Archive for the 'Super 10 2009-2010' Category

Fra Venezia e Rovigo incredibile pari. La novità McGovern, le conferme di Basson e Immelmann

Sunday, September 13th, 2009

A Mestre termina con un rocambolesco pareggio a quota 32 il derby fra Casinò e Femi-Cz Rovigo. I rossoblù erano in vantaggio 32-18 fino allo scadere del tempo regolamentare, dimostrandosi decisamente superiori per qualità ed esperienza, con un Immelmann come al solito gigante e Basson ottimo anche nel ruolo – non suo – di apertura.

Poi il mediano di mischia del Casinò Lucio Prati sorprendeva Van Der Merwe con la classica “veloce” battuta a cinque metri dalla linea e Pilat trasformava dalla bandierina per il 32-25 a tempo ormai scaduto, mentre sul kick-off seguente Montauriol faceva il break e risaliva il campo con il pronto sostegno dello stesso Prati ed infine di McGovern. Era del pilone irlandese l’ultimo suberbo sforzo per schiacciare in meta. Corrado Pilat, nell’assoluto silenzio garantito dalle due tifoserie, centrava il 32-32 dalla posizione più difficile.

Su questo campo quattro mesi fa Rovigo aveva trovato il successo per lo storico ritorno ai playoff in modo altrettanto incredibile. Questa volta grazie al bonus offensivo Reato e soci tornano a casa con 3 punti, perdendone però 2 e facendo così infuriare l’allenatore Umberto Casellato. “Un pari che brucia”, dice il trevigiano, a Mestre nei panni dell’ex, “abbiamo abbassato la testa nel finale, non è questo un approccio degno del Rovigo, una squadra che da sempre lotta fino all’ultimo pallone”.

Festeggiano al contrario gli amaranto-oro, a conclusione di un match che ne ha anche evidenziato i limiti di organico, con una linea arretrata di “vecchietti” (Pilat, Pozzebon, Manuel Dallan e Perziano erano l’ossatura del Benetton a cavallo del 2000…). La novità più azzeccata è certo Brian McGovern (nella foto), 23enne di Dublino cresciuto nell’Accademia del Leinster e con esperienza in Celtic League nel Connacht: autoritario in chiusa, dinamico, autentico combattente.

“Siamo inferiori al Rovigo, ma ci siamo dimostrati più squadra credendoci anche dopo la quarta meta subita, piuttosto fortunosa”, ha rilevato alla fine Marzio Innocenti con riferimento alla segnatura della presunta sicurezza del Femi-Cz con Sartoretto, nata da un ovale calciato da Basson e sfuggito maldestramente a Ziegler. “Ci avevo creduto ad inizio ripresa, quando avevo visto un calo del Rovigo, ma ormai non più sul 32-18″, spiega Innocenti. “Tra l’altro la squadra non risaliva il campo con il piede ed è per quel motivo che ho inserito Duca”. Nell’ultimo spezzone di partita il romano è stato discreto in regia, dove invece Pilat aveva lasciato parecchio a desidare. Al bellunese, tuttavia, il merito di una prova eccellente dalla piazzola.

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Super Ten al via con il gradito ritorno dell’Aquila. Dondi: “Resta un campionato importante”

Friday, September 11th, 2009

“In tre mesi siamo tornati indietro di dieci anni”, commentava ieri il dirigente di una squadra veneta a margine della presentazione dell’ottantesimo campionato italiano di rugby, all’Hotel Gallia di Milano. Nella cerimonia ufficiale la Fir, come è giusto che sia, cercava intanto di focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi del ultimo Super Ten prima dello sbarco italiano in Celtic League, come l’apertura agli italiani e ai giovani e il ritorno sulla massima ribalta dell’Aquila: stasera i neroverdi sono in campo contro il Viadana nell’anticipo, rappresentando la speranza di rinascita della città proprio nel “Fattori” divenuto tendopoli nei giorni dell’emergenza.

E’ l’intervento di Gianni Boscolo, vice-presidente del VeneziaMestre, a rompere con la diplomazia che domina la presentazione. “Non ci si può nascondere che se tutti i club danno spazio ai giovani italiani è semplicemente perchè costano meno”, afferma Boscolo, “le società non hanno più soldi, abbiamo finito la scorsa stagione piangendo e piangendo cominciamo la nuova stagione”. Beata sincerità.

