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	<title>Rugbypeople &#187; Storie di rugby</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Mauro Bergamasco diventa &#8220;poliziotto&#8221;. Il flanker padovano sposa il progetto delle Fiamme Oro</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 20:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Mauro Bergamasco sposa il progetto delle Fiamme Oro. Sarà nella squadra della Polizia di Stato il futuro del flanker padovano, che ha deciso di iniziare una nuova vita sportiva nelle fila amaranto. I dettagli non sono ancora noti, ma se i &#8220;poliziotti&#8221; dovessero conquistare la promozione in Eccellenza Bergamasco potrebbe passare fin dalla prossima stagione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" src="http://farm5.static.flickr.com/4087/5067812271_2b3a6c78ff.jpg" alt="" width="260" /><strong>Mauro Bergamasco</strong> sposa il progetto delle <strong>Fiamme Oro</strong>. Sarà nella squadra della <strong>Polizia di Stato</strong> il futuro del flanker padovano, che ha deciso di iniziare una nuova vita sportiva nelle fila amaranto. I dettagli non sono ancora noti, ma se i &#8220;poliziotti&#8221; dovessero conquistare la promozione in <strong>Eccellenza</strong> Bergamasco potrebbe passare fin dalla prossima stagione a giocare nelle Fiamme Oro, iniziando anche un&#8217;esperienza da allenatore.</p>
<p>Nella rivista <a href="http://poliziadistato.it/poliziamoderna/articolo.php?cod_art=2615" target="_blank">Polizia Moderna</a> dello scorso febbraio, era comparsa un&#8217;intervista in cui Mauro Bergamasco lodava l&#8217;attività delle Fiamme Oro. <em>«Credo sia veramente importante un team che rappresenti l&#8217;istituzione»</em>, aveva dichiarato, <em>«perché un po’ come l’arbitro nel rugby così la polizia nella vita di tutti i giorni vigila sul rispetto delle regole. Che la polizia abbia un gruppo sportivo è importante, non solo per quanto riguarda, nello specifico, il rugby, ma per tutto il movimento sportivo italiano. Può contribuire, sicuramente, ad avvicinare di più il cittadino all’istituzione e far passare attraverso lo sport i messaggi che vuole lanciare».</em></p>
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		<title>Vendetta Rovigo, Petrarca fuori dai playoff e dalla Challenge. Un derby sempre di grandi emozioni</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 09:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Aaron Persico]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Jean-François Montauriol]]></category>
		<category><![CDATA[Luke Mahoney]]></category>
		<category><![CDATA[Petrarca Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Rabodirect Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Super 10]]></category>

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		<description><![CDATA[
Erano quasi due anni che non assistevo ad una partita di Eccellenza, dall&#8217;inizio cioè dell&#8217;avventura della Magners League (che, anche dal punto di vista giornalistico, ha &#8220;oscurato&#8221; tutto il resto del rugby italiano). Ieri sono tornato al Plebiscito per il derby Padova-Rovigo, decisivo per l&#8217;accesso ai playoff. E&#8217; stato uno splendido pomeriggio di rugby, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/tribuna-plebiscito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1270" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="tribuna plebiscito" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/tribuna-plebiscito.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Erano quasi due anni che non assistevo ad una partita di <strong>Eccellenza</strong>, dall&#8217;inizio cioè dell&#8217;avventura della <strong>Magners League</strong> (che, anche dal punto di vista giornalistico, ha &#8220;oscurato&#8221; tutto il resto del rugby italiano). Ieri sono tornato al Plebiscito per il <strong>derby Padova-Rovigo</strong>, decisivo per l&#8217;accesso ai playoff. E&#8217; stato uno splendido pomeriggio di rugby, con emozioni vere, una sana sfida fra tifoserie, suspense fino all&#8217;ultimissimo secondo.</p>
