Archive for the 'Sapevatelo' Category

Nasce presso l’Archivio di Rovigo il Centro di Documentazione sul rugby veneto

Sunday, July 24th, 2011

L’esperienza della recente mostra “La Rovigo di Maci”, presso l’Archivio di Stato di via Sichirollo, lascia un’importante eredità. Sviluppando il progetto che ha portato all’allestimento dell’esposizione dedicata a “Maci” Battaglini (foto in alto) e al rugby degli anni dell’immediato dopoguerra, si è fatta strada, infatti, l’idea della creazione di un Centro di Documentazione sul rugby veneto, che troverà sede presso lo stesso Archivio di Stato di Rovigo.

L’obiettivo è di raccogliere in un unico luogo materiale proveniente da diverse collezioni e finora destinato a finire disperso. In Veneto la vicenda del rugby si intreccia in modo significativo con la vita sociale e politica; la documentazione storica sulla palla ovale ha quindi un particolare valore per i ricercatori che desiderano approfondire lo studio della società veneta nel Novecento.

Grazie alla sensibilità del direttore Luigi Contegiacomo, l’Archivio di Stato di Rovigo apre ora le porte ad un Centro di Documentazione, in cui fonti di diverso tipo e di diversa provenienza verranno conservate, archiviate e messe a disposizione degli interessati.

Una prima acquisizione del fondo documentario è costituita da un centinaio di videocassette vhs appartenenti a Stefano Casotti (giocatore del Rovigo prematuramente scomparso nel 1996), donate dai genitori Piero e Luisa. Fra i filmati della collezione anche alcune autentiche rarità. L’auspicio è che altri protagonisti del rugby veneto vogliano in futuro versare al Centro il proprio materiale, al fine di garantirne la conservazione e la futura fruizione.

Italia-Australia, caos viabilità a Padova. Festa rovinata per migliaia di tifosi

Monday, November 17th, 2008

Ho cercato di andare a vedere Italia-Australia a Padova. Giunto all’uscita autostradale alle 13,40 (partita alle 15), sono poi rimasto bloccato nel traffico e la partita non l’ho potuta vedere. Lasciamo stare che il rugby per me è anche un po’ un lavoro. L’ultima volta che avevo visto l’Australia era stato allo Stade de France con 80mila spettatori: per raggiungere lo stadio dal centro di Parigi bastò mezz’ora, comodamente seduto in metropolitana. Sabato a Padova più che incazzarmi mi sono vergognato, ancora una volta, del paese in cui vivo.

Gli appassionati veneti aspettavano da dodici anni il ritorno di una grande del rugby e della Nazionale azzurra, da quando cioè nel ’96 l’Italia aveva sfidato proprio l’Australia, nella stessa Padova. La risposta da parte del territorio culla di questa disciplina era stata entusiastica, con 27mila biglietti acquistati in prevendita e quindi il prevedibile “assalto” allo Stadio Euganeo da parte di tifosi provenienti in particolare dalle direttrici Rovigo e Treviso-Venezia.

Ma la festa per centinaia di spettatori si è trasmutata in un incubo indigesto, proprio mentre l’Italia sognava un clamoroso colpaccio ai danni dei Wallabies in maglia verdeoro. Moltissimi quelli costretti ad entrare all’Euganeo a partita già iniziata, se non addirittura a conclusione del primo tempo. Una poco oculata gestione della viabilità ha infatti fatto precipitare nel caos assoluto i dintorni dello stadio. L’uscita Padova Ovest presentava lunghe code fin dall’una e mezza, quando Onda Verde invitava già ad utilizzare Padova Est, a sua volta però presto intasatasi.

Così chi è giunto dall’autostrada a Padova fra l’una e mezza e le due si è trovato ad affrontare tempi di percorrenza, fra le uscite e l’Euganeo, superiori all’ora e mezza, ben oltre il calcio di inizio. Mentre Mirco Bergamasco segnava la prima meta, fra le lunghe file di macchine sotto un inatteso sole di novembre c’era chi si faceva aria con i biglietti del match profumatamente acquistati in prevendita. Altri, adulti e ragazzini, sceglievano di camminare a piedi lungo la tangenziale, abbandonando in macchina il solo guidatore, per una salutare boccata d’aria e un’istruttiva lezione di educazione stradale.

Esauriti i parcheggi dello stadio, gli stessi pochi vigili nell’area suggerivano di parcheggiare «dove si trova», con conseguente affollamento di auto lungo le rampe di immissione, sulle corsie di emergenza, tutto intorno ai caselli. Unica alternativa il parcheggio dell’ex Foro Boario, dal quale però l’ultima navetta per l’Euganeo era stata programmata alle 15,15. A chi è arrivato dopo il personale ha consigliato di camminare per circa un chilometro e mezzo lungo corso Australia e quindi semmai di scavalcare il guardrail.

Solo a conclusione di primo tempo, con l’arrivo degli ultimi prigionieri del traffico, lo stadio Euganeo si presentava gremito, secondo il tutto esaurito annunciato. Ma per molti appassionati è stato un sabato da dimenticare.

