Archive for the ‘Libri e film’ Category

Tra Argentina e Venezia, le avventure nel rugby di Hugo Pratt

Sunday, February 24th, 2008

image004.jpgHa creato uno dei personaggi più amati della letteratura a fumetti, Corto Maltese. Ed il marinaio che non ha mai smesso di viaggiare e di sognare gode ormai di tanta popolarità (in Italia ma anche all’estero, soprattutto in Francia) da essere diventato tutt’uno con il suo autore, come Maigret fu per Simenon oppure oggi Montalbano per Camilleri.

“Una volta è venuta la polizia, nella mia casa di Malamocco, per vedere se Maltese abitava lì. Una ragazzina francese lo cercava disperatamente. Ho dovuto andare in questura, a San Lorenzo, e poi al consolato per assicurare che mi sarei preso la responsabilità di questa fanciulla. I poliziotti mi chiedevano: ‘Lei conosce un certo Corto Maltese?’. Io rispondevo: ‘Sì, in un certo senso lavoriamo assieme’”, raccontò Hugo Pratt a Alessandro de Calò, in una vecchia intervista alla Gazzetta dello Sport.

Nella sua vita, conclusasi a Losanna il 20 agosto 1995, Pratt era stato un’apolide: nato a Rimini nel ‘27 da famiglia di origini britanniche, aveva trascorso l’infanzia a Venezia, trasferendosi poi in Africa a 10 anni prima di tornare a Venezia ed andare quindi a Buenos Aires nel ‘50, e alla fine in Svizzera passando ancora per Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Brasile. In gioventù era stato, pochi lo sanno, anche un giocatore di rugby. C’entra ovviamente l’Argentina, ma anche Venezia.

“Il calcio è uno spettacolo molto bello ma da ragazzino mi dava fastidio, forse perchè mio padre mi obbligava ad andare a vedere il Venezia, mentre io preferivo andare a vedere Venezia”, spiegò Pratt, “così mi sono messo a giocare a rugby. Dopo la guerra, abbiamo cominciato a fare una squadra a XV. Io ero l’unico antifascista, tutti gli altri venivano dal Guf, gli universitari del regime. Il capitano si chiamava Nogara. Eravamo molto battaglieri. Porto ancora i postumi di una frattura alla spalla. Poi ho trovato una fidanzata che faceva molto bene da mangiare. Ingrassavo. Da titolare sono passato riserva. E infine socio sostenitore”.

hugo pratt rugbyIl rugby, seppur di sfuggita, compare in uno dei fumetti di cui Corto Maltese è protagonista. Si tratta di “Tango …y todo a media luz”, ambientato a Buenos Aires, con Corto sulle tracce di Butch Cassidy, Sundance Kid e Etta Place, e di uno strano traffico internazionale di prostitute fra i bordelli della capitale argentina.

Giocatori di rugby fra i disegni preparatori alla storia, ed i ricordi di Pratt legati alla palla ovale: “”Vamos a lo de la Parda”, così urlavano quasi in coro i gagliardi giocatori di rugby del C.A.S.I. (Club Atletico di San Isidro), dopo la penultima bevuta con gli avversari sconfitti del C.U.B.A. (Club Universitario di Buenos Aires), con i genitori, con le sorelle accese per gli sguardi pieni di sottintesi dei compagni di squadra dei fratelli e con i soci anziani del club che spiegavano come ai loro tempi non si sarebbe mai persa quest’ultima meta. “Vamos a lo de la Parda” era il segnale che una gran parte della gioventù sportiva del CASI e del CUBA avrebbe disertato il bar del “San Isidro” per andare a far visita a “La Parda”, un altro tipo di club molto più stimolante di altri. Non ricordo se era l’estate del ‘49 oppure del ‘50, che in Argentina cade a dicembre”.

E a Buenos Aires Pratt aveva giocato proprio nel San Isidro, con un compagno poi divenuto più famoso anche di Corto Maltese. “In Argentina ho fatto parte prima dell’Atletico, poi del Sic, nato da una scissione. Nel Sic giocava anche Guevara. Lì ho conosciuto il “Che”, nel ‘49. Poi sparì ed è diventato quello che è diventato”.

Un piazzato di Antonio Albanese e il Cus batte il Petrarca nel derby padovano (ma è un film)

Thursday, February 14th, 2008

Antonio Albanese entra in campo e con un provvidenziale calcio piazzato regala il successo al Cus Padova nel derby padovano contro il Petrarca. Succede in un film del 2000, “La lingua di Carlo Mazzacurati (nato infatti a Padova), con Albanese, Fabrizio Bentivoglio e, in una piccola parte, Marco Paolini.

Un prezioso omaggio di Mazzacurati alla tradizione ovale di Padova. Si riconoscono il campo dell’Antonianum (con le cupole del Santo sullo sfondo), l’allenatore Piero Monfeli (ex prima linea del Petrarca, poi tecnico del Cus, del Mirano e di altre squadre dei dintorni), lo storico capitano del Cus Carlo Frangioni. E per i loro furti i due protagonisti del film usano una borsa del club del bucranio.

