Archive for the 'Storie di rugby' Category

Allez Toulon! I rossoneri tornano nel Top 14, in arrivo Dan Carter

Wednesday, May 28th, 2008

E’ ormai matematica la promozione del Toulon dalla ProD2 al Top14. Battendo domenica 31-17 il Racing Parigi di Berbizier, Festuccia e Lo Cicero, i rossoneri hanno festeggiato al mitico stadio “Mayol” il ritorno nell’élite del rugby francese dopo due anni di purgatorio.

Tifo per il Toulon da quando ho sperimentato la magica atmosfera del loro stadio in riva al mare e di un pubblico che è il più caldo di tutta la Francia. Tutta la città è coinvolta dalle vicende della squadra, che ha una prestigiosa tradizione (ultimo scudetto nel 1992). Chi vive per una volta l’ambiente del rugby rossonero finisce per innamorarsene. E viene voglia di intonare “Pilou-pilou”, l’inno dei tifosi del Toulon.

Il presidente Mourad Boudjellal, il magnate dei fumetti che sta investendo milioni di euro per il rugby della sua città, sta già pensando ad una campagna di reclutamento da sogno. Obiettivo numero uno un certo Dan Carter, che andrebbe a fare compagnia alle altre stelle già in rossonero come Gregan, Mehrtens (nella foto in alto i due mediani festeggiano), Matfield, Luger e Umaga (ora team manager). Tra l’altro contro il Racing ha anche esordito nel Toulon Nathan Mauger, che il Benetton ha ceduto di recente al club francese.

Il lungo cammino di Roberto

Wednesday, May 21st, 2008

Sono in vacanza e non sto pensando molto alla palla ovale. Ma penso ogni tanto ad un amico del rugby che sta facendo qualcosa di speciale: si tratta di Roberto Bortolato, ex Mirano e oggi presidente del Civ, che sta andando a piedi da Venezia a Santiago di Compostela.

Sono “solo” 2338 chilometri. Roberto lo fa per sè, perchè voleva sfidare i propri limiti e fare una nuova esperienza sportiva ed esistenziale, e lo fa per Giancarlo Volpato e l’Associazione La Colonna. Gente di rugby di tre paesi, mobilitatesi attraverso uno spontaneo tam-tam, lo ospiterà lungo il cammino.

L’avventura può essere seguita giorno per giorno su questo sito: http://www.lesionispinali.org/santiago/index.html.

Ciao Robi, buon viaggio. (Nella foto c’è lui che sta partendo da Piazzale Roma. Sono andato a dargli un saluto e mi sono sentito piccolo piccolo: io stavo andando all’Auchan in macchina, lui a Santiago di Compostela a piedi…)

Roberto Bortolato

I Crusaders e una meta da sogno. Undici giocatori a sostegno e un tuffo finale alla Klaus Dibiasi

Saturday, April 26th, 2008

Magari molti di voi l’avranno già vista, ma mi sembrava doveroso postare da RugbyDump (il mio sito di rugby preferito) questa meta da sogno realizzata dai Canterbury Crusaders contro i Lions nel Super14. E’ un pezzo di accademia sul “running rugby” e sul principio del sostegno: l’ovale passa da dieci paia di mani fino a quando Sean Maitland viene bloccato a pochi centimetri dalla meta. E poi, sul raggruppamento seguente, il mediano di mischia Andrew Ellis compie un tuffo degno di Klaus Dibiasi e tocca in area…

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L’Irfu cerca il successore di O’Sullivan, tutti gli irlandesi vogliono Kidney

Sunday, April 13th, 2008

o'sullivan rugbySi è aperta in Irlanda la corsa alla successione di Eddie O’Sullivan (nella foto), silurato dopo la brutta figura del XV del trifoglio ai Mondiali e al Sei Nazioni. La IRFU sembra intenzionata ad affidarsi ad un santone con grande appeal internazionale. C’entrano anche questioni di immagine: dopo che la Nazionale di calcio ha messo sotto contratto Giovanni Trapattoni (con Tardelli e Brady nel suo staff), nell’isola del boom economico il rugby vuole dimostrarsi all’altezza dei concorrenti quanto a capacità economiche e imprenditoriali.

