Archive for the 'Super 10 2007-2008' Category

Super 10, in un brutto derby meglio Venezia di Treviso (magliette escluse)

Sunday, October 14th, 2007

bambry1.jpgMentre i Mondiali si avviano alla conclusione (ma non ne voglio parlare, Rugbypeople è in lutto per la sconfitta della Francia: ancora non capisco come abbia potuto succedere), è tornato ieri il Super 10 italiano. Pur con i suoi limiti, è sempre il nostro rugby. Ho visto il derby fra Venezia e Treviso, era una splendida giornata di sole e c’era molta gente sugli spalti e attorno al campo: quello di Favaro, pur piccolo, è un impianto molto ospitale, con un’ottima club-house e la possibilità di essere a pochi metri dai giocatori sul terreno di gioco, recintato da una semplice staccionata di legno.

E’ stata una partita decisamente brutta, fra due squadre ben lontane da una forma decente; per di più spezzattata da infiniti fischi arbitrali. E’ evidente che tutte e due le formazioni pagheranno per un pezzo il fatto di avere cambiato così tanto durante l’estate (il Benetton anche la guida tecnica). Fatte le debite proporzioni rispetto agli obiettivi e ai budget, fra le due è piaciuto di più il Casinò VeneziaMestre, ben disposto in campo e animato dalla grinta dei molti ex, da capitan Wium (il quale però alla fine si rammaricava di avere avuto colpa nel cartellino giallo e in un fallo costato una punizione) a “Dado” Candiago, da Perziano a “Ferro” Carlesso, fino allo stesso tecnico Umberto Casellato. Pur soffrendo in mischia chiusa - si attendo un pilone destro - i veneziani sono rimasti a galla per più di un tempo, facendo vedere un’ottima mediana con i neozelandesi Crane e Bambry (nella foto). Sotto tono Levi, giunto a Mestre solo da pochi giorni, bene invece fra gli italiani le seconde Tumiati e Minello. Positivo spezzone di partita per Rameka.

touche-derby-vemestre-treviso.jpgIncapace di fare gioco il Benetton, che si è attaccato alla sua superiorità in mischia per condurre in porto una vittoria non scontata dopo il primo tempo. I biancoverdi hanno gestito con pazienza, trovando la meta solo in 15 contro 14, nella ripresa, e affidandosi con troppa insistenza alle iniziative di Brendan Williams. Fra i nuovi, da segnalare qualche spunto da parte di Horak e la mobilità di Vidal, ma le cose migliori le hanno fatte vedere nel cuore dei raggruppamenti spontanei Scottie Palmer, Kingi e i due Pavanello. In fin dei conti i padroni di casa avrebbero anche meritato il punto di bonus, svanito con l’errore di Bambry nell’ultima trasformazione, da posizione angolata. Passare a Favaro, comunque, non sarà facile per nessuno.

Continua la deriva delle magliette da rugby. Come erano belle quelle di una volta. Poi arrivarono l’acrilico, i materiali tecnici, sponsor e sponsorini, lo stile Stade Français. Quelle del VeneziaMestre di quest’anno, con una fantasia psichedelica multicolore, sono davvero inguardabili. Potete immaginare i commenti in tribuna.

Stuart Grimes, l’uomo nuovo di Padova e del Super Ten. “La mia esperienza al servizio del Petrarca”

Thursday, October 11th, 2007

stuart grimes carrera petrarca71 caps con la Scozia, due Coppe del Mondo disputate, otto fra Cinque e Sei Nazioni, una lunga e onorata militanza in Premiership e in Celtic League: Stuart Grimes, 33 anni, è uno dei nomi più prestigiosi approdati quest’anno nel Super 10 nostrano. Assieme all’ex All Black Chresten Davis formerà nel Carrera Padova una delle seconde linee più affidabili del torneo, almeno sulla carta: i due hanno già dimostrato un certo affiatamento e addirittura si assomigliano un po’ nell’aspetto (entrambi biondi, 2,01 per 105 chili il neozelandese, 1,99 per 107 chili lo scozzese, un solo anno di differenza di età). Grimes, una laurea e un master nel cassetto, è giunto a Padova assieme alla moglie Trish ed affronta con grande entusiasmo la nuova esperienza.

