Archive for the ‘Verso la World Cup’ Category

Muscoli e look da uomo delle caverne: esplode in Francia la “Chabal-mania”

Sunday, August 19th, 2007

chabalTutti pazzi per Sébastian Chabal. Succede in Francia, dove la terza linea dal look tipo “uomo delle caverne” è sempre più al centro dell’attenzione dei media. Ex Bourgoin ed ora agli inglesi del Sale, 1,92 per 113 chili, Chabal conta 30 caps con la Nazionale dei galletti e finora non è stato certo uno dei protagonisti della scena internazionale. Ma nel primo match con l’Inghilterra la decisiva meta di potenza (qui il video), alle spese di Lewsey e Abendanon, l’ha catapultato in mezzo ad una inattesa popolarità.

Se nel 2003 toccò al raffinato Michalak - “bruciato” a soli vent’anni - essere il simbolo della Francia, sembra proprio per questi mondiali toccherà a Chabal incarnare il cuore dei tifosi, nonchè l’interesse dei pubblicitari che già si sono proiettati sul giocatore. Di Chabal, già un idolo dei supporters del Sale, si cominciò a parlare il giugno scorso nell’ultima tournèe in Nuova Zelanda con il placcaggio mostruoso (lo puoi vedere qui) rifilato a Chris Masoe, numero 8 di origine samoana ritenuto fra i giocatori più fisici del Super 14.

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Ma nell’ultima settimana Chabal è finito anche fra i “guignol” di una popolarissima trasmissione di Canal+, nei panni di… Hannibal Lecter. La ministra dello Sport Roselyne Bachelot ha affermato che è lui il suo preferito della squadra francese. E il Sale ha annunciato il lancio di una linea di abbigliamento con il nome della terza linea. Oggi, insomma, Chabal è un fenomeno mediatico.orco signore degli anelli

Quanto allo Chabal giocatore, da sette anni nel giro della Francia, non si tratta certo di un talento straordinario. Non possiede un gran repertorio tecnico ed è stato a lungo trascurato per una certa incostanza di rendimento. Nel ruolo di jolly, di “impact player”, può però risultare un’arma decisiva a favore di Laporte, come già dimostrato a Twickenham.

A me, comunque, Chabal ricorda un personaggio del Signore degli Anelli (foto). Quanto a look, è una bella sfida fra lui, Hayman e il nostro Castrogiovanni…

Intervista a Robert Antonin, coach della Romania. “Battere l’Italia l’obiettivo dei nostri Mondiali”

Wednesday, August 15th, 2007

robert antonin romania“Per la prima volta nei Mondiali abbiamo una piccola chance di vincere due partite e questo è l’obiettivo della squadra”: così Robert Antonin, capo-allenatore della Romania (nella foto), presenta la World Cup delle “Quercie” gialloblù, all’indomani dell’annuncio dei 30 giocatori selezionati.

“Il nostro punto di forza, come sempre, sono gli avanti. Nella conquista della palla, in mischia e in touche siamo competitivi, mentre abbiamo dei problemi nella continuità del gioco, non con i trequarti ma nel collegamento fra gli avanti e i trequarti: su questo dobbiamo lavorare molto prima dell’inizio dei Mondiali”, spiega Antonin, il quale inaugurò la sua esperienza da allenatore della Romania battendo proprio l’Italia. “Non so se sia possibile battere gli azzurri di nuovo, ma cercheremo di farlo. Superare l’Italia è il mio sogno, e soprattutto farlo in Francia che è il mio paese. Ho grande stima per Berbizier, che è stato un ottimo giocatore ed è un ottimo tecnico. Gli auguro di passare il turno, ma da parte nostra cercheremo di impegnare l’Italia al massimo. Inoltre, ai Mondiali potremo finalmente schierare la squadra migliore”.

