Il gigante Lawes e la storia del Franklin’s Garden. Missione (quasi) impossibile per il Benetton
Saturday, December 12th, 2009
Al Franklin’s Garden di Northampton giocarono, naturalmente vincendo, i primi All Blacks neozelandesi in tournèe in Europa, i cosidetti “Original”. Era il 1905 e la storia viene raccontata da Lloyd Jones nel “Libro della gloria”, una delle opere più suggestive sulla palla ovale. In un luogo così impregnato di tradizione e di passione per il rugby il Benetton disputa oggi il terzo turno di Heineken Cup, di fronte a 13mila tifosi per l’ultimo appuntamento annuale dei “Saints” in maglia verde, nero ed oro, protagonisti finora di una stagione ricca di soddisfazioni (terzo posto in Premiership, una vittoria sul Munster in Europa prima della sconfitta a Perpignan).
L’impegno è durissimo, quasi proibitivo per i biancoverdi, i quali si trovano ad affrontare l’intensità di gioco internazionale dopo una lunga astinenza e due match non pienamente convincenti nel Super Ten, contro Venezia e L’Aquila. Ma dopo l’exploit di Heineken Cup contro il Perpignan – e con la Celtic League all’orizzonte – Treviso è oggi chiamata a dimostrare la sua competitività su qualsiasi terreno straniero. L’allenatore Franco Smith (foto) da parte sua si ritrova finalmente con una squadra al completo, o quasi: in un organico di 40 atleti mancano all’appello solo Williams, Orlando, Costanzo e Neethling, mentre sono ormai vicini al rientro importanti pedine a lungo out come Marcato, Sbaraglini e De Jager.
Lo schieramento per la partita del Franklin’s Garden prevede Marius Goosen in cabina di regia e Tobie Botes all’ala (quasi un secondo estremo, per fronteggiare al meglio il gioco al piede degli inglesi), con il rientro a tutti gli effetti di sette nazionali nel XV titolare. Il Northampton è una squadra priva di grandi finisseur ma dal gioco terribilmente efficace, soprattutto sul campo di casa, dove nei 7 match di questa stagione non ha mai perso.
Ad attrarre l’attenzione dei tifosi delle Midlands è stato di recente il seconda linea Courtney Lawes (201 cm per 115 chili – foto in alto, sotto il video di un suo placcaggio su Thomas del Montpellier), cresciuto a 100 metri dallo stadio, titolare ad appena vent’anni e già celebre per i suoi placcaggi devastanti. “Ma il loro giocatore migliore è probabilmente l’altra seconda linea, Jaundre Kruger, molto fisico e allo stesso tempo tecnico”, sottolinea Smith, dando inevitabilmente credito al conterraneo sudafricano che tuttavia oggi parte in panchina.
“Nel complesso Northampton e Benetton si assomigliano, io e il loro allenatore (Jim Mallinder, ndr) abbiamo la stessa visione del rugby”, commenta Smith, “a differenza di Perpignan e Munster sono una squadra senza grandi stelle ma molto bene organizzata, nella quale ogni giocatore sa bene cosa fare in campo. Sono molto aggressivi nei punti di incontro, dovremo essere disciplinati e pazienti per rispettare il nostro piano di gioco”. Motivazioni supplementari per Andy Vilk, con la maglia dei Saints dal 2003 al 2006.
Tags: All Blacks, Andy Vilk, Benetton Treviso, Celtic League, Courtney Lawes, Franco Smith, Franklin's Garden, Heineken Cup, Jim Mallinder, Lloyd Jones, Marius Goosen, Northampton Saints, Tobie Botes
Brian O’Driscoll è un capitano vero, un vero leader. Quello che manca ad una squadra pur piena di talento come l’Inghilterra, sconfitta a Dublino 14-13 nell’ultima partita degli irlandesi al Croke Park prima del ritorno al Lansdowne Road, ricostruito a tempo di record. E non può essere una vittoria qualsiasi, quella dei verdi del Trifoglio: a Croke Park si consumò uno dei più drammatici episodi del “Bloody Sunday” del 1920, con 14 morti sotto i colpi dei soldati inglesi durante un match di football gaelico.
A quel punto il biondo O’Driscoll ha preso in mano l’inerzia della giornata: prima un drop (6-3), poco dopo una meta per finalizzare un assedio degli avanti sull’area ospite (11-3). Partita risolta, per “BOD” 35esima segnatura in 91 partite, delle quali 54 da capitano.
Euan Murray è tornato ed ha risolto i problemi in mischia chiusa della Scozia. Nella principale fonte di gioco la Nazionale del Cardo era stata dominata dalla Francia nella scorsa partita, mentre sabato ha retto contro una prima linea azzurra che è il nostro reparto maggiormente accreditato a livello internazionale.
Diplomato in Veterinaria, dichiara di avere due punti di riferimento nella sua vita. Uno è il padre Alistair, a sua volta ex pilone, con il quale da piccolo – oggi pesa 120 chili, distribuiti su 185 centimetri di altezza – praticava sessioni di mischia in cucina.

Uno con il talento cristallino di Ivan oggi sarebbe rincorso già a a sedici anni dai procuratori, con un contratto da firmare, o finirebbe a fare rugby dalla mattina alla sera all’accademia federale di Tirrenia (che si chiama “Ivan Francescato”). Lui, appena maggiorenne, aveva smesso col rugby per gestire un distributore di benzina.
Dal Corriere del Veneto del 12 dicembre 2008.
E si capisce allora perché Shane Williams è oggi uno dei giocatori più amati del circo ovale. In uno sport sempre più di Superman, lui quanto a fisico non è nemmeno Batman: solo un Robin qualsiasi, veloce sì ma di taglia terribilmente normale come il suo comunissimo cognome.