Perchè hai scelto Padova? “Quando ero piccolo ho vissuto per due anni a Roma. Mio padre lavorava nel campo del petrolio. Aberdeen, dove sono nato, è la capitale europea nell’estrazione. Ho avuto l’opportunità di viaggiare molto con la mia famiglia, ho vissuto in Italia ma anche a Londra e in Asia, oltre che in Scozia. Due dei miei cinque fratelli sono nati a Roma. Da tempo ero interessato a fare un’esperienza nel vostro paese e quindi ho accettato di buon grado quando è arrivata l’offerta del Petrarca”.

La tua carriera di rugbista. “Ho iniziato da ragazzo al college, quindi ho cominciato a praticare il rugby più seriamente quando frequentavo l’Università di Edimburgo. La prima esperienza di club, a livello ancora semiprofessionistico, è stata con il Watsonians, la squadra dei due fratelli Hastings, per intenderci. Nel frattempo, con l’avvio del professionismo, la Federazione scozzese aveva varato quattro “districts” e quindi giocavo contemporaneamente nel club e nel district. Poi ho vestito la maglia dei Caledonian Reds e del Glasgow, seguendo le varie fusioni che in quegli anni si succedevano nel rugby scozzese. Quindi nel ‘99 sono passato ai Newcastle Falcons di Wilkinson, rimanendoci per sette stagioni. Nel frattempo ho giocato un bel po’ di volte con la Scozia”.

E sei pure riuscito a laurearti… “La laurea in Economia l’ho presa fra il ‘92 e il ‘96 all’Università di Edimburgo. Poi quando ero a Newcastle ho deciso di iscrivermi ad una sorta di master in gestione delle proprietà immobiliari. Il mercoledì era il giorno libero dagli allenamenti ed il corso da frequentare era proprio il mercoledì. Quando ero al terzo anno di corso il Newcastle spostò però il giorno libero al giovedì e quindi tutto diventò più difficile, ma ormai stavo scrivendo la tesi e sono riuscito ad arrivare fino in fondo. Il rugby è una passione, ma non ho mai voluto considerarla la mia unica occupazione, mi interessano molte altre cose. Sono contento, ad esempio, di essere a Padova per avere l’occasione di visitare Venezia e la stessa Padova, ricche di storia e di arte”.

stuart grimes carrera petrarca 2Dopo l’esperienza con il Newcastle nell’ultima stagione hai giocato con i Borders Reivers in Celtic League. Ora affronti un campionato di minor livello come il Super Ten italiano. “Si tratta comunque di una sfida personale. Può essere stimolante dovere lottare sempre per mantenersi al massimo livello, ma lo è altrettanto inserirsi in un ambiente nuovo e cercare di trasferire le proprie idee e le proprie esperienze per farlo crescere. E’ interessante per me il fatto che il gioco del Super Ten sia più orientato verso gli avanti, come in Premiership, mentre nella Celtic League si privilegia invece il gioco al largo”.

Hai chiuso con la Nazionale scozzese? “Nel 2005 mi sono reso conto che giocare sia con il club a Newcastle che con la Nazionale era davvero troppo logorante. Non so se potrei essere ancora utile alla Scozia, non spetta a me dirlo, ma ho scelto ormai di dedicarmi solo al rugby di club”.

Cosa farai quando smetterai con il rugby? “Potrebbe interessarmi rimanere nell’ambiente come allenatore, ma solo part-time. Come detto, ho anche altri interessi ed intanto cerco di tenere aggiornato il mio curriculum vitae per quando sarà davvero utile. Ho già avuto modo di essere impiegato come assistente allenatore per la rimessa laterale nelle mie esperienze di club ed anche a Padova potrei fare un lavoro di questo tipo. Il problema in questo momento è la lingua, con Davis nessun problema ma ho bisogno di imparare al più presto l’italiano o… lo spagnolo per comunicare in campo con i compagni”.