisce per innamorarsene. E viene voglia di intonare <strong>&#8220;Pilou-pilou&#8221;</strong>, l&#8217;inno dei tifosi del Toulon.</p>
<p>Il presidente <strong>Mourad Boudjellal</strong>, il magnate dei fumetti che sta investendo milioni di euro per il rugby della sua città, sta già pensando ad una campagna di reclutamento da sogno. Obiettivo numero uno un certo <strong>Dan Carter</strong>, che andrebbe a fare compagnia alle altre stelle già in rossonero come Gregan, Mehrtens (<em>nella foto in alto i due mediani festeggiano</em>), Matfield, Luger e Umaga (ora team manager). Tra l&#8217;altro contro il Racing ha anche esordito nel Toulon <strong>Nathan Mauger</strong>, che il Benetton ha ceduto di recente al club francese.</p>
<p><img src="http://cache.daylife.com/imageserve/0cE2c3o1b092w/610x.jpg" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" width="400" /></p>
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		<title>Il lungo cammino di Roberto</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 00:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in vacanza e non sto pensando molto alla palla ovale. Ma penso ogni tanto ad un amico del rugby che sta facendo qualcosa di speciale: si tratta di Roberto Bortolato, ex Mirano e oggi presidente del Civ, che sta andando a piedi da Venezia a Santiago di Compostela.
Sono &#8220;solo&#8221; 2338 chilometri. Roberto lo fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in vacanza e non sto pensando molto alla palla ovale. Ma penso ogni tanto ad un amico del rugby che sta facendo qualcosa di speciale: si tratta di <strong>Roberto Bortolato</strong>, ex <strong>Mirano</strong> e oggi presidente del <strong>Civ</strong>, che sta andando a piedi da <strong>Venezia</strong> a <strong>Santiago di Compostela</strong>.</p>
<p>Sono &#8220;solo&#8221; 2338 chilometri. Roberto lo fa per sè, perchè voleva sfidare i propri limiti e fare una nuova esperienza sportiva ed esistenziale, e lo fa per <strong>Giancarlo Volpato</strong> e l&#8217;<strong>Associazione La Colonna</strong>. Gente di rugby di tre paesi, mobilitatesi attraverso uno spontaneo tam-tam, lo ospiterà lungo il cammino.</p>
<p>L&#8217;avventura può essere seguita giorno per giorno su questo sito: <a href="http://www.lesionispinali.org/santiago/index.html" title="Roberto da Venezia a Santiago" target="_blank">http://www.lesionispinali.org/santiago/index.html</a>.</p>
<p>Ciao Robi, buon viaggio. (Nella foto c&#8217;è lui che sta partendo da Piazzale Roma. Sono andato a dargli un saluto e mi sono sentito piccolo piccolo: io stavo andando all&#8217;Auchan in macchina, lui a Santiago di Compostela a piedi&#8230;)</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/robi-venezia.jpg" title="Roberto Bortolato"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/robi-venezia.jpg" alt="Roberto Bortolato" style="width: 300px" title="Roberto Bortolato" align="bottom" border="1" hspace="4" vspace="4" width="300" /></a></p>
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		<title>Delude l&#8217;Overmach, rialza la testa il Petrarca. Playoff più vicini per i padovani</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 15:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Super 10 2007-2008]]></category>

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Dal Corriere del Veneto del 04.05.08 
Tutto comincia e finisce nel migliore dei modi per il Carrera. Nel match decisivo del Plebiscito contro l&#8217;Overmach un primo tempo di inedita concretezza, chiuso sul 24-0, rilancia in modo perentorio le quotazione padovane, piuttosto sbiadite negli ultimi tempi.