Nelle foto: in alto, il calcio di inizio di Italia-Australia; sotto, la meta di Mirco Bergamasco.

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Pugni e peae

Saturday, October 25th, 2008
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Non se ne può più di tutta questa retorica sul rugby. Il nostro è e sarà sempre lo sport più bello del mondo, ma una certa immagine che si sta diffondendo ultimamente è, diciamo la verità, un po’ troppo melensa. Cioè che tutti in campo siano così gentiluomini, così rispettosi delle regole.

Chi di partite ne ha giocate o viste tante, sa bene che in campo – una volta ancor più di ieri – può succedere di tutto. Pure la rissa fa parte del gioco e quando capita capita, e – diciamoci ancor più la verità – al pubblico non è che dispiaccia. Magari non è molto educativa…

Ecco nel video cosa hanno combinato Toulon e Stade Français in uno dei primi match del campionato francese quest’anno. E sentirete il commentatore televisivo che accenna alla “bagarre” come nella “più pura tradizione del club rossonero” al Mayol, il mitico stadio in riva al mare di Tolone.

Capita spesso, insomma, che ci sia bisogno di spiegarsi bene in campo, soprattutto fra gli avanti. Quando succede, in Veneto si dice “pugni e peae”.

Nella foto: come fu ridotto Kieran Roche da Perry Freshwater, in un Perpignan-London Irish di Heineken Cup del dicembre 2007. Poi Freshwater fu squalificato per sole quattro settimane. In alto invece l’australiano James Horwill alle prese con la mischia della Francia nel test di luglio.

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Un rugbista da Oscar. Un ex-San Donà alla guida dei Pumas. Un feltrino nella Francia

Thursday, March 6th, 2008

bardem-rugby.jpgLe vie del rugby sono infinite. Si intrecciano, si rincorrono tortuosamente, poi tornano sempre lì, attorno alla magia di un pallone ovale.

Capita di scoprire, ad esempio, che uno dei più grandi attori degli ultimi tempi, lo spagnolo Javier Bardem, sia stato in gioventù un rugbista con il Rc Liceo Francès di Madrid e con la Nazionale under 17 del suo paese (nella foto). Giocava pilone o seconda linea. Sfortunata la sua apparizione con la Spagna, sconfitta dai pari età del Portogallo 10-9 a Leon.

bardemStraordinaria la prova di Bardem – che infatti gli è valsa un Oscar – nell’ultimo film dei fratelli Coen, “Non è un paese per vecchi”, nel quale lo spagnolo è l’inquietante killer Anton Chigurh (nella seconda foto). L’avevo anche apprezzato però in “Mare dentro”, “Goya” e “Prima che sia notte”.

Intanto, tornando all’attualità, scopro anche che una vecchia conoscenza del rugby veneto è il principale candidato a guidare i Pumas dopo la partenza di Loffreda, oggi sulla panchina del Leicester. Si tratta di Fabian Turnes (nella foto a sinistra), che giocò a San Donà nell’89-90 nell’epoca in cui diversi argentini transitarono dalle parti del Piave, come Tati Milano, Pitinari e Ambrosio. Me lo turnesricordo molto dotato tecnicamente e con quella cattiveria maliziosa che spesso caratterizza i rugbisti argentini. Si attende a giorni l’ufficialità, ma pare ormai certo che Turnes, allenatore della selezione regionale di Buenos Aires, sarà l’allenatore della Nazionale bianco-azzurra in coppia con Santiago Phelan, che aveva guidato l’Argentina A nelle ultime due stagioni.

barcellaE scopro infine che uno dei debuttanti nella Francia contro l’Italia domenica, Fabien Barcella, è di origini venete, l’ennesimo di una lunga serie di rugbisti transalpini di successo. Il nonno di Barcella, che si chiamava Giuseppe Fregona, emigrò da Villaga presso Feltre nel primo dopoguerra, informa il Gazzettino. “Esordire proprio contro l’Italia, il paese da cui ha origine la mia famiglia, mi dà una sensazione particolare”, ha detto Barcella, che gioca nell’Auch dopo aver vestito anche la maglia dello Stade Toulousain, “gli azzurri hanno un’ottima prima linea, non sarà per niente facile per noi della mischia”.

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Francia-Italia, quella fantastica meta di Croci a Grenoble…

Tuesday, March 4th, 2008

Francia-Italia si avvicina. Per gli azzurri del rugby è questa la sfida storica, quella che racchiude maggiori suggestioni. Sperando che sia beneaugurante, ho deciso di postare la meta firmata da Giambattista Croci nell’indimenticabile partita di Grenoble, quando l’Italia vinse 40-32. Di proposito ho fatto partire le immagine dal calcio di allontanamento della Francia, perchè fu tutto lo sviluppo dell’azione ad essere entusiasmante per continuità e sostegno, con un Paolino Vaccari irresistibile. La più bella meta azzurra all-time?

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