Archive for the 'Super 10 2009-2010' Category

La decima finale di Vittorio Munari. “Uno scudetto al quale il Benetton tiene particolarmente”

Thursday, May 27th, 2010

Per il rugby regionale giunge un’altra soddisfazione nell’anno delle tre venete in semifinale: ad arbitrare il match decisivo della stagione è stato infatti designato l’emergente fischietto padovano Alan Falzone, 34 anni il prossimo 11 giugno. Mentre dovrebbe essere confermata la mediana Botes-McLean dopo la bella prova di sabato scorso, contro Viadana al tecnico Franco Smith mancheranno l’ex Rouyet e Mulieri, ancora in condizioni fisiche imperfette, oltre all’infortunato Garcia ed al giovane Benvenuti, impegnato con l’Italia under 20 ai Mondiali di categoria in Russia.

Per Vittorio Munari, general manager dei biancoverdi, si tratta della decima finale se si includono le due perse (contro Treviso) da allenatore del Petrarca, e l’ottava consecutiva da quando assunse l’incarico in Ghirada. A Munari chiediamo dunque come si affronta un impegno così delicato. «Non ci sono formule, ad essere decisivo è come viene gestita la tensione nervosa», spiega, «la squadra è oggi molto serena: lo sportivo professionista sa spendere la giusta dose di pressione per giungere all’appuntamento consapevole ma non “bruciato” dall’aspettativa. Per questa maturità il merito è dell’ambiente creato dalla società e soprattutto da Franco Smith, un tecnico non solo all’avanguardia in Italia per competenze, ma anche di grande spessore personale».

Che partita sarà?
«Decideranno come al solito gli episodi. Il Montepaschi ha ottime individualità e può metterci in difficoltà. Da parte nostra riteniamo di avere un gruppo completo, capace di sopperire alle assenze e di adattarsi alle diverse situazioni di gioco, ad esempio schierando piloni più pesanti e potenti oppure più leggeri e dinamici».

Quale giocatore del Montepaschi Viadana vorrebbe avere nella sua squadra?
«Per il loro attaccamento al club ho sempre stimato moltissimo il pilone Savi e la seconda linea Bezzi, che però non giocano più».

Come giudica la designazione di Falzone?
«Non ho nessun commento da fare, e non invidio i designatori italiani il cui lavoro non deve essere affatto facile. Vorrei solo sottolineare che la componente arbitrale è fondamentale per lo sviluppo del movimento: il rugby italiano può crescere complessivamente solo attraverso la crescita individuale di tutti i suoi attori».

Sarà l’ultima finale prima del passaggio di Treviso e Viadana nella Celtic League. Cosa resterà del campionato italiano e delle passioni di campanile che l’hanno animato?
«A questo scudetto teniamo particolarmente, proprio perchè il Benetton ha da sempre amato e onorato il campionato italiano. Aneddoti dei derby infuocati fra Padova, Rovigo e Treviso vengono ricordati ad ogni cena con i compagni di avventura e con gli avversari di allora. Se la scelta della Celtic League è stata giusta lo dirà il tempo, intanto per il campionato italiano è ahimè difficile prevedere un futuro roseo».

La squadra biancoverde vince e gioca bene, eppure non riesce ancora ad appassionare il pubblico.
«A Treviso, con club di vertice in diversi sport e Cortina ed Jesolo ad un’ora di macchina, c’è una sproporzione fra domanda e offerta. Dalla prossima stagione il Benetton vuole rappresentare l’intero rugby veneto e per questo auspichiamo che vengano permesse regole di interscambio tecnico fra società che sono già in vigore nella Celtic League».

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Semifinale, poche chance per il Petrarca. A Monigo passerella per l’ultimo match di Goosen e Kingi

Thursday, May 20th, 2010

La prima semifinale al Plebiscito si è conclusa con entrambe le squadre scontente per l’arbitraggio del milanese Stefano Pennè. “O l’arbitro era in malafede oppure era un incompetente”, accusava a fine partita un arrabbiatissimo Enrico Toffano, presidente del Petrarca, “non ci stiamo ad essere presi in giro in questo modo”. Con lo stesso vigore protestava anche lo staff del Benetton. “Possibile che nonostante il netto predominio del gioco a Treviso e Padova siano stati fischiati lo stesso numero di calci di punizione”, domandava ironico il direttore generale biancoverde, Vittorio Munari.

Ed anche a Viadana Rovigo ha contestato duramente la direzione di gara, tanto che l’allenatore Umberto Casellato ha ricevuto una squalifica di quattro mesi in seguito alle parole rivolte a Damasco a fine gara. In questo weekend le due semifinali di ritorno. Il Montepaschi troverà al “Battaglini” un clima caldissimo.

A Monigo invece il +12 nello score finale ed il +4 nella classifica combinata frutto del successo di Padova mettono il Benetton in una serena posizione psicologica. Peraltro il Petrarca visto in garauno non sembra in grado di impensierire i campioni in carica e di metterne in discussione il ritorno il 29 giugno nello stadio padovano, sede dell’ultima finale del “vero” campionato italiano prima del distacco in Celtic League di Treviso e Viadana. Anche se Smith dovrà rinunciare a “Nacho” Rouyet ed Emiliano Mulieri, infortunati.

