Archive for the ‘Super 10 2007-2008’ Category

Complimenti Calvisano. I cattivi pensieri e la finale di Super 10

Tuesday, June 10th, 2008

kingi-mafi.jpgVoto 8 al Calvisano. Al di là di qualche stonatura arbitrale, nessuno può dire che la squadra di Delpoux non abbia meritato questo scudetto. Complimenti ai gialloneri, che erano senza Fraser e hanno avuto il coraggio di schierare all’apertura un giocatore italiano di 21 anni come Paolo Buso.

Voto 7 a Ghiraldini e Mckenzie. Forse il miglior giocatore italiano (italiano vero) della stagione il padovano, protagonista anche di una strepitosa finale oltre che di un campionato e di un Sei Nazioni di altissimo livello. Grande impact player il secondo, non un caso che con lui in campo l’inerzia si sia spostata dalla parte dei lombardi.

Voto 6 alla compattezza del Benetton. Ha perso la finale, certo. E ha sbagliato qualche mossa di mercato (azzeccandone al contempo almeno due o tre di notevoli: Van Zyl, Robert Barbieri e Borges). Intanto però è giunto fino in fondo pur tra mille problemi, con un allenatore nuovo ed un organico molto rinnovato. Merito della compattezza dell’ambiente, dell’esperienza e dell’abitudine all’alto livello.

purll garciaVoto 5 alla rissa e alla retorica. La rissa non è mai un bel vedere, e soprattutto non è certo uno spettacolo che inviti le mamme a mandare i bambini al campo da rugby. Però tutti coloro che seguono questo sport non da ieri sanno bene che tutto ciò è sempre accaduto, a qualsiasi livello. Non sembra proprio il caso di indignarsi. Tutta questa retorica sul rispetto dell’avversario è un armamentario degli appassionati più recenti e dei media improvvisamente innamoratisi della palla ovale; e proprio questa retorica - stiamoci attenti - è uno dei peggiori nemici del nostro sport oggi. Poi è anche vero che le telecamere e i microfoni amplificano tutto: ma chi non ha mai visto qualche pugno, o sentito qualche vaffanculo all’arbitro, in un campo da rugby? E’ come il bullismo delle scuole. C’è sempre stato, solo che ai nostri tempi non si metteva il video su YouTube.

Voto 4 a Gigi, il barbiere di Calvisano. Le acconciature di Purll e Mckenzie e le basette di Griffen sono offese al buon costume. Già sono inguardabili queste magliette rattoppate di sponsor come quelle dei ciclisti, vi ci mettete anche col capello impazzito… Pietà, ragazzi. Signor Gigi, la prossima volta che si presentano da lei si dichiari obiettore di coscienza.

Finale, ancora Benetton contro Calvisano. Ma il Super Ten nostrano non è poi così male…

Saturday, June 7th, 2008

Messo in ombra dall’irresistibile appeal della Nazionale azzurra, snobbato dal grande pubblico e dai media, il Super Ten nostrano riscopre nei mesi della bella stagione di avere ancora un suo personalissimo fascino e tante storie da raccontare. Si risveglia la passione nelle piazze storiche e nei piccoli campanili che più di recente hanno scelto il rugby come sport di elezione, con uno strascico di polemiche (vedi Petrarca e la moviola) che aggiunge sale a due semifinali combattutissime, di fronte a tribune finalmente piene.

nitoglia“Think globally, play locally”: forse dovrebbe essere questo, in fin dei conti, lo slogan per lo sviluppo futuro della palla ovale nel paese. Sì azzurri e Sei Nazioni, ma anche e sempre radici ben salde sul territorio. E per la terza volta il Super Ten nostrano targato Groupama consuma il suo atto decisivo al Brianteo di Monza, questo pomeriggio alle 17,15 (diretta Sky Sport 3, arbitro Damasco).