<p>Ha meritatamente vinto &#8211; pardon, ha pareggiato ma è un pari che vale come un successo &#8211; il Rovigo, che ha dimostrato più voglia del Petrarca. Se la vendetta è un piatto da gustare freddo, i tifosi rossoblù hanno aspettato dieci mesi dalla scorsa finale per restituire lo sgarbo ai cugini, ma alla fine la loro gioia era contagiosa e motivatissima. Cugini? Diteglielo a loro. Belli, nel contorno del match, la maglietta <strong>&#8220;non abbiamo cugini&#8221;</strong> e lo striscione nella foto sotto, stesso tema.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/io-non-ho-cugini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1278" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="io non ho cugini" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/io-non-ho-cugini.jpg" alt="" width="260" height="118" /></a>La partita è stata vibrante ma orribile e piena di errori (diciamo comunque la verità: di partite brutte se ne vedono anche in <strong>Pro12</strong> e altri campionati europei). Il livello complessivo del gioco dell&#8217;Eccellenza, a giudicare da questa partita, mi sembra appena leggermente inferiore a quello del <strong>Super 10</strong> di un paio di anni, e non così drasticamente scaduto come avevo sentito dire. Piuttosto viene da chiedersi: ma a cosa serve, nell&#8217;ottica dello sviluppo del rugby italiano, il campionato di Eccellenza? Formazioni alla mano, il Petrarca &#8211; forse il miglior vivaio italiano &#8211; schierava giocatori di scuola straniera dal 15 al 10: Hickey, Bortolussi, Ziegler, Neethling, Spragg, Walsh. Poi Ansell, Palmer, Cavalieri. Un po&#8217; più italiano il Rovigo, ma i migliori in campo sono stati <strong>Aaron Persico</strong> (classe 1978) e <strong>Jeff Montauriol</strong>. Si fanno un sacco di storie per gli stranieri schierati dal <strong>Benetton</strong> in Pro12 e sul meccanismo sali-scendi per i permit players che rischierebbe di falsare l&#8217;Eccellenza. Ma quale dei giocatori in campo al Plebiscito potrà mai servire per la Nazionale? Dove sono i giovani italiani che dovrebbero fare esperienza?</p>
<p>Alla fine disperazione nelle file del Petrarca, soprattutto perché l&#8217;esclusione dai playoff significa la perdita del ricco contributo per la <strong>Challenge Cup</strong> a favore del miracoloso <strong>Mogliano</strong>. Qualche tifoso padovano mugugnava a proposito del caso Montauriol, per il quale la Fir ha rimandato la sentenza dopo lo stamping sul pratese Petillo (l&#8217;episodio risale ai primi di aprile). Intanto il francese ha giocato nel match più importante, e ha pure segnato la meta decisiva&#8230;</p>
<p>Il pubblico di Rovigo esulta per i playoff trovati nonostante le molte assenze nei rossoblù fra infortuni e squalifiche, mentre anche <strong>Luke Mahoney</strong> è uscito per un colpo al capo e pertanto verrà certamente fermato dai medici per le prossime settimane. Quanto ai tifosi rodigini, restano sempre i migliori: più che al Plebiscito sembrava di essere al Battaglini. Gli <strong>oltre 4.000 spettatori</strong> di Padova sono un patrimonio del rugby italiano, da non disperdere (e forse è questo il significato dell&#8217;Eccellenza).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2012/04/22/vendetta-rovigo-petrarca-fuori-dai-playoff-e-dalla-challenge-un-derby-sempre-di-grandi-emozioni/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>&#8220;Hurrà, hurrà, hurrà Rugby Treviso&#8221;. In mostra al Portello del Sile la storia del rugby cittadino</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 18:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Zucchello]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Ciaccia]]></category>
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		<category><![CDATA[Tarvisium]]></category>
		<category><![CDATA[Trofeo Topolino]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una mostra per raccontare la lunga e ricca vicenda della palla ovale trevigiana. L&#8217;idea è del centro culturale degli Alpini, molto attivo in città con iniziative sulla storia e sulla memoria. I &#8220;veci&#8221; del Rugby Treviso hanno risposto all&#8217;invito con entusiasmo e così presso la sede del Portello del Sile sono stati raccolti materiali originali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/metalcrom-21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1263" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="metalcrom 2" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/metalcrom-21.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Una <strong>mostra</strong> per raccontare la lunga e ricca vicenda della palla ovale trevigiana. L&#8217;idea è del centro culturale degli <strong>Alpini</strong>, molto attivo in città con iniziative sulla storia e sulla memoria. I &#8220;veci&#8221; del <strong>Rugby Treviso</strong> hanno risposto all&#8217;invito con entusiasmo e così presso la sede del Portello del Sile sono stati raccolti materiali originali di ogni tipo: magliette, manifesti, fotografie, ritagli di giornale. Memorabilia che coprono il periodo dall&#8217;anteguerra, con i primi vagiti del rugby trevigiano sotto l&#8217;egida della Gil, fino ai giorni nostri. Passando naturalmente per le pionieristiche esperienze targate <strong>Garbujo</strong> e <strong>Metalcrom</strong>. (<em>Nella foto, un&#8217;immagine di Metalcrom-Fiamme Oro degli anni Sessanta. Si riconoscono da sinistra Possamai, Velo, Sartorato, Armellin, Casellato e Covacich</em>).</p>
