Archive for the 'Rabodirect Pro 12 2011-2012' Category

Benetton, nuovo harakiri nonostante un superbo Gori. Glasgow passa a Monigo con un meta nel finale

Sunday, April 22nd, 2012

Stesso – o quasi – copione visto contro l’Ulster: il Benetton domina per lunghi tratti della partita ma si ritrova nel finale con uno striminzito vantaggio, poi subisce la meta decisiva ad una manciata di minuti dalla fine. Un suicidio tattico, ma anche la dimostrazione dei limiti della panchina biancoverde rispetto agli avversari di Pro12. E la sconfitta contro Glasgow ha pure uno strascico pesante sul fronte degli infortuni. Manoa Vosawai ha subito la lussazione della spalla sinistra (stesso problema, precedentemente in questa stagione, sulla sinistra – sotto un’immagine delle impressionanti condizioni della spalla all’uscita dal campo), Antonio Pavanello una distorsione della caviglia sulla quale però lo staff medico dovrà fare i dovuti accertamenti. Pessima notizia anche per la Nazionale, visto che Jacques Brunel rischia di perdere altre due pedine per il tour estivo, oltre ai già fermi Derbyshire, Ghiraldini e Botes.

Treviso ha sprecato tantissimo, sbagliando anche touche importanti nei momenti topici. «Siamo stati, senza segnare, per otto volte dentro i loro 5 metri», si rammaricava alla fine Franco Smith. Aveva fatto ben sperare la bella meta in avvio firmata da “Dingo” Williams, ma ispirata da un brillante spunto di Tommaso Iannone.

Gli scozzesi erano riusciti a sorpassare con due piazzati, ottenendo il massimo nelle rare puntate nella metà campo trevigiana. Al minuto numero 71 finalmente il Benetton vinceva una rimessa, impostava la maul e otteneva il calcio di punizione a favore, trasformato da Kris Burton per l’8-6.

Nel finale scandalosa decisione arbitrale a favore di Glasgow, per il piazzato di Ruaridh Jackson che però si stampava sul palo. Ma la doccia fredda arrivava con la meta di D.T.H. Van Der Merwe, il sudafricano apprezzato all’ultima World Cup con la maglia del Canada.

Pochi dubbi sul man of the match, poichè Edoardo Gori è stato certamente il migliore in campo (menzioni per Minto, Iannone e Cittadini). Il ragazzo toscano, che pure può ancora crescere molto sul piano della gestione, sta emergendo per talento atletico e per personalità. Ha pure sfidato a boxe Alastair Kellock, 2 metri e 4 per 110 chili. «In questo finale di stagione mi sento finalmente a posto fisicamente, anche grazie al lavoro assieme ai preparatori Intoppa e Benvenuto», ha commentato il mediano di mischia, «sto giocando di più e questo mi dà fiducia, partita dopo partita mi sento sempre più sicuro».

La sfida Gori-Kellock è stata fermata da un doppio cartellino giallo. «Stavo recuperando un pallone e mi ha pestato volontariamente un braccio, mi sono così lasciato prendere dalla rabbia: reazione sbagliata, è stato un errore mio», ha spiegato Gori. Il Glasgow in ogni caso è sembrata squadra brutale fino ai limiti del regolamento. Visti almeno un paio di clamorosi stamping (Barclay sopra Cittadini, Kellock sopra Burton) e qualche malumore è affiorato anche nell’ambiente del Benetton, stufo di non ricevere adeguata tutela rispetto alle squadre britanniche. Il club biancoverde, che in queste due stagioni non ha mai citato gli avversari, potrebbe questa volta rivolgersi all’istituzione giudicante.

Nella foto in alto, il cerchio del Benetton saluta alla fine del match Simon Picone, all’ultima partita a Monigo in maglia biancoverde.

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Caso Aironi, Treviso resta in attesa. Intanto la Fir licenzia i tecnici Green e Ghini

Tuesday, April 3rd, 2012

Il movimento attende di conoscere la sorte degli Aironi, che dipenderà probabilmente dal consiglio federale di venerdì prossimo. In posizione attendista si colloca anche il Benetton.

«Le nuove indicazioni della Fir non ci soddisfano di certo, ma la priorità ora è un’altra: ritrovare il successo che manca da troppo tempo», ha sottolineato il presidente trevigiano Amerino Zatta la scorsa settimana, prima che i biancoverdi subissero a Swansea la loro nona sconfitta consecutiva, «la vittoria resta il fattore fondamentale per avere entusiasmo nel fare sport, a qualsiasi livello e per qualsiasi componente di un club. Sulla questione delle regole, attendiamo intanto gli sviluppi della situazione degli Aironi in seguito al consiglio federale, mentre ribadisco che per discutere le soluzioni ai problemi della partecipazione italiana al Pro12 sarebbe opportuno un incontro con la Fir e gli stessi Aironi, in un confronto anche pubblico».