Sarà l’occasione di un’autentica passerella per due giocatori dei più rappresentativi dell’ultimo lustro di storia biancoverde come Marius Goosen e Dion Kingi (foto), all’ultima uscita sul terreno di Monigo. Due limpidi esempi di professionalità ed abnegazione.

“Gus”, 36 anni, ha annunciato da tempo l’intenzione di chiudere con il rugby giocato per dedicarsi solamente al mestiere di allenatore (attualmente cura i trequarti a fianco di Franco Smith). Intanto anche sabato scorso il sudafricano è risultato decisivo, non solo per i 18 punti segnati nel 28-16 finale ma soprattutto per le consuete capacità di leadership nella gestione del gioco.

Kingi a 34 anni e dopo 5 splendide stagioni chiude giocoforza il capitolo con Treviso, al quale le direttiva Fir impongono un limite di cinque stranieri in Celtic League a tutela degli atleti di interesse per la Nazionale. Anche se le mosse di mercato del Benetton restano ancora top secret, è chiaro che il maori di Waiuki rientrerà nel cospicuo gruppo di atleti sacrificati nella ristrutturazione per lo sbarco sul palcoscenico anglosassone.

Fra questi, con tutta probabilità, anche gli oriundi argentini Allori, Vidal (foto) e Mulieri, divenuti improvvisamente “stranieri” (assieme ad un altro centinaio di naturalizzati) in seguito alla nuova norma salva-vivai introdotta dalla Federugby. Non sarà facile per il Benetton trovare dei degni sostituti sul mercato italiano ed europeo.

Foto in alto di Elena Barbini, da www.petrarcarugby.it

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Harakiri veneziano: il Casinò retrocede e accusa l’arbitro Mancini. Pipitone lascia?

Sunday, May 9th, 2010

Il Casinò di Venezia compie un autentico harakiri e conclude il suo campionato con una incredibile retrocessione. “Reperire risorse economiche è sempre più difficile e non so se ci iscriveremo al prossimo torneo di A, anzi non so neppure se continuerò ad impegnarmi personalmente nel rugby”, questo l’amarissimo commento del presidente Tommaso Pipitone immediatamente dopo la sconfitta in casa da parte del Banca Monte Parma allenato dall’ex “Ciro” Sgorlon. Fra le società in crisi di bilancio Venezia è comunque in buona compagnia: certo non stanno meglio, ed esempio, Rovigo o Roma. C’è da domandarsi che campionato di Eccellenza sarà quello del 2010-11.

Una sola masochistica scelta costa l’intera stagione agli amaranto-oro, ultimi a pari punti del Gran prima del match di sabato. In vantaggio 20-16 a tempo ormai scaduto, i veneziani rinunciano ad un facile piazzato per cercare il bonus che garantirebbe la salvezza senza passare dallo spareggio. Si va per la quarta meta a forza di percussioni degli avanti, poi Lucio Prati (peraltro autore di una buona gara nell’inedita posizione di ala) avrebbe l’occasione per segnare ma l’ovale gli cade di mano.

Sono invece i gialloblù ospiti ad andare a segno nel lungo recupero concesso dall’internazionale Stefano Mancini (nella foto, sullo sfondo di una percussione di McGovern), certo protagonista di una direzione di gara non proprio trasparente: finisce così 16-21 ed il Casinò scivola in serie A visto il contemporaneo successo del Gran sulla Roma. Pochi minuti prima gli amaranto-oro si trovavano ad un passo dalla salvezza, addirittura senza l’obbligo di spareggiare coi parmensi…

Peccato davvero perchè la squadra di Alejandro Canale, pur alle prese con molti infortuni, aveva disputato un match di enorme orgoglio, trascinata dai veterani “Dado” Candiago e “Maci” Perziano (quest’ultimo autore di un bella meta nel primo tempo), mentre il Banco Monte Parma si era dimostrato complessivamente superiore per qualità tecniche, soprattutto in mischia chiusa.

Trovatisi nuovamente ad inseguire nella ripresa, i veneziani trovavano l’energia per rimontare e l’apporto importante di giovani come Vittorio Candiago e Alberto Cazzola (foto).Il sorpasso con Lucas Paschini prima dell’incredibile epilogo.  Alla fine applausi del pubblico di Favaro Veneto per gli sconfitti ed – ironicamente – per l’arbitro Mancini, contestatissimo durante il match.

Ma il Casinò di Venezia forse dovrebbe prendersela più con se stesso per gli errori di gestione di sabato e per i molti altri commessi nel corso della stagione.

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Fra Venezia e Rovigo incredibile pari. La novità McGovern, le conferme di Basson e Immelmann

Sunday, September 13th, 2009

A Mestre termina con un rocambolesco pareggio a quota 32 il derby fra Casinò e Femi-Cz Rovigo. I rossoblù erano in vantaggio 32-18 fino allo scadere del tempo regolamentare, dimostrandosi decisamente superiori per qualità ed esperienza, con un Immelmann come al solito gigante e Basson ottimo anche nel ruolo – non suo – di apertura.

