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	<title>Rugbypeople &#187; Libri e film</title>
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	<description>Lo sport più bello del mondo, la sua gente</description>
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		<title>Tra Argentina e Venezia, le avventure nel rugby di Hugo Pratt</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 16:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e film]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha creato uno dei personaggi più amati della letteratura a fumetti, Corto Maltese. Ed il marinaio che non ha mai smesso di viaggiare e di sognare gode ormai di tanta popolarità (in Italia ma anche all&#8217;estero, soprattutto in Francia) da essere diventato tutt&#8217;uno con il suo autore, come Maigret fu per Simenon oppure oggi Montalbano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/02/image004.jpg" title="image004.jpg"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2008/02/image004.jpg" title="image004.jpg" alt="image004.jpg" align="right" border="1" height="181" hspace="4" vspace="4" width="259" /></a>Ha creato uno dei personaggi più amati della letteratura a fumetti, <strong>Corto Maltese</strong>. Ed il marinaio che non ha mai smesso di viaggiare e di sognare gode ormai di tanta popolarità (in Italia ma anche all&#8217;estero, soprattutto in Francia) da essere diventato tutt&#8217;uno con il suo autore, come Maigret fu per Simenon oppure oggi Montalbano per Camilleri.</p>
<p><em>&#8220;Una volta è venuta la polizia, nella mia casa di Malamocco, per vedere se Maltese abitava lì. Una ragazzina francese lo cercava disperatamente. Ho dovuto andare in questura, a San Lorenzo, e poi al consolato per assicurare che mi sarei preso la responsabilità di questa fanciulla. I poliziotti mi chiedevano: &#8216;Lei conosce un certo Corto Maltese?&#8217;. Io rispondevo: &#8216;Sì, in un certo senso lavoriamo assieme&#8217;&#8221;</em>, raccontò <strong>Hugo Pratt</strong> a Alessandro de Calò, in una vecchia intervista alla Gazzetta dello Sport.</p>
<p>Nella sua vita, conclusasi a <strong>Losanna</strong> il 20 agosto 1995, Pratt era stato un&#8217;apolide: nato a <strong>Rimini</strong> nel &#8216;27 da famiglia di origini britanniche, aveva trascorso l&#8217;infanzia a <strong>Venezia</strong>, trasferendosi poi in Africa a 10 anni prima di tornare a Venezia ed andare quindi a <strong>Buenos Aires</strong> nel &#8216;50, e alla fine in Svizzera passando ancora per Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Brasile. In gioventù era stato, pochi lo sanno, anche un giocatore di rugby. C&#8217;entra ovviamente l&#8217;Argentina, ma anche Venezia.</p>
<p><em>&#8220;Il calcio è uno spettacolo molto bello ma da ragazzino mi dava fastidio, forse perchè mio padre mi obbligava ad andare a vedere il Venezia, mentre io preferivo andare a vedere Venezia&#8221;</em>, spiegò Pratt, <em>&#8220;così mi sono messo a giocare a rugby. Dopo la guerra, abbiamo cominciato a fare una squadra a XV. Io ero l&#8217;unico antifascista, tutti gli altri venivano dal <strong>Guf</strong>, gli universitari del regime. Il capitano si chiamava <strong>Nogara</strong>. Eravamo molto battaglieri. Porto ancora i postumi di una frattura alla spalla. Poi ho trovato una fidanzata che faceva molto bene da mangiare. Ingrassavo. Da titolare sono passato riserva. E infine socio sostenitore&#8221;</em>.</p>
<p><img src="http://www.cortomaltese.info/foto/Pratt.gif" title="hugo pratt rugby" alt="hugo pratt rugby" align="left" border="1" height="241" hspace="4" vspace="4" width="335" />Il rugby, seppur di sfuggita, compare in uno dei fumetti di cui Corto Maltese è protagonista. Si tratta di <strong>&#8220;Tango &#8230;y todo a media luz&#8221;</strong>, ambientato a Buenos Aires, con Corto sulle tracce di Butch Cassidy, Sundance Kid e Etta Place, e di uno strano traffico internazionale di prostitute fra i bordelli della capitale argentina.</p>