Al di là dell’equilibrio che mai come quest’anno ha dominato il torneo, le protagoniste della finale saranno più o meno le stesse di sempre, cioè Benetton e Calvisano. La Lega Rugby punta al tutto esaurito, sulla scia del boom per la palla ovale, ma 18.000 spettatori per il campionato italiano restano un traguardo ambizioso, tanto più se il set si trova lontano dal Veneto. Certo comunque che lo sforzo promozionale da parte dell’organizzazione è stato notevole. Pronostico? A partire favorita questa volta è Calvisano, non ci piove. I lombardi sono approdati in finale navigando di bolina, protagonisti di uno strepitoso finale di stagione regolare anche se poi costretti dal Petrarca a qualche imprevisto affanno in semifinale.

brendan williamsL’andatura del Benetton è stata invece senza spunti ma autoritaria e consapevole, come quella di un’affidabile berlina. Più volte è sembrata sfuggire di mano ai biancoverdi la finale, e con essa la qualificazione all’Heineken Cup ed i money e il prestigio che ne conseguono. Prima nel delicato periodo post-Sei Nazioni, quando Franco Smith si è ritrovato sguarnito nel midfield a causa degli infortuni ad Heidtmann e Goosen e delle bizze di Mauger. Se l’ex All Black, ceduto al Toulon, ha fatto in tempo a giocare proprio la partita della matematica promozione dei rossoneri nel Top14, Treviso ha intanto già ingaggiato due centri per l’anno a venire, l’inglese degli Wasps Fraser Waters e il promettente Marco Neethling, entrambi sudafricani di nascita (tanto per cambiare…). Poi nella semifinale di ritorno a Monigo, a tempo già scaduto, una prodezza dalla piazzola dell’ex Pilat regalava la finale al Viadana: era una magia di Brendan Williams, all’ultimissimo pallone giocabile, a riportare invece il Benetton sulla via di Monza (nella foto, “Dingo” festeggiato dai compagni).

Treviso quindi dalle mille risorse, capace di superare anche i momenti più difficili (le complesse strutture di gioco volute da Smith non sono mai sembrate completamente metabolizzate), aggrappandosi al talento delle individualità e al sacrificio a capo chino della “working class” del pacchetto. Treviso che ha carattere ed esperienza di vittoria. Ne ha fatto le spese Viadana l’anno scorso.

E Calvisano sa bene che non ci potrebbe essere avversario peggiore in una partita secca come la finale. Perdipiù i lombardi devono rinunciare per infortunio al loro faro Fraser e ad uno dei migliori emergenti del torneo, Cittadini. Al trevigiano Paolo Buso (cresciuto nel Paese, ma mai passato per il Benetton) la responsabilità di guidare Calvisano con la maglia numero 10.

Delude l’Overmach, rialza la testa il Petrarca. Playoff più vicini per i padovani

Sunday, May 4th, 2008

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Dal Corriere del Veneto del 04.05.08

Tutto comincia e finisce nel migliore dei modi per il Carrera. Nel match decisivo del Plebiscito contro l’Overmach un primo tempo di inedita concretezza, chiuso sul 24-0, rilancia in modo perentorio le quotazione padovane, piuttosto sbiadite negli ultimi tempi.

Al termine i petrarchini si abbracciano in mezzo al campo e rivedono l’obiettivo stagionale dei playoff alle spese dello stesso Parma, scavalcato in classifica, e con la complicità delle contemporanee sconfitte di Capitolina e Rovigo. Pur con un calendario in salita (sabato trasferta a Viadana, chiusura in casa con Treviso), il Carrera scatta con il vantaggio di tre punti nella corsa per il quarto posto che si consumerà negli ultimi 160′ della stagione regolare.

pauletti2.jpgFra le soddisfazioni dell’inizio e della fine una ripresa da dimenticare per mezz’ora, quando l’Overmach rimonta da 24-0 a 24-19 con Galatro e compagni che appaiono confusi e in debito di ossigeno sotto il primo caldo sole della stagione: i tuttineri risolvono il rebus solo negli ultimissimi minuti serrando e fila in difesa e dicendo “merci” a Mercier, che suggella con una sua invenzione il 31-19 definitivo.

