Nasce presso l’Archivio di Rovigo il Centro di Documentazione sul rugby veneto
Sunday, July 24th, 2011
L’esperienza della recente mostra “La Rovigo di Maci”, presso l’Archivio di Stato di via Sichirollo, lascia un’importante eredità. Sviluppando il progetto che ha portato all’allestimento dell’esposizione dedicata a “Maci” Battaglini (foto in alto) e al rugby degli anni dell’immediato dopoguerra, si è fatta strada, infatti, l’idea della creazione di un Centro di Documentazione sul rugby veneto, che troverà sede presso lo stesso Archivio di Stato di Rovigo.
L’obiettivo è di raccogliere in un unico luogo materiale proveniente da diverse collezioni e finora destinato a finire disperso. In Veneto la vicenda del rugby si intreccia in modo significativo con la vita sociale e politica; la documentazione storica sulla palla ovale ha quindi un particolare valore per i ricercatori che desiderano approfondire lo studio della società veneta nel Novecento.
Grazie alla sensibilità del direttore Luigi Contegiacomo, l’Archivio di Stato di Rovigo apre ora le porte ad un Centro di Documentazione, in cui fonti di diverso tipo e di diversa provenienza verranno conservate, archiviate e messe a disposizione degli interessati.
Una prima acquisizione del fondo documentario è costituita da un centinaio di videocassette vhs appartenenti a Stefano Casotti (giocatore del Rovigo prematuramente scomparso nel 1996), donate dai genitori Piero e Luisa. Fra i filmati della collezione anche alcune autentiche rarità. L’auspicio è che altri protagonisti del rugby veneto vogliano in futuro versare al Centro il proprio materiale, al fine di garantirne la conservazione e la futura fruizione.






Straordinaria la prova di Bardem – che infatti gli è valsa un Oscar – nell’ultimo film dei fratelli Coen, “Non è un paese per vecchi”, nel quale lo spagnolo è l’inquietante killer Anton Chigurh (nella seconda foto). L’avevo anche apprezzato però in “Mare dentro”, “Goya” e “Prima che sia notte”.
ricordo molto dotato tecnicamente e con quella cattiveria maliziosa che spesso caratterizza i rugbisti argentini. Si attende a giorni l’ufficialità, ma pare ormai certo che Turnes, allenatore della selezione regionale di Buenos Aires, sarà l’allenatore della Nazionale bianco-azzurra in coppia con Santiago Phelan, che aveva guidato l’Argentina A nelle ultime due stagioni.
E scopro infine che uno dei debuttanti nella Francia contro l’Italia domenica, Fabien Barcella, è di origini venete, l’ennesimo di una lunga serie di rugbisti transalpini di successo. Il nonno di Barcella, che si chiamava Giuseppe Fregona, emigrò da Villaga presso Feltre nel primo dopoguerra, informa il Gazzettino. “Esordire proprio contro l’Italia, il paese da cui ha origine la mia famiglia, mi dà una sensazione particolare”, ha detto Barcella, che gioca nell’Auch dopo aver vestito anche la maglia dello Stade Toulousain, “gli azzurri hanno un’ottima prima linea, non sarà per niente facile per noi della mischia”.