Intanto si registrano movimenti anche nell’ambito della struttura tecnica federale. Craig Green (foto sopra), infatti, non sarà più l’allenatore della Nazionale under 20 nella prossima stagione. La Fir avrebbe deciso infatti di non avvalersi più del tecnico neozelandese dopo la partecipazione alla Junior World Cup in programma in Sud Africa a giugno. Sembrerebbe che Jacques Brunel vorrebbe alla guida degli azzurrini un allenatore di sua fiducia. Avventura finita anche per Sandro Ghini, la cui Italia under 18 sta deludendo agli Europei di categoria.

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Beffa Ulster, Benetton ancora a secco. E Franco Smith racconta Ruan Pienaar

Sunday, March 25th, 2012

Il Benetton aveva una gran fame. Con tre mesi di sconfitte alle spalle, Antonio Pavanello e compagni scendevano in campo contro l’Ulster carichi come molle, puntuali e feroci nei placcaggi, spericolati (talora pure troppo) con la palla in mano. Sembrava fatta quando lo score era 23-13 ed erano solo 11 i minuti rimasti sul cronometro. Finale incredibile: 23-27. «Abbiamo giocato una partita quasi perfetta, ci siamo imposti fisicamente, nelle collisioni la sconfitta che ci pesa come nessun altra», commentava sconsolato il capitano, «per questo la sconfitta ci pesa come nessun altra di questa stagione».

Decisiva la gestione degli ultimissimi minuti di gioco, ma forse ancor più le occasioni sprecate nel corso della partita. A fronte del notevole volume di gioco prodotto e di un predominio netto nelle fonti di gioco i trevigiani hanno raccolto troppo poco in termini di punti.

Peccato davvero per un Benetton tornato al suo smalto migliore con il recupero dei nazionali e soprattutto grazie ad una mediana Burton-Gori ispiratissima, quasi maturata dall’esperienza azzurra. L’australiano, che pure ha sulle spalle la meta di Henry nel primo tempo, ha firmato da difficile posizione il drop del vantaggio a inizio ripresa e orchestrato bene il gioco con i calci tattici. Il Gori vivace di sabato lascia più tranquillo Smith dopo la perdita di Toby Botes. Il sudafricano ha un gomito in disordine e visto che la sua stagione è finita lo staff medico trevigiano sta valutando di accellerare i tempi anche per l’operazione alla spalla (ma serviva proprio rischiarlo contro la Scozia?).

Bene anche Manoa Vosawai (foto in alto, da benettonrugby.it), che impiegato come uomo-proiettile ha severamente impegnato gli irlandesi nel placcaggio, ed un sempre più maturo Tommaso Iannone. L’immagine più bella della giornata è il passaggio dietro la schiena di Diego Vidal, che propizia la meta di Di Bernardo illudendo i biancoverdi. L’Ulster ha tenuto duro con il suo mestiere e con il talento fuori concorso dello Springbok Ruan Pienaar, capace di calciare fra i pali anche abbondantemente oltre la metà campo e di guidare la rimonta dei suoi.

«Conosco Ruan da quando era bambino», ha raccontato Franco Smith (entrambi sono di Bloemfontain), «ho avuto modo di giocare all’inizio della mia carriera con suo padre Gysie Pienaar, che è stato un grande estremo degli Springboks e anche vice-allenatore del Sud Africa. Ruan ha ricevuto i buoni insegnamenti di Gysie e fin da piccolo si è allenato molto a calciare. Sapete, dalle nostre parti non ci sono molti altri passatempi, oltre al rugby…  E Pienaar, Mornè Steyn e mio fratello erano sempre insieme da ragazzi» (Nella foto Pienaar e Steyn in maglia Springboks).

Il Benetton aveva rischiato di smarrirsi nei recenti appuntamenti dopo le buone prove di Heineken Cup (in particolare nella sfidapersa di un soffio con i Saracens che rappresenta forse l’acme della stagione). Colpa della impossibile coabitazione di Pro12 e Sei Nazioni per una squadra che dà alla rappresentativa del proprio paese un numero di atleti senza pari in qualsiasi altro scenario professionistico. Se l’ultimo successo resta quello della vigilia di Capodanno sugli Aironi, di certo contro l’Ulster Treviso ha dimostrato nuovamente di essere in grado di esprimere bel gioco e di lottare alla pari con gli avversari della parte alta della classifica.