Era sembrato un match avaro di emozioni. Dopo 11′ il Carrera era già 14-0 con la meta di Lopez Gonzales ispirata da Mercier e quella firmata da Rizzo dopo un break di Acuna. Nonostante una rimessa non inappuntabile ed una certa prevedibilità nel gioco al largo, i padovani mettevano spesso in difficoltà una difesa parmense disorganizzata ed imbarazzante.

Dalla loro i padroni di casa attaccavano con pazienza e rigore e arrotondavano dalla piazzola con Mercier, autore tuttavia di un misero 1 su 5 alla fine. Ancora Lopez Gonzales, in prima fase e da una touche sporcata, fissava il 24-0 con cui si cambiava campo.

gioia-petrarca3.jpgCon l’ingresso di Travagli al posto di uno spento Denis Dallan (era Pellicena a spostarsi all’ala) l’Overmach ritrovava ordine ed efficacia. Segnavano l’ex Chillon, quindi su rolling-maul Tejeda e Vosawai, mentre il giallo a Davis complicava ulteriormente le cose per il Petrarca prima del finale thrilling. Sollievo per i tifosi padovani solo con la meta di Mercier.

I migliori in campo: Lopez Gonzales, Pauletti (nella foto al centro) e Mercier per il Petrarca, Vosawai, Tejeda e Travagli fra gli ospiti.

L’orgoglio del VeneziaMestre, l’inconcludenza del Petrarca. Per il Carrera playoff sempre più lontani

Monday, April 21st, 2008

galatro

Dal Corriere del Veneto del 21 aprile.

Casinò di Venezia e Carrera fermano il punteggio sul 23-23, raggranellando due punti in classifica a testa a conclusione di un derby vibrante, ben diretto da De Santis.

Sorridono i padroni di casa, la cui salvezza è ormai acquisita: con quattro partite ancora da giocare sono 15 i punti di distacco dal Catania, ultimo in classifica. E dopo un avvio incerto Venezia ha ora raggiunto l’assetto migliore, in termini sia di organico che di gioco. Josh Levi è tornato finalmente ai suoi livelli migliori ed è un costante pericolo nel midfield, il pack si confronta alla pari con ogni avversario, tutto il resto della squadra si muove in campo con fiducia e pertinenza, soprattutto nella fase difensiva.

ve-petr-per-blog.jpgSi dispera il Petrarca, che vede sempre più allontanarsi l’obiettivo stagionale dei playoff nonostante la contemporanea sconfitta dell’Overmach a Roma, con la Capitolina che supera a sua volta i padovani al quinto posto. Musi lunghissimi nello spogliatoio padovano, alla fine, e segnali poco confortanti sulla compattezza dell’ambiente. Così l’allenatore Pasquale Presutti: “Abbiamo sbagliato le scelte di gioco nel finale, quando avremmo dovuto occupare la parte centrale del campo in vista di un eventuale piazzato, mentre nel primo tempo siamo stati ingenui nelle due mete subite. C’è molta pressione, ogni cosa diventa difficile”.

Il Carrera era partito bene issandosi sul 10-0 con la meta di capitan Galatro (ancora una volta fra i migliori in campo - nella foto in alto, sconsolato a fine match) e il piede di Little. Ma il VeneziaMestre sfruttava bene il favore del forte vento con un Ryan Bambry ottimo in regia e dalla piazzola (5 su 5 il suo tabellino definitivo nei calci) e rovesciava il punteggio fino al 17-10 con le segnature di Perziano e Bado propiziate dai break di Levi e Rameka.

padro-per-blog.jpgPadova, che aveva scelto di rinunciare a Mercier, non sapeva creare quesiti alla solida difesa di casa, al di là delle penetrazioni in asse vicino ai raggruppamenti. Bene Padrò, ma l’assenza di Koyamaibole si faceva sentire, mentre dall’altra parte era stoico il sacrificio nel placcaggio di Wium, Candiago e Minello, capisaldi del pack in questa stagione.

