Archive for the ‘Sei Nazioni 2008’ Category

Cartoline da Cardiff

Tuesday, February 26th, 2008

Gli amici del gruppo OFM di Venezia (OFM sta per “Only for men”) mi fanno avere un paio di foto della loro recente trasferta a Cardiff, che pubblico volentieri qui sotto.

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Gli OFM sono un gruppo di tifosi nato quattro anni fra Venezia e Mestre. Età media sui quaranta, seguono la Nazionale vestendo il tradizionale tabarro veneziano e facendosi valere nei terzi tempi. Sono quelli, per intenderci, che a Murrayfield l’anno scorso lanciarono in campo i tricorni poi indossati da Troncon e da altri azzurri. La cosa curiosa è che non sono rugbisti o ex rugbisti, ma appassionati provenienti da altri sport, praticati anche a buon livello (uno di loro, Giorgio Dimatore, ha giocato anche in serie A di basket, altri arrivano dallo sci o dal football americano). Nelle foto gli OFM sono in compagnia degli azzurri e vestono da nobile veneziano il barone siculo Lo Cicero.

Travagli, Ghiraldini e gli altri. Dal Veneto la new wave azzurra

Saturday, February 16th, 2008

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Dal Corriere del Veneto del 14 febbraio 2008

Il loro sogno, neppure troppo segreto, è di ottenere fra tre anni un viaggio all inclusive per la Nuova Zelanda, dove si svolgeranno i prossimi Mondiali. Nel Sei Nazioni 2008, gli emergenti azzurri fanno intanto la loro doverosa ed impegnativa gavetta, gettati nella mischia (è un modo di dire: diversi sono invece trequarti) da un tecnico capace di scelte coraggiose. Quella che appassiona un pubblico sempre più numeroso è una Nazionale svecchiata e finalmente più “italiana”, ergo più veneta: perché anche oggi la nostra regione resta il baricentro del movimento ovale, se non in termini di politica federale di sicuro quanto alla qualità dei vivai.

mallettProiettato titolare nei primi match del torneo, chiusisi per l’Italia con due onorevolissime sconfitte, il trevigiano Pietro Travagli (nella foto, in placcaggio su Wilkinson) corona un inseguimento alla maglia azzurra durato una vita e passato per varie esperienze, da Petrarca e Viadana agli inglesi del Bath. E Troncon, da cui il numero 9 si era ritrovato chiuso al Benetton e in Nazionale, è diventato ora un prezioso “capitano non giocatore”. “Mallett mi ha dato fiducia e sto cercando di sfruttare al meglio l’occasione che ho atteso per tanti anni”, spiega il mediano di mischia in forza all’Overmach Parma, “sono soddisfatto delle mie prestazioni, anche se so che posso ancora migliorare molto nelle scelte di gioco e nell’intesa con i compagni. Troncon con i suoi consigli è di enorme aiuto per la squadra ed in particolare per me, sono fortunato a poter disporre di tutta la sua esperienza”.

Travagli svela poi un retroscena sul match contro l’Inghilterra: “Prima del via, per incoraggiarmi, un compagno del pacchetto mi ha stretto la mano. Così però mi sono ritrovato addosso il grip che gli avanti usano per avere presa in touche e ho fatto una dannata fatica a passare il pallone, soprattutto all’inizio. Mi sentivo le mani appiccicose, incollate. Questa cosa mi ha innervosito per tutta la partita”.

picone metaLa meta domenica di Simon Picone (immagine a fianco), romano dell’Olgiata approdato al Benetton via Silea, ha aperto la competizione per la maglia azzurra numero 9. “La sfida non mi preoccupa, anzi mi stimola”, commenta Travagli, “siamo simili e c’è spazio per tutti e due: tanto meglio per Mallett che in questo modo ha più opzioni nel ruolo”.

Scalpita anche Andrea Marcato, positivo nello spezzone di gara contro gli inglesi: “A livello internazionale vanno bene anche dieci minuti per crescere. Sono aumentato di 5 o 6 chili negli ultimi tre anni e fisicamente oggi mi sento più pronto. Potere finalmente giocare apertura è molto importante. Mallett ha le idee chiare, ti trasmette sicurezza e vado in campo sereno, senza pressioni. Piazzare? Ci alleniamo regolarmente io, Galon e Bortolussi, sono una delle opzioni possibili, se serve sono qui per fare del mio meglio”.

ghiraldiniLeonardo Ghiraldini (nella foto a fianco, mentre parla di Kierkagaard con Easterby) si era già visto ai Mondiali francesi. Mallett, accantonando al contempo Fabio Ongaro, l’ha scelto come tallonatore titolare. Il padovano del Calvisano ha incontrato qualche problema al lancio in touche domenica, ma il pack azzurro ha fatto ammattire sia irlandesi che inglesi e l’apporto di Ghiraldini in testa di mischia non va sottovalutato. Nel frattempo salgono anche le quotazioni di Ezio Galon (foto sotto). Il trevigiano ha giocato al Flaminio una gara più che onesta in copertura, risultando anche efficace nei calci di spostamento.

galonE Se a Dublino aveva esordito il rodigino Tommaso Reato, classe ‘84, a Roma è stata la volta del ventunenne montebellunese Alberto Sgarbi. Un battesimo importante, anche se solo per una ventina di minuti (ed una foto a tutta pagina su Repubblica, anche se la didascalia indicava Galon…).

