Tarvisium, 40 anni in maglietta rossa. Natalino Cadamuro e quel 2 agosto 1969
By elvis. Filed in Brusaporco Rugby Club, Storie di rugby |
In un’estate di chiacchiere, politica e polemiche, torniamo per un attimo al rugby che più ci piace. Un articolo di Andrea Passerini da La Tribuna di Treviso di lunedì 3 agosto.
“Era la festa dei omeni, al bar di Bepi Sari. Io, Ino, altri ragazzi: ero l’unico adulto, a 23 anni. L’Enel aveva creato la mensa a Venezia, potevo tornare alle 6, non più alle 9. A Trieste andammo con il pullman pagato dalla Metalcrom. Vincendo”. Natalino Cadamuro racconta da Orvieto, dove gestisce un agriturismo, quel 2 agosto 1969 in cui vide la luce la Tarvisium.
San Giuseppe, case di qua e di là della Noalese. Campi e pannocchie, nemmeno periferia allora. Quarant’anni dopo quell’idea ha scavalcato il 2000 e si proietta nel futuro con la quarta generazione di ragazzi. Una scuola di vita prima che di rugby (allora solo giovanile, per scelta), parte integrante della città. Esprimendo nel rugby lo spirito di quegli anni di ribellione e libertà. E furono le magliette rosse, inni presi dalla piazza e rielaborati. Emancipazione sociale e rivolta, una piccola grande eresia nel cuore della provincia Dc.
Anche la Tarvisium nasce all’ombra di un campanile, da una scissione con il Lupino, società parrocchiale. “Nata”, nipote del parroco, da adolescente guida l’atletica nel Lupino con “Pino” Benetton. E quando distribuirà l’Unità davanti alla chiesa non farà felice lo zio… La sua prima volta nel rugby, a 17 anni, è da studente, al Besta. Rimedia una gomitata ma quella stramba palla tanto popolare a Treviso gli resterà dentro.
Nel 1962 porta il rugby al Lupino. “Era un gruppo che non doveva rendere conto a nessuno, c’era una componente anarcoide. Mia mamma lavava maglie e riceveva la posta. Mai avrei pensato che saremmo sopravissuti 40 anni”, aggiunge Cadamuro, “men che meno con 240 tesserati ed un florido settore giovanile, e soprattutto lo spirito più bello del rugby”.
Oggi i primi allievi di Cadamuro e Ino Pizzolato sono stati i maestri dei campioni di ieri, ora allenatori delle promesse di domani. Quattro decenni esaltanti. Gli scudetti juniores (5 fra il 1972 e il 1984), la scelta seniores nel 1982, il salto in A nel 1989, il rito degli Sprybryckx, mille gioie, ma anche il dolore di avere salutato troppo presto Ivan, Matteo, il Cin, Plinio, Mandrake. Fior di campioni prestati a Metalcrom e Benetton, all’Italia, una covata ineguagliabile di allenatori, in primis il ferroviere Pizzolato, quasi 40 anni consecutivi di panchina nel più puro dilettantismo.
“Nominato” arbitro da Invernici, Cadamuro lascerà il club, e diventerà il fischietto numero uno in Italia. Ma dirigerà il primo derby Benetton-Tarvisium, nel 1990.
La foto in alto – dal libro “La finta di Ivan”, Aviano.com editore – si riferisce allo scudetto giovanile conquistato nel 1984 (l’allenatore era Ino Pizzolato, primo a sinistra in piedi). Faceva parte di quella squadra anche Ivan Francescato, poi scomparso nel 1999.
Le altre due foto sono della Tarvisium dei giorni nostri e tratte dall’album di Davide “Elf” su Flickr.
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