<p>La mostra, dal titolo <strong>&#8220;Hurrà! Hurrà! Hurrà! Rugby Treviso, è qui la storia&#8221;</strong>, verrà inaugurata il 5 maggio in concomitanza con il Trofeo Topolino. Fra coloro che hanno collaborato con le proprie collezioni individuali ci sono vecchie glorie del rugby cittadino come <strong>Arturo Zucchello</strong>, Bortoletto, Fantin, Dalla Riva. L&#8217;iniziativa darà spazio anche alle altre importanti realtà trevigiane, <strong>Tarvisium</strong> e <strong>Red Panthers</strong>.  Alla mostra è abbinato anche un catalogo pubblicato da Compiano Editore, presso il quale sono già usciti un paio di libri di &#8220;memorialistica&#8221; ovale firmati da <strong>Ennio Ciaccia</strong>, ex colonna del Treviso. A firmare il catalogo sono, assieme allo stesso Ciaccia, Prando Prandi, Ennio Grosso e Andrea Passerini. La mostra rimarrà aperta fino al 3 giugno, per informazioni <a href="http://www.portellosileanatv.it" target="_blank">www.portellosileanatv.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Toni&#8221; Green, qualche foto storica degli anni di Treviso e Casale (con un certo Zinzan Brooke)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 14:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Cavinato]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Green]]></category>
		<category><![CDATA[Record Cucine Casale]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Bettarello]]></category>
		<category><![CDATA[Zinzan Brooke]]></category>

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		<description><![CDATA[
Poiché il tema di discussione del giorno è il licenziamento di Craig Green da tecnico della Nazionale under 20, proponiamo ai nostri lettori qualche foto storica di &#8220;Toni&#8221;, tratta dalla mitica rivista &#8220;Il mondo del rugby&#8221;. Green, migliore marcatore del Mondiale 1987, è considerato da molti giocatori biancoverdi lo straniero più impressionante visto con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/green-benetton.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1254" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="green benetton" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/green-benetton.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p>Poiché il tema di discussione del giorno è il licenziamento di <strong>Craig Green</strong> da tecnico della <strong>Nazionale under 20</strong>, proponiamo ai nostri lettori qualche foto storica di &#8220;Toni&#8221;, tratta dalla mitica rivista <em>&#8220;Il mondo del rugby&#8221;</em>. Green, migliore marcatore del <strong>Mondiale 1987</strong>, è considerato da molti giocatori biancoverdi lo straniero più impressionante visto con la maglia di Treviso. Qui sopra l&#8217;ala di Christhchurch è impegnato contro l&#8217;Unibit in maglia <strong>Benetton</strong> nella stagione 1989-1990.</p>
<p>Qui sotto invece Green veste la maglia del <strong>Record Cucine Casale</strong> nella stagione 1992-93 ed è in compagnia di un altro grandissimo All Black, <strong>Zinzan Brooke</strong>. Il Casale era una squadra con bei nomi, come <strong>Stefano Bettarello</strong> che vediamo nell&#8217;ultima foto. A fianco si riconosce un nome noto del rugby italiano, <strong>Andrea Cavinato</strong> (oggi allenatore a Calvisano).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/green-zinzan-brooke.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1256" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="green zinzan brooke" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/green-zinzan-brooke.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/bettarello-cavinato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1257" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="bettarello cavinato" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2012/04/bettarello-cavinato.jpg" alt="" width="430" /></a></p>
