Archive for the ‘Verso la World Cup’ Category

Intervista a Marco Bortolami. “Siamo una squadra matura, pronta a lottare alla pari con qualsiasi avversario”

Thursday, August 30th, 2007

bortolami padova prato della valleRiporto qui l’intervista a Marco Bortolami (nella versione “director’s cut”) uscita oggi sul Corriere del Veneto. Nella foto chi scrive con il capitano azzurro in Prato della Valle: scusate l’egocentrismo. Marco è quello a sinistra. Nelle altre foto Bortolami in azione e testimonial della Diadora.

La valigia di Marco Bortolami è pronta. Dentro ci ha messo una maglia azzurra con il numero cinque, quella di capitano dell’Italia, e l’ultimo libro di Enzo Biagi, perché, dice, “nonostante gli impegni con il rugby cerco di tenermi informato su quello che succede nel mondo”. L’avventura nella World Cup si avvicina. Domani raduno degli azzurri a Roma, il 5 settembre trasferimento a Marsiglia, sabato 8 al Velodrome la danza di guerra degli All Blacks e ottanta minuti per capire la consistenza delle ambizioni della nostra Nazionale. “C’è tanta fiducia, rafforzata ancor più dopo la prova di venerdì scorso in Irlanda. Siamo stati sconfitti solo per un errore arbitrale, ma abbia giocato alla pari contro una delle squadre più accreditate del momento. Ci è rimasta molta rabbia, molta fame, e questo ci farà bene nelle prossime partite”.

Che Mondiali saranno? “Sarà un torneo sempre più esigente dal punto di vista fisico. Devi innanzitutto essere alla pari nello scontro individuale, prima di cominciare a parlare di tecnica e di tutto il resto. Abbiamo lavorato moltissimo in palestra negli ultimi mesi, siamo pronti”.

Chi vincerà? “La Nuova Zelanda o l’Australia. Anche la Francia sta impressionando, ma forse hanno meno cambi rispetto agli All Blacks, credo che uomini come Michalak o Jauzion restino insostituibili”.

Marco BortolamiSi comincia contro gli All Blacks. Proprio in Nuova Zelanda tu hai esordito, giovanissimo, come capitano azzurro. “Era il 2002, nella tournèe estiva. Ad Hamilton naturalmente perdemmo, ma giocando una discreta partita. Ed io segnai l’unica nostra meta. Affrontare gli All Blacks ha per me sempre qualcosa di magico. Loro rappresentano l’essenza del nostro sport, c’è sempre molto da imparare, soprattutto dal loro approccio mentale: fanno ogni cosa con estrema naturalezza, senza pressione. Dovremo comunque affrontarli senza nessun timore reverenziale. Quello che chiederò alla squadra, prima della partita, è di non restare a guardarli ma di cercare di imporre il nostro gioco, come contro qualsiasi altro avversario”.

L’Italia schiererà la squadra migliore oppure si penserà a risparmiarsi per gli impegni successivi? “Berbizier ha assicurato che scenderemo in campo con il XV migliore. Semmai potrebbe esserci qualche sostituzione nel corso della partita. Affronteremo la Romania solo quattro giorni dopo, è un avversario da non sottovalutare. Poi però avremo il Portogallo, una semplice formalità, e ci saranno due settimane per recuperare al meglio le energie e gli eventuali acciacchi e quindi affrontare il match decisivo con la Scozia”.

Il Mondiale azzurro sembra destinato a decidersi negli ottanta minuti di Saint-Etienne. Non c’è il rischio di soffrire tutta questa pressione? “Affronteremo ogni partita al massimo, l’abbiamo già dimostrato venerdì scorso a Belfast quando il risultato non contava nulla. Naturalmente dovremo gestire la pressione, ma non tanto la pressione dall’esterno quanto i meccanismi interni al gruppo. In ogni caso l’Italia oggi è una squadra matura, molti di noi hanno disputato finali del campionato francese, inglese, di Heineken Cup, i giocatori scozzesi non possono dire lo stesso. A Saint-Etienne la pressione potrebbe far soffrire di più i nostri avversari”.