“Il campionato resterà sempre la competizione più importante del rugby italiano, nonostante la Celtic League“, assicura il presidente della Fir Giancarlo Dondi, dribblando così l’evidenza che tutti i migliori giocatori verranno assorbiti dai due superclub: “Molti azzurri rientreranno dai campionati esteri e il campionato sarà arricchito dai giovani usciti dall’Accademia federale, tutti di ottimo livello”. Mentre martedì prossimo una commissione della Celtic League esaminerà le credenziali economiche delle candidate, domani esordiscono le venete con Venezia-Rovigo, Prato-Benetton e Petrarca-Gran Parma.

Se lo scudetto sembra storia fra Benetton Treviso e Viadana, le altre giocano fino all’8 maggio per evitare l’unica retrocessione, con anticipi televisivi al venerdì sera (ma Prato, Roma, Venezia e Rovigo non hanno illuminazione adeguata). Finale il 29 maggio non più a Roma dopo l’ultimo clamoroso fiasco. “Era un esperimento, non ripeteremo l’errore: si giocherà in una sede a distanza intermedia fra le città delle due finaliste”, ha detto Dondi.

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Super Ten poco super e con molte incognite. Casellato e Presutti: “Treviso sopra a tutti”

Sunday, August 30th, 2009

Sarà un campionato atipico, che scivola verso l’anonimato e che torna probabilmente a due velocità come negli anni Novanta. Si chiamerà per un anno ancora Super Ten, ma è difficile capire cosa avrà di super il torneo italiano che scatta il 12 settembre con 4 venete al via, privo di title sponsor (la Lega, che trattava queste questioni, è di fatto sciolta), orfano di Calvisano e Capitolina inghiottite dalla crisi, ulteriormente svuotato di interesse mentre l’attenzione dell’intero movimento è rivolta al discusso caso Celtic League.

Tutti i club hanno ridimensionato il proprio budget, anche in forma drastica, con le sole eccezioni di Treviso e Viadana. Il Benetton ha anzi arricchito la rosa di azzurri del calibro di Ghiraldini e Zanni, ha fatto firmare contratti importanti a McLean e Rizzo, ha scippato a Viadana “Nacho” Rouyet e Bortolussi; tutto con uno sguardo all’approdo in Celtic nel 2010-2011, poi negato dal pasticcio federale. Il campionato dirà addio all’equilibrio delle ultime stagioni?

“La misura dei progressi del nostro gioco è la Heineken Cup, ma il Super Ten resta un torneo difficile, mai scontato”, sottolinea Franco Smith, tecnico dei biancoverdi chiamato a gestire una rosa di ben 41 atleti, mentre la Fir accoglie la nuova regola sulle mischie no contest che tutelerà le squadre più attrezzate, come lo stesso Benetton.

E “Dream Team” definisce la sua ex squadra l’allenatore del Femi Cz Rovigo, Umberto Casellato. “Sono decisamente al di sopra di tutti per nomi e numeri, anche del Viadana che mi sembra quest’anno meno forte in mischia chiusa”, spiega il trevigiano dal ritiro dei rossoblù a Tarvisio, “potrebbero tornare risultati tipo 50-0, ma credo ancora che il divario tecnico possa essere colmato con l’attitudine al combattimento, come quella che ha sempre permesso a Rovigo di raggiungere risultati importanti. Alle spalle di Treviso e Viadana i valori sono ancora da definire, visto che molte squadre hanno cambiato allenatore e perso giocatori importanti”.

Per Pasquale Presutti, allenatore di un Petrarca senza sponsor, “il campionato torna indietro di anni a livello di qualità, ma questo perlomeno permetterà di dare spazio ai giovani”. Padova si è dovuta privare dei giocatori che costituivano l’ossatura portante delle ultime stagioni, da Little e Leaga all’intera prima linea Paoletti-Rizzo-Giovanchelli, senza dimenticare i vari Stoltz, Bartholomeusz, Domolailai. Rappresenta, così come il ridimensionato Casinò di Venezia, una realtà tutta da scoprire.

“Treviso e Viadana faranno un campionato per conto loro”, dice Presutti, “avevamo costruito un meccanismo difensivo efficace basato su Little e Leaega, ora punteremo ad un gioco più offensivo centrato su Mercier (nella foto), anche se certo la nostra rosa ha perduto molti elementi. L’idea di un campionato che ritrovi le radici può non essere sbagliata ma, una volta varate le selezioni per la Celtic League, non capisco come un torneo semi-dilettantistico potrà produrre atleti per l’alto livello internazionale”.

