138 volte Petrarca contro Rovigo. Torna il derby d’Italia e l’antica rivalità fra due campanili veneti
Friday, March 28th, 2008
Dal Corriere del Veneto del 28 marzo 2008.
Il primo derby porta la data del 17 ottobre 1949. Era l’esordio in serie A del Petrarca, mentre il Rovigo già da due campionati lottava per lo scudetto. Vinsero naturalmente i polesani, 9-3 con mete di Cecchetto e Favaretto e un “calcio franco” (allora si chiamava così) di Campice. Ma quando i padovani dovettero giocare contro il Parma una partita importantissima per la salvezza, ebbero fra il pubblico il sostegno di un buon numero di tifosi del Rovigo: proprio i parmensi erano avversari diretti per il titolo, alla fine finito però alla Roma di Paolo Rosi.
L’ultimo derby è invece roba di cinque mesi fa e il successo toccò ancora ai rossoblù, 26-23 con la firma del rodigino doc “Pepe” Scanavacca. In mezzo 138 volte della partita più giocata del rugby nazionale, l’autentico derby d’Italia per la palla ovale. Fino all’arrivo del professionismo (con l’innesto massiccio di stranieri e oriundi), qualcosa più di una partita: l’antagonismo di due campanili, fra goliardia e rivalsa sociale. Da una parte la scarpe grosse di una Rovigo contadina e proletaria, che riconosce il suo riscatto proprio nei successi del rugby; dall’altra la Padova dei dottori, dell’Università e dell’Antonianum, dove si celebra l’insolito matrimonio fra i gesuiti e uno sport dai modi bruschi e all’apparenza ben poco evangelici. 63 volte la vittoria è andata ai “bersaglieri”, 59 al Petrarca.
Il derby è un prezioso scrigno di storie e di ricordi. Le scaramanzie di “Memo” Geremia, che a Rovigo costringeva il pullman a percorrere strade secondarie pur di evitare il Tre Martiri, che evocava brutte sconfitte del passato. Oppure il velenoso scherzo a Beppe Zuin, suo avversario sul campo e poi custode del Battaglini. Geremia lo chiamava dopo aver vinto il derby a Rovigo, direttamente dal telefono dello stadio: “Non sono potuto venire alla partita, sai dirmi come è finita?”
La cronologia del derby ha un acme insuperato: è l’anno 1977. Prima la sfida dell’Appiani di fronte ad oltre ventimila spettatori, poi l’epico spareggio di Udine con la vittoria petrarchina (10-9) sotto il diluvio. Ma forse mai come nell’87-88 si ritrovarono di fronte due squadre così forti: in campo una miriade di azzurri e stelle mondiali come Campese, Knox, Lupini, Smal e Botha.
“C’erano partite importanti, per esempio contro L’Aquila e Treviso, ma Rovigo-Petrarca era il derby assoluto, la partita che valeva l’intero campionato”, sottolinea Simone Brevigliero, oggi presidente dei Petrarchi e a suo tempo fra i primi a rompere il tabù del trasferimento dal Polesine ai tuttineri. Il prossimo derby si giocherà domani, alle 18,30 per esigenze televisive. Prima, alle 14,30, ancora una volta andranno in campo le rispettive squadre old. Vigolo, Dell’Uomo, Luise, Baraldi, Dolfin, “Banana” Visentin, Frezzato, tanto per citare qualche nome. Poi una birra e insieme al Plebiscito.
“Non ho letto i giornali, non ho guardato la televisione e al telefono rispondo solo agli amici, anche su consiglio di chi ha vissuto queste situazioni prima di me, come Mirco Bergamasco“, racconta Marcato a conclusione dell’allenamento del Benetton, alla Ghirada, “già da lunedì sono tornato a Treviso ad allenarmi. Sono state emozioni bellissime, ma la vita continua uguale a prima. Anzi devo guadagnarmi il posto per il campionato, c’è Davide Duca che in Coppa Italia ha giocato molto bene”.

Sabato gli azzurri alla tivù. Che gioia, tanto più che a confezionare il pacchettino è Andrea Marcato, un ragazzo dei nostri. E poi il drop è un gesto tecnico fantastico, difficilissimo (avete mai provato?) e indifendibile: guarda la faccia del ciccio scozzese sull’esecuzione di Marcato, e la disperazione di Parks nel tuffo. Serve a niente, se l’apertura si mette a zero, contro il drop non puoi difendere (ma quella che ha portato al calcio di rimbalzo di Marcato non sembrava un’azione molto pianificata a tavolino…). Altro cattivo pensiero, però: il livello tecnico di questo Sei Nazioni è stato bassissimo. Niente a che vedere che la rudezza di certe partite di Heineken Cup o dei campionati inglesi e francesi. Tanto per fare fantarugby, temo che l’Italia contro il Leicester rischierebbe di prendere 30 punti… Non a caso il Galles ha fatto il grande slam selezionando il blocco dei giocatori degli Ospreys.