<p>Giocatori di rugby fra i disegni preparatori alla storia, ed i ricordi di Pratt legati alla palla ovale: <em>&#8220;&#8221;Vamos a lo de la Parda&#8221;, così urlavano quasi in coro i gagliardi giocatori di rugby del C.A.S.I. (Club Atletico di San Isidro), dopo la penultima bevuta con gli avversari sconfitti del C.U.B.A. (Club Universitario di Buenos Aires), con i genitori, con le sorelle accese per gli sguardi pieni di sottintesi dei compagni di squadra dei fratelli e con i soci anziani del club che spiegavano come ai loro tempi non si sarebbe mai persa quest&#8217;ultima meta. &#8220;Vamos a lo de la Parda&#8221; era il segnale che una gran parte della gioventù sportiva del CASI e del CUBA avrebbe disertato il bar del &#8220;San Isidro&#8221; per andare a far visita a &#8220;La Parda&#8221;, un altro tipo di club molto più stimolante di altri. Non ricordo se era l&#8217;estate del &#8216;49 oppure del &#8216;50, che in Argentina cade a dicembre&#8221;</em>.</p>
<p>E a Buenos Aires Pratt aveva giocato proprio nel <strong>San Isidro</strong>, con un compagno poi divenuto più famoso anche di Corto Maltese. <em>&#8220;In Argentina ho fatto parte prima dell&#8217;<strong>Atletico</strong>, poi del <strong>Sic</strong>, nato da una scissione. Nel Sic giocava anche <strong>Guevara</strong>. Lì ho conosciuto il &#8220;Che&#8221;, nel &#8216;49. Poi sparì ed è diventato quello che è diventato&#8221;</em>.</p>
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		<title>Un piazzato di Antonio Albanese e il Cus batte il Petrarca nel derby padovano (ma è un film)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 08:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e film]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio Albanese entra in campo e con un provvidenziale calcio piazzato regala il successo al Cus Padova nel derby padovano contro il Petrarca. Succede in un film del 2000, &#8220;La lingua di Carlo Mazzacurati (nato infatti a Padova), con Albanese, Fabrizio Bentivoglio e, in una piccola parte, Marco Paolini.
Un prezioso omaggio di Mazzacurati alla tradizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonio Albanese</strong> entra in campo e con un provvidenziale calcio piazzato regala il successo al <strong>Cus Padova</strong> nel derby padovano contro il <strong>Petrarca</strong>. Succede in un film del 2000, &#8220;La lingua di <strong>Carlo Mazzacurati</strong> (nato infatti a Padova), con Albanese, Fabrizio Bentivoglio e, in una piccola parte, Marco Paolini.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2008/02/14/un-piazzato-di-antonio-albanese-e-il-cus-padova-batte-il-petrarca-nel-derby-padovano-ma-e-un-film/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
<p>Un prezioso omaggio di Mazzacurati alla tradizione ovale di Padova. Si riconoscono il campo dell&#8217;<strong>Antonianum</strong> (con le cupole del Santo sullo sfondo), l&#8217;allenatore <strong>Piero Monfeli</strong> (ex prima linea del Petrarca, poi tecnico del Cus, del Mirano e di altre squadre dei dintorni), lo storico capitano del Cus <strong>Carlo Frangioni</strong>. E per i loro furti i due protagonisti del film usano una borsa del club del bucranio.</p>