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		<title>Idee &#8220;green&#8221; per il Monigo del futuro. Un progetto di Gildo Anoja, ex estremo di Benetton e Tarvisium</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 15:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Gildo Anoja]]></category>
		<category><![CDATA[Globarch]]></category>
		<category><![CDATA[Monigo]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Benetti]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Marta]]></category>
		<category><![CDATA[Rabodirect Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Ruggers]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni Ottanta Ermenegildo &#8220;Gildo&#8221; Anoja è stato un talentuoso estremo sia del Benetton che della Tarvisium, arrivando fino alle porte del giro azzurro. Oggi è un architetto con un&#8217;attenzione particolare alle tecnologie e ai materiali &#8220;green&#8221;, dopo avere anche firmato quello che ritengo il più bel libro di rugby realizzato in Italia, cioè &#8220;Ruggers&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2012/03/31/idee-green-per-il-monigo-del-futuro-un-progetto-di-gildo-anoja-ex-estremo-di-benetton-e-tarvisium/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
<p>Negli anni Ottanta Ermenegildo <strong>&#8220;Gildo&#8221; Anoja</strong> è stato un talentuoso estremo sia del <strong>Benetton</strong> che della <strong>Tarvisium</strong>, arrivando fino alle porte del giro azzurro. Oggi è un architetto con un&#8217;attenzione particolare alle tecnologie e ai materiali &#8220;green&#8221;, dopo avere anche firmato quello che ritengo il più bel libro di rugby realizzato in Italia, cioè <strong>&#8220;Ruggers&#8221;</strong> (assieme a <strong>Paolo Marta</strong> e <strong>Paolo Benetti</strong>).</p>
<p>Dallo studio <strong>Globarch</strong> di Anoja giunge un interessante progetto per la ristrutturazione dello stadio di <strong>Monigo</strong> secondo moderni criteri di comfort e sostenibilità ambientale. Se ne vedono alcune immagini nel filmato sopra. Lo studio, nato in occasione dell&#8217;ingresso del Benetton in Celtic League (oggi <strong>Pro12</strong>), prevede uno sviluppo dell&#8217;impianto passando dai 7.000 posti attuali a 13.200 ed eventualmente 16.000, con il completamento del perimetro delle tribune e l&#8217;edificazione finale di curve di raccordo.</p>
<p>In una prima articolazione, lo stadio si andrebbe ad inserire in un&#8217;area arricchita di spazi verdi e di strutture in legno, inserendosi così come un edificio organico al quartiere circostante. Il progetto di Anoja è solo una interessante esercitazione, non essendo in programma un completamento dello stadio di Monigo, ma offre l&#8217;occasione per riflettere sulle possibilità di un&#8217;architettura &#8220;green&#8221; anche per le strutture sportive (anche alla luce del dibattito sull&#8217;obsolescenza degli impianti nel nostro paese).</p>
<p><em>«L’installazione di pannelli fotovoltaici renderebbero lo stadio un “organismo” autosufficiente sul piano energetico, se non esso stesso produttore di energia»</em>, spiega Anoja, <em>«si tratta di ripensare l’idea di stadio, non solo come contenitore di eventi sportivi ma inserito nel tessuto del quartiere».</em></p>
<p>Un approfondimento sul progetto verrà presentato nel prossimo numero del magazine <a href="http://www.rugbyclub.it" target="_blank">Rugby Club</a>.</p>
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		<title>Rinnovamento a &#8220;RugbyClub&#8221;. Presentazione con Kirwan, Bettarello e le mamme del Benetton</title>
		<link>http://mediaofficina.com/rugbypeople/2011/02/07/rinnovamento-a-rugby-club-mercoledi-presentazione-a-villorba-con-kirwan-bettarello-e-le-mamme-del-benetton/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 11:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Amerino Zatta]]></category>
		<category><![CDATA[John Kirwan]]></category>
		<category><![CDATA[RugbyClub]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Bettarello]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Casellato]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico il comunicato relativo alla presentazione della rinnovata rivista Rugby Club, al quale collaboro con entusiasmo: è una bella realtà, con molti amici e molta passione, e soprattutto indipendente da qualsiasi controllo federale. Spero di incontrare qualcuno dei venticinque lettori di RugbyPeople alla Lovat di Villorba, mercoledì.