La Romania si assegna il 50 per cento di possibilità di superare gli azzurri. “Ho fatto un piccolo sondaggio con i giocatori chiedendo che percentuale abbiamo di vincere le varie partite. Hanno risposto così: 75 per cento contro il Portogallo, 50 contro l’Italia, 40 contro la Scozia, nessuna chance contro la Nuova Zelanda. Siamo consapevoli che oggi, se giocassimo 10 partite contro l’Italia ne perderemmo 9, ma ai Mondiali tutto può succedere”.

I problemi di Antonin riguardano soprattutto la cerniera di mediana, in particolare dopo l’esclusione di Petre Mitu per “eccessive richieste economiche”. “Vorrei più qualità quanto ai numeri 9 e 10, c’è talento ma non abbastanza esperienza per guidare match difficili come quello contro l’Italia. In tutti gli altri ruoli, se fisicamente al meglio, i nostri giocatori possono essere competitivi con qualunque avversario. Credo che sarà importante la prova dell’Italia contro gli All Blacks: se gli azzurri disputeranno una buona partita avranno acquistato maggiore fiducia e sarà più difficile per noi. Il pubblico francese? Molti italiani giocano in Francia, ma lo stesso vale per i romeni”.

balan romaniaNella squadra selezionata per la World Cup figura anche il flanker Alex Tudori, apprezzato l’anno scorso nel Super Ten con il VeneziaMestre ed ora in forza alla Dinamo Bucarest, con cui ha appena rinnovato il contratto per altri due anni. Apprezzabile soprattutto la prima linea con i due fratelli Balan, Petru del Biarritz e Bogdan del Montauban (nella foto), e il tallonatore Marius Tincu del Perpignan, mentre dietro va tenuto d’occhio l’emergente ala Catalin Fercu, inseguito da club francesi e inglesi. In ogni caso il rugby romeno merita rispetto non solo per i risultati del passato ma anche per quelli attuali, considerato che vengono ottenuti con scarse risorse economiche e con un ridotto numero di praticanti (e senza stranieri in Nazionale: siamo sicuri che l’Italia, dovendo schierare solo italiani, batterebbe la Romania?).

Ascolta l’intervista (in inglese) a Robert Antonin. Grazie per la collaborazione a Cristi Spanu, della Federazione Romena.

intervista Antonin

Il quarto Mondiale di Tronky: “Chiudere con un quarto di finale a Parigi sarebbe un sogno”

Tuesday, August 14th, 2007

troncon stringer“Chiudere la carriera giocando un quarto di finale dei Mondiali a Parigi sarebbe semplicemente un sogno”, afferma Alessandro Troncon. Nell’ultimo break prima della fase decisiva della preparazione a Francia 2007 il trevigiano si rilassa nella laguna veneta in compagnia di Fabio Ongaro, socio in Nazionale e di una bella barca che hanno chiamato appunto “Tronga”. L’ultima occasione per il tirare il fiato in vista della sfida che porterà il giocatore-simbolo del rugby azzurro al suo quarto Mondiale e molto probabilmente alla centesima presenza con la maglia dell’Italia (oggi ha 95 “caps”, con ampio distacco su tutti gli altri), prima dell’annunciato ritiro.

Troncon è realista come sempre, ma allo stesso tempo guarda con entusiasmo a quest’ultimo grande appuntamento, ospitato per di più nel paese che l’ha adottato per quattro anni. “In Francia sarà una Coppa del Mondo bellissima, ne sono sicuro. La passione per il rugby è molto forte, le partite saranno circondate da una splendida atmosfera. Sono contento di chiudere in Francia. Se poi si trattasse di Parigi e non di Saint-Etienne, allora sarebbe davvero il modo migliore per finire una carriera che comunque mi ha dato molte soddisfazioni”.

Secondo te, quindi, l’Italia ha la possibilità di passare il turno?
“Andiamoci cauti: sarà difficile, non credo in una Scozia in difficoltà. Però ci proviamo. L’Italia ha tutte le potenzialità per raggiungere l’obiettivo. Questa è una squadra ricca di talento, che sta arrivando ora alla sua piena maturazione. Da un anno si è aperto un ciclo che ha la possibilità di durare a lungo, anche se io non ne farò parte”.