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Wasps una spanna più in alto. Il nuovo Benetton paga la tariffa ma non sfigura all’Adams Park

Monday, August 24th, 2009

Quando gli Wasps segnavano la prima meta sul cronometro dell’Adams Parks erano trascorsi appena 16” e molti dei tifosi non si erano ancora accomodati sul seggiolino dopo il benvenuto al Benetton letto in italiano da Vincenzo Dallaglio, padre torinese di Lawrence, simbolo della “gold and black army” e dell’Inghilterra. Sull’azione del kickoff Serge Betsen, il capitano francese dei londinesi, aveva stoppato il calcio di Luke McLean e schiacciato in area sul rimpallo.

Un inizio davvero poco promettente per il tradizionale test inglese di Treviso, in una gioiosa atmosfera di festa campestre fra i verdissimi prati del Buckinghamshire. Per Franco Smith era l’occasione per vedere all’opera soprattutto i nuovi acquisti – cinque nel XV di partenza, più il giovane Tommaso Benvenuti – contro un avversario di alto livello, pur privo delle sue stelle Cipriani, Shaw, Worsley, Vickery e Sackey.

La “tariffa” pagata alla fine è meno salata di quanto lasciasse intendere l’avvio del match: 6 mete a 2 per il 38-15 finale. Qualche sbavatura di troppo per il Benetton, pur trattandosi di precampionato. “Siamo stati puniti per alcuni nostri errori, mentre al contrario non siamo stati in grado di capitalizzare in lunghe fasi di possesso e superiorità territoriale”, sintetizzava alla fine l’allenatore Franco Smith. Ma il Benetton ha in ogni caso lottato alla pari dal punto di vista dell’intensità fisica e talora messo in difficoltà gli inglesi in mischia chiusa.

Ha invece dannatamente sofferto l’organizzazione difensiva degli inglesi, risultando sempre costretto ad impegnare troppi uomini nei punti di incontro, e la spettacolare velocità delle ali di colore degli Wasps, da Tom Varndell (nella foto), due volte a segno, al giovane Mark Odejobi). Quando i padroni di casa innescavano la marcia nel gioco in campo aperto, erano dolori per i biancoverdi, mentre le mete per Pavanello e compagni arrivano, una per tempo, per la caparbietà degli avanti, con la firma di Dion Kingi e Michele Rizzo.

Da registrare l’assetto arretrato, con i neoarrivi McLean e Garcia alla ricerca della giusta sintonia con i compagni. Il ritorno di Frazer Waters nel club dove ha speso una lunga e onorevole carriera veniva intanto celebrato con molti autografi ma anche con una ferita al volto nello scontro con il ginocchio di un avversario. Il 5 settembre il via alla stagione ufficiale del Benetton con la SuperCoppa (ma Parma non sono gli Wasps).

Per i biancoverdi un test importante e prestigioso nel percorso di avvicinamento ad una stagione delicatissima, anche e soprattutto per i risvolti fuori dal campo del caso Celtic League. Ad ospitare Treviso uno dei club più antichi e prestigiosi del rugby inglese. I gialloneri, nati nel 1867 all’Eton and Middlesex Tavern, sono stati fra le società a dar vita alla prima federazione che ha codificato le regole del gioco, la Union inglese, anche se non godono dello status di “founder member”: perchè, narrano gli storici, il presidente  James Pain scordò l’indirizzo del pub dove i pionieri si dovevano ritrovare per firmare lo statuto, e mancò così all’appuntamento.

Appena qualche anno dopo il primo scudetto tricolore del Faema Treviso gli Wasps festeggiavano quindi il loro centenario. Un dato che dà forse la misura dell’inevitabile divario culturale fra il rugby italiano e quello anglosassone. Oggi il club londinese è una delle potenze europe (4 titoli di Premiership, due Heineken Cup fra il 2002 e il 2007), pur reduce dalle difficoltà della prima stagione dopo il ritiro di Lawrence Dallaglio (nella foto a bordo campo, con Worsley).