Mercoledì 9 febbraio alle 18.30 presso la Libreria Lovat [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 1px 2px;" src="http://www.rugbyclub.it/wp-content/uploads/2011/02/RC-cover-15.jpg" alt="" width="200" height="271" />Pubblico il comunicato relativo alla presentazione della rinnovata rivista Rugby Club, al quale collaboro con entusiasmo: è una bella realtà, con molti amici e molta passione, e soprattutto indipendente da qualsiasi controllo federale. Spero di incontrare qualcuno dei venticinque lettori di RugbyPeople alla Lovat di Villorba, mercoledì.</em></p>
<p>Mercoledì 9 febbraio alle 18.30 presso la <a title="Librerie Lovat" href="http://www.librerielovat.com/" target="_blank"><strong>Libreria Lovat</strong></a> di Villorba (TV), verrà presentata la rivista <a title="Rugby Club" href="http://www.rugbyclub.it" target="_blank"><strong>Rugby Club</strong></a>, in una veste grafica tutta rinnovata.<br />
L’evento,  promosso da Dasler edizioni, sarà seguito dal talk-show “L’Italia in mischia, in mischia con l’Italia”. Apriranno l’incontro Claudio Da Ponte, responsabile marketing Rugby Club, e Nicola Giuliato della Dasler edizioni, con la presentazione di tutte le novità che da questo numero caratterizzano Rugby Club. Seguirà il saluto dell’assessore alla cultura del Comune di Treviso Vittorio Zanini, attivo appassionato di rugby, e l’intervento di una rappresentante delle mamme del settore giovanile della <strong>Benetton Rugby</strong>, autrici del libro <em>“Ricette in meta”</em>, iniziativa a scopo benefico a favore del reparto pediatrico dell’Ospedale Provinciale Ca’ Foncello di Treviso.</p>
<p>Con un nuovo formato, un taglio editoriale d’impatto e articoli firmati dalle penne storiche del giornalismo sportivo italiano, Rugby Club parte dal rugby per affrontare temi diversi. Curiosità, notizie e tendenze coinvolgeranno tutti coloro che non considerano la “palla ovale” solo uno sport. Articoli di moda, di cucina, di economia e di salute saranno protagonisti insieme ai grandi valori del rugby. Rugby Club è come una grande squadra, spinta al rinnovamento e al miglioramento, ricca di valori in cui crede.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 1px 2px;" src="http://www.internationalrugbyacademy.com/_uploads/staff/d1e1a2a5-3ea8-4e21-8394-651cc8b41a99.jpg" alt="" width="126" height="126" />Il talk show dal titolo “L’Italia in mischia, in mischia con l’Italia”, in cui il pubblico potrà confrontarsi con ospiti d’eccezione quali <strong>Stefano Bettarello</strong>, editorialista di Rugby Club e primo italiano a giocare con i mitici Barbarians, <strong>Umberto Casellato</strong>, effervescente allenatore del Mogliano Rugby, <strong>John Kirwan </strong>(<em>foto</em>), tecnico della Nazionale giapponese di Rugby ed “All Blacks” campione del mondo, <strong>Amerino Zatta</strong>, presidente di Benetton Rugby. Le mamme del libro “Ricette in meta”, spesso “fan del bordo campo”, per l’evento scenderanno nella mischia e saranno anche cuoche: il loro ricco banchetto delizierà l’atmosfera di questa serata carica di entusiasmo.</p>
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		<title>Auguri!</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 17:02:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A tutti gli amici di Rugby People auguro un buon ingaggio nel nuovo anno con questo manifesto dell&#8217;Ordine Francescano di Narbonne.


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">A tutti gli amici di Rugby People auguro un buon ingaggio nel nuovo anno con questo manifesto dell&#8217;Ordine Francescano di Narbonne.</p>
<p style="text-align: left;">
<a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/01/narbonne_grande.jpg"><img class="size-full wp-image-1065 alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="narbonne_grande" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2011/01/narbonne_grande.jpg" alt="" width="400" /></a></p>
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		<title>Quarant&#8217;anni fa la scomparsa di Maci Battaglini, simbolo del Rovigo e del primo rugby italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 17:19:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/12/foto-maci-amatori-milano.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1058" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="foto maci amatori milano" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/12/foto-maci-amatori-milano-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a>Quaranta anni fa, alle 6,45 del 1° gennaio 1971, moriva all’ospedale di Padova <strong>Mario Battaglini</strong>, il più grande protagonista della prima stagione del rugby italiano nel dopoguerra. Il rodigino <strong>“Maci”</strong> era stato vittima qualche settimana prima di una banale caduta dalla bicicletta (mezzo da cui non si separava mai, poichè non aveva la patente), derivando un trauma che l’avrebbe portato al coma e quindi alla tragica fine.</p>