La meta decisiva di Irlanda-Italia conferma che esiste un problema di arbitri: la nostra Nazionale continua a non essere tutelata e questo potrebbe essere decisivo in un match così delicato. “L’esito della sfida di Belfast ci ha riempito di rabbia. Non si tratta solo della meta irregolare convalidata a O’Gara ma anche di un diverso metro nel corso della partita: crolla la loro mischia si ripete, crolla la nostra calcio contro. Gli arbitri più giovani, soprattutto gallesi, francesi e irlandesi, continuano ad avere un certo timore reverenziale verso le anglosassoni. Non ci sentiamo tutelati, soprattutto nella mischia che è il nostro punto di forza, e più volte l’abbiamo dichiarato pubblicamente. Spero che Kaplan (l’arbitro sudafricano di Scozia-Italia, uno dei migliori fischietti al mondo, ndr) saprà dirigere con il giusto equilibrio”.

Non ti sembra che questa Nazionale, composta da numerosi giocatori stranieri, rischi di non rappresentare davvero l’Italia? “L’affetto dei tifosi ci dimostra che questa squadra rappresenta l’Italia al 100%. C’è un regolamento che permette l’impiego di giocatori stranieri ed è giusto sfruttarlo per ottenere i massimi risultati. Se questo succede è anche perché effettivamente il movimento non sa produrre italiani all’altezza, non si tratta certo di un capriccio dei selezionatori. In ogni caso vi assicuro che chi va in campo con la maglia azzurra si sente italiano fino in fondo e gioca con la massima determinazione. Prendete Vosawai, l’ultimo arrivato. I fijiani hanno un carattere particolare, non sapevo cosa aspettarmi. Invece Manoa mi ha impressionato per la sua voglia di emergere, per l’impegno in allenamento. Parla perfettamente italiano e si è subito inserito nel gruppo. E’ uno di noi, come Griffen, come Robertson, come tutti gli altri”.

Bortolami DiadoraLa Nazionale di oggi ha personalità forti come Troncon o Mauro Bergamasco. C’è il rischio per te, come capitano, di scivolare un po’ in ombra? “Vivo questa situazione con grande serenità. Il mio obiettivo è di prendere le giuste decisioni in campo e per farlo un capitano deve sapere gestire le diverse personalità dei suoi giocatori. Questo me l’hanno insegnato soprattutto a Gloucester, ma anche John Kirwan e Pierre Berbizier. Sul mio ruolo in campo ho parlato molto con Pierre, abbiamo avuto dei confronti anche duri. Non sarò un capitano appariscente, ma vorrei essere un capitano deciso ed equilibrato. In campo Tronky deve continuare a manifestare la sua emotività, Mauro la sua esuberanza, in piena libertà, perché questo serve a loro, e quindi alla squadra, per esprimersi al meglio”.

Non credi che questa Italia sia oggi molto dipendente dalla prestazioni di Troncon, il vero organizzatore del gioco azzurro? “Tronky è un giocatore straordinario, è esperto, non fa mai errori gratuiti, guida la mischia e dà sicurezza al numero 10. Ma è l’intero settore della mediana che è decisivo. Abbiamo una mischia affiatata, che può giocare alla pari con tutti, l’abbiamo dimostrato nel Sei Nazioni: oggi il pack è il cuore della squadra, dà fiducia, è la base del nostro gioco. Dietro stiamo facendo grossi passi avanti, stiamo trovando il giusto equilibrio. La mediana , quindi, ha il compito di legare i reparti. Dietro Tronky è sempre pronto Griffen, quest’anno non ha giocato molto ma resta un mediano di alto livello: c’era lui quando abbiamo pareggiato a Cardiff, quando abbiamo vinto in Argentina, quando abbiamo sfiorato il successo con l’Australia. In regia abbiamo due giocatori con caratteristiche complementari: De Marigny che ha esperienza, dà ordine, comunica di più e Pez che è un po’ discontinuo ma ha molto talento. I placcaggi mancati? Qualche volta succede, ma sono sicuro che nelle partite importanti Ramiro non sbaglierà”.