Fra i potenziali candidati alla panchina dell’Irlanda ci sono il campione del mondo Jake White, l’ex All Black John Mitchell e l’australiano Eddie Jones. Nell’ultima settimana è emerso anche il nome dell’altro sudafricano Heineke Meyer, già allenatore dei Bulls, del quale si era parlato anche come successore di White agli Springboks.

kidney rugbyL’opinione pubblica irlandese però è tutta a favore di un coach casalingo, e cioè il guru del Munster Declan Kidney (foto). Dopo il successo dei rossoblù a Gloucester, nei quarti di Heineken Cup, la stampa si è schierata unanime a favore di Kidney, capace ancora una volta di azzeccare mosse azzardate nel XV titolare (lasciando in panchina gente come Peter Stringer) e di preparare il match nel modo migliore.

Vittoria del Munster 16-3 su uno dei campi oggi più duri d’Europa, con la meta di Doug Howlett nel video. L’Irfu renderà nota la sua decisione probabilmente già la prossima settimana.

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L’ultimo passaggio di Doro

Thursday, April 3rd, 2008

doro quaglioDal Corriere del Veneto del 3 aprile 2008.

Commozione e dolore uniscono il mondo del rugby italiano, orfano di Isidoro Quaglio, bandiera del Rovigo e ex giocatore ed allenatore della Nazionale azzurra. Colpito da un male incurabile, “Doro” ha passato il pallone per l’ultima volta ieri mattina. Lascia la moglie Gisella, la figlia Enrica e quel Rovigo che ha continuato a seguire da tifoso anche nei giorni più difficili della malattia.

Carismatico ed estroverso, Quaglio era però popolarissimo anche fuori del capoluogo polesano e non solo negli ambienti della palla ovale: nel 1963 aveva conquistato un titolo italiano di canottaggio nell’”otto con”, con i colori del Gruppo Sportivo Corazzieri al tempo del servizio militare. Avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 11 luglio.

La sua carriera di seconda linea era cominciata prestissimo, appena sedicenne, quando viene scoperto e reclutato da “Maci” Battaglini nel quartiere di San Bartolomeo, tradizionale fucina di atleti rossoblù. I sei anni a Roma con i Corazzieri lo allontanano però dal rugby. Alla palla ovale ritorna nel ‘65 con la maglia del Bologna, prima di un’esperienza in Francia, seguendo la strada già aperta da Battaglini stesso, Malosti e Borsetto. A Bourgoin gioca e lavora come operaio in una fabbrica dove si imbottigliano acque minerali e bibite.

doro6kg9.jpgRientra fra i “bersaglieri” nel ‘69. Con il Rovigo disputerà nove stagioni, vincendo lo scudetto targato Sanson del 1976 (22 presenze in 22 partite) e disputando l’epico spareggio di Udine l’anno seguente. In una celebre foto Quaglio festeggia la vittoria a Brescia, decisiva per lo scudetto del ‘76, portato in trionfo dai tifosi rossoblù con un cappello piumato da bersagliere: è a questa immagine gioiosa che ha fatto riferimento la Rugby Rovigo nel messaggio di cordoglio inviato ieri alla famiglia.

Gioca 14 partite con la Nazionale fra il ‘70 e il ‘76, esordendo in Coppa Europa contro la Romania il 25 ottobre 1970 proprio nella sua Rovigo. Il suo nome è legato all’Italia anche per la sua breve esperienza di commissario tecnico, durata sole due partite. Era il 1977 ed in una difficile fase di transizione la Federugby scelse Quaglio come successore di Roy Bish, che aveva polemicamente abbandonato la panchina della Nazionale. Gli azzurri conquistarono una facile vittoria sulla Polonia, poi rimediarono una terribile scoppola dalla Romania, 69-0.

La squadra era decimata dai forfait e la Fir tanto assente che l’Italia si trovò costretta ad allenarsi in un parco pubblico, ma la pagina nera di Bucarest verrà sempre ricordata con amarezza da Quaglio, che non occuperà più ruoli di rilievo nel rugby nazionale. La sua carriera come allenatore sarebbe proseguita solo nelle serie minori con Cus Ferrara, Frassinelle e Villadose a fine anni Ottanta, ma la sua è stata sempre un’immancabile presenza sugli spalti del “Battaglini”.

Al Flaminio di Roma, poco meno di un mese fa, Quaglio aveva festeggiato con i compagni del tempo la storica tournée che la Nazionale svolse nel 1973 in Sudafrica. Le cornee di Doro sono state donate. I funerali si svolgeranno venerdì pomeriggio alle 15,30 allo stadio Battaglini, dalle 15 la camera ardente.