<p>Alla funzione funebre <strong>Don Mario Bisaglia</strong> cita la parabola di Sansone: <em>«Tu sei stato questo, Maci, un forte e un dolce, tutti ti ricorderanno così»</em>. Ad assistere alla cerimonia ci sono migliaia di cittadini, perchè di Rovigo Battaglini è stato uno dei figli più amati. <em>«In fondo al suo cuore durava l’immagine della piccola città di nebbie spinose e di soli cocenti, dove anche lontano dallo stadio teatro delle sue gesta, continuava ad essere protagonista»</em>, ha scritto <strong>Gian Antonio Cibotto</strong>.</p>
<p>Gli ultimi anni di vita di Maci sono intrisi di dolore e nostalgia: resta vedovo della moglie Gabriella nel ’66, dopo una lunga malattia, e nel ‘70 viene allontanato dalla panchina del <strong>Rovigo</strong>, rimanendo orfano del rugby, sinonimo di una passione assoluta. Dedicati a Battaglini restano oggi uno stadio ed un monumento, ma soprattutto gli affettuosi ricordi che ancora si rincorrono in città. Come quando Maci fece uno stringato ma efficacissimo discorso alla squadra, prima della sfida fra una selezione veneta e i temibili sudafricani della <strong>Stellenbosch University</strong>. <em>«Loro sono fortissimi, ma se giochiamo come sappiamo </em><em>li ciavemo</em><em>»</em>. E infatti i sudafricani, reduci da una trionfale tournèe in Francia, persero quella partita 15-8.</p>
<p>Era il <strong>1955</strong> e per la prima volta gli italiani si imponevano ad una squadra di una nazione rugbisticamente avanzata. Pioniere, per il rugby azzurro, Battaglini lo era stato da sempre. Prima della guerra &#8211; dopo avere fatto nascere il Rovigo, col fratello <strong>Checco</strong>, e averlo condotto al titolo nazionale della <strong>Gil</strong> &#8211; Maci era stato il primo “professionista” di uno sport allora ancora ai primissimi passi, ottenendo un ingaggio dall’<strong>Amatori Milano</strong> (subito uno scudetto nel ‘39-’40). Classe 1919, di umilissime origini, viene arruolato nel Genio e spedito prima in Yugoslavia e quindi sul fronte russo.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/12/rovigo-51-52.jpg"><img class="size-large wp-image-1061 alignleft" style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="rovigo 51-52" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/12/rovigo-51-52-1023x681.jpg" alt="" width="430" /></a>Dopo la guerra è il primo rugbista italiano a giocare ed affermarsi in Francia, dove diventa un popolare eroe sportivo grazie soprattutto ai suoi calci da lunghissima distanza e  alle sue straordinarie doti fisiche, da cui deriva il soprannome “Maciste” e per apocope “Maci”. Tre stagioni fra <strong>Vienne</strong> e <strong>Toulon</strong> fino a che “le mal du pays”, irresistibile, lo riporta a Rovigo. Giusto in tempo per la drammatica <strong>alluvione</strong> del <strong>novembre 1951</strong> ma anche per l’esaltante ciclo di quattro scudetti dei bersaglieri rossoblù, nei quali una terra povera come il Polesine trova identificazione e riscatto. Di quella squadra Maci è giocatore, allenatore, simbolo.</p>
<p>Di carattere effervescente, non va molto d’accordo con arbitri, giornalisti, dirigenti di club e di Federazione: saranno molti i “casi Battaglini” negli anni della sua carriera, spesa anche a <strong>Treviso</strong>, <strong>Padova</strong> e <strong>Bologna</strong>. Battaglini è l’interprete più rappresentativo della prima stagione del rugby in Italia, di uno sport che nasce aristocratico ed universitario per scoprirsi poi contadino e popolano, radicandosi in provincia e dove antichi sono i legami con la terra, la fatica, il sacrificio; un rugby che non conosceva mode e retoriche del terzo tempo ma parlava la lingua vivacissima e autentica del campanile. Gli ultimi successi per Battaglini (tre scudetti dal ’57 al ’60) giunsero da allenatore delle <strong>Fiamme Oro</strong>, la polisportiva della Polizia di Stato che è quasi una Nazionale grazie al reclutamento dei migliori atleti nel reparto padovano della Celere.</p>
<p>Escluso da un rugby che cambiava velocemente quanto la società italiana, alla fine degli anni Sessanta Maci accetterà un lavoro di bidello ed un posto nella memoria di tutti i bambini di quella generazione. Nella stagione seguente al divorzio con Battaglini, il Rovigo avrà il primo sponsor di maglia &#8211; <strong>Tosimobili</strong> &#8211; ed uno straordinario straniero, <strong>Alex Penciu</strong>. Era già tutto un altro rugby.</p>
<p><em>Nelle foto Maci Battaglini con la maglia dell&#8217;Amatori Milano (per gentile concessione di Umberto Miani, che ringraziamo) ed il Rovigo del secondo scudetto nella stagione dell&#8217;alluvione 1951-52.</em></p>
