I miei primi cinquant’anni: i libri di Pierre Berbizier e del Rugby Mirano
Wednesday, September 26th, 2007
Secondo la rivista di settore “Euro TMT” fra giugno e settembre sono usciti in Francia ben 150 libri che trattano di rugby. Una vera e propria invasione in libreria, sull’onda dell’interesse suscitato dai Mondiali. Sono un fanatico del rugby scritto (rimando anche alla pagina sulla mia biblioteca ovale), ma negli ultimi viaggi sono rimasto un po’ disorientato di fronte a questi scaffali pieni di nuovi libri. Difficile individuare la qualità.
In ogni caso voglio segnalare che è uscito un libro di Pierre Berbizier, “Les vérités du terrain”, scritto assieme a Alain Leygonie, edizioni Privat (ma l’ho trovato indicato anche con il titolo “Homme de terrain”). Va ricordato che Berbizier è in Francia un personaggio molto controverso. Dopo essere stato un grande giocatore e l’allenatore di una Nazionale transalpina fra le più forti di sempre, uscì dal giro del grande rugby francese come uno dei suoi più stretti amici, Jacques Fouroux. Il carattere riservato e l’aver denunciato i pericoli del doping hanno spinto Berbizier ancor più ai margini. Per tutti questi motivi credo che l’autobiografia dell’allenatore sia particolarmente interessante.
Nel frattempo in questi giorni, spostandoci un po’ più nel giardino di casa, è stato presentato “Una piazza ovale. Mezzo secolo di rimbalzi strani a Mirano”, il libro dedicato al cinquantenario del Rugby Mirano e scritto dagli amici Vanni Favorido e Simone Battaggia. Splendida la foto di copertina di uno degli stranieri più forti di sempre, il neozelandese Jade Arthur, che oggi a volte canta l’inno nei match degli All Blacks.
In mezzo al rugby tecnologico dei Mondiali, un sano ritorno alle origini del rugby pan-e-soppressa veneto, quello che in Francia chiamano “rugby des villages” o “rugby cassoulet”.
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