A 34 anni, e pur con un secondo anno di contratto con il Clermont-Auvergne, hai scelto di smettere. Come è maturata questa decisione?
“Nella mia carriera, fra campionato, coppe europee, Nazionale, ho giocato molto ed oggi mi sento stanco. Mi sono reso conto che se una volta mi bastavano un paio di giorni per riprendermi dalla fatica, ora ce ne vogliono quattro. Ho una serie di dolori che mi tormentano. La voglia di giocare la partita, di mettermi in competizione, è la stessa di sempre, ma avere l’impegno dell’allenamento, sobbarcarsi alberghi, autobus e aerei, questo mi è cominciato a pesare. Ci tenevo a giocare la Coppa del Mondo e resterò nell’ambiente, ma per continuare a giocare ad alto livello sarebbero stati necessari sacrifici sempre più grossi”.

troncon scoziaAl Mondiale del ‘95 eri uno dei giocatori più giovani, oggi invece sei il veterano della comitiva azzurra. Come vivi questa situazione?
“Sento che sono ormai le mie ultimissime esperienze sul campo e voglio viverle intensamente, ma allo stesso tempo con serenità, come è successo nell’ultimo Sei Nazioni. So che la mia esperienza può essere utile al gruppo e a volte cerco di dare un consiglio ai più giovani, sia in campo che fuori. Ma è comunque un dare e un ricevere: sotto molti aspetti gli altri continuano sempre ad insegnarmi qualcosa”.

E’ più forte questa Italia oppure quella dell’era Coste? “Sono paragoni che trovo senza senso. In questi anni il rugby è cambiato moltissimo, sia dal punto di vista dell’intensità fisica che nell’impostazione tattica. Quella squadra era ricchissima di talento e fu capace di essere in grado di lottare alla pari con tutti, ma arrivò al suo massimo livello con un gruppo di giocatori già verso la trentina, quindi il ciclo non durò molto. Anche questa squadra ha molto talento e può arrivare a competere ai massimi livelli, e inoltre può avere un ciclo più lungo visto l’età media”.

Cosa ti aspetti, in definitiva, da questi Mondiali? “Soprattutto di divertirmi”.

Articolo pubblicato sul Corriere del Veneto del 12 agosto 2007

E’ sudafricana la terza linea più fisica. Nelle rose per la WC facce note e campioni all’addio

Saturday, August 4th, 2007

serge betsen rugbyNel numero di martedì scorso l’Equipe si è preso la briga di analizzare i dati fisici delle terze linee delle squadre più accreditate per i Mondiali. Il risultato è che la Francia schiererà il reparto complessivamente meno pesante e meno alto, dimostrando di essere il paese in cui la tecnica individuale continua ad essere maggiormente privilegiata: Betsen (nella foto), Bonnaire e Harinordoquy fanno una media di 99 chili e 188 centimetri. All’opposto c’è il Sud Africa: Smith, Skinstad e Burger stazzano 110 chili e 195 centimetri. L’Australia invece ha un reparto alto ma leggero, si fa per dire: 189 cm e 103 chili per Smith-Hoiles-Elsom. Questi i dati delle altre squadre prese in considerazione. Argentina (Leguizamon-Longo-Ostiglia): 102 chili per 192 cm. Irlanda (Wallace-Leamy-Easterby): 104 chili per 190 cm. Nuova Zelanda (McCaw-So’oialo-Collins): 108 chili per 190 cm. Inghilterra (Rees-Easter-Worsley): 109 chili per 190 cm.

peter richardsIntanto cominciano a delinearsi le rose per la World Cup. Ancora in corsa per un posto ai Mondiali c’è Peter Richards (foto al centro), mediano di mischia tutto pepe del Gloucester di Bortolami, la prossima stagione ai London Irish. L’inglese disputò una stagione nel Benetton Treviso (2001-02). Spulciando negli organici delle altre squadre si ritrovano alcuni giocatori del nostro campionato e qualche faccia nota. Le Isole Fiji hanno scelto una squadra esperta, dando fiducia a Licky Little, al suo terzo mondiale, protagonista nel Carrera quest’anno. La convocazione non se l’aspettava neppure lui… Chiamato anche l’altro petrarchino Sisa Koyamaibole. Faccia nota a Calvisano, invece, quella di Isoa Domolailai. A proposito dell’allenatore Ilivasi Tabua, forse qualcuno ricorderà che quando era flanker dell’Australia con le sue sgroppate fece ammattire gli azzurri nei due test di Brisbane e Melbourne del ‘94.