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		<title>In uscita &#8220;La finta di Ivan&#8221;: Francescato e il suo rugby, fra genio e passione</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 21:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e film]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; in uscita presso l&#8217;editore Aviano.com &#8220;La finta di Ivan. Mete, placcaggi e terzi tempi infiniti: il rugby di Francescato&#8221;, scritto da Elvis Lucchese ed Andrea Passerini. Il libro racconta la storia di Ivan Francescato attraverso le testimonianze di familiari, amici ed allenatori, dalle prime esperienze nella Tarvisium agli scudetti e alle avventure europee con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/12/copertina-la-finta-di-ivan.jpg" title="copertina-la-finta-di-ivan.jpg"><img border="1" vspace="4" align="left" src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/12/copertina-la-finta-di-ivan.jpg" hspace="4" alt="copertina-la-finta-di-ivan.jpg" title="copertina-la-finta-di-ivan.jpg" /></a>E&#8217; in uscita presso l&#8217;editore Aviano.com <strong>&#8220;La finta di Ivan. Mete, placcaggi e terzi tempi infiniti: il rugby di Francescato&#8221;</strong>, scritto da Elvis Lucchese ed Andrea Passerini. Il libro racconta la storia di <strong>Ivan Francescato</strong> attraverso le testimonianze di familiari, amici ed allenatori, dalle prime esperienze nella Tarvisium agli scudetti e alle avventure europee con la maglia del Benetton, passando attraverso l&#8217;ascesa internazionale dell&#8217;Italia di <strong>Georges Coste</strong>, di cui il centro trevigiano fu indiscusso protagonista.</p>
<p>Ivan Francescato, scomparso il 19 gennaio &#8216;99 a soli 32 anni, è stato uno dei grandi talenti della palla ovale italiana degli anni Ottanta e Novanta. Le sue straordinarie doti atletiche e tecniche, unite ad una contagiosa esuberanza fuori dal campo, lo hanno reso una figura tutt&#8217;oggi indimenticata. Rivivendo le tappe della carriera di Ivan Francescato, il libro intende ripercorrere al contempo la memoria di un rugby fatto di passioni viscerali: la vicenda sociale delle &#8220;magliette rosse&#8221; della <strong>Tarvisium</strong> e del quartiere trevigiano di <strong>San Giuseppe</strong>, il talento irresistibile dei sei fratelli Francescato (tutti dediti alla palla ovale, fra i quali ben quattro approdati alla Nazionale maggiore), le generazione di fenomeni che ha condotto l&#8217;<strong>Italia</strong> nel Sei Nazioni, i turbamenti della delicata fase di passaggio dall&#8217;amateurism al rugby professionistico a tutti gli effetti. </p>
<p>&#8220;La finta di Ivan&#8221; è disponibile attraverso edicole e librerie della rete di distribuzione della rivista Rugby Club (<a href="http://www.rugbyclub.it/">www.rugbyclub.it</a>). Con questo titolo l&#8217;editore Aviano.com inaugura una collana di libri interamente dedicata al rugby, intitolata <strong>&#8220;Area di meta&#8221;</strong> e diretta da Ivan Malfatto.</p>
<p>La presentazione del volume è prevista sabato 22 dicembre alle ore 17,30 presso la sala-stampa dello stadio di Monigo, in collaborazione con il Benetton Rugby.</p>
<p><em>I lettori di RugbyPeople possono scaricare l&#8217;introduzione del libro, firmata da Andrea Passerini, cliccando qui: <a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/12/lesempio-di-ivan.doc" title="L’esempio di Ivan">L’esempio di Ivan</a> </em></p>
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		<title>&#8220;Murderball&#8221;. Mark, Bob e la storia del rugby in carrozzina</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 23:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e film]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Murderball&#8221; è un film che riguarda un tipo molto speciale di rugby. Lo segnalo non tanto perchè parli del nostro sport ma semplicemente perchè l&#8217;ho trovato un gran film, e decisamente uno dei migliori documentari sullo sport che conosco (alla pari di &#8220;When we were kings&#8221;, su Muhammad Alì).