Al termine i petrarchini si abbracciano in mezzo al campo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/petrarca-overmach21.jpg" title="petrarca-overmach21.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/petrarca-overmach21.jpg" title="petrarca-overmach21.jpg" alt="petrarca-overmach21.jpg" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" /></a></p>
<p><em>Dal Corriere del Veneto del 04.05.08 </em></p>
<p>Tutto comincia e finisce nel migliore dei modi per il <strong>Carrera</strong>. Nel match decisivo del Plebiscito contro l&#8217;<strong>Overmach</strong> un primo tempo di inedita concretezza, chiuso sul 24-0, rilancia in modo perentorio le quotazione padovane, piuttosto sbiadite negli ultimi tempi.</p>
<p>Al termine i petrarchini si abbracciano in mezzo al campo e rivedono l&#8217;obiettivo stagionale dei playoff alle spese dello stesso Parma, scavalcato in classifica, e con la complicità delle contemporanee sconfitte di Capitolina e Rovigo. Pur con un calendario in salita (sabato trasferta a Viadana, chiusura in casa con Treviso), il Carrera scatta con il vantaggio di tre punti nella corsa per il quarto posto che si consumerà negli ultimi 160&#8242; della stagione regolare.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/pauletti2.jpg" title="pauletti2.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/pauletti2.jpg" title="pauletti2.jpg" alt="pauletti2.jpg" align="right" border="1" hspace="4" vspace="4" /></a>Fra le soddisfazioni dell&#8217;inizio e della fine una ripresa da dimenticare per mezz&#8217;ora, quando l&#8217;Overmach rimonta da 24-0 a 24-19 con <strong>Galatro</strong> e compagni che appaiono confusi e in debito di ossigeno sotto il primo caldo sole della stagione: i tuttineri risolvono il rebus solo negli ultimissimi minuti serrando  e fila in difesa e dicendo &#8220;merci&#8221; a <strong>Mercier</strong>, che suggella con una sua invenzione il 31-19 definitivo.</p>
<p>Era sembrato un match avaro di emozioni. Dopo 11&#8242; il Carrera era già 14-0 con la meta di <strong>Lopez Gonzales</strong> ispirata da Mercier e quella firmata da <strong>Rizzo</strong> dopo un break di <strong>Acuna</strong>. Nonostante una rimessa non inappuntabile ed una certa prevedibilità nel gioco al largo, i padovani mettevano spesso in difficoltà una difesa parmense disorganizzata ed imbarazzante.</p>
<p>Dalla loro i padroni di casa attaccavano con pazienza e rigore e arrotondavano dalla piazzola con Mercier, autore tuttavia di un misero 1 su 5 alla fine. Ancora Lopez Gonzales, in prima fase e da una touche sporcata, fissava il 24-0 con cui si cambiava campo.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/gioia-petrarca3.jpg" title="gioia-petrarca3.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/05/gioia-petrarca3.jpg" title="gioia-petrarca3.jpg" alt="gioia-petrarca3.jpg" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" /></a>Con l&#8217;ingresso di <strong>Travagli</strong> al posto di uno spento <strong>Denis Dallan</strong> (era Pellicena a spostarsi all&#8217;ala) l&#8217;Overmach ritrovava ordine ed efficacia. Segnavano l&#8217;ex <strong>Chillon</strong>, quindi su rolling-maul <strong>Tejeda</strong> e <strong>Vosawai</strong>, mentre il giallo a Davis complicava ulteriormente le cose per il Petrarca prima del finale thrilling. Sollievo per i tifosi padovani solo con la meta di Mercier.</p>
<p>I migliori in campo: Lopez Gonzales, Pauletti (<em>nella foto al centro</em>) e Mercier per il Petrarca, Vosawai, Tejeda e Travagli fra gli ospiti.</p>
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		<title>I Crusaders e una meta da sogno. Undici giocatori a sostegno e un tuffo finale alla Klaus Dibiasi</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 15:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Magari molti di voi l&#8217;avranno già vista, ma mi sembrava doveroso postare da RugbyDump (il mio sito di rugby preferito) questa meta da sogno realizzata dai Canterbury Crusaders contro i Lions nel Super14. E&#8217; un pezzo di accademia sul &#8220;running rugby&#8221; e sul principio del sostegno: l&#8217;ovale passa da dieci paia di mani fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Magari molti di voi l&#8217;avranno già vista, ma mi sembrava doveroso postare da <a href="http://www.rugbydump.com" title="RugbyDump" target="_blank">RugbyDump</a> (il mio sito di rugby preferito) questa meta da sogno realizzata dai <strong>Canterbury Crusaders</strong> contro i Lions nel <strong>Super14</strong>. E&#8217; un pezzo di accademia sul &#8220;running rugby&#8221; e sul principio del sostegno: l&#8217;ovale passa da dieci paia di mani fino a quando <strong>Sean Maitland</strong> viene bloccato a pochi centimetri dalla meta. E poi, sul raggruppamento seguente, il mediano di mischia <strong>Andrew Ellis</strong> compie un tuffo degno di Klaus Dibiasi e tocca in area&#8230;</p>
<div id="vvq48879943a077b" class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:335px;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uqDGLAIzAEc">http://www.youtube.com/watch?v=uqDGLAIzAEc</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;orgoglio del VeneziaMestre, l&#8217;inconcludenza del Petrarca. Per il Carrera playoff sempre più lontani</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 06:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Super 10 2007-2008]]></category>

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Dal Corriere del Veneto del 21 aprile.
