Il XV ideale del Sei Nazioni. Monopolio dei francesi con la stella Parra, sorprese dalla Scozia
Wednesday, March 24th, 2010
Non che sia stato un Sei Nazioni particolarmente emozionante. Ed anche il livello tecnico resta quello che è, certo inferiore ai match più duri di Heineken Cup. La Francia sta sbocciando e potrebbe essere la squadra europea più competitiva alla prossima World Cup, soprattutto se l’Inghilterra continuerà a sprecare il suo enorme potenziale umano sotto la guida di Martin Johnson. Al di là dei modesti risultati, la Scozia ha fatto vedere qualcosa di buono che potrebbe evolvere, a lungo termine, in un rilancio degli highlanders. Ecco il XV ideale del Sei Nazioni 2010, secondo RugbyPeople.
15. Clément Poitrenaud. Estremo affidabile e pungente. Il ruolo non offriva grande scelta. Oltre ai soliti Byrne, Southwell e Murphy, ci sarebbe da tenere d’occhio anche l’inglese Ben Foden, che però ha giocato troppo poco.
14. Shane Williams. Pochi dubbi sul motorino gallese.
13. Mathieu Bastareaud. Il ragazzo della banlieau parigina sembra avere messo a posto la testa (per il fisico non c’era problema).
12. Riki Flutey. O Yannick Jauzion? Scegliamo il maori dell’Inghilterra perchè mica possiamo mettere solo francesi…
11. Tommy Bowe. Vale lo stesso discorso, perchè non sfigurerebbero ne’ Malzieu ne’ Palisson ne’ Andreu.
10. Dan Parks. Ogni allenatore vorrebbe un numero 10 con un piede così. Fra i più giovani (l’australiano della Scozia ha già 31 anni) crescono bene sia Thrin-Duc che Sexton, pur ancora fra alti e bassi.
9. Morgan Parra (foto in alto). Probabilmente il miglior giocatore in assoluto del torneo. A 21 anni… Qualche lampo anche da Danny Care, ma il mediano di mischia di Metz, terra della palla rotonda, è inarrivabile.
8. Imanol Harinordoquy. Monumentale. Nomination anche per il nostro Alessandro Zanni, degno sostituto in azzurro dell’infortunato Parisse, e per lo scozzese Beattie.
7. John Barclay. Grande placcatore. Una sorpresa.
6. Thierry Dusatoir.
5. Alastair Kellock (foto). Altra sorpresa scozzese.
4. Paul O’Connell. Un classico.
3. Nicolas Mas. Titolare in tutti gli incontri del torneo, la prima linea dei “galletti” ha dominato ogni avversario, anche e soprattutto gli inglesi nel match che valeva il Grande Slam (o Chelem, come è per i francesi).
2. William Servat.
1. Thomas Domingo. Menzione, comunque, per l’inossidabile Totò Perugini.
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Una breve guida alla Parigi del rugby si trova nel numero in edicola del magazine
La storica casa di giocatori e tifosi del Racing è la brasserie “Royal Villiers” nel XVII° arrondissment (foto al centro), presso Port Champerret, ma l’attuale generazione frequenta più spesso “La Régalade” (XIV°) oppure “Berny” nell’elegante sobborgo di Antony dove ha sede il club ed i suoi campi di allenamento. Jerome Fillol, mediano di mischia del Racing ma in precedenza per quattro stagioni allo Stade Français, è il proprietario del centralissimo
Altri indirizzi con vocazione rugbistica in zona: “Le 70″, ristorante del Parco dei Principi, “Les Princes”, 
Più più gli azzurri. Bravi un po’ tutti, ma una spanna più in alto Alessandro Zanni e Salvatore Perugini (foto). Il rientro di Marco Bortolami, che è comunque apparso ancora in ritardo quanto a tenuta atletica, ha rimesso a posto la touche. Leonardo Ghiraldini è stato vivace anche nel gioco aperto, il “sergente Garcia” ha chiuso i varchi nel midfield. Mirco Bergamasco ha messo dentro 4 calci su 5, cosa si può chiedergli di più?
Di recente il sito Planet Rugby ha dedicato una delle sue 


Qualche riflessione all’indomani di Irlanda-Italia, con il criterio del “me piase de più” e “me piase de manco”.
Più più Croke Park. Stadio bellissimo, con splendida atmosfera. Le tribune sono molto ripide – come al Pacifici di San Donà… – ma questo permette agli spettatori di essere molto vicini al campo. Erba perfetta (si confronti con quella di Twickenham in Inghilterra-Galles). Viene voglia di tornarci quando c’è una finale di calcio gaelico, per fare una vera esperienza irlandese.