Uscito nel 2005 e presentato al Sundance [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Murderball&#8221;</strong> è un film che riguarda un tipo molto speciale di rugby. Lo segnalo non tanto perchè parli del nostro sport ma semplicemente perchè l&#8217;ho trovato un gran film, e decisamente uno dei migliori documentari sullo sport che conosco (alla pari di <strong>&#8220;When we were kings&#8221;</strong>, su Muhammad Alì).</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/2007/11/14/murderball-mark-bob-e-la-storia-del-rugby-in-carrozzina/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
<p>Uscito nel 2005 e presentato al <strong>Sundance Festival</strong>, dove vinse il premio del pubblico ed un premio speciale della giuria, Murderball (prodotto da Mtv) ha girato poco in Italia e non mi risulta sia stato doppiato. Il film racconta la storia della Nazionale USA di <strong>&#8220;quad rugby&#8221;</strong> o <strong>&#8220;wheel chair rugby&#8221;</strong> nel suo cammino verso i Campionati Mondiali del 2002 e le <strong>ParaOlimpiadi</strong> di Atene del 2004. La disciplina &#8211; detta appunto anche &#8220;Murderball&#8221; dagli atleti che la praticano &#8211; non ha molto a che fare con il rugby vero e proprio, se non il fatto che lo scopo è condurre la palla (rotonda) nell&#8217;area di meta avversaria. E&#8217; permesso passare in avanti e non c&#8217;è fuorigioco.</p>
<p><img src="http://groupbenefits.thehartford.com/usp/images/bios/lujano.jpg" title="bob lujano" alt="bob lujano" align="right" border="1" height="117" hspace="4" vspace="4" width="175" />Con il rugby il murderball condivide invece una certa fisicità: i partecipanti giocano con una sedia a rotella corazzata come un auto-scontro e non si risparmiano colpi di una certa durezza. Anzi è proprio nell&#8217;affrontare lo scontro che i protagonisti trovano il modo per superare i propri limiti e vincere il pietismo della gente. Nel film <strong>Mark Zupan</strong> e compagni parlano di sè e delle loro vite difficili, persino della loro sessualità, in modo immediato e schietto. Il loro coraggio nell&#8217;affrontare le difficoltà quotidiane è commovente. Il mio preferito è l&#8217;incredibile <strong>Bob Lujano</strong>, il cui motto è <em>&#8220;no arms, no legs, no problems&#8221;</em>. Murderball è tratto dal libro di Mark Zupan, &#8220;GIMP, when life deals you a crappy hand you can fold &#8211; or you can play&#8221;.</p>
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		<title>Nelle librerie &#8220;Alessandro Troncon condottiero azzurro&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 22:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giocatori cult]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e film]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; in questi giorni in libreria &#8220;Alessandro Troncon condottiero azzurro&#8221;, edito da Sep-Vallardi con la prefazione di Candido Cannavò e le statistiche di Walter Pigatto (160 pagg., 19 euro). Si tratta di un omaggio alla straordinaria carriera di Troncon, ripercorsa fin dai primi passi, a soli sei anni con i Pulcini del Benetton, attraverso foto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/10/copertina-troncon-piccola.JPG" title="copertina libro troncon piccola"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/10/copertina-troncon-piccola.JPG" title="copertina libro troncon piccola" alt="copertina libro troncon piccola" align="right" border="1" hspace="4" vspace="4" /></a>E&#8217; in questi giorni in libreria <strong>&#8220;Alessandro Troncon condottiero azzurro&#8221;</strong>, edito da Sep-Vallardi con la prefazione di <strong>Candido Cannavò</strong> e le statistiche di Walter Pigatto (160 pagg., 19 euro). Si tratta di un omaggio alla straordinaria carriera di Troncon, ripercorsa fin dai primi passi, a soli sei anni con i Pulcini del Benetton, attraverso foto, memorabilia e i ricordi personali del mediano di mischia trevigiano.</p>