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		<title>Nasce nel Nordest la Nazionale albanese. Esordio delle &#8220;Aquile Rosse&#8221;, che sognano Rio 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 13:45:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/nazionale-albania-edit.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-981" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="nazionale albania edit" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/nazionale-albania-edit-1024x626.jpg" alt="" width="430" /></a>Nasce nel Nordest l&#8217;esperimento di una <strong>Nazionale albanese</strong> (<em>foto in alto</em>). Nordest roccaforte della Lega ma anche regione con un intenso tessuto produttivo e con un forte richiamo per i lavoratori migranti, Nordest che è anche territorio di rugby con radici fortissime. Sullo sfondo di questo scenario prende forma lo scorso inverno l&#8217;idea di mettere insieme i giocatori di origine albanese che sono impegnati nei vari campionati italiani di rugby, alcuni dei quali con una carriera sportiva già ben avviata: è il caso di <strong>Damin Buzaj</strong>, in forza al <strong>Gran Parma</strong>, e del mediano di mischia del VeneziaMestre <strong>Sevian Daupi</strong> (<em>foto</em>), o ancora del veterano <strong>Paco Ogert</strong>, già a Calvisano ed oggi capitano dell&#8217;Alghero.</p>
<p>Per l&#8217;approdo nella Nazionale azzurra di qualche atleta italo-albanese non è che questione di tempo, e si tratterà allora di una significativa svolta culturale per una squadra che utilizza con disinvoltura atleti stranieri naturalizzati grazie a discendenze figlie delle migrazioni italiane in Argentina, Sud Africa e altri angoli del mondo. Oggi l&#8217;under 20 del <strong>Benetton Treviso</strong>, ad esempio, schiera in prima linea apprezzatissimi atleti come <strong>Laert Naka</strong>, <strong>Dusan Berisa</strong> ed <strong>Ornel Gega</strong>, quest&#8217;ultimo già selezionato con la maglia dell&#8217;Italia agli ultimi <strong>Mondiali Juniores</strong> e riconosciuto come uno dei tallonatori più promettenti del panorama italiano giovanile.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/Sevian-Daupi-action.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-985" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="Sevian Daupi action" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/Sevian-Daupi-action-300x200.jpg" alt="" width="270" /></a>Un gruppo di una trentina di ragazzi albanesi ha cominciato a ritrovarsi regolarmente in allenamento nei mesi scorsi con il sostegno di tre tecnici veneti, l&#8217;ex azzurro <strong>Valter Cristofoletto</strong>, <strong>Michele &#8220;Mice&#8221; Motta</strong> ed <strong>Ivan Mazzon</strong>. Si lavora adesso alla costituzione dei primi club oltre Adriatico, preludio alla fondazione di una Federazione Albanese che possa essere riconosciuta dall&#8217;<strong>International Board</strong>, l&#8217;organismo che governa il rugby mondiale. A tutt&#8217;oggi non si può quindi ancora parlare ufficialmente di nazionale, quanto di un <strong>&#8220;Albania XV&#8221;</strong> che sabato 12 giugno ha conosciuto anche il suo esordio sul campo a <strong>Pordenone</strong>, epicentro dell&#8217;esperienza grazie all&#8217;impegno di <strong>Piergiorgio Grizzo</strong>, giocatore ed animatore nelle scuole friulane.</p>
<p><em>&#8220;Qui la comunità albanese è numerosa e l&#8217;evento ha così un duplice significato, sportivo e sociale&#8221;</em>, spiega Grizzo, fra i promotori dell&#8217;iniziativa e reduce da un viaggio a Tirana, &#8220;<em>in Albania abbia ottenuto il pieno sostegno del Ministero dello Sport e del Comitato Olimpico, naturalmente c&#8217;è tutto da costruire ma ovunque, e soprattutto nelle nostre prime esperienze nelle scuole, abbiamo trovato un entusiasmo incontenibile&#8221;</em>.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/ogert.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-986" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="ogert" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2010/06/ogert.jpg" alt="" width="245" height="123" /></a>La sfida contro la selezione triveneta dei <strong>Dogi</strong>, persa 69-14, è stata un test severo per <em>&#8220;Shqiponjat e Kuqe&#8221;</em>, le <strong>Aquile Rosse</strong> (questo il soprannome scelto per la squadra &#8211; <em>nella foto Paco Ogert, premiato come man of the match, assieme al chairman dei Dogi Elio De Anna</em>). Ma al di là delle inevitabili difficoltà dell&#8217;esordio per giocatori e tecnici non sono mancati positivi riscontri. <em>&#8220;Fino a pochi mesi fa mettere in piedi la squadra era solo un sogno, invece tutto è andato avanti molto velocemente&#8221;</em>, dice Sevian Daupi.</p>