In uscita “La finta di Ivan”: Francescato e il suo rugby, fra genio e passione

Thursday, December 13th, 2007

copertina-la-finta-di-ivan.jpgE’ in uscita presso l’editore Aviano.com “La finta di Ivan. Mete, placcaggi e terzi tempi infiniti: il rugby di Francescato”, scritto da Elvis Lucchese ed Andrea Passerini. Il libro racconta la storia di Ivan Francescato attraverso le testimonianze di familiari, amici ed allenatori, dalle prime esperienze nella Tarvisium agli scudetti e alle avventure europee con la maglia del Benetton, passando attraverso l’ascesa internazionale dell’Italia di Georges Coste, di cui il centro trevigiano fu indiscusso protagonista.

Ivan Francescato, scomparso il 19 gennaio ‘99 a soli 32 anni, è stato uno dei grandi talenti della palla ovale italiana degli anni Ottanta e Novanta. Le sue straordinarie doti atletiche e tecniche, unite ad una contagiosa esuberanza fuori dal campo, lo hanno reso una figura tutt’oggi indimenticata. Rivivendo le tappe della carriera di Ivan Francescato, il libro intende ripercorrere al contempo la memoria di un rugby fatto di passioni viscerali: la vicenda sociale delle “magliette rosse” della Tarvisium e del quartiere trevigiano di San Giuseppe, il talento irresistibile dei sei fratelli Francescato (tutti dediti alla palla ovale, fra i quali ben quattro approdati alla Nazionale maggiore), le generazione di fenomeni che ha condotto l’Italia nel Sei Nazioni, i turbamenti della delicata fase di passaggio dall’amateurism al rugby professionistico a tutti gli effetti. 

“La finta di Ivan” è disponibile attraverso edicole e librerie della rete di distribuzione della rivista Rugby Club (www.rugbyclub.it). Con questo titolo l’editore Aviano.com inaugura una collana di libri interamente dedicata al rugby, intitolata “Area di meta” e diretta da Ivan Malfatto.

La presentazione del volume è prevista sabato 22 dicembre alle ore 17,30 presso la sala-stampa dello stadio di Monigo, in collaborazione con il Benetton Rugby.

I lettori di RugbyPeople possono scaricare l’introduzione del libro, firmata da Andrea Passerini, cliccando qui: L’esempio di Ivan 

“Murderball”. Mark, Bob e la storia del rugby in carrozzina

Wednesday, November 14th, 2007

“Murderball” è un film che riguarda un tipo molto speciale di rugby. Lo segnalo non tanto perchè parli del nostro sport ma semplicemente perchè l’ho trovato un gran film, e decisamente uno dei migliori documentari sullo sport che conosco (alla pari di “When we were kings”, su Muhammad Alì).

Uscito nel 2005 e presentato al Sundance Festival, dove vinse il premio del pubblico ed un premio speciale della giuria, Murderball (prodotto da Mtv) ha girato poco in Italia e non mi risulta sia stato doppiato. Il film racconta la storia della Nazionale USA di “quad rugby” o “wheel chair rugby” nel suo cammino verso i Campionati Mondiali del 2002 e le ParaOlimpiadi di Atene del 2004. La disciplina - detta appunto anche “Murderball” dagli atleti che la praticano - non ha molto a che fare con il rugby vero e proprio, se non il fatto che lo scopo è condurre la palla (rotonda) nell’area di meta avversaria. E’ permesso passare in avanti e non c’è fuorigioco.

bob lujanoCon il rugby il murderball condivide invece una certa fisicità: i partecipanti giocano con una sedia a rotella corazzata come un auto-scontro e non si risparmiano colpi di una certa durezza. Anzi è proprio nell’affrontare lo scontro che i protagonisti trovano il modo per superare i propri limiti e vincere il pietismo della gente. Nel film Mark Zupan e compagni parlano di sè e delle loro vite difficili, persino della loro sessualità, in modo immediato e schietto. Il loro coraggio nell’affrontare le difficoltà quotidiane è commovente. Il mio preferito è l’incredibile Bob Lujano, il cui motto è “no arms, no legs, no problems”. Murderball è tratto dal libro di Mark Zupan, “GIMP, when life deals you a crappy hand you can fold - or you can play”.

Nelle librerie “Alessandro Troncon condottiero azzurro”

Monday, October 22nd, 2007

copertina libro troncon piccolaE’ in questi giorni in libreria “Alessandro Troncon condottiero azzurro”, edito da Sep-Vallardi con la prefazione di Candido Cannavò e le statistiche di Walter Pigatto (160 pagg., 19 euro). Si tratta di un omaggio alla straordinaria carriera di Troncon, ripercorsa fin dai primi passi, a soli sei anni con i Pulcini del Benetton, attraverso foto, memorabilia e i ricordi personali del mediano di mischia trevigiano.

In particolare vengono rivissuti gli storici momenti del rugby azzurro negli anni Novanta e Duemila, con i successi dell’era Coste e l’approdo al Sei Nazioni. Racchiuse fra le 101 presenze con la maglia dell’Italia, dalla partita con la Spagna del ‘94 a quella con la Scozia di poche settimane fa a Saint-Etienne, anche le esperienze di “Tronky” in quattro edizioni dei Mondiali, gli scudetti in maglia Benetton, l’avventura francese con i colori del Montferrand.

Scarica l’introduzione del libro: introduzione-una-storia-semplice.doc