Nella ripresa, con il vento alle spalle, il Carrera risaliva dal 10-20 al 23-20 in virtù delle punizioni di Little e di una meta di Padrò (foto a fianco), prima del centro di Bambry per il pareggio. Finale garibaldino dei padovani, che per tre volte fra drop e piazziati avevano l’occasione del 26-23, ma Little non trovava la mira.

Il Benetton ferma il Viadana, ma il gioco ancora non c’è

Sunday, April 6th, 2008

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Dal Corriere del Veneto del 6 aprile 2008.

Il Benetton ferma a Monigo il Montepaschi e rivede la testa del Groupama Super Ten, oggi con i biancoverdi in ritardo di un solo punto rispetto allo stesso Viadana. Ma sul piano del gioco Treviso dimostra invece preoccupanti limiti, pur mascherati dal mestiere e dalla concretezza.

“Siamo al 60%, ancora lontani dai nostri obiettivi”, rilevava l’allenatore Franco Smith a fine partita, “in ogni caso vedo molti progressi, abbiamo raggiunto una certa intesa e ora possiamo considerarci davvero una squadra”.

howarth.jpgGli ospiti ci hanno messo del loro con una sequenza di errori imperdonabile per una formazione con ambizioni da scudetto: emblematica alla fine del match la severa rampogna di Jim Love di fronte ai suoi giocatori, a testa bassa come scolaretti. “Troppe sciocchezze, e nessuno ha rispettato il piano di gioco che avevamo predisposto”, accusa il tecnico neozelandese, nerissimo. “Comunque il Benetton ha disputato un’ottima partita: ha difeso molto bene e usato il piede nel modo giusto, cosa che noi non abbiamo fatto”. Deludente la coppia mediana titolare composta da Howarth (nella foto) e McGrath, meglio nella ripresa Pilat-Brancoli.

La sfida si gioca a ritmi piuttosto bassi, quasi le due squadre vogliano nascondere le carte migliori per le mani davvero importanti, più avanti nella stagione. Viadana dà l’impressione di disporre di maggiori qualità individuali e di trame più chiare nel gioco al largo, ma rimanda continuamente la zampata decisiva. Il Benetton bada più a controllare che a offendere e affida la conquista del territorio al piede di Marcato e Goosen, al rientro dall’infortunio al collo.

Proprio da un calcio di allontanamento del sudafricano nasce la prima meta biancoverde: Robertson si impappina sulla pressione dei trevigiani, ovale recuperato e preciso cross-field kick di Marcato che pesca De Jager in area. Mentre le decisioni dell’arbitro padovano Marrama sono spesso criptiche (e raramente a favore del Benetton, tanto che le urla di protesta di Vittorio Munari echeggiano fino alla tribuna opposta), Treviso fatica ad ottenere palloni puliti dai raggruppamenti e dalle touche.

barbieri.jpgMa i campioni d’Italia sono terribilmente concreti e respingono la rimonta di Viadana prima con una meta di Goosen in chiusura di primo tempo (brutto il placcaggio in ritardo di Geldenhuys, che meritava il giallo) in chiusura di primo tempo e quindi alla mezz’ora della ripresa con un guizzo del vivace Robert Barbieri, fra i migliori (foto a fianco). Un calcio dell’ex Pilat a tempo scaduto fissa il 24-19 finale e frutta al Viadana il bonus difensivo.

Smith aveva annunciato nel XV di partenza Picone ed Orlando. Poi ha invece rischiato Goosen, ancora convalescente dall’infortunio al collo. “Non volevo fare pretattica, solo un incomprensione. Picone è una valida alternativa come centro, ma sta ancora recuperando da uno stiramento”.

Cinque italiani nei due XV titolari: Marcato, Semenzato e Costanzo fra i biancoverdi, Pace e Ferraro fra i gialloneri…