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Sempre più crisi nel Super Ten, ma il Rovigo prova a rilanciare con Pagano general manager

Sunday, July 5th, 2009

La calda estate del rugby attende la decisione della Federazione, annunciata “entro luglio”, della due franchigie designate a rappresentare l’Italia nella Celtic League. La candidatura del Benetton è in pole position ma l’assegnazione a Treviso non è affatto scontata, considerato l’insanabile dualismo politico Dondi-Munari (nella foto, particolare da AllRugby in edicola).

Il club della Ghirada si è presentato da solo alla corsa per la Celtic ma assicura che una volta ottenuta la partecipazione al torneo anglosassone coinvolgerà l’intero territorio veneto, studiando sinergie con le altre piazze. Intanto la Fir deve incassare la bocciatura della sua candidatura alla Coppa del Mondo e la crisi – economica ma anche “di vocazioni” – che sta stravolgendo il Super Ten alla vigilia della riforma complessiva dei campionati al via dalla stagione 2010-2011.

Il Calvisano, unica società in grado di interrompere l’egemonia del Benetton con gli scudetti 2005 e 2008, non si iscriverà al massimo campionato, seguendo l’esempio della Capitolina (già ripescata L’Aquila).

E se si instaurasse un effetto domino prima della scadenza delle iscrizioni al torneo, il 10 luglio? Oggi peraltro i giocatori sotto contratto con il Calvisano, fra i quali una decina del giro della Nazionale, si ritrovano senza club, mentre il mercato francese è già chiuso e quello inglese attanagliato dalla crisi economica.

Altri club che avevano investito molto nel futuro come il VeneziaMestre pensano a formule ormai di semi-professionismo, con una riduzione del budget del 50 per cento. Un ridimensionamento ampiamente generalizzato, con la sola eccezione di Benetton e Viadana (ma anche i mantovani hanno operato tagli nei contratti).

Il neo-allenatore Marzio Innocenti ha previsto un solo allenamento quotidiano, concentrato nella pausa pranzo, per permettere ai giocatori una parallela carriera nel lavoro o nello studio. “Il professionismo nel rugby italiano è un esperimento fallito”, sottolinea il tecnico, da sempre su posizioni dissidenti rispetto al potere federale. Intanto riduzioni di ingaggio per tutti e taglio degli stranieri, mentre l’addio di Giovanni Boccalon (Rovigo) e Paolo Frasson (Riviera) impone ai veneziani di ripensare lo schieramento di prima linea.

A Rovigo si lavora per una ristrutturazione della società. «Il ritiro del Calvisano è causa di nuove incertezze per tutto il movimento», commenta la presidentessa rossoblù Susanna Vecchi, «comprendo le ragioni della società lombarda e sono stupita che dalla Federazione non sia giunto un solo commento ufficiale. Fatto sta che il prodotto-campionato viene ulteriormente svilito e cercare investitori diviene ancora più difficile. Lo scorso anno non siamo riusciti a coprire il bilancio e credo l’abbiano fatto solo un paio di società del Super Ten. Per la prossima stagione il nostro bugdet si assesterà attorno al milione e 300 mila euro, con una riduzione del 30 per cento circa».

Mentre è giunta la conferma dello sponsor Femi-Cz (Francesco Zambelli aveva precedentemente annunciato l’abbandono), la novità a Rovigo è l’arrivo di Antonio Pagano, ex direttore marketing del Viadana (nella foto con il team manager Andrea Scanavacca e la presidentessa Vecchi), con funzioni di general manager. «Abbiamo preferito sacrificare qualcosa per la squadra e consolidare invece l’assetto societario», dice Susanna Vecchi, «con il lavoro di Pagano, un dirigente di provate capacità e con l’esperienza di Viadana alle spalle, puntiamo ad un maggiore radicamento nel territorio».

Estate di grandi manovre anche a Padova, con il Petrarca che deve delineare i progetti per la nuova stagione. Per il nuovo presidente Enrico Toffano si prospetta un difficile compito, anche alla luce degli impegni contrattuali presi ancora prima della perdita dello sponsor Carrera e dei nuovi e più modesti panorami aperti dalla riforma dei campionati.

Ed intanto, dove finiranno ora i giocatori del Calvisano? All’estero non c’è più mercato per gli azzurri. Solo per Simone Favaro ci sono stati gli interessamenti di alcuni club francesi, che possono ancora tesserare un jolly. “Lo scenario è apocalittico”, confessa un procuratore.

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