<p>Si torna adesso immediatamente al lavoro per la promozione della palla ovale in Albania e la nascita di club nelle principali città attraverso un attivo comitato denominato <strong>“Rugby Shqiptar”</strong>, mentre si pensa intanto all&#8217;organizzazione di un match non ufficiale contro l&#8217;ultima classificata del ranking internazionale (attualmente la Finlandia). Più a lungo termine l&#8217;obiettivo è il riconoscimento internazionale della Federazione che offrirebbe il diritto a partecipare alle qualificazioni ai <strong>Mondiali</strong> e alle <strong>Olimpiadi</strong>. Il sogno è ritrovarsi nel <strong>2016</strong> a Rio de Janeiro.</p>
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		<title>Dopo 16 anni tornano in campo i Dogi. All&#8217;Aquila per beneficenza i &#8220;barbarians&#8221; veneti</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:21:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/8/87/Rugby_Dogi_-_All_Kiwis_1989.jpg" alt="" width="430" />Era almeno dal 2002 che si riparlava della rinascita dei <strong>Dogi</strong>. Ora è finalmente arrivato il momento: domani, in coincidenza con la Festa della Repubblica (e quella Serenissima è stata storicamente la prima Repubblica in territorio italiano&#8230;), ritornano in campo i <strong>Barbarians</strong> del rugby veneto, a sedici anni dalla loro ultima apparizione. Negli anni Settanta ed Ottanta, in tempi di palla ovale dilettantistica, la selezione fu protagonista di clamorosi successi contro avversari di livello internazionale e scrisse, anche nelle occasioni delle sconfitte, belle pagine di sport giocando alla pari anche con rappresentative imbottite di <strong>All Blacks</strong> (si pensi agli <strong>&#8220;All Kiwis&#8221;</strong>, con i neozelandesi dei campionati europei).</p>
<p>L&#8217;appuntamento è dunque a <strong>L&#8217;Aquila</strong>, dove i Dogi affronteranno i locali &#8211; rinforzati da ex di lusso, come <strong>Carlo Festuccia</strong> ed <strong>Andrea Masi</strong> &#8211; e la <strong>Nazionale Vigili del Fuoco</strong> in un triangolare di beneficenza denominato “Una meta per Haiti”. Nel capoluogo abruzzese la selezione veneta condurrà anche un trofeo in ricordo di <strong>Franco Casellato</strong>, l&#8217;appassionato dirigente trevigiano recentemente scomparso, tra i rifondatori del club ad invito.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" src="http://img299.imageshack.us/img299/3601/dogiallkiwislowis5.jpg" alt="" width="200" />Anche se il nome “Dogi” era riemerso nel corso delle trattative per l&#8217;ammissione di Treviso alla <strong>Celtic League</strong>, in relazione ad un progetto che avrebbe dovuto coinvolgere l&#8217;intero movimento regionale, la selezione che si ripresenta oggi non ha legami con il Benetton ne&#8217; con la Federazione. A guidarla sono un gruppo di ex dalla prestigiosa carriera azzurra alle spalle, dal presidente <strong>Elio De Anna</strong> ai consiglieri <strong>Stefano Bettarello</strong> e <strong>Manrico Marchetto</strong> (completano la dirigenza Gianni Franceschini, Corrado Della Siega, Renato Della Ragione, Gianluca De Simoi).</p>
<p>La squadra, allenata da <strong>Piero Monfeli</strong>, Gianni Franceschini e <strong>Fabio Coppo</strong>, raduna atleti di serie A, B e C e veste i tradizionali colori amaranto ed oro, con calzettoni della società di appartenenza nello stile Barbarians. Ammessi ai Dogi sono giocatori del Triveneto ma anche stranieri se da tre stagioni in squadre del territorio.</p>
<p><em>«Abbiamo contattato 26 società, registrando grande entusiasmo e collaborazione»</em>, spiega il portavoce del club, <strong>Corrado Della Siega</strong>, <em>«l&#8217;obiettivo è di far rivivere una bella tradizione, allestendo una  squadra che giochi un rugby con orgoglio, per il piacere dei giocatori e del pubblico. Crediamo che in Veneto, nonostante i molti impegni agonistici, ci sia spazio anche per una iniziativa come questa. In questo momento l&#8217;importante era ripartire, anche per fare un po&#8217; di rodaggio e capire quali sono le reali prospettive. Dall&#8217;anno prossimo vogliamo programmare due o tre incontri di buon livello internazionale a stagione»</em>. Ci sono contatti con il Racing di Pierre Berbizier.</p>
<p>Ma l&#8217;attività a più breve termine è comunque intensa. Nella prossime settimane i Dogi saranno in campo con una squadra under 20 in campo contro il Cus Padova ed una formazione seven al torneo <strong>“La Colonna”</strong> di Mirano il prossimo 5 giugno, e quindi il 12 saggeranno le capacità della neonata <strong>Nazionale albanese</strong> a Pordenone.</p>
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