Il rugby veneto unito: “Qui tradizione e competenze, Treviso merita la Celtic League”
By elvis. Filed in Celtic League |![]()
Dal Corriere del Veneto del 7 luglio 2009
Perplessità sul progetto Celtic League, ma unanime convinzione che nessuno più di Treviso meriti di rappresentare il movimento italiano nel torneo anglosassone: il rugby veneto, da sempre frammentato e litigioso, si ritrova questa volta d’accordo e fa convergere il proprio sostegno alla candidatura del Benetton.
La decisione è attesa il 18 luglio, a conclusione di un consiglio federale fra i più rilevanti di sempre. Giancarlo Dondi, artefice dell’ingresso nel Sei Nazioni con cui il rugby è uscito dal ghetto degli sport minori, si trova oggi a dover scegliere la strada per lo sviluppo futuro. Treviso attende l’esito del processo di valutazione delle candidature, dopo avere presentato la terza tranche di documentazione prevista dal capitolato.
“Siamo fiduciosi, ci sentiamo preparati ma in ogni caso non favoriti: riteniamo di avere il 50% di possibilità di ottenere la partecipazione”, spiega il presidente biancoverde Amerino Zatta, “abbiamo risposto, crediamo in modo esauriente, a tutti i quesiti che la Fir ci ha posto. La gestione tecnica in linea con la Nazionale? Basterà un po’ di buon senso. Il Benetton ha sempre collaborato, oggi peraltro ci ritroviamo con Nick Mallett e Franco Smith (nella foto) che, essendo entrambi sudafricani, non dovrebbero faticare a capirsi”.
Le varie componenti della palla ovale veneta sembrano intanto ritenere imprescindibile l’ammissione del Benetton. Per Pasquale Presutti, anima del Petrarca Padova, “nessuna altra realtà in Italia ha i titoli di Treviso in termini di risultati, di risorse economiche, di competenze, con alle spalle, per di più, una regione come il Veneto con strutture e tradizione rugbistiche senza uguali”. Il tecnico critica invece il ridimensionamento del campionato: “Viene difficile accettare che nulla sia stato fatto per rilanciare il Super Ten e sostenere i club, contro i quali ci si scaglia invece dopo ogni sconfitta della Nazionale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Moscardi (foto sotto), 44 presenze in azzurro fra le quali 19 da capitano. “Non voglio neppure pensare che il Benetton non venga scelto”, commenta l’ex tallonatore rodigino, oggi testimonial del Sei Nazioni, “Treviso dovrà poi sapersi fare portavoce di un territorio ricchissimo dal punto di vista rugbistico, sul modello delle province irlandesi. Confrontarsi ad alto livello con gli anglosassoni può aiutare un movimento stanco, ma allo stesso tempo dovrebbe esserci un investimento serio per far crescere la base non solo i giocatori ma anche allenatori, dirigenti, arbitri”.
L’opinione comune è che quindi l’ingresso nella Celtic League non guarirà il rugby italiano dai suoi molti mali. Per i club, attanagliati dalla crisi e in mezzo al guado delle riforme dei campionati, è anzi un’estate torrida. “Il ritiro di Calvisano è un segnale drammatico”, sottolinea il presidente del VeneziaMestre, Tommaso Pipitone, “la forbice fra alto livello e rugby di base si aprirà ancora di più e non comprendo quindi come si attuerà il riciclo di giocatori. Ci sarebbe piaciuto giungere ad una candidatura veneta fra più società, credo comunque che il progetto di Treviso sia il più accreditato. Come potrebbe la Fir spiegare l’esclusione del Benetton?”.
Stefano Bettarello, un passato fra Rovigo e Treviso e primo italiano chiamato con i Barbarians, pone l’accento sulla tradizione. “E’ un valore anche nel rugby moderno e quella del Veneto non può essere ignorata”, spiega, “senza ombra di dubbio la Celtic deve essere data al Benetton, visto che ne’ Viadana ne’ Roma hanno le capacità e la storia dei biancoverdi. Ma il progetto della Federazione, nel suo complesso, ha basi molto precarie”.
Tags: Alessandro Moscardi, Amerino Zatta, Benetton Treviso, Celtic League, Franco Smith, Giancarlo Dondi, Nick Mallett, Pasquale Presutti, Petrarca Padova, Sei Nazioni, Stefano Bettarello, Tommaso Pipitone



Tuesday, August 4th 2009 at 4:22 pm
E abbiamo visto com’è finita… Per rispondere al presidente Pipitone: la FIR ha scelto di NON SPIEGARE l’esclusione, nascondendosi dietro il dito dello scrutinio segreto. Congratulazioni a tutti, eh? Bel lavoro.