L’Argentina ha già comunicato i trenta per la Francia. Fra questi gli avanti Santiago Bonorino della Capitolina e l’ex Petrarca Lucas Ostiglia, e fra i trequarti il mediano di mischia Nicolas Fernandez Miranda e il centro Manuel Contepomi, entrambi visti in Italia, rispettivamente a Padova nel 2003-04 e al Rovigo l’anno scorso (con ben scarso impatto sul nostro campionato, a dire il vero). Fra le aperture Federico Todeschini, stella del Cariparma del ‘98-’99. Chissà quanto sarebbero diverse le cose oggi per la Nazionale, se al tempo l’avessimo naturalizzato in azzurro… Ha un passato nel campionato italiano anche il capitano del Giappone (oltre ovviamente all’allenatore John Kirwan): Takuro Miuchi giocò a Paese nel ‘99-2000, in A-2, senza lasciare il segno.

peter hewatRicca anche la lista dei giocatori impegnati nelle ultime partite della loro carriera. Hanno già annunciato il ritiro dopo la World Cup, oltre al nostro Alessandro Troncon (che ha sciolto il legame con il Clermont-Auvergne, aveva un secondo anno di contratto), l’inglese Jason Robinson, già adeguatamente festeggiato a Sale, e i due “vecchietti” della mediana australiana George Gregan e Stephen Larkham.

E’ lunga anche la lista dei grandi assenti, per infortunio o per scelte tecniche. Fra questi il gallese Gavin Henson, il sudafricano Pierre Spies, l’All Black Rico Gear, e l’australiano Peter Hewat, grande protagonista del Super 14 con i Waratahs (foto qui a fianco). Anche Hewat si trasferirà però ai London Irish, avversari del Benetton in Heineken. Scanavacca - se può essere una consolazione - è in buon compagnia.

Nazionale “ecologica”. In treno tutti i trasferimenti del Mondiale in Francia

Thursday, August 2nd, 2007

treno rugbyPer i trasferimenti da una città all’altra della Francia, durante l’imminente Coppa del Mondo, la Nazionale azzurra utilizzerà esclusivamente i treni TGV. Un bell’esempio di scelta “eco-sostenibile”, certo agevolata dall’efficienza e dalla velocità del sistema ferroviario transalpino. Molti giocatori dei tempi pioneristici ricorderanno lunghissime trasferte in treno, ma allora si trattava di una scelta dettata esclusivamente da esigenze economiche: si viaggiava non su comodi TGV ma spesso in terza classe, e il treno diventava così la sede di interminabili divertimenti notturni e più avanti, quindi, un prezioso scrigno di ricordi.

Gli azzurri si raduneranno a Roma il 31 agosto e quindi il 5 settembre si trasferiranno a Marsiglia, dove rimarranno fino al 13 settembre (sfide al Velodrome contro Nuova Zelanda l’8 e contro la Romania il 12). Parigi e Saint-Remy de Provence saranno le sedi dei raduni dell’Italia nelle settimane successive.

berbizierVa sottolineato che SNCF, le ferrovie francesi, sono uno dei partner della Coppa del Mondo 2007 e che ogni località sede di partite è facilmente raggiungibile in treno. C’è pure un sito dedicato: http://rugby.sncf.com. Sono stati anche rinforzate le linee di Eurostar tra Londra e Parigi in occasione delle partite. “Le train du rugby” (nella foto in alto, qui a fianco l’allenatore degli azzurri Pierre Berbizier) è stata una delle iniziative itineranti per la promozione della manifestazione.