Munster, ovvero l’arte della ruck. Zebo e O’Mahony astri nascenti, il Benetton viene dominato
Sunday, February 19th, 2012
Contro il Benetton il Munster dà lezione, anzi diverse lezioni: gli irlandesi sono più atletici, più organizzati, più lucidi, soprattutto più “cattivi” e “ignoranti” nel significato decisivo che questi due aggettivi assumono sopra un campo da rugby. Emblematica la determinazione degli irlandesi nei punti di incontro. Controruck, palle rubate o quanto meno sempre rallentate: una “fame” dalla quale il Benetton viene completamente irretito. Una terza linea come Peter O’Mahony è il degno erede di Alan Quinlan e David Wallace, in compagnia dei più esperti O’Driscoll e Coughlan in una specie di scuola sui raggruppamenti. Docente, anzi preside Paul O’Connell. E’ con questi animali del pacchetto che il Munster è diventata una delle squadre più vincenti in Europa (nella foto un’immagine del match di andata, ma la prima è la stessa di sabato con Botha, Varley, Du Preez: loro non hanno il problema di non poter mettere due stranieri in prima linea…).
Ha avuto ragione il pubblico di Monigo prendendosela con Neil Hennessy, perché l’arbitro gallese ha fischiato male e nella prima mezz’ora sempre contro i bianconeri, lasciando correre sulle ruvidezze degli ospiti nei punti di incontro. Ma questa è l’arte della ruck, e quelli del Munster la sanno interpretare magistralmente, anche dal punto di vista della valutazione del metro arbitrale.
E’ il Benetton che compie un notevole passo indietro, lasciandosi sovrastare dal mestiere degli avversari come spesso accadeva nell’era pre-Celtic. La concomitanza con il Sei Nazioni, per i problemi di gestione della rosa, si conferma la fase più difficile della stagione per Franco Smith. Le due ultime sconfitte dicono come le seconde scelte non siano ancora in grado di garantire un rendimento costante in alternativa ai migliori. E le cervellotiche regole federali su stranieri e permit players sono un ulteriore ostacolo. Ma al di là di tutto è mancata questa volta la voglia di combattere, perlomeno per buona parte del primo tempo.
Il migliore fra i biancoverdi è stato, finchè in campo, un arrembante Franco Sbaraglini, capace di emergere per determinazione anche nel momento di massimo grigiore trevigiano (foto a fianco, di Marco Sartori dal sito Benetton). Presente nei placcaggi Filippucci, mentre va sottolineata anche la crescita di Muccignat. E si è rivisto Semenzato, davvero opaco negli ultimi mesi. Ma perché il Benetton sia davvero pericoloso in attacco sono oggi ancora indispensabili la velocità e la creatività di Botes e Benvenuti. Fra gli irlandesi si fa apprezzare per la velocità Simon Zebo, astro nascente del rugby irlandese (ma con sangue francese e caraibico, e gambe da sprinter).
Tags: Alan Quinlan, Benetton Treviso, BJ Botha, David Wallace, Fabio Semenzato, Franco Sbaraglini, Franco Smith, Marco Filippucci, Matteo Muccignat, Mick O'Driscoll, Munster, Neil Hennessy, Paul O'Connell, Peter O'Mahony, Simon Zebo, Wian Du Preez


In queste settimane, intanto, entra nel vivo il mercato dei club europei. Per il Benetton la sfida è di riuscire a trattenere i suoi pezzi migliori, soprattutto quello che può essere considerato oggi il migliore giocatore italiano, “Ironman” Alessandro Zanni (nella foto di 