Casinò di Venezia e Carrera fermano il punteggio sul 23-23, raggranellando due punti in classifica a testa a conclusione di un derby vibrante, ben diretto da De Santis.
Sorridono i padroni di casa, la cui salvezza è ormai acquisita: con quattro partite ancora da giocare sono 15 i punti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/04/vemestre-petrarca-per-blog.jpg" title="vemestre-petrarca-per-blog.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/04/vemestre-petrarca-per-blog.jpg" title="galatro" alt="galatro" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" width="425" /></a></p>
<p><em>Dal Corriere del Veneto del 21 aprile.</em></p>
<p><strong>Casinò di Venezia</strong> e <strong>Carrera</strong> fermano il punteggio sul 23-23, raggranellando due punti in classifica a testa a conclusione di un <strong>derby</strong> vibrante, ben diretto da <strong>De Santis</strong>.</p>
<p>Sorridono i padroni di casa, la cui salvezza è ormai acquisita: con quattro partite ancora da giocare sono 15 i punti di distacco dal <strong>Catania</strong>, ultimo in classifica. E dopo un avvio incerto Venezia ha ora raggiunto l&#8217;assetto migliore, in termini sia di organico che di gioco. <strong>Josh Levi</strong> è tornato finalmente ai suoi livelli migliori ed è un costante pericolo nel midfield, il pack si confronta alla pari con ogni avversario, tutto il resto della squadra si muove in campo con fiducia e pertinenza, soprattutto nella fase difensiva.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/04/ve-petr-per-blog.jpg" title="ve-petr-per-blog.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/04/ve-petr-per-blog.jpg" title="ve-petr-per-blog.jpg" alt="ve-petr-per-blog.jpg" align="right" border="1" height="306" hspace="4" vspace="4" width="248" /></a>Si dispera il <strong>Petrarca</strong>, che vede sempre più allontanarsi l&#8217;obiettivo stagionale dei playoff nonostante la contemporanea sconfitta dell&#8217;Overmach a Roma, con la <strong>Capitolina</strong> che supera a sua volta i padovani al quinto posto. Musi lunghissimi nello spogliatoio padovano, alla fine, e segnali poco confortanti sulla compattezza dell&#8217;ambiente. Così l&#8217;allenatore <strong>Pasquale Presutti</strong>: <em>&#8220;Abbiamo sbagliato le scelte di gioco nel finale, quando avremmo dovuto occupare la parte centrale del campo in vista di un eventuale piazzato, mentre nel primo tempo siamo stati ingenui nelle due mete subite. C&#8217;è molta pressione, ogni cosa diventa difficile&#8221;</em>.</p>
<p>Il Carrera era partito bene issandosi sul 10-0 con la meta di capitan <strong>Galatro</strong> (ancora una volta fra i migliori in campo - <em>nella foto in alto, </em><em>sconsolato a fine match</em>) e il piede di <strong>Little</strong>. Ma il VeneziaMestre sfruttava bene il favore del forte vento con un <strong>Ryan Bambry</strong> ottimo in regia e dalla piazzola (5 su 5 il suo tabellino definitivo nei calci) e rovesciava il punteggio fino al 17-10 con le segnature di <strong>Perziano</strong> e <strong>Bado</strong> propiziate dai break di Levi e Rameka.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/04/padro-per-blog.jpg" title="padro-per-blog.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/04/padro-per-blog.jpg" title="padro-per-blog.jpg" alt="padro-per-blog.jpg" align="left" border="1" hspace="4" vspace="4" /></a>Padova, che aveva scelto di rinunciare a Mercier, non sapeva creare quesiti alla solida difesa di casa, al di là delle penetrazioni in asse vicino ai raggruppamenti. Bene Padrò, ma l&#8217;assenza di <strong>Koyamaibole</strong> si faceva sentire, mentre dall&#8217;altra parte era stoico il sacrificio nel placcaggio di <strong>Wium</strong>, <strong>Candiago</strong> e <strong>Minello</strong>, capisaldi del pack in questa stagione.</p>
<p>Nella ripresa, con il vento alle spalle, il Carrera risaliva dal 10-20 al 23-20 in virtù delle punizioni di Little e di una meta di <strong>Padrò </strong>(<em>foto a fianco</em>), prima del centro di Bambry per il pareggio. Finale garibaldino dei padovani, che per tre volte fra drop e piazziati avevano l&#8217;occasione del 26-23, ma Little non trovava la mira.</p>
]]></content:encoded>
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