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Benetton e Smith insieme fino al 2014. Parte dal tecnico sudafricano il nuovo progetto di Treviso

Saturday, March 3rd, 2012

Benetton e Franco Smith insieme fino al 2014. La notizia della firma di un contratto biennale arriva da un quotidiano sudafricano solitamente ben informato sugli affari dei rugbisti della zona di Bloemfontein, anche se non viene confermata dal tecnico e dalla società, i quali probabilmente attendono l’imprimatur della Fir prima di dare ufficialità all’accordo (secondo il famigerato capitolato sulla partecipazione alla Celtic League, alla Federazione spetta l’ultima parola sugli staff tecnici delle due franchigie).

L’allenatore che ha traghettato il Benetton dal Super 10 nostrano agli scenari europei rimane dunque a Treviso per allungare un ciclo che dura già da un lustro e che giungerà infine a sette anni. Per Franco Smith un mandato praticamente da Presidente della Repubblica. Il paragone sarà pure irriverente, ma di certo al tecnico sudafricano va ascritta una buona parte di merito nella crescita del club negli ultimi anni.

Smith godeva di buone quotazioni di mercato in Sud Africa. Il suo nome era girato addirittura fra i possibili candidati al posto di allenatore dei trequarti degli Springboks dopo la nomina a head coach di Heyneke Meyer. Ma il tecnico aveva soprattutto una concreta offerta dai Bulls (orfani dello stesso Meyer) e l’interessamento di Cheetahs, Griquas, Southern Kings. Anche importanti club di Pro12 si erano fatti avanti per offrire un posto nel loro staff. «A Treviso c’è ancora molto lavoro da fare», aveva dichiarato nei mesi scorsi Smith, «prima di intraprendere nuovi progetti, mi piacerebbe condurre a compimento quello cominciato qui. Con il Benetton vorrei raggiungere un risultato concreto, come i playoff di Pro12 o Heineken Cup».

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Munster, ovvero l’arte della ruck. Zebo e O’Mahony astri nascenti, il Benetton viene dominato

Sunday, February 19th, 2012

Contro il Benetton il Munster dà lezione, anzi diverse lezioni: gli irlandesi sono più atletici, più organizzati, più lucidi, soprattutto più “cattivi” e “ignoranti” nel significato decisivo che questi due aggettivi assumono sopra un campo da rugby. Emblematica la determinazione degli irlandesi nei punti di incontro. Controruck, palle rubate o quanto meno sempre rallentate: una “fame” dalla quale il Benetton viene completamente irretito. Una terza linea come Peter O’Mahony è il degno erede di Alan Quinlan e David Wallace, in compagnia dei più esperti O’Driscoll e Coughlan in una specie di scuola sui raggruppamenti. Docente, anzi preside Paul O’Connell. E’ con questi  animali del pacchetto che il Munster è diventata una delle squadre più vincenti in Europa (nella foto un’immagine del match di andata, ma la prima è la stessa di sabato con Botha, Varley, Du Preez: loro non hanno il problema di non poter mettere due stranieri in prima linea…).

Ha avuto ragione il pubblico di Monigo prendendosela con Neil Hennessy, perché l’arbitro gallese ha fischiato male e nella prima mezz’ora sempre contro i bianconeri, lasciando correre sulle ruvidezze degli ospiti nei punti di incontro. Ma questa è l’arte della ruck, e quelli del Munster la sanno interpretare magistralmente, anche dal punto di vista della valutazione del metro arbitrale.

E’ il Benetton che compie un notevole passo indietro, lasciandosi sovrastare dal mestiere degli avversari come spesso accadeva nell’era pre-Celtic. La concomitanza con il Sei Nazioni, per i problemi di gestione della rosa, si conferma la fase più difficile della stagione per Franco Smith. Le due ultime sconfitte dicono come le seconde scelte non siano ancora in grado di garantire un rendimento costante in alternativa ai migliori. E le cervellotiche regole federali su stranieri e permit players sono un ulteriore ostacolo. Ma al di là di tutto è mancata questa volta la voglia di combattere, perlomeno per buona parte del primo tempo.

Il migliore fra i biancoverdi è stato, finchè in campo, un arrembante Franco Sbaraglini, capace di emergere per determinazione anche nel momento di massimo grigiore trevigiano (foto a fianco, di Marco Sartori dal sito Benetton). Presente nei placcaggi Filippucci, mentre va sottolineata anche la crescita di Muccignat. E si è rivisto Semenzato, davvero opaco negli ultimi mesi. Ma perché il Benetton sia davvero pericoloso in attacco sono oggi ancora indispensabili la velocità e la creatività di Botes e Benvenuti. Fra gli irlandesi si fa apprezzare per la velocità Simon Zebo, astro nascente del rugby irlandese (ma con sangue francese e caraibico, e gambe da sprinter).

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