<p>In particolare vengono rivissuti gli storici momenti del rugby azzurro negli anni Novanta e Duemila, con i successi dell&#8217;<strong>era Coste</strong> e l&#8217;approdo al Sei Nazioni. Racchiuse fra le 101 presenze con la maglia dell&#8217;<strong>Italia</strong>, dalla partita con la Spagna del &#8216;94 a quella con la Scozia di poche settimane fa a Saint-Etienne, anche le esperienze di <strong>&#8220;Tronky&#8221;</strong> in quattro edizioni dei Mondiali, gli scudetti in maglia Benetton, l&#8217;avventura francese con i colori del Montferrand.</p>
<p>Scarica l&#8217;introduzione del libro: <a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/10/introduzione-una-storia-semplice.doc" title="introduzione-una-storia-semplice.doc">introduzione-una-storia-semplice.doc</a></p>
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		<title>I miei primi cinquant&#8217;anni: i libri di Pierre Berbizier e del Rugby Mirano</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 10:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elvis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brusaporco Rugby Club]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e film]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo la rivista di settore &#8220;Euro TMT&#8221; fra giugno e settembre sono usciti in Francia ben 150 libri che trattano di rugby.  Una vera e propria invasione in libreria, sull&#8217;onda dell&#8217;interesse suscitato dai Mondiali. Sono un fanatico del rugby scritto (rimando anche alla pagina sulla mia biblioteca ovale), ma negli ultimi viaggi sono rimasto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://multimedia.fnac.com/multimedia//images_produits/ZoomPE/0/2/2/9782708928220.jpg" title="libro Berbizier" alt="libro Berbizier" align="right" border="1" height="322" hspace="4" vspace="4" width="200" />Secondo la rivista di settore <strong>&#8220;Euro TMT&#8221;</strong> fra giugno e settembre sono usciti in Francia ben 150 libri che trattano di rugby.  Una vera e propria invasione in libreria, sull&#8217;onda dell&#8217;interesse suscitato dai Mondiali. Sono un fanatico del rugby scritto (rimando anche alla pagina sulla mia biblioteca ovale), ma negli ultimi viaggi sono rimasto un po&#8217; disorientato di fronte a questi scaffali pieni di nuovi libri. Difficile individuare la qualità.</p>
<p>In ogni caso voglio segnalare che è uscito un libro di <strong>Pierre Berbizier</strong>, <strong>&#8220;Les vérités du terrain&#8221;</strong>, scritto assieme a <strong>Alain Leygonie</strong>, edizioni Privat (ma l&#8217;ho trovato indicato anche con il titolo <strong>&#8220;Homme de terrain&#8221;</strong>). Va ricordato che Berbizier è in Francia un personaggio molto controverso. Dopo essere stato un grande giocatore e l&#8217;allenatore di una Nazionale transalpina fra le più forti di sempre, uscì dal giro del grande rugby francese come uno dei suoi più stretti amici, <strong>Jacques Fouroux</strong>. Il carattere riservato e l&#8217;aver denunciato i pericoli del doping hanno spinto Berbizier ancor più ai margini. Per tutti questi motivi credo che l&#8217;autobiografia dell&#8217;allenatore sia particolarmente interessante.</p>
<p><a href="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/09/cop-rugby-mirano-bassa_web.jpg" title="libro Mirano"><img src="http://mediaofficina.com/rugbypeople/wp-content/uploads/2007/09/cop-rugby-mirano-bassa_web.jpg" title="libro Mirano" alt="libro Mirano" align="left" border="1" height="241" hspace="4" vspace="4" width="150" /></a>Nel frattempo in questi giorni, spostandoci un po&#8217; più nel giardino di casa, è stato presentato <strong>&#8220;Una piazza ovale. Mezzo secolo di rimbalzi strani a Mirano&#8221;</strong>, il libro dedicato al cinquantenario del <strong>Rugby Mirano</strong> e scritto dagli amici <strong>Vanni Favorido</strong> e <strong>Simone Battaggia</strong>. Splendida la foto di copertina di uno degli stranieri più forti di sempre, il neozelandese <strong>Jade Arthur</strong>, che oggi a volte canta l&#8217;inno nei match degli All Blacks.</p>
<p>In mezzo al rugby tecnologico dei Mondiali, un sano ritorno alle origini del rugby pan-e-soppressa veneto, quello che in Francia chiamano &#8220;rugby des villages&#8221; o &#8220;rugby cassoulet&#8221;.</p>
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