Chi verrà dopo Berbizier? “La Federazione sta decidendo. Io spero che Nick Mallett accetterà l’offerta e sarà il prossimo allenatore. E’ sudafricano ma ha molta esperienza in Europa: ha studiato a Oxford, ha allenato lo Stade Français. Inoltre conosce già qualcosa del realtà italiana, avendo giocato a Rovigo. Penso che sarebbe il tecnico giusto per la nostra Nazionale”.

La World Cup secondo Franco Smith. “All Blacks più forti di sempre, Springboks imprevedibili”

Wednesday, August 29th, 2007

franco smithChe Mondiali saranno? L’abbiamo chiesto a Franco Smith (nella foto assieme a Craig Green e Luciano Benetton), ex Springbok e neoallenatore del Benetton Treviso. Secondo il tecnico sudafricano gli All Blacks sono decisamente i favoriti.

“Loro sono sempre stati i favoriti, ma il fatto che abbiano vinto solo una volta dimostra quanto difficile sia una manifestazione come la World Cup. In ogni caso mi sembra che questa volta siano decisamente un gradino sopra gli altri: hanno trovato in Dan Carter il giocatore che dà stabilità al gioco della squadra, che sa compiere le scelte giuste. McCaw allo stesso tempo è un gran leader della mischia e il gruppo nel complesso ha esperienza, oltre a qualità”.

La Francia? “E’ decisamente la prima delle favorite, dopo gli All Blacks. Però mi interessa vedere che tipo di difesa adotteranno per contrastare i neozelandesi, sarà quella la chiave della eventuale finale”.

Gli Springboks? “Non arriviamo ai Mondiali nelle migliori condizioni, ci sono molti dubbi da risolvere riguardo la formazione ma il bello degli Springboks è che con loro “mai dire mai”. Possono perdere con brutti punteggi e sette giorni dopo fare una gran partita e una grande vittoria. L’hanno dimostrato anche nel Tri Nations e nelle partite di avvicinamento alla World Cup. Quindi possono sempre essere la sorpresa della World Cup”.

franco smith benettonLe altre? “Australia, Inghilterra e Irlanda sono le uniche che potenzialmente possono raggiungere la finale, ma in questo momento le vedo un po’ lontane rispetto a Nuova Zelanda e Francia”.

Quali saranno le novità nel gioco che vedremo nei prossimi Mondiali? “Credo che negli ultimi anni di nuovo si sia visto soprattutto l’efficacia degli All Blacks, appunto attraverso McCaw, nei punti di incontro, anche se questa può variare di volta in volta in base alla severità degli arbitri in questa fase di gioco. Forse alla World Cup vedremo qualcosa di nuovo in termini di difesa. Dopo la “rush defence” e la difesa scivolata forse è il momento di inventare qualcosa di diverso”.

Prima World Cup e la storica sfida agli All Blacks. L’avventura mondiale dei “Lupi” del Portogallo

Sunday, August 26th, 2007

portogallo rugbyNon vinceranno i Mondiali, anzi molto probabilmente prenderanno solo che delle belle batoste, ma intanto i “Lobos”, i Lupi, del Portogallo sono la novità della World Cup 2007, che affrontano con entusiasmo e ottimismo. La Nazionale lusitana, in Veneto nei scorsi giorni in occasione dell’amichevole con il Giappone, ha bruciato il favorito Uruguay nella corsa alla qualificazione, spuntandola per un solo punto di differenza nell’esito del doppio confronto. Ora il Portogallo, che conta circa 4000 tesserati e una cinquantina di club (la metà del movimento del Triveneto…) affronta per la prima volta i Mondiali e soprattutto un match storico contro gli All Blacks.