L’ala del Benetton ha poi dovuto pagare la consueta matricola ad alto tasso alcolico: chi ha chiuso la serata in discoteca con gli azzurri racconta che alla fine Sgarbi era decisamente provato dalle sei bottiglie di Prosecco imposte come pegno dai compagni…

Cartoline da Roma

Tuesday, February 12th, 2008

Qualche foto dalla trasferta nella Capitale per Italia-Inghilterra. Una splendida domenica di rugby, baciata dal sole, fra i colori e la luce tutta speciale di Roma. Atmosfera calda al Flaminio, per merito dei tifosi di entrambe le squadre, e partita vibrante fino all’ultimo, con un’Italia che non ha mai smesso di lottare. Nelle immagini qui sotto: la Nazionale schierata al momento dell’inno, Simon Picone introduce in mischia, la touche persa da cui si è sviluppata la prima meta di Sackey.

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Nelle foto verticali alcuni dei protagonisti di Italia-Inghilterra: Lesley Vainikolo, la sostituzione fra Jonny Wilkinson e Danny Cipriani, l’esordio di Alberto Sgarbi.

Danny Cipriani, talento e sregolatezze. Un “italiano” contro gli azzurri

Friday, February 8th, 2008

danny ciprianiDi lui parlano tutti un gran bene, e da un pezzo. Tanto che molti ritenevano che già da questo Sei Nazioni sarebbe riuscito a rubare il posto a Jonny Wilkinson. Invece Danny Cipriani attende ancora la sua occasione da apertura titolare dell’Inghilterra, mentre intanto accumula esperienza partendo dalla panchina ed esibendosi in diversi ruoli nella linea arretrata. Vedremo molto probabilmente la stella dei Wasps anche al Flaminio, domenica, contro la Nazionale del paese del nonno.

Ma Cipriani non ha molto a che spartire con l’Italia, al di là del cognome. Nato a Roehampton, a sud di Londra, è cresciuto con la madre Anne - di professione tassista - dopo che il padre, di Trinidad, ha presto lasciato la famiglia. Ha compiuto tutta la trafila delle giovanili e delle accademie della Federazione inglese, indicato fin da 15enne come un prospetto di sicuro avvenire.

Alla fine della scorsa stagione, a 19 anni, ha esordito nei Wasps, come estremo, vincendo l’Heineken Cup. Quest’anno, complice la partenza di Alex King, ha disputato già diverse partite con la maglia numero 10, brillando soprattutto per le sue doti di attaccante. Nella meta di Sackey contro il Clermont-Ferrand Cipriani dà il via al break, quindi è splendido in sostegno e fa vedere infine tutto il suo talento nel passaggio.

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Secondo Stephen Jones, Cipriani è “the most complete yound fly-half since Jonathan Davies”. Midi Olympique l’ha definito come “il Michalak inglese”. Le sue doti sono ottima gestualità e buon calcio, capacità di leggere il gioco, fiducia in se stesso. Si allena con l’ex-atleta Margot Wells e corre i 30 metri in 2.71 secondi.

ciprianiLati negativi: è ancora molto discontinuo nel gioco e dicono di lui che sia terribilmente arrogante. Non è amato dagli avversari, i quali ovviamente non dimenticano mai di rinfacciargli la scappatella con una signorina di nome Larissa Summers, ma che in precedenza era stato un uomo e si chiamava Darren Pratt. La storia finì in pasto ai tabloid domenicali. “Un errore che molti avrebbero potuto fare”, dice Cipriani. Oggi comunque il talentuoso giocatore inglese esce ufficialmente con Monica Irimia, del gruppo pop Cheeky Girls.

Sempre magico Sei Nazioni. Gli elogi della stampa inglese agli azzurri. Jake White allenatore dei Lions?

Monday, February 4th, 2008

castrogiovanniE’ tornato il Sei Nazioni, confermandosi un torneo ricco di fascino, di equilibrio e di magia. Una festa di colori nel mezzo del grigio inverno europeo. Il Galles, pur uscito malconcio dai Mondiali, sorprende l’Inghilterra, che non perdeva una partita d’esordio in casa dal 1983; a loro volta i Dragoni non vincevano a Twickenham da vent’anni. L’Italia recita un ruolo da protagonista, mettendo i brividi all’Irlanda. Ed è una sorpresa anche la netta vittoria a Murrayfield di una Francia imbottita di esordienti ma come sempre capace di sfoderare talento e fantasia.

Snobbata per decenni, ora l’Italia raccoglie consensi anche da parte della spocchiosa stampa anglosassone. Brendan Fanning, del Sunday Independent, sottolinea che l’Irlanda è uscita vincitrice solo nel punteggio, mentre Kevin Mitchell dell’Observer si spinge più in là, affermando senza mezzi termini che gli azzurri avrebbero meritato il successo. Fanning loda poi la “excellent scramble defence” (difesa rovesciata) e la straordinaria “aggression” dei fratelli Bergamasco. Mi lascia un po’ perplesso, invece, l’affermazione che l’Irlanda sia stata penalizzata da alcune sventurate decisioni dell’arbitro Kaplan nei punti di incontro: a me semmai è parso proprio il contrario.

vainikoloKevin Mitchell resta colpito dall’equilibrio del Sei Nazioni e dai nuovi scenari presentati dal torneo. Nothing is as it seems in rugby any more, afferma il columnist dell’Observer e del Guardian. Scozia e Italia hanno allenatori stranieri. L’Inghilterra schiera un’ala, Lesley Vainikolo, nata a Tonga e cresciuta in Nuova Zelanda giocando il League. Ma ancora più incredibile, per Mitchell, è che il tecnico sudafricano Jake White, campione del mondo con gli Springboks, sia uno dei candidati a guidare i Lions britannici, i quali nel 2009 andranno in tournée proprio in Sud Africa.