Poi il mediano di mischia del Casinò Lucio Prati sorprendeva Van Der Merwe con la classica “veloce” battuta a cinque metri dalla linea e Pilat trasformava dalla bandierina per il 32-25 a tempo ormai scaduto, mentre sul kick-off seguente Montauriol faceva il break e risaliva il campo con il pronto sostegno dello stesso Prati ed infine di McGovern. Era del pilone irlandese l’ultimo suberbo sforzo per schiacciare in meta. Corrado Pilat, nell’assoluto silenzio garantito dalle due tifoserie, centrava il 32-32 dalla posizione più difficile.

Su questo campo quattro mesi fa Rovigo aveva trovato il successo per lo storico ritorno ai playoff in modo altrettanto incredibile. Questa volta grazie al bonus offensivo Reato e soci tornano a casa con 3 punti, perdendone però 2 e facendo così infuriare l’allenatore Umberto Casellato. “Un pari che brucia”, dice il trevigiano, a Mestre nei panni dell’ex, “abbiamo abbassato la testa nel finale, non è questo un approccio degno del Rovigo, una squadra che da sempre lotta fino all’ultimo pallone”.

Festeggiano al contrario gli amaranto-oro, a conclusione di un match che ne ha anche evidenziato i limiti di organico, con una linea arretrata di “vecchietti” (Pilat, Pozzebon, Manuel Dallan e Perziano erano l’ossatura del Benetton a cavallo del 2000…). La novità più azzeccata è certo Brian McGovern (nella foto), 23enne di Dublino cresciuto nell’Accademia del Leinster e con esperienza in Celtic League nel Connacht: autoritario in chiusa, dinamico, autentico combattente.

“Siamo inferiori al Rovigo, ma ci siamo dimostrati più squadra credendoci anche dopo la quarta meta subita, piuttosto fortunosa”, ha rilevato alla fine Marzio Innocenti con riferimento alla segnatura della presunta sicurezza del Femi-Cz con Sartoretto, nata da un ovale calciato da Basson e sfuggito maldestramente a Ziegler. “Ci avevo creduto ad inizio ripresa, quando avevo visto un calo del Rovigo, ma ormai non più sul 32-18″, spiega Innocenti. “Tra l’altro la squadra non risaliva il campo con il piede ed è per quel motivo che ho inserito Duca”. Nell’ultimo spezzone di partita il romano è stato discreto in regia, dove invece Pilat aveva lasciato parecchio a desidare. Al bellunese, tuttavia, il merito di una prova eccellente dalla piazzola.

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Super Ten al via con il gradito ritorno dell’Aquila. Dondi: “Resta un campionato importante”

Friday, September 11th, 2009

“In tre mesi siamo tornati indietro di dieci anni”, commentava ieri il dirigente di una squadra veneta a margine della presentazione dell’ottantesimo campionato italiano di rugby, all’Hotel Gallia di Milano. Nella cerimonia ufficiale la Fir, come è giusto che sia, cercava intanto di focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi del ultimo Super Ten prima dello sbarco italiano in Celtic League, come l’apertura agli italiani e ai giovani e il ritorno sulla massima ribalta dell’Aquila: stasera i neroverdi sono in campo contro il Viadana nell’anticipo, rappresentando la speranza di rinascita della città proprio nel “Fattori” divenuto tendopoli nei giorni dell’emergenza.

E’ l’intervento di Gianni Boscolo, vice-presidente del VeneziaMestre, a rompere con la diplomazia che domina la presentazione. “Non ci si può nascondere che se tutti i club danno spazio ai giovani italiani è semplicemente perchè costano meno”, afferma Boscolo, “le società non hanno più soldi, abbiamo finito la scorsa stagione piangendo e piangendo cominciamo la nuova stagione”. Beata sincerità.

“Il campionato resterà sempre la competizione più importante del rugby italiano, nonostante la Celtic League“, assicura il presidente della Fir Giancarlo Dondi, dribblando così l’evidenza che tutti i migliori giocatori verranno assorbiti dai due superclub: “Molti azzurri rientreranno dai campionati esteri e il campionato sarà arricchito dai giovani usciti dall’Accademia federale, tutti di ottimo livello”. Mentre martedì prossimo una commissione della Celtic League esaminerà le credenziali economiche delle candidate, domani esordiscono le venete con Venezia-Rovigo, Prato-Benetton e Petrarca-Gran Parma.

Se lo scudetto sembra storia fra Benetton Treviso e Viadana, le altre giocano fino all’8 maggio per evitare l’unica retrocessione, con anticipi televisivi al venerdì sera (ma Prato, Roma, Venezia e Rovigo non hanno illuminazione adeguata). Finale il 29 maggio non più a Roma dopo l’ultimo clamoroso fiasco. “Era un esperimento, non ripeteremo l’errore: si giocherà in una sede a distanza intermedia fra le città delle due finaliste”, ha detto Dondi.

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