Il manager del Portogallo, Rui Alvares, presenta così le aspettative della sua squadra. “La nostra è una formazione composta da ragazzi che lavorano oppure frequentano l’università, con l’eccezione del pilone Andrè Silva, che è professionista in Francia (gioca nel Nimes, ndr). Altri due ragazzi hanno esperienza del rugby francese, le seconde linee David Penalva (a Blagnac, in Fédérale 1) e Gonçalo Uva, che è studente rugby portogalloErasmus a Montpellier. L’obiettivo della nostra stagione era raggiungere la qualificazione, essere alla Coppa del Mondo è già un grande onore. Abbiamo disputato una serie di test con l’obiettivo di farci un’idea realistica del rugby che andremo ad affrontare, considerato che finora ci siamo sempre confrontati con le squadre europee di secondo livello”.

All’orizzonte una partita impossibile come quella contro gli All Blacks. “Sappiamo benissimo che si tratta di un match proibitivo, siamo ventunesimi nel ranking Irb (dietro a squadre che non andranno ai Mondiali come Spagna e Russia) e loro sono i primi. Non ci concentreremo sul risultato quanto sulla qualità della nostra prestazione, questo sarà lo spirito di tutte le nostre partite. Potremmo perdere 100 a 0 ma uscire soddisfatti se la nostra prova è stata migliore della precedente, se ci siamo avvicinati di un piccolo passo alle squadre più forti”.

Tutte le speranze di successo sono invece legate alla sfida con la Romania. “Scozia e Italia sono fuori portata, non siamo abituati a giocare a quel livello. I romeni sono i più vicini a noi nel ranking, con loro ci confrontiamo regolarmente in Coppa Europa e quindi le nostre possibilità di vincere una partita sono concentrate su quella sfida”.

Bravi azzurri!

Saturday, August 25th, 2007

Nell’ultimo test prima dei Mondiali gli azzurri riscattano la prova non convincente contro il Giappone e sfiorano il clamoroso successo contro l’Irlanda, una delle squadra più accreditate del momento. Al di là dei dubbi sulla validità della meta di O’Gara, la prestazione fa davvero ben sperare che l’Italia possa disputare una World Cup di altissimo livello. Bravi azzurri!

“Fatti ricrescere la barba”. L’appello dei tifosi neozelandesi a Carl Hayman

Tuesday, August 21st, 2007

hayman carlTutto nasce da un blog creato per gioco in Nuova Zelanda e che invoca a Carl Hayman, il pilone degli All Blacks, di farsi ricrescere la barba per i Mondiali: http://haymansbeard.blogspot.com.

E’ dalla barba che ha origine la sua potenza, affermano fra il serio e il faceto i tifosi neozelandesi, prendendo ad esempio tutta una serie di personaggi storici, del rugby e non.

Ormai nel paese dei kiwi se ne parla sempre più spesso e sembra proprio che Hayman abbia deciso di accontentare i suoi sostenitori. Si è già presentato nelle ultime uscite con una barba in ricrescita. Ne ha fatto un servizio addirittura la tivù neozelandese, in cui si vedono tra l’altro immagini di repertorio di Billy Bush, pilone degli All Blacks con la barba da taglialegna che giocò anche a Treviso e Villorba.

Il blog ha anche invitato i tifosi degli All Blacks a farsi crescere la barba da qui alla fine della Coppa del Mondo, in segno di solidarietà con i castrogiovanni.jpgHayman e la squadra.

Hayman, attualmente uno dei piloni più forti al mondo, giocherà con gli inglesi del Newcastle dopo la World Cup, lasciando gli Otago Highlanders e perdendo così la possibilità di giocare con la sua Nazionale. Prima però dovrà sfidare in un bello scontro fra barbe il nostro Martin Castrogiovanni… Vai Castro!